Prime indicazioni al Decreto 8 marzo 2020

In base alle prime precisazioni del Governo e Confindustria osserviamo:

  1.  Non esiste un divieto di spostamenti per motivi di lavoro comprovati:

      1.a. sono consentiti gli spostamenti verso il posto di lavoro e ritorno ad eccezione dei soggetti che sono sottoposti a quarantena o risultati positivi al virus;

      1.b. gli spostamenti sono consentiti da e verso l’esterno delle aree interessate dal provvedimento /territoriale;

      1.c il comprovato motivo lavorativo potrà essere provato attraverso:

– cedolino paga;

– tesserino identificazione aziendale;

– dichiarazione del datore di lavoro che attesti l’esigenza del    viaggio.

Rimane ferma la possibilità di ricorrere alle modalità di lavoro agile (richiamate nell’art. 2, lett. r del DPCM) per tutto il territorio nazionale, cui si aggiunge la raccomandazione ai datori di lavoro di favorire, in questa fase, la fruizione dei periodi di congedo ordinario o di ferie dei propri dipendenti.

Si suggerisce di adottare le seguenti misure di prevenzione e cautela nei confronti dei trasportatori:

a) limitare la discesa dai mezzi degli autisti e munirli di dispositivi medici a protezione di mani, naso e bocca;

b) qualora il carico/scarico richieda la discesa dal mezzo rispettare, in aggiunta, la misura di sicurezza della distanza di un metro tra le persone;

c) trasmettere la documentazione di traporto in via telematica.

I datori di lavoro sono chiamati a promuovere le opportune misure di prevenzione, a partire da quelle igienico-sanitarie contenute nell’Allegato al DPCM.

2.  Le nuove limitazioni non determinano il blocco delle merci, in entrata e in uscita dai territori interessati e circolanti all’interno degli stessi. Pertanto, il personale addetto alla conduzione dei mezzi di trasporto potrà fare ingresso dalle aree richiamate e uscire da esse, per svolgere le operazioni di consegna o prelievo delle merci stesse. Anche in questo caso, le comprovate esigenze di trasferimento potranno essere oggetto di verifica da parte delle Autorità competenti, mediante l’esibizione di idonea documentazione, tra cui i documenti di trasporto o le fatture di accompagnamento.

In attesa di ulteriori disposizioni, si suggerisce di adottare le seguenti misure di prevenzione e cautela nei confronti degli autotrasportatori

  1. a) limitare la discesa dai mezzi degli autisti e munirli di dispositivi medici a protezione di mani, naso e bocca;
    b) qualora il carico/scarico richieda la discesa dal mezzo rispettare, in aggiunta, la misura di sicurezza della distanza di un metro tra le persone;
    c) trasmettere la documentazione di traporto in via telematica.

* Fonti:

DPCM

note esplicative pubblicate dal Ministero degli Esteri e dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

Note esplicative Confindustria, Assolombarda.

 

Sicurezza del lavoro: sanzioni in materia

Il datore di lavoro è colui che ha le maggiori responsabilità in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Ha, innanzitutto, due obblighi non delegabili.

  • La valutazione di tutti i rischi (redazione del Documento di Valutazione dei Rischi),
  • la nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).     

Il Datore di Lavoro, che non ottemperasse a tale  obbligo di redazione del DVR, è suscettibile di sanzione con ammenda che va da un minimo di 1.096€ ad un massimo di 4.384€ (se il documento risulta incompleto). In caso di omessa redazione invece, il Datore di lavoro rischia l’arresto da tre a sei mesi o un’ammenda da 2.500€ a 6.400€.

Se a mancare invece è la nomina dello RSPP, vi è l’arresto da tre a sei mesi o un’ammenda da 2.500€ a 6.400€.

Per inadempienze relative agli obblighi di informazione, formazione e addestramento dei dirigenti, dei preposti nonché dei lavoratori e dei loro rappresentanti, il datore di lavoro può essere sanzionato con l’arresto da due a quattro mesi o con un’ammenda da 1.315,20 € a 5.699,20 €.

Gli obblighi in capo sia al Datore di lavoro che al Dirigente.

  • arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.315,20€ a 5.699,20€ nel caso in cui i lavoratori vengano adibiti a mansioni non adatte alle loro capacità professionali o alle loro condizioni di salute;
  • ammenda da 2.192€ a 4.384€ per mancato invio dei lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste,
  • arresto da due a quattro mesi o ammenda da 822€ a 4.384€ per mancata consegna agli RLS del Documento di Valutazione dei Rischi.
  • sanzione amministrativa pecuniaria da 500€ a 1.800€ per omessa comunicazione all’INAIL degli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro di almeno 1 giorno, escluso dell’evento, ai soli fini statistici e informativi;
  • sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000€ a 4.500€ per omessa denuncia all’INAIL degli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro superiore a 3 giorni;
  • sanzione amministrativa pecuniaria da 50€ a 300€ per omessa comunicazione all’INAIL dei nominativi del RLS.