Chi segue il mercato M&A italiano attraverso i report più diffusi rischia di farsi un’idea distorta delle sue reali dimensioni. Gli osservatori di mercato più noti, infatti, tendono a rilevare soltanto le operazioni di dimensione superiore a una certa soglia, spesso legata alla presenza di un advisor finanziario o alla comunicazione pubblica della transazione. Le analisi più approfondite, che includono anche le cessioni di quote non comunicate ufficialmente, restituiscono un quadro molto più ampio: quasi tre volte il numero di operazioni rilevate dai tracker istituzionali.
Un mercato sommerso fatto di piccole cessioni
La differenza non è un’anomalia statistica, ma un effetto strutturale del modo in cui viene raccolta l’informazione. Le migliaia di cessioni di quote di S.r.l. di piccole dimensioni,spesso passaggi generazionali, acquisizioni di filiera, consolidamenti tra imprese dello stesso territorio, raramente vengono comunicate con un comunicato stampa o assistite da un advisor di rilievo nazionale, e per questo restano fuori dai radar dei report più citati dalla stampa economica.
Anche il valore complessivo può essere sottostimato
Non si tratta soltanto di un tema di numero di operazioni: anche il valore complessivo del mercato, se calcolato includendo l’universo più ampio di transazioni disponibili, può risultare superiore rispetto alle stime pubblicate dagli osservatori più selettivi. Questo accade in particolare nei periodi in cui si concentrano operazioni di grande dimensione che, pur essendo pubbliche, non sempre vengono ricomprese nei database con la stessa tempestività o completezza.
Perché questo divario conta per chi opera nel settore
Per un advisor, un fondo di investimento o uno studio legale specializzato in M&A, la conseguenza pratica è che affidarsi esclusivamente ai report più noti significa vedere solo la punta dell’iceberg. La parte sommersa del mercato è quella che genera il maggior numero di mandati, la concorrenza più diretta in fase di origination e i parametri di prezzo effettivamente applicati alla stragrande maggioranza delle imprese italiane che cambiano proprietà ogni anno. Conoscerla, e non solo leggerne le sintesi ufficiali, fa la differenza nella qualità del servizio offerto a chi vende o acquista un’azienda.
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