Se si osserva la distribuzione geografica delle operazioni di fusione e acquisizione in Italia, un dato emerge con chiarezza: la Lombardia è il cuore pulsante dell’M&A italiano. Non è semplicemente la regione più attiva, lo è per un margine così ampio da superare, da sola, la somma delle due regioni immediatamente successive nella classifica.
Una regione che vale un quarto del mercato nazionale
Circa un’operazione su quattro registrata a livello nazionale ha per oggetto un’impresa con sede in Lombardia. Seguono, a distanza significativa, Veneto ed Emilia-Romagna, mentre il Lazio si colloca stabilmente tra le regioni più attive grazie alla concentrazione di sedi di gruppi corporate e di filiali di multinazionali, e il Piemonte completa il quadro delle prime cinque regioni per numero di operazioni.
Perché la Lombardia attrae così tanta attività di M&A
Il primato lombardo non è un dato episodico legato a una o due grandi operazioni, ma il riflesso di una struttura industriale e finanziaria che si è consolidata nel tempo: la maggiore densità di imprese manifatturiere e di servizi del Paese, la presenza della piazza finanziaria più importante a livello nazionale, e la concentrazione della gran parte degli operatori di advisory legale, finanziario e fiscale specializzati in operazioni straordinarie.
Un mercato comunque nazionale
Ciò non significa che l’attività di M&A sia un fenomeno esclusivamente lombardo: ogni regione italiana, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, registra ogni anno un flusso proprio di operazioni, spesso Mainini & Associati ha concluso operazioni, ad esempio, in Campania. La concentrazione lombarda convive quindi con una diffusione realmente nazionale del fenomeno, un elemento importante per chi opera con clienti al di fuori dei principali poli metropolitani. L’Italia è infatti ricca di PMI importanti per il territorio anche e soprattutto in provincia.
L’implicazione operativa
Per un imprenditore lombardo che valuta un’operazione straordinaria, questo significa operare in un mercato particolarmente liquido e competitivo, con un numero elevato di potenziali controparti e di operatori specializzati disponibili sul territorio; per un imprenditore con sede in altre regioni, significa che l’assenza di una piazza finanziaria di riferimento locale non è un ostacolo strutturale, ma richiede spesso l’affiancamento di un advisory con una prospettiva realmente nazionale.
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