M&A in Italia: seconda parte di anno. Il mercato italiano delle fusioni e acquisizioni sembra destinato a confermare una caratteristica ormai strutturale: la sua componente di piccola e media impresa resta straordinariamente stabile da un periodo all’altro, mentre uno strato più ristretto di operazioni di grande dimensione – infrastrutture, lusso, real estate di pregio, riorganizzazioni societarie di gruppo – continua a determinare, da solo, l’andamento dei valori complessivi dichiarati.
Il motore delle PMI non mostra segnali di rallentamento
L’evidenza raccolta nei mesi più recenti conferma che il numero di operazioni concluse resta sostanzialmente costante, a prescindere dalle oscillazioni, anche marcate, dei valori aggregati. È un segnale importante per chi valuta un’operazione straordinaria: la domanda di acquisizione di piccole e medie imprese italiane non dipende in modo significativo dalla presenza o assenza, in un dato periodo, di una manciata di operazioni di grande dimensione.
Tre elementi da monitorare
Tre fattori meritano attenzione particolare nei prossimi mesi. Il primo riguarda la trasparenza del mercato: affidarsi esclusivamente alle statistiche più diffuse continua a comportare il rischio di perdere visibilità su una parte sostanziale dell’attività reale, concentrata nel segmento delle PMI. Il secondo riguarda la continuità degli operatori: gli investitori e gli advisor che mantengono una presenza costante nel mercato italiano, operazione dopo operazione, restano un segnale più affidabile di una strategia solida rispetto a chi compare una sola volta in relazione a un’operazione isolata. Il terzo riguarda la crescente disponibilità di parametri di riferimento sempre più puntuali sul valore delle imprese, un elemento che aiuta a impostare aspettative di prezzo più realistiche fin dalle fasi preliminari di una trattativa.
M&A in Italia: seconda parte di anno. Come prepararsi, indipendentemente dal contesto macroeconomico
Per un imprenditore che valuta una cessione o un’acquisizione, l’indicazione pratica che emerge da questo quadro è che la preparazione conta più della congiuntura: una struttura societaria ordinata, una contabilità affidabile ed affidarsi ad un consulente che davvero è abituato a gestire i processi di M&A delle PMI restano gli strumenti più efficaci per affrontare un’operazione straordinaria in qualunque fase del ciclo di mercato ci si trovi.
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