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Il punto – in breve – sulla riforma fiscale 2024

L’Agenzia delle Entrate ha reso note le istruzioni operative necessarie per l’attuazione della Riforma Fiscale e il Governo sta adottando un decreto per ottimizzare la pianificazione della attività di riscossione dell’Agenzia delle Entrate.

La circolare attuativa dell’Agenzia delle Entrate

La Circolare n. 2/2024 di attuazione del primo modulo di riforma delle imposte sul reddito delle persone fisiche approvate con il Decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 216, consente di comprenderne appieno le modalità di attuazione.

La circolare riguarda la prima fase della riforma fiscale che è entrata in vigore al 22 febbraio mentre le norme sulla riforma dell’accertamento con contradditorio preventivo avranno piena attuazione dal 30 aprile 2024 e quelle relative al concordato si applicano a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023.

La riforma prevede la riduzione delle aliquote IRPEF che vengono ridotte. La Circolare citata chiarisce che per il periodo d’imposta 2024, i redditi sono suddivisi in tre scaglioni anziché quattro, con le relative aliquote corrispondenti:

  • 23% per i redditi fino a € 28.000;
  • 35% per i redditi superiori a €28.000 euro e fino a € 50.000 euro;
  • 43% per i redditi oltre questa soglia.

Le altre novità introdotte dalla riforma fiscale 2024

Altre novità per il 2024 includono un aumento di € 75 nella detrazione per il lavoro dipendente, una riduzione delle detrazioni per alcuni oneri per i redditi superiori a € 50.000 e l’eliminazione dell’agevolazione per la capitalizzazione delle imprese (ACE). Inoltre, la detrazione per i titolari di redditi da lavoro dipendente e redditi assimilati è aumentata da 1.880 a 1.955 euro per redditi complessivi non superiori a 15.000 euro.

L’area no tax (esenzione fiscale per i dipendenti)  sale a € 8.500.

Per quanto riguarda le addizionali regionali e comunali, la Circolare fornisce dettagli sulle disposizioni specifiche per il calcolo, tenendo conto delle modifiche introdotte dalla Riforma Fiscale.

La pubblicazione delle istruzioni operative rappresenta un passo fondamentale per l’attuazione della Riforma Fiscale e per garantire la corretta applicazione delle nuove disposizioni fiscali previste per il periodo d’imposta 2024.

Il decreto 11 marzo per la pianificazione della riscossione e il discarico automatico

Nel corso del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo 2024, il Governo ha inoltre approvato in esame preliminare, un decreto legislativo che introduce disposizioni in materia di riordino del sistema nazionale della riscossione.

Il provvedimento prevede che l’Agenzia delle entrate-riscossione si doti di una pianificazione annuale che assicuri la riscossione dei crediti tributari avuti in affidamento dai diversi Enti creditori.

La norma intende ottenere un più tempestivo tentativo di notifica della cartella di pagamento e degli atti interruttivi della prescrizione per migliorare e velocizzare le attività di gestione e di recupero.

Il provvedimento introduce, a decorrere dall’anno fiscale 2025, l’istituto del discarico automatico dei ruoli affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dopo il decorso di cinque anni dalla data di affidamento.

Sono esclusi dal discarico i ruoli i cui crediti sono oggetto di procedure esecutive, concorsuali o di accordi di ristrutturazione del debito ai sensi del codice della crisi d’impresa.

Il discarico non comporta automaticamente l’estinzione del debito e quindi l’Ente creditore può provvedere alla riscossione diretta del credito che non sia nel frattempo prescritto.

Se si trova invece in presenza di elementi reddituali o patrimoniali del debitore che siano nuovi, significativi e promettenti in termini di capienza, può decidere di riaffidarlo all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Il Ministero dell’economia e delle finanze e l’Ente creditore possono esercitare un’azione di controllo sull’azione di recupero dei crediti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione e su quella di discarico automatico, arrivando fino a contestare all’agente della riscossione l’intervenuta decadenza o prescrizione del diritto di credito.