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PMI borsa italiana mainini e associati andrea filippo mainini

Le PMI la fanno da padrona in Borsa Italiana 

La crescita delle PMI nella Borsa Italiana è sotto gli occhi di tutti, così come il sentimento di fiducia per il futuro. Attualmente, i finanziamenti esterni sono preferiti rispetto al credito bancario, a causa dei tassi di interesse troppo alti. 

 

PMI e borsa: risultati e ottimismo in crescita 

Le IPO (Initial Public Offering) delle PMI battono le IPO standard e la partita finisce 26 a 6. Questo il risultato delle quotazioni dell’anno 2022 su Euronext Growth Milan, di cui abbiamo parlato in nell’articolo dedicato al segmento di Borsa italiana delle piccole e medie imprese “PMI in Borsa e le nuove regole per favorire le quotazioni”. 

La fiducia generale degli amministratori e dei soci delle PMI ha trainato tutto il settore. 

L’ottimismo è percepito anche da Anna Lambiase, CEO di IR Top Consulting, IPO Partner di Borsa Italiana che in un intervento del 1° marzo 2023 pubblicato su Il Bollettino, notava che: «il sentiment generale è molto positivo, visto che la fiducia degli amministratori delegati sulla crescita dei ricavi nel 2023 si attesta al 89%». 

A differenza degli altri segmenti di mercato, l’Euronext rappresenta maggiormente le peculiarità del sistema imprenditoriale e territoriale italiano. Le boutique imprenditoriali che ne fanno parte hanno molto know-how, una forte spinta all’innovazione e un’alta qualità del prodotto e del servizio. 

In tempi non sospetti, intervistato dal quotidiano il Bollettino sul tema PMI in borsa, di cui a questo articolo “Pmi in borsa, l’Avv. Mainini: Quotarsi conviene: ecco perché”, avevo evidenziato come «Attualmente, secondo alcune ricerche di mercato, sono 2.000 le PMI italiane con i requisiti adatti per quotarsi». 

 

PMI: le ragioni del ricorso ai finanziamenti esterni 

Come mai questo ottimismo?  

Come spiegato in “PMI e Private Equity – Imprese italiane e crescita “ADD-ON” la politica di espansione per le vie esterne, tramite le acquisizioni societarie, è una delle vie privilegiate per gli imprenditori per accrescere il posizionamento della propria società.  

Le PMI quotate usano infatti la finanza raccolta sul mercato per orientare le proprie scelte politiche verso fusioni ed acquisizioni. Il mercato è molto appetibile per chi ha provvista finanziaria o riesce ad essere finanziato e, in un momento storico di tassi di interesse molto alti, i player del mercato provano ad ottenere credito con canali alternativi a quello bancario. 

Il nostro studio ha verificato, durante molti anni di assistenza ai clienti, che le società che operano sul mercato con politiche espansive raggiungono obiettivi e multipli di rendimento maggiori anche di dieci volte rispetto alle società che non adottano questa politica. Il tutto mantenendo, e spesso incrementando, lo standard di qualità dei prodotti e dei servizi. 

Non solo, secondo gli studi di IR Top Consulting, il 71% dei manager di società appena quotate prevedono un aumento esponenziale di assunzioni nelle proprie aziende ed un incremento degli investimenti in campo ESG (Environmental, Social, Governament), frutto del crescente interesse per la sostenibilità di imprese e organizzazioni. 

A livello macroeconomico, in un mercato molto ballerino, le performance delle PMI quotate rimangono invece stabili e positive. Il trend è in evoluzione: i primi dati ci dicono che sono molte le società che hanno contattato la nostra realtà o quella di altri consulenti per sondare la possibilità di quotazione della propria impresa. Stiamo parlando di clienti in settori più disparati: pharma, lusso, tech, salute ed industria. 

I clienti spesso contattano gli advisor anche perché sono a conoscenza della normativa sul credito di imposta (credito sino a € 500 mila sui costi della quotazione). Il processo di quotazione non comporta pertanto un impatto negativo molto rilevante sui costi dell’azienda. 


Un contributo di Andrea Filippo Mainini

 

 

 

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