Le novità IMU per i beni merce invenduti

Lo scorso 28 agosto 2013 il Consiglio dei Ministri, riunitosi a Palazzo Chigi, ha stilato un decreto legge che, da un lato, conferma la sospensione dell’acconto IMU 2013, prevista dall’art.1 comma 1 del D.L. 54/2013, e dall’altro apporta modifiche sostanziali, ampliandone l’ambito soggettivo di esenzione (per gli immobili merce invenduti).

Il Decreto varato dal Governo Letta cancella la prima rata 2013, e prevede un impegno politico sulla sospensione della seconda, nel contesto della legge di stabilità 2014.

La cancellazione dell’imposta per il 2013 include oltre alle abitazioni principali non di lusso e relative pertinenze (nei limiti fissati dal D.L. 201/2011) anche i terreni agricoli e i fabbricati rurali, mentre per la riforma complessiva della tassazione degli immobili, con l’introduzione della service tax, si dovrà attendere la Legge di stabilità 2014.

Forniamo di seguito un approfondimento per quanto riguarda la tassazione attuale e futura ai fini IMU degli immobili merce rimasti invenduti.

La disciplina IMU per gli immobili merce invenduti

Al fine di infondere slancio all’edilizia, il decreto legge D.L. 102/2013, approvato dal CdM lo scorso 28 agosto 2013 ed entrato in vigore dal 31 agosto 2013, all’art.2, si preoccupa di ridurre il peso fiscale connesso agli immobili costruiti ma rimasti invenduti.

Si riporta di seguito il testo dell’art.2 citato:

NORMATIVA –

1.Per l’anno 2013 non è dovuta la seconda rata dell’imposta municipale propria di cui all’articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, relativa ai fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati.

2.All’articolo 13 del predetto decreto-legge n. 201 del 2011 sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 9-bis è sostituito dal seguente: “9-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2014 sono esenti dall’imposta municipale propria i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati.”

Il provvedimento, infatti, abolisce per il 2013 la seconda rata dell’IMU a favore dei cosiddetti “beni merce” ossia i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita.  L’esenzione dall’IMU rimane valida per tutto il periodo in cui permane tale destinazione d’uso; a interrompere tale agevolazione può essere anche la locazione dei fabbricati.

Anche dal 1° gennaio 2014 saranno esentati dalla nuova imposta i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga la destinazione e non siano in ogni caso locati

TASSAZIONE AI FINI IMU IMMOBILI MERCE INVENDUTI

NEL 2013 -> SOLO ACCONTO IMU DOVUTO – NO SALDO DAL 2014 -> NE’ ACCONTO NE’ SALDO DOVUTI

art. 2 del DL 102/2013 del 31 agosto 2013 -> gli “immobili merce”, costruiti ma rimasti invenduti sono esentati dal versamento del saldo IMU 2013 e dall’imposta dal 2014.

Nelle more dei chiarimenti dell’Amministrazione Finanziaria e della pubblicazione ufficiale del Decreto legge da parte del legislatore, proviamo a delimitare il perimetro della agevolazione.

In primo luogo la norma fa riferimento:

– ai fabbricati costruiti. Non c’è alcuna distinzione fra fabbricati abitativi e strumentali; quindi l’esenzione dall’imposta municipale si applica sia per le abitazioni che per gli uffici o capannoni se costruiti per la vendita;

l’esclusione dall’imposta spetta al costruttore, cioè al soggetto titolare del permesso di costruzione del fabbricato. La norma non richiede che l’impresa costruttrice abbia come oggetto dell’attività propria la costruzione di fabbricati. Pertanto l’esclusione da imposta può essere usufruita da qualsiasi impresa che abbia costruito i fabbricati per la vendita anche come attività secondaria;

– la norma non contempla i fabbricati oggetto di interventi di recupero. Generalmente il legislatore fiscale assimila alle imprese di costruzione anche quelle di ripristino. Ad esempio, ai fini Iva, l’articolo 10, punti 8 e 8 bis del D.P.R. 633/72 prevede il medesimo regime (facoltà di applicare l’Iva su opzione) per i fabbricati abitativi posseduti dalle imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che hanno effettuato gli interventi di cui all’articolo 3, lettere c), d) e f) del D.P.R. 380/2001. I fabbricati ottenuti da una ristrutturazione da parte di un’impresa di costruzione hanno la medesima natura di quelli nuovi e quindi dovrebbero avere il medesimo trattamento ai fini dell’imposta municipale. Senza dimenticare l’ipotesi in cui la ristrutturazione è accompagnata da un ampliamento e quindi sarebbe oltremodo difficile, a opera finita, distinguere il nuovo dal ristrutturato;

l’esclusione dall’imposta scatta quando il fabbricato è ultimato, quindi accatastato. Sino a tale momento l’imposta municipale è comunque dovuta sul valore venale dell’area di sedime;

– la norma è precisa nel definire che si deve trattare di fabbricati destinati alla vendita.  Riteniamo che l’unica modalità di individuazione di tali fabbricati sia di natura contabile. Quindi i fabbricati devono essere classificati fra le merci e indicati quindi fra le rimanenze nell’attivo circolante dello stato patrimoniale, ovvero nel libro Iva acquisti per i contribuenti in contabilità semplificata;

sono escluse dal beneficio le imprese immobiliari di gestione e cioè quelle che acquistano i fabbricati finiti per destinarli alla vendita; questi soggetti pertanto nelle more della vendita devono assolvere l’Imu anche per i fabbricati sfitti;

– invece, l’articolo 2 del decreto legge risolve il problema delle cooperative edilizie a proprietà indivisa. Nella prima versione dell’Imu la cooperativa poteva usufruire soltanto della detrazione per l’abitazione principale, ma non dell’aliquota ridotta, anche se non era dovuta la quota di imposta riservata allo Stato. Ora il comma 3 dell’articolo 2 equipara alla abitazione principale le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci. L’Imu pertanto non dovrebbe essere più dovuta da queste cooperative;

 – l’esclusione da imposta è prevista a condizione che i fabbricati non siano locati; quindi la concessione in comodato non dovrebbe far venir meno l’agevolazione;

la modifica normativa avviene nel comma 9-bis del D.L. 201/2011 e sostituisce la disposizione che attribuiva ai Comuni la facoltà di ridurre l’aliquota di base fino alla metà (3,8 per mille) per un periodo non superiore a tre anni dalla ultimazione dei lavori. Invece ora l’esenzione da Imu per i fabbricati invenduti è a regime senza limiti temporali.

CARATTERISTICHE RICHIESTE PER FRUIRE DELLE AGEVOLAZIONI

AMBITO   SOGGETTIVO
COSTRUTTORE   DELL’IMMOBILE (SOCIETA’ IMMOBILIARI DI COSTRUZIONE) L’esclusione dall’imposta spetta al   costruttore, cioè al soggetto titolare
del permesso di costruzione del fabbricato
La norma non richiede che l’impresa costruttrice abbia   come oggetto dell’attività propria la costruzione di fabbricati. Pertanto   l’esclusione da imposta può essere usufruita da qualsiasi impresa che abbia   costruito i
fabbricati per la vendita anche come   attività secondaria
Sono   escluse dal beneficio le immobiliari di gestione, cioè quelle
che acquistano  i  fabbricati  finiti   per destinarli   alla  vendita;   questisoggetti         pertanto   nelle more della vendita, devono assolvere l’Imu
anche per i fabbricati sfitti.
AMBITO   OGGETTIVO
COSTRUITI L’esenzione   IMU  si   applica  sia ai fabbricati abitativi       che strumentali(uffici o capannoni se costruiti per la   vendita)
NON OGGETTO   DI La norma non contempla i   fabbricati oggetto di interventi di recupero. Generalmente il legislatore   fiscale assimila alle imprese di costruzione anche quelle di ripristino. Ad   esempio, ai fini Iva, l’articolo 10, punti 8 e

8 bis  del   D.P.R.  633/72  prevede   il   medesimo  regime (facoltà    di

applicare  l’Iva  su  opzione)  per  i  fabbricati  abitativi   posseduti  dalle
imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che hanno effettuato gli   interventi di cui all’articolo 3, lettere c), d) e f) del D.P.R. 380/2001. I

fabbricati   ottenuti da una ristrutturazione da parte di         un’impresa   di

costruzione  hanno   la  medesima  natura    di   quelli   nuovi  e    quindi

dovrebbero  avere   il   medesimo  trattamento    ai   fini    dell’imposta

municipale.  Senza   dimenticare   l’ipotesi  in  cui   la  ristrutturazione   è
accompagnata da un ampliamento e quindi sarebbe oltremodo difficile, a opera   finita, distinguere il nuovo dal ristrutturato.

INTERVENTI   DI RECUPERO

 

ULTIMATI L’esclusione dall’imposta scatta quando il   fabbricato è ultimato e quindi
accatastato. Sino a tale momento l’imposta   municipale è comunque
dovuta sul valore venale dell’area di   sedime.
DESTINATI   ALLA VENDITA I   fabbricati devono essere classificati fra le merci e indicati quindi fra le rimanenze nell’attivo circolante dello   stato patrimoniale, ovvero nel libro Iva acquisti per i contribuenti in contabilità semplificata.
NON LOCATI L’esclusione da imposta è prevista a   condizione che i fabbricati non
siano locati; quindi la concessione in   comodato non dovrebbe far venir
meno l’agevolazione.
EFFETTO   TEMPORALE
SENZA   LIMITI La modifica normativa avviene nel comma 9-bis del D.L.   201/2011 e sostituisce la disposizione che attribuiva ai Comuni la facoltà di   ridurre l’aliquota di base fino alla metà (3,8 per mille) per un periodo non   superiore a tre anni dalla ultimazione dei lavori. Invece ora (2013 e 2014) l’esenzione da Imu per i fabbricati   invenduti è a regime
senza   limiti temporali.

 

Casi operativi

CASO 1 – Il titolare di un’impresa edile ha alcune abitazioni invendute costruite da  quattro anni. Con il nuovo decreto Imu è tenuto a pagare il saldo IMU a dicembre 2013? No. Il D.L. del 28 agosto ha abolito la seconda rata Imu 2013 relativa ai fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, a condizione che non siano locati, disponendo, inoltre, l’esenzione a decorrere dal 1° gennaio 2014. La nuova disposizione, non vincola l’agevolazione a un determinato periodo temporale, a differenza di quella soppressa che dava la possibilità ai Comuni di deliberare un’aliquota agevolata, fino allo 0,38%, ma solo per i primi tre anni dalla ultimazione dei lavori.

CASO 2 – Il titolare di un’impresa ha un capannone in proprietà. Quali agevolazioni sono  state introdotte per tale immobile? Dal 2013 è stata disposta la deducibilità Imu ai fini Ires/Irpef nella determinazione del reddito di impresa e del reddito degli esercenti arti e professioni nella misura del 50%, mentre è prevista l’indeducibilità ai fini dell’Irap. La disposizione, peraltro, ha carattere retroattivo, visto che la deducibilità ha effetto a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, quindi per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare produce effetti anche sulla rata d’acconto.

 CASO 3 – Un contribuente titolare di una piccola impresa (non ditta individuale), possiede un fabbricato, ma intestato a titolo personale. In questo caso l’Imu è deducibile? Nella bozza della relazione illustrativa al decreto legge approvato il 28 agosto si chiarisce che l’imposta deducibile è quella afferente ai beni immobili relativi all’attività economica esercitata; la disposizione di favore non è invece applicabile all’Imu pagata sui beni immobili posseduti a titolo personale.

CASO 4 – Capannone oggetto di contratto di leasing. Nel caso in cui il contratto di  locazione finanziaria sia stato risolto per inadempimento del locatario, ma il capannone non sia stato ancora riconsegnato alla società di leasing, a chi compete il pagamento dell’Imu? Si ritiene che, nonostante la mancata riconsegna del fabbricato, l’Imu sia dovuta dalla società di leasing a decorrere dalla data di risoluzione del contratto, in quanto l’articolo 9, comma 1, del D.Lgs. 23/2011 prevede che la soggettività passiva sia in capo al locatario «per tutta la durata del contratto».

IMU – Acconto e Dichiarazione

Con la stesura del presente documento informativo intendiamo metterLa a conoscenza del fatto che grazie ai diversi emendamenti che si sono susseguiti al testo del Decreto Semplificazioni tributarie, le aliquote e le agevolazioni applicabili a taluni soggetti in tema di IMU sono state riviste. Riepiloghiamo le regole per la determinazione dell’acconto di giugno 2012 secondo il testo del Decreto, con particolare riferimento alla destinazione della quota che va allo Stato e quella che viene destinata al Comune. Oltre al versamento dell’imposta IMU è previsto l’obbligo entro il 30 settembre 2012 della presentazione della dichiarazione IMU. Non tutti sono tenuti alla presentazione del modello.
Chi deve presentare la dichiarazione? I contribuenti che possiedono immobili al 1° gennaio 2012:
  • per i quali la situazione ai fini IMU è variata rispetto alla situazione ai fini della vecchia Ici;
  • per i quali la situazione varierà entro il 30 settembre 2012; 
  • i contribuenti che acquisteranno nuove unità immobiliari entro il 30 settembre 2012.
 
Sono tenuti alla presentazione della dichiarazione IMU entro il 30 settembre 2012.
Coloro invece che varieranno la propria situazione immobiliare dal 1° ottobre 2012 in avanti avranno 90 giorni di tempo per comunicare la variazione e se la variazione consiste in una variazione catastale a seguito di modifiche che possano avere cambiato la rendita catastale, la data da prendere a riferimento per il conteggio dei 90 giorni sarà quella dell’atto notarile.
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PREMESSA

Anche se si dovrà attendere il 10 dicembre 2012 per avere certezza dell’importo totale dovuto annualmente in relazione all’IMU, le regole per il versamento dell’acconto sono ormai state chiarite.

E’ stata confermata l’applicazione delle aliquote base per il versamento dell’acconto 2012 e la possibilità di rateazione dell’importo dovuto in n.2 rate (acconto e saldo) o in n. 3 tranches esclusivamente per l’abitazione principale e pertinenze.

Tutti i fabbricati:

entro il 16 giugno i contribuenti verseranno il 50% dell’IMU;

entro il 16 dicembre i contribuenti verseranno il 50% dell’IMU.

Per l’abitazione principale e pertinenze è possibile allungare la rateazione da 2 a 3 rate:

entro il 16 giugno il 33% dell’IMU;

entro il 16 settembre il 33% dell’IMU;

entro il 16 dicembre il 34% dell’IMU.

E’ probabile che la tempistica definitiva vedrà:

entro il 16 giugno i contribuenti versare l’acconto IMU;

entro il 31 luglio il Governo modificare le disposizioni relative all’applicazione dell’Imu, in conseguenza dell’introito dell’acconto;

entro il 30 settembre i Comuni deliberare le aliquote di competenza definitive;

entro il 10 dicembre, in prossimità della scadenza del saldo, il Governo emanare le ultime correzioni.

SI APPLICANO LE ALIQUOTE BASE

I contribuenti verseranno l’acconto IMU il prossimo 16 giugno 2012 applicando le aliquote ordinarie (base) introdotte dalla norma; lasciando la capacità di manovra ai Comuni solo in occasione del saldo di dicembre.

 aliquotaordinaria    0,76%  Il comune puo’ deliberare:- aumento/diminuzione fino allo 0,3%- riduzione fino 0,4% per gli immobili (non produttivi di reddito fondiario,ex art. 43, TUIR
 aliquota ridotta  0,4%  Abitazione principale e relative pertinenze (Comune può aumentare odiminuire fino al 0,2%)
 aliquota ridotta 0,2%  Fabbricati rurali ad uso strumentale ex art. 9, comma 3-bis, d.l.n 557/93

 

 

 

 

 

 

 

Nel caso in cui i Comuni abbiano già deliberato delle aliquote diverse, sono comunque applicabili quelle “base” (per acconto se vengono scelte 2 eare e per i primi due versamenti se vengono scelte 3 rate). A dicembre verrà effettuato il calcolo del conguaglio sulla base di quelle effettivamente previste dai Comuni.

SI UTILZZERANNO I NUOVI CODICI TRIBUTO

La risoluzione n.35/E del 12 aprile 2012 ha reso noti i nuovi cosdici tributo da utilizzare per il versamento dell’IMU con F24 (unica forma di pagamento consentita)

Per ciascuna tipologia d’immobile riepiloghiamo i codici tributo utilizzabili e la percentuale dell’acconto dovuto a giugno 20.

 tipo  immobile  quota comune  quota erario codice tributo acconto 16/06/2012
 abitazione principale(se separati paga il coniuge assegnatario dell’abitazione)  100%   0%  “3912”  50% dell’importoo in 3 tranche
 pertinenza all’abitaz. principale  100%  0%  “3912”  50% dell’importoo in 3 tranche
 pertinenze diversi dalle precedenti  50%  50% “3918” “3919”  50% dell’importo
 case di anziani/disabili con residenza presso istituti di ricovero cure se non locatee abitazioni di residenti all’estero  100%  0%  “3912”  50% dell’importo o in 3 tranche
 case di anziani/disabili con dimora abituale presso istituti di ricovero e cure se locate  50%  50%  “3918” (Comune)”3919″ (Stato)  50% dell’importo
 fabbricati inagibili o inabitabili  50%  50%  “3918” (Comune)”3919″ (Stato)  50% dell’importo
 fabbricati di interesse storico-artistico  50%  50%  “3918” (Comune)”3919″ (Stato)  50% dell’importo
 fabbricato ruraleabitazione del proprietario  100%  0%  “3912”  –  50%dell’importo se accatastati-  NO ACCONTO se da accatastare entro il30/11/2012
 fabbricato ruraleabitazione dell’affituarioche conduce il terreno  50%  50%  “3018” (Comune)”3919″ (Stato)  50% dell’importo
 fabbricato rurale strumentale***  100%  0%  “3913”  – 30% dell’importo seaccatastati- NO ACCONTO se da accatastare entro il30/11/2012
 alloggi ex-IACP o COOP. a proprietà indivisa (case popolari)  50%  —–  “3918” (Comune)  50% dell’importo
 altri fabbricati  50%  50%  “3918” (Comune)”3919″ (Stato)  50% dell’importo
 terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti o iap***  50%  50%  3914 (Comune)”3915 (Stato)  50% dell’importo
 terreni diversi dai precedenti anche se incolti  50%  50%  “3914””3915″  50% dell’importo
 aree edificabili  50%  50%  “3916””3917″  50% dell’importo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

* Su questa quota non vanno utilizzate le detrazioni applicate a livello locale né in futuro le riduzioni di aliquote.

** Si tratta ad es. di ricovero animali, protezione delle piante, magazzini, depositi eccetera, di cui all’art.9 c.3-bis del D.L. 557/93 ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani. I comuni parzialmente montani sono individuati dalla Legge 142/1990 in quelli la cui popolazione sia residente nei territori montani in misura inferiore al 15% della popolazione.

*** L’agevolazione relativa alla riduzione d’imposta per scaglioni (riduzione della base imponibile fino a 32.oo0)  spetta a coloro che conducono direttamente i terreni e possiedono le qualifiche richieste (non l’iscrizione negli elenchi previdenziali) – solo persone fisiche, no società.

  • Valore fino a 6.000 euro > esenzione IMU
  • Valore da 6.000 a 15.500 euro > riduzione del 70% della base imponibile
  • Valore da 15.500 a 25.500 euro > riduzione del 50% della base imponibile
  • Valore da 25.500 a 32.000 euro > riduzione del 25% della base imponibile

Il coefficiente agevolato pari a 110 (in luogo di 135) spetta invece, ai soggetti (coltivatori diretti e IAP) iscritti alla gestione previdenziale agricola, a prescindere dalla conduzione diretta del terreno. Quindi il coefficiente ridotto è applicabile anche alle società agricole. Es. spetta anche a un coadiuvante agricolo purché iscritto all’Inps. Il fine considerare agricola un’area edificabile vale il precedente requisito previsto ai fini dell’Ici, quindi il proprietario deve essere il conduttore del fondo ed essere iscritto negli elenchi previdenziali ai fini pensionistici; sono escluse le società.

**** In ordine all’esenzione dall’Imu per i terreni montani, in base all’art. 7 del D.Lgs. 504/92 (Ici), l’emendamento presentato alla legge demanda a un DM l’individuazione dei comuni nei quali spetta l’esenzione, sulla base della attitudine riportata negli elenchi Istat e tenendo conto anche della redditività. Quindi è possibile ed auspicabile che l’individuazione dei terreni montani esenti da imposta abbia la medesima regolamentazione prevista per i fabbricati rurali strumentali,

LA QUOTA CHE VA AL COMUNE E QUELLA CHE VA ALLO STATO

A complicare il conteggio dell’imposta dovuta, sta il fatto che il gettito relativo all’IMU non è interamente di competenza del Comune, in quanto è prevista una compartecipazione dello Stato relativamente a una determinata quota. Andrà quindi compilato l’F24 indicando un codice tributo per la quota IMU destinata allo Stato e un altro codice tributo per la quota IMU destinata al Comune sul medesimo immobile.

Le detrazioni di 200 euro per l’abitazione principale e di 50 euro per i figli, così come le riduzioni d’imposta deliberate dal Comune, non sono applicabili alla quota riservata allo Stato.

 Il gettito IMU, derivante dall’abitazione principale e relative pertinenze, nonché dei fabbricati rurali strumentali, è interamente destinato al Comune, mentre quello derivante dagli altri immobili spetta per metà allo Stato. Nel modello F24 andranno compilati quindi righi distinti per indicare le due quote (facenti riferimento all’IMU dello stesso immobile).

3912” – denominato: “IMU – imposta municipale propria su abitazione principale e relative pertinenze– articolo 13, c. 7, d.l. 201/2011 – COMUNE”;

3913” – denominato: “IMU – per fabbricati rurali ad uso strumentale – COMUNE”;

3914” – denominato: “IMU – per i terreni – COMUNE”;

3915” – denominato: “IMU – per i terreni – STATO”;

3916” – denominato: “IMU – per le aree fabbricabili – COMUNE”;

917” – denominato: “IMU – per le aree fabbricabili – STATO”;

3918” – denominato: “IMU – per gli altri fabbricati – COMUNE”;

“3919” – denominato: “IMU – per gli altri fabbricati – STATO”;

3923” – denominato: “IMU – INTERESSI DA ACCERTAMENTO – COMUNE”;

3924” – denominato: “IMU – SANZIONI DA ACCERTAMENTO – COMUNE”.

QUALI VARIAZIONI VANNO COMUNICATE?

Un caso tipico di variazione è quello del terreno agricolo che diventa area fabbricabile o la variazione della destinazione d’uso di un immobile (es. da abitazione principale a seconda casa a disposizione).

Un altro esempio è l’applicazione agevolata per l’abitazione principale (ai fini IMU) per una sola pertinenza per categoria catastale (C/2, magazzini; C/6 garage e autorimesse; C/7 tettoie).

Se Lei dovesse essere proprietario di un’abitazione principale e di due pertinenze (es. due autorimesse) accatastate come C/6, dal 2012 non potrà più applicare l’aliquota ridotta del 4 per mille (aliquota base) su entrambe le pertinenze, ma solo su una per categoria.

Per cui chi nell’Ici considerava pertinenziali due garage in base alle regole locali dovrà scegliere e dichiarare quale delle due unità collegare all’abitazione principale per il pagamento dell’Imu.

Istruzioni in corso di pubblicazione

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è stato firmato il Decreto che prevede lo spostamento dei termini, dal 18 giugno 2012 al 09 luglio 2012, senza alcun pagamento od onere o maggiorazione aggiuntiva, dei versamenti delle imposte dirette, dell’Irap e dell’acconto della cedolare secca. Decorso tale termine, ovvero dal 10 Luglio 2012 e sino al 20 agosto 2012, al contribuente è consentito saldare i versamenti con l’applicazione di una maggiorazione, a titolo di interessi, pari allo 0,4% di quanto andrà a versare.

Per l’anno in corso i contribuenti interessati dalla proroga in commento sono

  1. le persone fisiche che devono eseguire i versamenti da UNICO, imposte dirette ed IRAP e pagare l’acconto sulla cedolare secca sulle locazioni abitative;
  2. i contribuenti diversi dalle persone fisiche( società di persone, società di capitali, associazioni) che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore.

La proroga vale anche per i contribuenti “ trasparenti” che partecipano (ai sensi degli artt. 5, 115 e 116 del Tuir) a società, associazioni e imprese che applicano gli studi, ossia per i:

  •  i) soci di società di persone
  • i) associati di associazioni tra artisti o professionisti;
  • iii) collaboratori di imprese familiari;
  • iv) coniugi di aziende coniugali;
  • vi) soci di società a responsabilità limitata che hanno optato per il regime di trasparenza fiscale.

Va rilevato, infine, che alla luce del testo del DPCM in parola che lega lo slittamento dei termini di versamento a quelli risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, non soggiace alla proroga in esame il versamento dell’IMU che resta ancorato a lunedì 18 giugno 2012 visto che il 16 cade di sabato.

Chi sono i contribuenti interessati?

 Le persone fisiche

Come appena anticipato, la proroga trova applicazione ai versamenti relativi alle persone fisiche. Possono beneficiare della proroga in commento, anche le persone fisiche che presentano il modello UNICO 2012 PF “MINI” e i lavoratori autonomi e gli imprenditori individuali che adottano il regime dei “contribuenti minimi”.

OSSERVA – La proroga in esame non riguarda, invece, le persone fisiche che presentano il modello 730/2011, in relazione agli importi derivanti dalla liquidazione dei modelli 730, per i quali si applica la speciale disciplina dei conguagli (a debito o a credito) ad opera del sostituto d’imposta, ai sensi degli artt. 19 e 20 del DM 31.5.99 n. 164.

L’ultimo giorno a disposizione dei suddetti contribuenti per effettuare i versamenti delle imposte a saldo e in acconto non sarà il 16 giugno 2012 (per la precisione il 18 giugno perché il 16 cade di sabato), ma lunedì 9 luglio 2012. Decorso tale termine si potrà arrivare a saldare i conti dell’autotassazione di Unico 2012 direttamente il 20 agosto 2012, pagando la maggiorazione dello 0,4%.

OSSERVA – Lo slittamento diretto al 20 agosto deriva dal fatto che, una norma introdotta dal D.L. 16/2012 (decreto sulle semplificazioni) ha stabilizzato, la cosiddetta “pausa d’agosto” degliadempimenti fiscali. In buona sostanza, con l’inserimento del nuovo co. 11-bis all’art. 37 del DL 4.7.2006 n. 223 convertito nella L. 4.8.2006 n. 248, viene “messo a regime” il differimento dei termini per i versamenti e gli adempimenti fiscali che scadono nel periodo dal 1° al 20 agosto di ogni anno.

Pertanto, riassumendo, le nuove scadenze saranno quelle indicate nella seguente tabella riepilogativa:

VERSAMENTI di UNICO 2012 – PERSONE FISICHE
VECCHIA SCADENZA NUOVA SCADENZA NUOVA SCADENZA
16 giugno 2012 9 luglio 2012 dal 10 luglio al 20 agosto 2012

Contribuenti diversi dalle persone fisiche soggetti agli studi di settore

Preliminarmente occorre ricordare che i contribuenti che applicano gli studi di settore, sono coloro che sono sottoposti al controllo induttivo mediante il prodotto informatico Gerico e per i quali sono stati approvati gli specifici studi di settore, compresi quelli con eventuali cause di esclusione o di inapplicabilità dagli stessi studi. Ciò premesso, si evidenzia che la stessa proroga prevista per le persone fisiche vale anche per i contribuenti non persone fisiche che:

esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore;

dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito per ciascuno studio di settore. Al momento questo tetto risulta immutato rispetto alla cifra tradizionale di 5.164.568,99, frutto della traduzione in Euro del limite di 10 miliardi di lire.

OSSERVA

La proroga vale anche per i contribuenti “ trasparenti” che partecipano (ai sensi degli artt. 5,115 e 116 del Tuir)

5, 115 e 116 del Tuir) a società, associazioni e imprese che applicano gli studi, ossia per:

  • soci di società di persone;
  • associati di associazioni tra artisti o professionisti;
  • collaboratori di imprese familiari;
  • coniugi di aziende coniugali;
  • soci di società a responsabilità limitata che hanno optato per il regime di trasparenza fiscale

pertanto, riassumendo, le nuove scadenze saranno quelle indicate nella seguente tabella riepilogativa:

VERSAMENTI di UNICO 2012 – SOGGETTO DIVERSI  dalle PERSONE FISICHE INTERESSATI agli STUDI DI SETTORE

VECCHIA SCADENZA NUOVA SCADENZA NUOVA SCADENZA del versamento conMAGGIORAZIONE dello 0,4%
16 giugno 2012(ovvero, lunedì 18 giugno 2012) 9 luglio 2012 dal 10 luglio al 20 agosto 2012

il nuovo calendario di Unico 2012 è, pertanto, il seguente

 SOGGETTI ADEMPIMENTO SCADENZA
 soggetti collettivi  “estranei”agli studi di settore Versamento a saldo 2011 e prima rata di acconto per il 2012Versamento a saldo 2011 e prima rata di acconto per il 2012 con maggiorazione dello 0,40%  18 giugno 2012(scadenza confermata)

dal 19 giugno 2012 al 18 giugno 2012

(scadenza confermata)

 persone fisiche Versamento a saldo 2011 e prima rata di acconto per il 2012Versamento a saldo 2011 e prima rata di acconto per il 2012 con maggiorazione dello 0,40% dal 9 luglio 2012(scadenza modificata) 

dal 19 giugno 2012 al 18 giugno 2012

(scadenza modificata)

 Soggetti collettivi “interessati”dagli studi di settore Versamento a saldo 2011 e prima rata di acconto per il 2012Versamento a saldo 2011 e prima rata di acconto per il 2012 con maggiorazione dello 0,40% dal 9 luglio 2012(scadenza modificata)

dal 19 giugno 2012 al 18 giugno 2012

(scadenza modificata)

 Le società di capitali

 Riguardo alle società di capitali, corre l’obbligo di evidenziare che i termini di versamento sono collegati alla data di approvazione del bilancio 2011. La proroga al 09 luglio 2012, ovvero al 20 agosto 2012 con la maggiorazione dello 0,40% trova, pertanto, applicazione solo con riferimento alle società il cui termine “ordinario” di versamento delle imposte scade il 18 giugno 2012 (16 luglio con la maggiorazione dello 0,40%). OSSERVA – Sono, quindi, escluse dalla proroga le società che, approvando il bilancio nel mese di giugno (entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio), devono effettuare i versamenti entro il 16 luglio 2012 (20.08.2012 con la maggiorazione dello 0,40%). Per le società di capitali, gli enti commerciali e non commerciali il termine “ordinario” di versamento del saldo IRES ed IRAP è, infatti, collegato alla data di approvazione del bilancio, come schematizzato nella tabella seguente.

Approvazione Bilancio 2012      –      Termine ordinario di versamento     –         Termine differito con lo 0,4%

Entro il 29.04.2012                        –                        18.06.201     –                   16.07.2012 (entro il 30 gg successivo)

Entro il 28.04.2012 (rinvio per particolari esigenze ex art. 2364 C.c.):

– approvazione a maggio

– approvazione a giugno

 quello di approvazione del bilancio

18.06.2012

16.07.2012

Entro il 30° giorno successivo

16.07.2012

20.08.2012

Entro 120 gg dalla chiusura dell’esercizio (periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare) Entro il giorno 16 del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta Entro il 30° giorno successivo
Entro 180 gg dalla chiusura dell’esercizio in caso di rinvio per particolari esigenze ex art. 2364 C.c. (periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare) Entro il 16 del mese successivo a quello di approvazione del bilancio Entro il 30° giorno successivo

Quali sono i pagamenti interessati alla proroga?

Si evidenzia che il differimento dei termini interessati dalla proroga attiene: a tutti i versamenti risultanti dalla dichiarazione dei redditi 2012, compresi i pagamenti dei contributi previdenziali, ossia quelli che si calcolano sul reddito che supera il cosiddetto “minimale”, il versamento del tributo annuale dovuto dalle imprese alla Camera di commercio,l’eventuale Iva a saldo 2011; anche l’adeguamento Iva agli studi di settore e per chi deve la maggiorazione del 3% applicabile per l’adeguamento ai maggiori ricavi calcolati da Gerico in caso di scostamento superiore al 10% tra entrate presunte dagli studi di settore e entrate contabili;

PAGAMENTI INTERESSATI ALLA PROROGA

  • IRPEF (saldo 2011 e primo acconto 2012) -anche 20% in acconto per redditi a tassazione separata e Ires
  • Addizionale regionale all’IRPEF (saldo 2011);
  • Addizionale comunale all’IRPEF (saldo 2011 e acconto 2012);
  • Imposta sostitutiva regime nuove iniziative
  • Saldo IVA 2011 con maggiorazione dell’1,2% (0,4% per mese o frazione di mese dal 16.3);
  • Acconto 20% dell’imposta dovuta per i redditi a tassazione separata;
  • Contributi IVS (saldo 2011 e primo acconto 2012);
  • Contributi Gestione separata INPS
  • Imposta sostitutiva sui capital gains;
  • Diritto camerale.

 

OSSERVA –  Si evidenzia che, per effetto della proroga, slitta solo il termine per il pagamento in un’unica soluzione e per l’importo della prima rata, mentre restano fermi i termini per il pagamento delle rate successive alla prima. Pertanto, i soggetti titolari di partita Iva che optano per la rateizzazione dovranno versare la prima rata alla scadenza del 09 luglio 2012 e la seconda rata già alla scadenza del 16 luglio 2012. Per i titolari di partita Iva, persone fisiche e gli altri contribuenti interessati dagli studi di settore, che pagano la prima rata entro il 20 agosto 2012, la seconda rata scade il 16 settembre 2012.

La proroga del saldo IVA 2011

Come noto, i soggetti che presentano la dichiarazione unificata hanno potuto differire il pagamento del saldo IVA 2011 al termine per il versamento delle imposte risultanti dal mod. UNICO 2012, corrispondendo gli interessi dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo (termine ordinario per il versamento del saldo IVA). Considerato che anche il versamento del saldo IVA 2011 può essere oggetto della proroga dal 18 giugno/16 luglio al 9 luglio/20 agosto 2012, il suddetto versamento può essere effettuato:

  • per i soggetti che non beneficiano della proroga:
  • entro il 18 giugno 2012 applicando al saldo IVA la maggiorazione dell’1,20%;
  • entro il 16 luglio 2012 applicando al saldo IVA già maggiorato dell’1,20% l’ulteriore maggiorazione dello 0,40%
  • per i soggetti che beneficiano della proroga:
  • entro il 9 luglio 2012 applicando al saldo IVA la maggiorazione dell’1,20%;
  • entro il 20 agosto 2012 applicando al saldo IVA già maggiorato dell’1,20% l’ulteriore maggiorazione dello 0,40%

OSSERVA – Per i contribuenti trimestrali, in caso di differimento del saldo IVA, è necessario dapprima applicare gli interessi trimestrali dell’1% dovuti in dichiarazione annuale e poi la maggiorazione dello 0,40% per mese o frazione di mese.

IMU

Va rilevato, infine, che alla luce del testo del DPCM in parola che lega lo slittamento dei termini di versamento a quelli risultanti dalle dichiarazioni dei redditi non soggiace alla proroga in esame il versamento dell’IMU che resta ancorato a lunedì 18 giugno 2012 visto che il 16 cade di sabato