Aprile è il momento giusto per fermarsi. Non molto (gli imprenditori non si fermano volentieri) ma abbastanza da guardare indietro e capire cosa è successo nei primi tre mesi dell’anno.
Per fare un report. Per decidere cosa fare diversamente nei prossimi nove mesi.
Perché la revisione trimestrale è più utile di quella annuale
La maggior parte delle PMI fa una pianificazione annuale a dicembre dell’anno precedente ovvero a gennaio. Poi torna a guardarla a dicembre, spesso per scoprire che la realtà ha preso una direzione diversa.
Il trimestre è l’unità di misura più utile per la gestione operativa: in molti business è un periodo di tempo abbastanza lungo da avere dati significativi ma è abbastanza breve da permettere correzioni di rotta tempestive.
Ovviamente, chi rivede la propria strategia ogni tre mesi prende decisioni migliori di chi aspetta la fine dell’anno.
Infatti le società quotate hanno obblighi in tal senso (trimestrali, semestrali etc.)
Le domande da farsi a fine trimestre
Non solo numeri:
Sui risultati
- Cosa ha sovraperformato le aspettative (e se sono sicuro di sapere il perché, o sto attribuendo a una causa quello che è stato solo fortuna o congiuntura favorevole)?
- Cosa ha deluso (una decisione, una persona, un processo, una commessa)?
- Delle decisioni prese a gennaio, quante erano decisioni vere e quante erano rimandi travestiti da strategia?
- Se ricominciassi il trimestre, cosa non farei?
Sulle priorità
- Le priorità di gennaio erano davvero priorità, o erano la lista delle cose comode da fare per prime?
- Quante ore ho dedicato questa settimana alle cose che tra cinque anni conteranno ancora? E quante a cose che tra cinque settimane non ricorderò?
- Cosa ho rimandato per tre mesi consecutivi?
Sulle persone
- Le persone che stanno performando? Ho termini misurabili?
- Il feedback che do è utile a chi lo riceve??
- Chi sta performando bene: lo sa?
- Servono altri collaboratori?
Su di me
- Il ritmo che sto tenendo è sostenibile? dedico il tempo anche alla salute ed alla famiglia?
- Negli ultimi tre mesi ho preso almeno una decisione difficile?
- IL mercato nel primo trimestre è andato come da aspettative? Si è modificato il previsionale dell’anno?
Il valore del silenzio produttivo
Queste domande non si fanno in una riunione di team; si fanno con un advisor di fiducia, in uno spazio libero da distrazioni operative.
La maggior parte degli imprenditori non si concede questo spazio. Lavorano dentro l’azienda costantemente, e raramente si mettono nella posizione di guardare l’azienda dall’esterno con un consulente esterno.
IL consulente non serve per dire all’imprenditore come fare il suo lavoro o come sta andando il mercato, su questo l’imprenditore è maestro: il consulente esterno server per dare una valutazione dell’azienda dall’esterno, serve per discutere con lucidità e competenze diverse, serve, soprattutto per:
- fare ciò che il cervello umano fa fatica a fare da solo: separare il segnale dal rumore. Quando si è immersi nell’operativo, tutto sembra ugualmente urgente e ugualmente rilevante. Il consulente esterno porta la domanda giusta nel momento giusto, che è spesso la cosa più rara e più preziosa.
- dire ad alta voce ciò che si pensa già in silenzio. Spesso l’imprenditore sa già dove sta il problema.
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