News

Altre news

Il domani dell’intelligenza artificiale: scenari e dialoghi con Roberto Marseglia.

I cambiamenti della supply chain globale nel primo quadrimestre del 2024: a causa dei

Recesso del socio dalla società. Possibile il recesso ad nutum.

Recentemente, la Corte

Fusione e scissione immobiliare. abuso- mainini e associati

Abuso del diritto nell’operazione di fusione e scissione di società immobiliari. Interpello n. 84 dell’Agenzia delle Entrate.

Risposta Interpello n. 84 dell’Agenzia delle Entrate: Abuso del diritto nell’operazione di fusione e scissione di società immobiliari

Nella recente risposta all’interpello n. 84, l’Agenzia delle Entrate ha affrontato un caso di riorganizzazione societaria all’interno di un gruppo familiare, mettendo in luce la possibile sussistenza di un abuso del diritto ai sensi dell’art. 10-bis della L. 212/2000.

Il caso riguarda tre società di gestione immobiliare, tutte detentrici di lotti di uguale valore e partecipate paritariamente da membri di una stessa famiglia. A causa di divergenze sul futuro delle attività, i soci desiderano separarsi, ciascuno diventando titolare esclusivo di una società e del rispettivo lotto immobiliare. Per raggiungere questo obiettivo, hanno scelto di ricorrere alla fusione delle tre società seguita da una scissione asimmetrica.

Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato la mancanza di una reale finalità riorganizzativa in questa operazione e ha sottolineato come la suddetta riorganizzazione potrebbe configurare un trasferimento di partecipazioni tra i soci con conseguente vantaggio fiscale indebito. Le argomentazioni dell’Agenzia ruotano attorno alla mancanza di una vera finalità riorganizzativa e alla possibile prevalenza degli interessi individuali dei soci rispetto a quelli delle società coinvolte.

In passato, l’Agenzia ha giudicato non elusive operazioni simili di fusione e scissione di società immobiliari, se finalizzate a favorire la separazione tra i soci e lo sviluppo futuro delle attività. Tuttavia, nel caso in esame, la separazione delle attività era già prevista nell’assetto iniziale, rendendo dubbia la reale finalità riorganizzativa dell’operazione.

Infine, si è sollevato il quesito se la modifica della compagine sociale possa godere della neutralità fiscale. Si potrebbe argomentare che, con l’emersione delle plusvalenze, si introduca un elemento realizzativo in un contesto meramente riorganizzativo, ma è importante considerare anche il rispetto delle simmetrie positive e il mantenimento del valore iniziale delle partecipazioni per i soci.

In sintesi, la risposta interpello n. 84 evidenzia la complessità delle operazioni societarie e l’importanza di una chiara finalità riorganizzativa per evitare possibili abusi del diritto e vantaggi fiscali indebiti.

Ulteriore considerazione. Il patrimonio immobiliare così suddiviso derivava, probabilmente, da una successione ereditaria: ecco che si evidenzia l’importanza di prevedere una successione testamentaria in modo da evitare, agli eredi, oneri pesanti per il riassetto delle quote ereditate.

 

qui il link dell’interpello: Agenzia Entrate n. 84/24