PROTOCOLLO PER CONTRASTARE E RIDURRE I RISCHI DI CONTAGIO DA COVID-19 NELLA PRATICA DELLO SPORT DEL GOLF

La FEDERAZIONE ITALIANA GOLF (di seguito soltanto FIG)
NB: in corsivo le novità introdotte rispetto alla versione precedente
Premesso
– fermi i principi statuiti dalla Commissione federale istituita per l’emergenza Coronavirus, contenuti nel documento “Sintesi del Protocollo federale per la ripresa del Golf”, comunicati dalla FIG a tutti i Circoli affiliati e aggregati (di seguito soltanto Circoli), in data 27.4.2020;
– vista la delibera del Consiglio dei Ministri del 31.1.2020, con la quale è stato dichiarato, per 6 mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale, relativo al rischio sanitario per il Coronavirus, successivamente prorogato con successivi provvedimenti sino al 31.1.2021;
– visti i D.L. n. 6 del 23.2.2020 e n. 19 del 25.3.2020, nonché i DPCM del 4, 8, 9, 11 e 22 marzo
2020 e quelli del 1, 10 e 26 aprile 2020, le cui disposizioni tutte qui siintendono richiamate per quanto ancora vigenti;
– viste le raccomandazioni emanate dal Ministero della Salute di igiene contro il Coronavirus, le cui disposizioni qui si intendono richiamate;
– viste le Linee guida emanate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio Sport, in data 3.5.2020, Prot. 3180 per lo svolgimento degli allenamenti degli atleti professioni e non professionisti riconosciuti di interesse nazionale negli sport individuali;
– visto il DPCM del 17.5.2020 che all’art. 1 lett. f) ha consentito l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso centri e circoli sportivi a far data dal 25 maggio, nonché ha consentito, all’art. 1 lett. e), le sessioni di allenamento degli atleti professionisti e non professionisti;
– viste le linee guida emanate, in data 19.5.2020, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio Sport per l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere, ai sensi del DPCM del 17.5.2020 art. 1, lett. f), che si allegano al presente Protocollo, costituendone parte integrante e inscindibile;
– visto il DPCM del 11 giugno 2020, con il quale provvedimento sono state consentite (i) le competizioni sportive riconosciute di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalla Federazione Italiana Golf, ovvero organizzate da organismi sportivi internazionali, a decorrere dal 12 giugno 2020, purché eseguite a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico, nel rispetto del Protocollo e delle Linee guida emanati dalla Federazione, e (ii) le gare di circolo, a
decorrere dal 15 giugno 2020 e nel rispetto del Protocollo e delle Linee guida emanati dalla Federazione, non essendo più prevista la sospensione delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina precedentemente sancita dal DPCM dello scorso 17 maggio;
– visto il DPCM emesso in data 7 agosto 2020, pubblicata in GU alla Serie Generale n. 198 del 8 agosto 2020, recante, “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19”;
– vista l’ordinanza del Ministero della Salute emessa in data 12 agosto 2020, pubblicata in GU alla Serie Generale n. 202 del 13 agosto 2020, recante “Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”;
– vista l’ordinanza del Ministero della Salute emessa in data 16 agosto 2020, pubblicata in GU alla Serie Generale n. 204 del 17 agosto 2020, recante
“Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza
epidemiologica da COVID-19”;
– visti i DPCM del 7.9.2020 e del 13.10.2020, nonché le ordinanze del Ministero della salute
del 21.9.2020, del 25.9.2020 e del 7.10.2020;
– visti i successivi DPCM del 18.10.2020 e del 24.10.2020;
– considerato il presente documento valido ed applicabile anche ai giocatori disabili e alle persone non completamente autosufficienti, laddove compatibile e ferma la possibilità di derogare al distanziamento sociale in caso di necessaria presenza di un accompagnatore e deroga ad indossare la mascherina se incompatibile con le condizioni di salute del giocatore
disabile;
– ferme tutte le misure, raccomandazioni e indicazioni disposte dai provvedimenti emessi dalle competenti Autorità nazionali e locali, tra cui quelli appena richiamati,
EMANA
il presente protocollo (di seguito soltanto Protocollo) per indicare le Regole, Raccomandazioni e Indicazioni per praticare il gioco del Golf in sicurezza, stante quanto disposto dalla normativa vigente in materia di contenimento del Contagio da Covid-19.
In tutti i casi sempre fermo il rispetto del distanziamento sociale e del divieto di assembramenti.
Oltre a quanto qui indicato, è possibile conoscere ulteriori consigli generali su come ridurre al minimo il rischio di diffusione del Coronavirus (di seguito soltanto Virus) sul sito dell’OMS e del Golf & Health, nonché dai provvedimenti emessi in materia dal Ministero della Salute e dalle altre Autorità competenti.
Tutte le azioni che erano oggetto e/o destinatarie delle prescrizioni contenute nella versione precedente (14.10.2020) del Protocollo ed oggi eventualmente abrogate e non presenti nell’odierna versione devono considerarsi di nuovo eseguibili secondo le ordinarie regole del golf e di comportamento, ferma la raccomandazione di disinfettarsi le mani frequentemente e comunque dopo essere entrati in contatto con qualsiasi oggetto trovato sul campo e/o nelle altre aree del Circolo.
Si invita alla massima responsabilità sociale per la salute di tutti.
1. Regole Generali Obbligatorie:
Tutti i soggetti coinvolti nell’esercizio dello sport del golf e della gestione del Circolo di Golf (ivi inclusi collaboratori esterni e addetti/incaricati di terzi soggetti fornitori), saranno tenuti a rispettare
le norme generali di contenimento del contagio già emanate dalle Autorità competenti in materia ed in vigore alla data di pubblicazione del Protocollo e successive modifiche che dovessero intervenire, sia a livello nazionale che regionale.
Qualsiasi soggetto coinvolto nell’esercizio dello sport del golf e/o nella gestione del Circolo di Golf, ai fini dell’accesso alla postazione di lavoro ovvero alle aree del Circolo non esplicitamente interdette dovrà:
– essere obbligatoriamente provvisto di dispositivi di protezione delle vie respiratorie idonee e conformi alle normative vigenti e che coprano naso e bocca, escluso durante la pratica del golf se si rispetta la Distanza e se non vigono provvedimenti locali più restrittivi, ed esclusi i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina e quei soggetti che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità.
– dichiarare con apposita autodichiarazione:
o di non essere affetto da Covid-19;
o di non aver avuto contatti stretti con pazienti affetti da Covid-19;
o di non avere sintomi tali da essere riconducibile ad eventuale contagio da Covid-19 per i quali viene disposto l’obbligo di rimanere al proprio domicilio;
o di essersi sottoposto, prima dell’arrivo al Circolo, alla rilevazione della temperatura corporea, risultata non superiore a 37,5°;
o di non aver ricevuto disposizioni di isolamento fiduciario o di quarantena;
o di non esser rientrato in Italia provenendo da un paese estero, né di aver avuto contatti stretti con persone che sono rientrate da un paese estero, così come regolamentato dal DPCM 07/09/2020 e successive modifiche.
Il Gestore del Circolo, nel rispetto della normativa sul trattamento dei dati personali, potrà far eseguire la misurazione della temperatura in tempo reale.
Tutti i Circoli sono tenuti ad adottare un protocollo di sicurezza anticontagio, da attuare nel rispetto dei principi di precauzione e proporzionalità, finalizzate a incrementare, negli ambienti di lavoro l’efficacia delle misure di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di Covid-19 nel rispetto
del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, in data 24.4.2020 e con il quale è stato integrato quello pubblicato in data 14.3.2020 e che contiene linee guida condivise tra le Parti per agevolare le
imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio, ovverosia Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.
2. Regole, raccomandazioni e indicazioni generali per i Circoli
I Circoli sono tenuti a:
a. esporre in evidenza le linee guida (FIG fornisce locandine sintetiche standard);
b. adeguare il proprio Documento di Valutazione dei Rischi per la tutela della salute sul lavoro;
c. sanificare tutti i locali e relativi arredi secondo le indicazioni fornite dalle autorità
competenti;
d. disinfettare quotidianamente scrivanie, postazioni, accessori, utensili manuali vari;
e. rendere obbligatorio l’uso dei DPI secondo le prescrizioni emesse dalle Autorità competenti;
f. ammettere e regolare l’accesso di chiunque alle strutture interne nelle forme consentite dai provvedimenti delle Autorità competenti e, in ogni caso, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento;
g. creare postazioni operative singole negli uffici distanziate secondo le norme, con uso esclusivo di telefono, pc ecc.;
h. installare sui banconi delle reception/segreteria non muniti di vetri, appositi pannelli di protezione in plexiglass di dimensioni adeguate a proteggere dal contagio;
i. prevedere l’uso esclusivo del telefono o di walkietalkie per comunicazioni all’interno dello staff e provvedere alla sanificazione degli apparati ogni volta che dovesse cambiare l’utilizzatore;
j. Installare dispenser di disinfettante in tutti i luoghi del Circolo ritenuti strategici, al fine di garantire a tutti i frequentatori la possibilità di disinfettarsi le mani frequentemente;
k. differenziare, ove possibile, gli orari di accesso dei dipendenti e degli altri addetti ai lavori;
l. consentire ai tesserati alla FIG (di seguito soltanto Tesserati) l’accesso al Circolo soltanto per il tempo strettamente necessario ad espletare la propria attività motoria e/o sportiva;
m. porre in essere ogni azione per consentire ai Tesserati di prenotare online o telefonicamente
i tee time ed altri servizi e pagare i corrispettivi dovuti con metodi elettronici.
Ai fini del contenimento della diffusione del virus Covid-19 ed al fine di consentire il regolare
svolgimento di competizioni sportive nazionali ed internazionali organizzate sul territorio nazionale dalla FIG, che prevedono la partecipazione di atleti, tecnici, giudici e commissari di gara e accompagnatori provenienti da paesi per i quali l’ingresso in Italia è vietato o per i quali è prevista la quarantena, questi ultimi, prima dell’ingresso in Italia, devono avere effettuato un test molecolare
o antigenico per verificare lo stato di salute, il cui esito deve essere indicato nella dichiarazione di
cui all’art. 5, comma 1 del DPCM del 24.10.2020, e verificato dal vettore. Tale test non deve essere antecedente a 72 ore dall’arrivo in Italia e i soggetti interessati, per essere autorizzati all’ingresso in Italia, devono essere in possesso dell’esito che ne certifichi la negatività e riporti i dati anagrafici
della persona sottoposta al test.
In caso di insorgenza di sintomi Covid-19, resta fermo l’obbligo per chiunque di segnalare tale situazione con tempestività all’Autorità sanitaria per il tramite dei numeri telefonici appositamente dedicati e di sottoporsi, nelle more delle conseguenti determinazioni dell’Autorità sanitaria, ad isolamento.
3. Regole, raccomandazioni e indicazioni per i Circoli con riferimento al campo e al campo pratica
I Circoli sono altresì tenuti a:
a. interdire l’utilizzo dei servizi igienici nel campo qualora non sia possibile garantire un’igiene
adeguata in conformità alle normative vigenti;
b. interdire, ove possibile, l’utilizzo delle palline comuni nei putting e pitching green, nei quali è esclusivamente ammesso l’utilizzo delle proprie;
c. predisporre piani di evacuazione che evitino aggregazione in caso di interruzione del gioco per maltempo;
d. predisporre, in caso di gara e ove possibile, una recording area o un’urna chiusa per l’inserimento dello score in conformità ai provvedimenti emanati dalle Autorità competenti;
e. predisporre le postazioni di pratica a non meno di 3 metri di distanza l’una dall’altra;
f. predisporre procedure per il lavaggio delle palline di pratica con integrazione di prodotto disinfettante;
g. i Circoli al di fuori di quanto prescritto nel Protocollo, per lo svolgimento in sicurezza del gioco e dell’uso dei servizi, potranno disciplinare ulteriormente ed in modo più restrittivo e sotto la propria responsabilità il comportamento dei Tesserati in relazione alle specificità locali, in ottemperanza a quanto previsto nei rispettivi DRV e in conformità a quanto previsto dai provvedimenti emanati dalle Autorità competenti.
Ai Circoli è fortemente raccomandato di:
-i rimuovere dai bunker i rastrelli per il livellamento della sabbia;
-a rimuovere o rendere inutilizzabili i getti d’aria per pulire le scarpe o l’attrezzatura dopo il giro;
-l rimuovere o rendere inutilizzabili lavapalline e panchine, nonché le bandiere del putting green se necessario per evitare il contatto con le medesime;
-e installare nelle buche congegni che consentano l’estrazione delle palline senza il contatto con le mani, ovvero attraverso altri strumenti idonei ad evitare il contatto con la bandiera;
-a limitare allo stretto indispensabile l’accesso alle strutture chiuse del Circolo, quali, a titolo esemplificativo, club house e spogliatoi.
4. Regole, raccomandazioni e indicazioni per i tesserati
I Tesserati dovranno svolgere l’attività motoria e/o sportiva consentita con atteggiamento socialmente responsabile nei comportamenti individuali, ispirandosi al presupposto che ognuno possa essere inconsciamente portatore del virus e, dall’altra parte, possa essere contagiato, in particolare sono tenuti a:
a. indossare le protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei Circoli, ad eccezione dei soggetti che svolgono attività sportiva e dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi e delle circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi;
b. portare con sé e utilizzare il proprio disinfettante frequentemente e almeno una volta al termine di ogni buca;
c. organizzare la propria permanenza al Circolo, sia nelle giornate di pratica dell’attività sportiva, che in quelle di allenamento che in quelle di gara, in modo da restare presso l’impianto il tempo strettamente necessario;
d. prenotare online o telefonicamente i tee time e pagare i corrispettivi dovuti per i servizi richiesti con metodi elettronici, preliminarmente all’accesso al Circolo;
e. accedere alla Club House e alle altre strutture del Circolo (pro-shop, ristorante, sale comuni, ecc.) solo quando è strettamente necessario e nel rispetto delle prescrizioni vigenti a livello nazionale e regionale e di quelle che ciascun Circolo ha statuito, fin quando non terminerà l’emergenza sanitaria;
f. evitare assembramenti in qualsiasi zona del campo e in qualsiasi area del Circolo;
g. mantenere sempre il rispetto della distanza di sicurezza;
h. disinfettare le proprie mani dopo aver utilizzato qualsiasi strumento o oggetto che non fa parte del proprio equipaggiamento, secondo le indicazioni fornite dalle autorità competenti;
i. disinfettare le proprie mani (guanto da gioco incluso) e la pallina in gioco frequentemente;
j. al distributore delle palline del campo di pratica, dopo aver maneggiato soldi, gettoni, cestini e palline, provvedere alla disinfezione delle mani alla fine delle operazioni.
Ai Tesserati è fortemente raccomandato di:
-i non toccare alcun oggetto trovato sul campo;
-e non toccare la segnaletica fissa del campo;
-e non utilizzare getti d’aria per pulire le scarpe o l’attrezzatura al termine del gioco;
-e utilizzare al distributore delle palline del campo di pratica guanti monouso per maneggiare soldi, gettoni, cestini e provvedere alla disinfezione delle mani alla fine delle operazioni.
5. Regole, raccomandazioni e indicazioni tecniche per il gioco del golf in gara, nelle giornate di allenamento e nelle partite amichevoli a cura del Comitato Regole e Campionati e il Comitato Handicap e Course Rating della Federazione Italiana Golf
a. Assicurarsi che gli addetti del Circolo deputati alla gestione operativa della gara indossino i dispositivi di protezione delle vie respiratorie;
b. adeguare il numero di partecipanti alle gare e nelle giornate di allenamento, al fine di garantire la sicurezza tra le persone;
c. evitare assembramenti sui tee di partenza e sul campo e pianificare partenze ogni 12 minuti per 4 giocatori e ogni 10 minuti per 3 giocatori. Un maggior numero di giocatori è consentito a condizione che sia garantito il rispetto di tutte le prescrizioni anti covid, legislative nazionali e locali, nonché regolamentari e federali;
d. sospendere e/o non organizzare:
-e le gare con partenza simultanea;
-e le gare che non determinino la modifica dell’handicap;
– le gare nelle quali si gioca con colpo alternato con la pallina del partner;;
e. consegnare lo score ai giocatori prima della gara in aree adeguate (segreteria o area di partenza) per garantire la sicurezza tra le persone;
f. consentire l’utilizzo del golf car e di ogni altro mezzo di trasporto, fermo l’obbligo di indossare sul golf car i dispositivi di protezione delle vie respiratorie se utilizzato in coppia, a meno che la coppia utilizzatrice sia composta da soggetti conviventi;
g. disinfettarsi le mani dopo aver toccato gli indicatori di partenza, i segnali di cortesia, tutti gli arredi fissi (panchine, lava palle, fontane, ecc.) e tutti i paletti del campo;
h. evitare la condivisione dei bastoni, delle palline e dei tee e il contatto con l’equipaggiamento altrui;
i. giocare esclusivamente la propria pallina (si consiglia di mettere sempre un segno di identificazione);
j. sostare in aree adeguate al fine di garantire la sicurezza tra le persone in caso di sospensione di gioco e di evacuazione del campo;
k. ritirare al termine della gara lo score dei giocatori in aree adeguate, per garantire la sicurezza tra le persone.
È fortemente raccomandato:
-e considerare ostruzioni inamovibili: gli indicatori di partenza, i segnali di cortesia, tutti gli arredi fissi (panchine, lava palle, fontane, ecc.) e tutti i paletti del campo, vietare al giocatore
di toccarli, utilizzarli o rimuoverli;
-i evitare di toccare l’asta della bandiera e giocare lasciandola nella buca;
l recuperare in modo sicuro la pallina dalla buca, utilizzando congegni che consentano l’estrazione della stessa in sicurezza, ovvero attraverso strumenti idonei ad evitare il contatto con la bandiera facendo in modo che la pallina resti al di sotto della superficie del putting green;
– l “certificare verbalmente”: ogni giocatore riceve il proprio score, senza procedere allo scambio come di consuetudine. Il marcatore dopo aver verificato buca per buca certifica verbalmente il punteggio che deve essere riportato dal giocatore, il quale dopo un controllo accurato, alla presenza del personale di segreteria, scrive il nome in stampatello del marcatore nello spazio riservato alla firma dello stesso e lo consegna.
Le regole e raccomandazioni di cui sopra saranno oggetto di Regole Locali e Condizioni di Gara
specifiche che dovranno essere redatte da ogni Circolo.
Gli eventi e le competizioni sportive di golf sono consentiti a porte chiuse e quindi senza la presenza di pubblico.
Tutte le attività relative alle gare dovranno essere effettuate nel rispetto del Protocollo, delle Linee guida e dei provvedimenti emessi dalle autorità competenti.
6. Regole, raccomandazioni e indicazioni per i professionisti insegnanti di golf
L’insegnamento del golf si potrà svolgere, rendendo minimo il rischio di contagio e nel rispetto delle linee guida del Protocollo applicabili alla fase di insegnamento, ferme le disposizioni di legge e le seguenti prescrizioni.
Il professionista insegnante di golf (di seguito soltanto Maestro) è tenuto a:
a. Utilizzare durante la lezione i dispositivi di protezione delle vie respiratorie;
b. assicurare alti livelli di igiene, procurare disinfettanti per le mani e per l’attrezzatura;
c. assicurare qualsiasi sia la postazione per l’insegnamento, che si rispetti la Distanza;
d. prevedere di regolamentare l’accesso alle postazioni tramite prenotazione;
e. assicurarsi che dopo aver utilizzato i cestini di palline ci si disinfetti le mani;
f. raccomandare all’allievo, prima della lezione, le attenzioni da avere per ridurre le possibilità
di contagio;
g. mantenere la Distanza tra allievo e Maestro;
h. evitare di condividere l’attrezzatura. Disinfettare a cura del Maestro l’eventuale attrezzatura
messa a disposizione dell’allievo;
i. modificare metodi di insegnamento e routine di pratica e magari utilizzare stick di allineamento, adeguatamente disinfettati prima di ogni uso, come strumento per direzionare e muovere manualmente il giocatore;
j. promuovere le lezioni in campo per ridurre la necessità di una stretta vicinanza tra Maestro e allievo;
k. invitare l’allievo, per quanto relativo alle lezioni in campo, anche a scopo educativo, al rispetto di tutte le regole, raccomandazioni e indicazioni fornite nel Protocollo;
l. ridurre più possibile il numero dei partecipanti, in caso di lezioni collettive, con particolar riferimento a quelle con i bambini, e assicurarsi che le postazioni permettano di rispettare i livelli richiesti di distanziamento sociale (es. creare una zona di 4 metri ben circoscritta, appositamente segnalata, attorno ad ogni individuo che pratica o che viene allenato).
7. Regole, raccomandazioni e indicazioni per la gestione degli atleti di interesse nazionale Covid+ e Covid-
Con riferimento alle Linee guida emanate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio Sport,
in data 3.5.2020, Prot. 3180 per lo svolgimento degli allenamenti degli atleti professioni e non professionisti riconosciuti di interesse nazionale negli sport individuali in ossequio a quanto disposto DPCM del 26.4.2020 che aveva consentito, oltre all’attività sportiva di base e motoria al di fuori dei
centri sportivi, le sessioni di allenamento, all’interno dei Circoli, dei predetti atleti di interesse nazionale, si raccomanda di prestare attenzione a dette Linee guida e al relativo allegato 4
(Protocolli per le Organizzazioni Sportive, quivi allegato per comodità), relativo ai test da effettuare
sugli atleti in questione al fine dello svolgimento delle sessioni di allenamento.
Le Linee guida in parola differenziano la gestione degli atleti tra quelli professionisti e quelli dilettanti.
Per gli Atleti Professionisti (Legge 23/03/81 n.91) è necessario che essi siano in possesso della certificazione di idoneità agonistica (DM 18/02/82) in corso di validità e ottemperati gli accertamenti di cui alla legge 23/03/81 n.91.
Gli atleti professionisti vengono divisi in due gruppi:
1. Atleti Covid+ accertati e guariti e atleti che su giudizio del responsabile sanitario abbiano avuto
sintomi riferibili tra i quali, a titolo non esaustivo, temperatura corporea > 37,5°C, tosse, astenia, dispnea, mialgie, diarrea, anosmia, ageusia.
2. Atleti Covid- e atleti asintomatici nel periodo (non testati). Anche coloro che sono stati a contatto con positivi ma sempre rimasti asintomatici e non testati. Inoltre, e in particolare, staff tecnico/societario o familiari.
Gli atleti professionisti, in base al gruppo di appartenenza, dovranno sottoporsi a test sierologici ed analisi cliniche specifiche, come meglio dettagliato nel surriferito allegato 4 alle Linee guida del 3.5.2020.
Per gli Atleti Dilettanti è necessario che siano in possesso della specifica certificazione di idoneità agonistica (DM 18/02/82) o non agonistica (D.M. 24/04/13) o di particolare ed elevato impegno cardiovascolare (D.M. 24/04/13), in corso di validità.
Gli atleti dilettanti vengono divisi in due gruppi in base a una autodichiarazione attestante la presenza ovvero l’assenza di infezione da SARS-COV-2 e di rischi di contagio per gli altri per quanto di propria conoscenza.
Gli Atleti vengono pertanto suddivisi in:
1. Atleti Covid+ accertati e guariti e atleti che abbiano avuto sintomi riferibili tra i quali, a titolo non esaustivo, temperatura corporea > 37,5 °C, tosse, astenia, dispnea, mialgie, diarrea, anosmia, ageusia.
2. Atleti Covid- e atleti asintomatici nel periodo della pandemia.
Gli atleti dilettanti, se appartenenti al Gruppo 1, dovranno sottoporsi a test sierologici ed analisi cliniche specifiche, come meglio dettagliato nel surriferito allegato 4 alle Linee guida del 3.5.2020.
Per ogni dettaglio specifico e operativo e per le note di approfondimento, si rinvia al citato allegato
4 (quivi allegato) delle Linee guida dalla PCM – Uff. Sport emanate in data 3.5.2020.
8. Regole, raccomandazioni e indicazioni per la gestione dei soggetti sintomatici presso il Circolo
Per la gestione di soggetti che presentino sintomi quali febbre o infezione respiratoria in atto, nel corso della loro presenza presso il Circolo è prescritto che:
a) Il soggetto che accusi febbre o manifesti sintomi di infezione respiratoria in atto dovrà
subito:
I. essere dotato e indossare la mascherina chirurgica;
II. abbandonare gli altri partecipanti alla medesima attività (e/o eventualmente il resto
della squadra) e/o la superficie di gioco/area sportiva, evitare contatti ravvicinati con altri e segnalare al Direttore del Circolo e/o all’istruttore/allenatore la situazione;
III. avvisare il Medico Sociale del Circolo e/o del Torneo se presenti;
IV. isolarsi in apposita area con divieto di assumere farmaci diretti a ridurre la
temperatura corporea e, in caso di febbre, misurare nuovamente la febbre trascorsi 30 minuti dalla prima misurazione; se, anche alla seconda misurazione, la temperatura fosse superiore a 37,5 °C, il soggetto dovrà rimanere in isolamento e rivolgersi telefonicamente al proprio medico curante (Medico di medicina generale per gli adulti, Pediatra di libera scelta per i minori), che potrà invitare il soggetto stesso a rivolgersi al Numero 112 o al Numero 1500 del Ministero della Salute
operativo 24 ore su 24, senza recarsi al Pronto Soccorso.
b) Se i sintomi lo consentono, dopo aver interpellato il proprio medico curante, il soggetto deve portarsi presso il proprio domicilio e contattare il medico curante.
c) Se i sintomi non consentono l’allontanamento in autonomia sarà contattato il Numero Unico Emergenza 112 o il Numero 1500 del Ministero della Salute operativo 24 ore su 24.
A valle dell’allontanamento del soggetto, in caso di riscontro di positività al Covid-19 si procederà alla chiusura dell’impianto per procedere con la sanificazione prima della riapertura. Per il personale (dipendenti / collaboratori) entrati in contato con il soggetto sintomatico, il Circolo deve procedere
immediatamente ad avvertire le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il Covid-19 forniti dalla Regione competente o dal Ministero della Salute, collaborando con le Autorità sanitarie per la definizione degli eventuali “contatti stretti”.
Il Direttore di Circolo si occuperà di mettere in atto tutte le procedure per garantire un rapido intervento sanitario e fornirà la massima collaborazione alla rete sanitaria che si attiverà nel caso in cui il soggetto che manifestava sintomatologie sospette risulti effettivamente positivo al Virus. Sarà
cura dell’ASL/Rete sanitaria contattare eventuali pazienti che dovranno sottoporsi ad isolamento
fiduciario.
***
La presente versione del Protocollo è in vigore dalla data odierna, secondo i provvedimenti delle Autorità competenti, e fino a nuova comunicazione da parte della FIG.
In allegato:
– “linee guida per l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere, emanate, in data 19.5.2020, #ai sensi del DPCM del 17.5.2020 art. 1, lett. f) dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio
Sport”.
– Protocolli per le Organizzazioni Sportive (all. 4 alle Linee guida del 3.5.2020 della PCM Uff. Sport).

Nuovo Codice di Giustizia Sportiva per le società dilettantistiche

Dal 1 Luglio 2019 è entrato in vigore il nuovo Codice di Giustizia Sportiva (di seguito CGS”) che ha modificato tempistiche e modalità di invio dei reclami. Le società dilettantistiche dovranno adeguarsi nel più breve tempo possibile ad un nuovo processo sportivo affinché il ricorso non venga dichiarato irricevibile.

1. IL GIUDICE SPORTIVO (art. 66 e ss CGS)

COMPETENZA:

  • sui fatti, da chiunque commessi, avvenuti nel corso di tutti i campionati e delle competizioni organizzate dalle Leghe e dal Settore per l’attività giovanile e scolastica, sulla base delle risultanze dei documenti ufficiali e dei mezzi di prova degli art. 61 e 62 CGS o su segnalazione del Procuratore Federale;
  • Sulle regolarità dello svolgimento delle gare, con esclusione dei fatti che riguardano decisioni di natura tecnica o disciplinare adottate in campo dall’arbitro o che siano devoluti alla esclusiva discrezionalità tecnica di questi ai sensi della regola 5 del Regolamento di Giuoco;
  • Sulla regolarità del campo di gioco, in tema di porte, misure del terreno di gioco ed altri casi similari (vedere nota Attenzione lett. A));
  • Sulla posizione irregolare dei calciatori, dei tecnici e degli assistenti di parte impiegati ai sensi dell’art. 10 c. 7 CGS. (vedere nota Attenzione lett. B)).

PROCEDURA

  1. Entro le 24 del giorno feriale successivo alla gara: preannuncio + contributo di giustizia invio tramite PEC:

Giudice sportivo

Controparte

  1. 3 giorni feriali successivi alla gara: reclamo da inviare tramite PEC:

Giudice sportivo

Controparte

  1. Giudice Sportivo fissa la data dell’udienza
  2. Entro 2 giorni dall’udienza possibilità di depositare documenti
  3. Udienza in camera di consiglio senza la possibilità di essere ascoltati
  4. Decisione entro 90 giorni dal ricorso e dispositivo (quest’ultimo adottato nella stessa giornata della Camera di Consiglio)
  5. Motivi entro 10 giorni dal dispositivo

RECLAMO

  1. Indicazione dell’oggetto del reclamo
  2. Ragioni del reclamo
  3. Eventuali mezzi di prova

COSA NON SI PUO’ IMPUGNARE PRESSO I COMITATI REGIONALI LND e SGS

  1. Squalifica dei calciatori fino a 2 giornate di gara o 15 giorni
  2. Inibizione dei dirigenti o squalifica dei tecnici/massaggiatori fino a 30 giorni
  3. Squalifica del campo di gioco per una giornata di gara
  4. Sanzioni pecuniarie inferiori o uguali a 150,00 euro per società appartenenti a Eccellenza, Promozione e I categoria oltre che squadre regionali calcio a 5 e calcio femminile
  5. Sanzioni pecuniarie inferiori o uguali a 50,00 euro per le società 2, 3 categoria, juniores provinciali e regionali; oltre alle società provinciali di calcio a 5 e calcio femminile.

Attenzione 

  1. in caso di ricorso riguardante la regolarità del campo di gioco (art. 65 c. 1 lett. c)) si deve:
  • Prima del ricorso (vedi procedura sopra) presentare riserva scritta prima dell’inizio della gara, dalla società all’arbitro. In caso di irregolarità intervenuta durante la gara o a causa di altre ragioni eccezionali il capitano della squadra reclamante presenta riserva scritta dinanzi al capitano dell’altra squadra al direttore di gara e facendone annotazione sul cartoncino di gara.
  1. in caso di ricorso riguardante la posizione irregolare dei calciatori (art. 65 c. 1 lett. d)) nelle gare di play-off e play out il ricorso + il contributo giustizia deve essere:
  • è presentato entro le ore 24.00 del giorno feriali successivo a quello in cui si è svolta la gara.

2. CORTE SPORTIVA D’APPELLO NAZIONALE/TERRITORIALE (art. 69 e ss CGS)

COMPETENZA:

  • La CSA Nazionale giudica in secondo grado sui reclami avverso le decisioni del Giudice Sportivo Nazionale
  • La CSA Territoriale giudica in secondo grado sui reclami avverso le decisioni del Giudice Sportivo Territoriale
  • La CSA decide sulle istanze di ricusazione dei componenti del Giudice Sportivo

PROCEDURA

  1. Entro 2 giorni feriali dalla decisione del GS inviare tramite PEC:
  2. preannuncio
  3. contributo di giustizia e
  4. Eventuale richiesta documenti

a:

Corte Sportiva d’Appello

Controparte (può richiedere copia dei documenti entro le 24 del giorno feriale successivo al ricevimento del preannuncio di reclamo)

  1. 5 giorni dalla decisione da impugnare oppure dal ricevimento dei documenti il ricorso deve essere inviato tramite PEC:

Corte Sportiva d’Appello

Controparte

  1. Entro 5 giorni dal deposito del reclamo: fissazione dell’udienza
  2. Entro 15 giorni celebrazione dell’udienza: comunicata alle parti
  3. Fino a 4 giorni prima dell’udienza possibilità di depositare documenti
  4. Udienza con la possibilità di essere ascoltati se richiesta (art. 49 c. 8 CGS)
  5. Decisione entro 60 giorni dal ricorso e dispositivo entro lo stesso giorno
  6. Motivi entro 90 giorni dal dispositivo

PROCEDURA D’URGENZA (art. 74 CGS)

  1. Entro le ore 24 del giorno feriale successivo alla decisione del GS inviare tramite PEC:
  2. Preannuncio di reclamo
  3. Contributo di giustizia
  4. Eventuale richiesta di documenti

a

Corte Sportiva d’Appello

Controparte (può richiedere copia dei documenti entro le 24 del giorno feriale successivo al ricevimento del preannuncio di reclamo)

  1. Entro 3 giorni dalla decisione da impugnare oppure dal ricevimento dei documenti il ricorso deve essere inviato tramite PEC:

Corte Sportiva d’Appello

Controparte

  1. Entro 7 giorni celebrazione dell’udienza: comunicata alle parti
  2. Fino ad 1 giorno prima dell’udienza possibilità di depositare documenti
  3. Udienza con la possibilità di essere ascoltati se richiesta
  4. Decisione entro 5 giorni dal dispositivo (entro lo stesso giorno)

QUANDO NON PUO’ ESSERE RICHIESTO IL PROCEDIMENTO D’URGENZA

Sanzioni a carico delle società:

  • ammonizione
  • ammenda
  • Ammenda con diffida

Sanzioni a carico di dirigenti, soci e tesserati della società:

  • Ammonizione
  • Ammonizione con diffida
  • Ammenda
  • Ammenda con diffida
  • Squalifica per una gara, salvo procedimenti nei quali ammissibile l’uso di immagini televisive come fonti di prova

RICORSO alla Corte Sportiva d’Appello (art. 71 CGS)

  1. Motivi contro i capi della decisione impugnata
  2. Domande nuove non sono ammesse
  3. Si possono produrre nuovi documenti

3. TRIBUNALE FEDERALE NAZIONALE 

TRIBUNALE FEDERALE NAZIONALE DISCIPLINARE (art. 79 e ss. CGS)

COMPETENZA:

  • Per procedimenti instaurati su deferimento del Procuratore Federale riguardanti i campionati e le competizioni di livello nazionale, per le questioni che riguardano più ambiti territoriali nei procedimenti riguardanti i dirigenti federali e gli appartenenti all’AIA, che svolgono attività in ambito nazionale nonché nelle altre materie contemplate dalla norme federali
  • Impugnazione delle delibere dell’Assemblea federale e del Consiglio federale contrarie alla legge, allo Statuto CONI, ai principi fondamentali del CONI, allo Statuto e altre norme della Federazione.

PROCEDURA

  1. Entro 10 giorni dalla ricezione dell’atto di deferimento il Presidente accerta la notifica
  2. Entro 30 giorni dalla ricezione dell’atto di deferimento il Presidente fissa l’udienza
  3. Fino a 3 giorni prima dell’udienza le parti possono prendere visione dei documenti ed inviare memorie
  4. Tra la data di avviso di fissazione dell’udienza e la data fissata per l’udienza devono passare almeno 15 giorni liberi.
  5. Udienza: possibilità di essere ascoltati se richiesto (art. 49 c. 8 CGS)
  6. Decisione entro 90 giorni dal ricorso e dispositivo da depositare lo stesso giorno dell’udienza
  7. Motivi della decisione entro 10 giorni

TRIBUNALE FEDERALE NAZIONALE TESSERAMENTI (art. 89 e ss. CGS)

COMPETENZE:

  • E’ giudice di primo grado in ordine alle controversie riguardanti tesseramenti, trasferimenti e svincoli dei calciatori.

PROCEDURA:

  1. Entro 30 giorni dalla conoscenza dell’atto da impugnare: ricorso + contributo di giustizia tramite da inviare tramite PEC a:

TFN sez. tesseramenti

Controparte/i

  1. Entro 7 giorni dalla ricezione del ricorso o avviso di fissazione dell’udienza: invio di controdeduzioni tramite PEC:

TFN sez. tesseramenti

Controparte/i

  1. Entro 10 giorni dal ricevimento del ricorso il Presidente fissa l’udienza
  2. 15 giorni liberi tra la fissazione dell’udienza e la celebrazione.
  3. Entro 30 giorni dal ricevimento del ricorso si deve celebrare l’udienza
  4. Udienza possibilità di essere ascoltati se richiesto (art. 49 c. 8 CGS)
  5. Decisione entro 90 giorni dal ricorso e dispositivo da depositare lo stesso giorno dell’udienza
  6. Motivi della decisione entro 10 giorni

TRIBUNALE FEDERALE NAZIONALE VERTENZE ECONOMICHE

COMPETENZA:

  • E’ Giudice di primo grado in ordine alle controversie di natura economica tra società, comprese quelle relative al risarcimento dei danni (vedi art. 26 CGS)
  • Procedimento premio di addestramento e formazione tecnica, premio alla carriera e premio di preparazione 
  1. Entro 30 giorni dalla comunicazione della Commissione Premi: invio del ricorso + contributo di giustizia a:

TFN sez. Vertenze Economiche

Controparte

  1. Entro 10 giorni il Presidente fissa l’udienza
  2. 15 giorni liberi tra la fissazione dell’udienza e la celebrazione
  3. Entro 30 giorni dal ricevimento del ricorso si deve celebrare l’udienza
  4. Udienza possibilità di essere ascoltati se richiesto
  5. Decisione entro 90 giorni dal ricorso e dispositivo da depositare lo stesso giorno dell’udienza
  6. Motivi della decisione entro 10 giorni
  • Procedimento somme annuali lorde, le indennità, i rimborsi ed i premi per calciatori dei campionati nazionali organizzati dalla LND (art. 94 tre NOIF)
  • Procedimento controversie concernenti le indennità, i rimborsi e le somme lorde annuali per i Collaboratori della Gestione Sportiva (art. 94 quater NOIF)
  • Procedimento controversie concernenti le somme annuali lorde, le indennità, i rimborsi ed i premi per le calciatrici e gli allenatori dei campionati nazionali della Divisione Calcio Femminile (art. 94 quinques NOIF)
  1. Entro 7 giorni dal ricevimento della comunicazione della decisione impugnata invio del ricorso + contributo di giustizia a:

TFN sez. Vertenze Economiche

Controparte

  1. Entro 10 giorni il Presidente fissa l’udienza
  2. 15 giorni liberi tra la fissazione dell’udienza e la celebrazione
  3. Entro 30 giorni dal ricevimento del ricorso si deve celebrare l’udienza
  4. Decisione entro 90 giorni dal ricorso e dispositivo da depositare lo stesso giorno dell’udienza
  5. Motivi della decisione entro 10 giorni

RICORSO COMUNE A TUTTE LE SEZIONI DEL TRIBUNALE FEDERALE

  • Motivi contro i capi della decisione impugnata
  • Domande nuove non sono ammissibili
  • Si possono produrre nuovi documenti

TRIBUNALE FEDERALE TERRITORIALE (Art. 92 e ss. CGS)

COMPETENZA:

  • Per i procedimenti instaurati su deferimento del Procuratore Federale per i campionati e le competizioni di livello territoriale, ai procedimenti riguardanti gli apparenti all’AIA che svolgono attività in ambito territoriale e alle altre previste dalle norme federali
  • Per le sanzioni di natura non economica irrogate o proposte dalla società ai loro tesserarti non professionisti e giovani, nonchè ai tecnici non professionisti.

PROCEDURA:

  1. Entro 10 giorni dall’atto di deferimento il Presidente, accertata l’avvenuta notifica alle parti, fissa l’udienza
  2. Entro 30 giorni dalla ricezione dell’atto di deferimento: udienza
  3. Documenti restano depositati fino a 3 giorni prima della data fissata per l’udienza
  4. Fino a 3 giorni prima dell’udienza possibilità di depositare memorie, istanze e documenti.
  5. 15 giorni liberi tra la fissazione dell’udienza e la celebrazione
  6. Decisione entro 90 giorni dal ricorso e dispositivo da depositare lo stesso giorno dell’udienza
  7. Motivi della decisione entro 10 giorni

4. CORTE FEDERALE D’APPELLO (art. 98 e ss. CGS)

COMPETENZA:

  • Procedimenti per revisione e revocazione
  • Su reclamo del Presidente Federale riguardante le decisioni adottate dal Giudice Sportivo nazionale e Territoriale, dalla Corte Sportiva d’appello Nazionale e Territoriale, dal Tribunale federale a livello territoriale e nazionale.
  • Su richiesta del Procuratore federale giudica in ordine alla sussistenza dei requisiti di eleggibilità dei candidati alle cariche federali e incompatibilità dei dirigenti federali
  • Su richiesta del Presidente federale, interpreta le norme statutarie e le altre norme federali, sempre che non si tratti di questioni all’esame di altri organi di giustizia sportiva
  • Altre competenze previste dalle norme federali.

PROCEDURA:

  1. Entro 7 giorni dalla pubblicazione o dalla comunicazione della decisione del Tribunale Federale: ricorso + contributo di giustizia da inviare a:

Corte Federale D’Appello

Controparte/i

  1. Entro da 10 giorni dal deposito del reclamo il Presidente della CFA fissa l’udienza
  2. Entro 30 giorni dal reclamo celebrazione dell’udienza
  3. Fino a 3 giorni prima dell’udienza possibilità di depositare memorie, istanze e documenti.
  4. 15 giorni liberi tra la fissazione dell’udienza e la celebrazione
  5. Udienza possibilità di essere ascoltati se richiesto
  6. Decisione entro 60 giorni dal ricorso e dispositivo da depositare lo stesso giorno dell’udienza
  7. Motivi della decisione entro 10 giorni

RICORSO ALLA CORTE FEDERALE D’APPELLO (Art. 71 CGS e art. 101 CGS)

  1. Motivi contro i capi della decisione impugnata
  2. Domande nuove non sono ammissibili
  3. Si possono produrre nuovi documenti

REVOCAZIONE E REVISIONE (Art. 63 e ss.)

PROCEDURA:

  • Presupposto: decisioni inappellabili o divenute irrevocabili
  • Impugnazione entro 30 giorni dal fatto o dal rinvenimento dei documenti se:
  • Se sono l’effetto del dolo di una delle parti in danno dall’altra
  • Se si è giudicato in base a prove riconosciute false dopo la decisione
  • Se a causa di forza maggiore o per fatto altrui, la parte non ha potuto presentare nel precedente procedimento documenti influenti ai fini del decidere
  • Se è stato omesso l’esame di un fatto decisivo che non si è potuto conoscere nel precedente procedimento, oppure sono sopravvenuti, dopo che la decisione è divenuta inappellabile, fatti nuovi la cui conoscenza avrebbe comportato una diversa pronuncia.
  • Se nel pretende procedimento è stato commesso dall’organo giudicante un errore di fatto risultante dagli atti e documenti della causa.
  • Non si può impugnare per revocazione la decisione resa nel giudizio di revocazione
  • Nelle decisioni irrevocabili è ammessa revisione quando:
  • Sopravvengono o si scoprono nuove prove che, sole o unite a quelle già valutate, dimostrano che il sanzionato doveva essere prosciolto
  • Vi sia inconciliabilità dei fatti posti a fondamento della decisione con quelli di altra decisione irrevocabile
  • Venga acclarata falsità in atti o in giudizio

SVOLGIMENTO DELLE INDAGINI (Art. 119 CGS)

  1. La notizia dell’illecito è iscritta entro 30 giorni dalla sua ricezione
  2. Entro 60 giorni termine delle indagini
  3. Supplemento d’indagine per 40 giorni
  4. Ulteriore supplemento d’indagine per 20 giorni 

5. CAMERA ARBITRALE (art. 134 e ss CGS)

COMPETENZA:

  • controversie di natura economica tra società professionistiche, anche in riferimento alle questioni riguardanti il risarcimento danni
  • controversie tra società pro e tesserati pro, che traggono origine dell’attività sportiva o associativa e abbiano carattere patrimoniale non oggetto ad accordi collettivi, eccezion fatta per quanto vietato dall’ordinamento statale
  • controversie riguardanti le pretese risarcitorie di tesserati nei confronti di società diverse da quella di appartenenza nei casi in cui venga riconosciuto in sede disciplinare

ESECUTIVITA’ DELLE DECISIONI ARBITRALI

  • Decorsi 20 giorni dal lodo senza che la parte obbligata abbia adempiuto allora l’altra parte può chiedere lo stato di morosità al Consiglio Federale
  • Il provvedimento di dichiarazione di morosità adottato dal Consiglio Federale nei confronti di affiliate o dei tesserati che siano soccombenti e non abbiano adempiuto, è trasmesso alla Procura Federale
  • Nel caso di impugnazione del lodo dinanzi all’autorità giudiziaria non sospende gli effetti dell’esecutività, né gli effetti della dichiarazione di morosità

6. COMUNICAZIONE DEGLI ATTI (art. 53 CGS)

INTRODUZIONE

  • Gli atti devono essere comunicati tramite posta elettronica certificata
  • Le società, all’atto dell’affiliazione o del rinnovo devono comunicare la PEC (condizione necessaria per l’affiliazione)
  • I tesserati professionisti, all’atto del tesseramento o del rinnovo devono comunicare la PEC, è condizione necessaria per il tesseramento
  • I tesserati delle società non professionistiche, all’atto del tesseramento o del rinnovo dello stesso comunicato la PEC della società per la quali si tessera (condizione per il tesseramento)

LE COMUNICAZIONI:

  1. Per le persone fisiche:
  • All’indirizzo di PEC del tesserato o della società. La società ha l’obbligo di comunicare al tesserato. In caso di mancata trasmissione al tesserato da parte della società, nei confronti della stesa possono essere inflitte una o più sanzioni
  • Se l’interessato non è più tesserato al momento dell’instaurazione del procedimento, all’indirizzo di posta elettronica certificata della società dell’ultimo tesseramento. La società ha l’obbligo di trasmettere la comunicazione all’interessato dando prova all’organo procedente.
  • All’indirizzo di posta elettronica certificata formalmente comunicato agli organi di giustizia sportiva ai fini del procedimento. L’indirizzo può essere modifica nel corso del procedimento con un atto separato notificato alle altre parti del procedimento ed alla segreteria
  1. Per le società
  • All’indirizzo di posta elettronica certificata comunicata dalla società all’atto dell’affiliazione o del rinnovo della stessa
  • All’indirizzo di posta elettronica certificata formalmente comunicato agli organi di giustizia sportiva ai fini del procedimento. L’indirizzo può essere modificato nel corso del procedimento solo con atto separato notificato alle altre parti del procedimento.

NORME TRANSITORIE (art. 142 CGS)

Il sistema delle comunicazioni attraverso la posta elettronica certificata entra in vigore per le società professionistiche e tesserati professionisti il 1.1.2020 mentre per le società dilettantistiche e i tesserati non professionisti entra in vigore dal 1.7.2020.

7. MEZZI DI PROVA

ASSUNZIONE (Art. 57 CGS)

Le prove possono essere valutate liberamente da parte degli organi di giustizia sportiva. Non possono essere ammessi mezzi di prova che non sono collegate al procedimento pendente e che riguardano materiale già acquisito o acquisito illecitamente che violano le norme procedimentali.

MEZZI AUDIOVISIVI (art. 58 CGS)

Le riprese televisive o i filmati di operatori ufficiali dell’evento concessionari della Federazione o delle Leghe o titolari di accordi di ritrasmissione possono essere acquisiti d’ufficio dal giudice o su istanza di un soggetto interessato

Gli organi di giustizia possono tramite una consulenza tecnica di un esperto, verificare che il materiale audiovisivo non sia stato oggetto di manomissione o migliorarne la qualità e la definizione.

Se il materiale audiovisivo è oggetto di manomissione viene dichiarato inammissibile e rinnova il contraddittorio.

TESTIMONIANZA (art. 60 CGS)

Gli organi di giustizia possono disporre la testimonianza di un soggetto se richiesto dalle parti o se reso necessario dal materiale acquisito.

Le parti possono richiedere l’ammissione di prove testimoniali, indicato a pena di inammissibilità e indicando i dati di individuazione e di recapito nonché i capitoli di prova.

L’organo giudicante decide sui testimoni

La testimonianza ha luogo in udienza

La testimonianza è condotta dall’organo giudicante.

MEZZI DI PROVA CONNESSE ALLE GARE (art. 61 CGS)

I rapporti degli ufficiali di gara e similari

Rimane granitico il principio che i rapporti degli ufficiali di gara o del Commissario di campo e i relativi eventuali supplementi fanno piena prova riguardo ai fatti accaduti ed il comportamento di tesserati in occasione dello svolgimento delle gare. Possono essere utilizzati anche gli atti di indagine della Procura Federale.

Utilizzo delle riprese televisive per sanzioni disciplinari

Gli organi della giustizia sportiva possono utilizzare come mezzo di priva le riprese televisive o altri filmati, che offrono piena garanzia tecnica e documentale, per sanzionare i tesserato laddove i documenti indicano quale ammonito, espulso o allontano un soggetto diverso dall’autore dell’infrazione.

Procedura riguardante condotte violente o gravemente antisportive o utilizzo di espressione blasfema non vista dall’arbitro o dal VAR

-Il Procuratore Federale fa prevenire al Giudice sportivo Nazionale una segnalazione riservata entro le ore 16 del giorno feriale successivo a quello della gara

  • Entro le ore 16 del giorno feriale successivo a quello della gara il tesserato direttamente interessato o la società ed il tesserato che non ha commesso o a commesso il fatto/i indicati può depositare presso l’ufficio del Giudice sportivo una richiesta per l’esame di filmati di documentata provenienza, che devono essere allegati alla richiesta. (Contributo di euro 100,00)
  • Si definisce condotta gravemente antisportiva:

1. La evidente simulazione da cui scaturisce l’assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra del calciatore che ha simulato.

2. La evidente simulazione che determina la espulsione diretta del calciatore avversario

3. La realizzazione di una rete colpendo volontariamente il pallone con la mano

4. L’impedire la realizzazione di una rete colpendo volontariamente il pallone con la mano.

  • Il Giudice sportivo nazionale può adottare provvedimenti sanzionatori avvalendosi di immagini che offrano piena garanzia tecnica e documentale
  • La procedura sopra descritta può essere applicata per le gare della Lega Pro, LND e SGS solo per: fatti di condotta violenza, l’utilizzo di espressione blasfema su segnalazione del Procuratore federale e dell’eventuale Commissario di campo.
  • La stessa procedura può essere applicata per fatti avvenuti all’interno dell’impianto di gioco.

MEZZI DI PROVA IN ALTRI PROCEDIMENTI (art. 62 CGS)

Procedimenti relativi al comportamento dei sostenitori delle squadre

I procedimenti si svolgono sulla base del rapporto degli ufficiali di gara, dei supplementi di udienza e sulle relazioni della Procura Federale, dei commissari di campo e devono essere trasmessi al Giudice sportivo entro le ore 14.00 del giorno successivo alla gara.

Procedimenti relativi alla regolarità dello svolgimento della gara

Si svolgono sulla base dei rapporti degli ufficiali di gara ed eventuali supplementi nonché di atti ufficiali trasmessi da organi della FIGC, delle Leghe, Divisioni e comitati. Quando è il procedimento è stato attivato su iniziativa di una società, si svolge sulla base delle deduzioni e ove previste dalle controdeduzioni delle parti

Procedimenti relativi alle infrazioni oggetto di denuncia o deferimento da parte della Procura Federale

Si svolgono sulla base degli elementi contenuti nel deferimento e nelle deduzioni difensive

Procedimenti relativi a sanzioni non economiche

I procedimenti conseguenti a sanzioni non economiche, proposte o irrogate dalla società nei confronti dei tesserati si svolge sulla base degli elementi contenuti nel corso e nelle controdeduzioni

CONSULENZA TECNICA (art. 59 CGS)

Gli organi di giustizia possono disporre una consulenza tecnica e sceglie un esperto terzo rispetto agli interessi in conflitto e cura il rispetto del contraddittorio.

Il parere è consegnato almeno 10 giorni prima dell’udienza ma il Presidente può abbreviare il termine.

Nei casi che investono il Giudice Sportivo il consulente tecnico trasmette il parere all’organo giudicante fino a 2 giorni prima dell’udienza o della data fissata per la decisione.

Le parti hanno la facoltà di avvalersi di consulenza tecnica di parte.

8. TABELLA CONTRIBUTO DI GIUSTIZIA (CU 162/A FIGC del 27.06.2019)

Tab. 1 – Ricorsi innanzi al Giudice Sportivo

SOGGETTO RICORRENTE/CONTRIBUTO

per le società appartenenti alla LNP Serie A

260,00 €

per le società appartenenti alla LNP Serie B

260,00 €

per le società appartenenti alla Lega PRO

180,00 €

per le società appartenenti alla Divisione Calcio Femminile

100,00 €

per le società appartenenti alla LND partecipanti ai Campionati Nazionali per le società appartenenti alla LND

100,00 €

partecipanti ai Campionati Regionali e Provinciali

78,00 €

per le società partecipanti ai Campionati SGS Nazionali

80,00 €

per le società appartenenti al SGS

52,00 €

Tab. 2 – Reclami dinanzi alla Corte Sportiva Territoriale

SOGGETTO RICORRENTE/ CONTRIBUTO

per le società appartenenti alla LND

partecipanti ai Campionati Regionali e Provinciali

130,00 €

per le società appartenenti al SGS

62,00 €

Tab. 3 -Reclami innanzi alla Corte Sportiva d’Appello a livello nazionale

SOGGETTO RICORRENTE / CONTRIBUTO

per le società appartenenti alla LNP Serie A

1.000,00 €

per le società appartenenti alla LNP Serie B

600,00 €

per le società appartenenti alla Lega PRO

400,00 €

per le società appartenenti alla Divisione Calcio Femminile

250,00 €

per le società LND partecipanti ai Campionati Nazionali

250,00 €

per le società LND partecipanti ai Campionati Juniores

180,00 €

per le società partecipanti ai Campionati SGS Nazionali

180,00 €

per le società non partecipanti ai Campionati Nazionali

180,00 €

Tab. 4 – Reclami innanzi alla Corte Federale di Appello

SOGGETTO RICORRENTE / CONTRIBUTO

per le società appartenenti alla LNP Serie A

1.000,00 €

per le società appartenenti alla LNP Serie B

600,00 €

per le società appartenenti alla Lega PRO

400,00 €

per le società appartenenti alla Divisione Calcio Femminile

250,00 €

per le società LND partecipanti ai Campionati Nazionali

250,00 €

per le società LND partecipanti ai Campionati Juniores

180,00 €

per le società partecipanti ai Campionati SGS Nazionali

180,00 €

per le società non partecipanti ai Campionati Nazionali

180,00 €

Tab. 5 – Reclami innanzi alla Corte Sportiva d’Appello a livello nazionale con procedura d’urgenza

SOGGETTO RICORRENTE / CONTRIBUTO

per le società appartenenti alla LNP Serie A

1.300,00 €

per le società appartenenti alla LNP Serie B

900,00 €

per le società appartenenti alla Lega PRO

600,00 €

per le società appartenenti alla Divisione Calcio Femminile

350,00 €

per le società LND partecipanti ai Campionati Nazionali

350,00 €

per le società LND partecipanti ai Campionati Juniores

330,00 €

per le società partecipanti ai Campionati SGS Nazionali

330,00 €

Ricorsi al Tribunale Federale Nazionale Sezione disciplinare (86 CGS)

1000,00 €

Ricorsi al Tribunale Federale a livello territoriale (94 CGS)

50,00 €

Tab. 6 – Ricorsi innanzi al Tribunale Federale Nazionale – Sezione Vertenze Economiche

SOGGETTO RICORRENTE / CONTRIBUTO

per le società appartenenti alla LNP Serie A

500,00 €

per le società appartenenti alla LNP Serie B

400,00 €

per le società appartenenti alla Lega PRO

300,00 €

per le società appartenenti alla Divisione Calcio Femminile

170,00 €

per le società appartenenti alla LND partecipanti ai Campionati Nazionali

170,00 €

per le società appartenenti alla LND

partecipanti ai Campionati Regionali e Provinciali

130,00 €

per le società appartenenti al SGS

78,00 €

Tab. 7 – Ricorsi innanzi al Tribunale Nazionale Federale – Sezione Tesseramenti

SOGGETTO RICORRENTE / CONTRIBUTO

per le società appartenenti alla LNP Serie A

600,00 €

per le società appartenenti alla LNP Serie B

400,00 €

per le società appartenenti alla Lega PRO

300,00 €

per le società appartenenti alla Divisione Calcio Femminile

170,00 €

per le società appartenenti alla LND partecipanti ai Campionati Nazionali

170,00 €

per le società appartenenti alla LND partecipanti ai Campionati Regionali e Provinciali

130,00 €

per le società appartenenti al SGS

78,00 €

Tab 8 – Ricorsi presentati direttamente e in proprio dai tesserati

SOGGETTO RICORRENTE /CONTRIBUTO

Di società appartenenti alla LNP Serie A

250,00 €

di società appartenenti alla LNP Serie B

250,00 €

di società appartenenti alla Lega PRO

180,00 €

per le società appartenenti alla Divisione Calcio Femminile

100,00 €

di società appartenenti alla LND partecipanti ai Campionati Nazionali

100,00 €

di società appartenenti alla LND partecipanti ai Campionati Nazionali Juniores

90,00 €

di società appartenenti alla LND partecipanti ai

Campionati Regionali e Provinciali

65,00 €

di società partecipanti ai campionanti SGS

31,00 €

Tab. 9 – Ricorsi presentati direttamente e in proprio dai tesserati con procedura d’urgenza

SOGGETTO RICORRENTE /CONTRIBUTO

Di società appartenenti alla LNP Serie A

330,00 €

di società appartenenti alla LNP Serie B

330,00 €

di società appartenenti alla Lega PRO

230,00 €

per le società appartenenti alla Divisione Calcio Femminile

130,00 €

di società appartenenti alla LND partecipanti ai Campionati Nazionali

130,00 €

di società appartenenti alla LND partecipanti ai Campionati Nazionali Juniores

110,00 €

di società partecipanti ai campionanti SGS Nazionali

90,00 €

Tab. 10 – Ricorsi presentati direttamente e in proprio dagli associati dell’Associazione Italiana Arbitri

SOGGETTO RICORRENTE / CONTRIBUTO

appartenenti ai ruoli CAN – A

250,00 €

appartenenti ai ruoli CAN – B

220,00 €

appartenenti ai ruoli CAN – PRO

180,00 €

appartenenti ai ruoli CAN D/CAN 5

100,00 €

appartenenti ai ruoli CAI

90,00 €

appartenenti ai ruoli Regionali

65,00 €

appartenenti ai ruoli Provinciali/Sezionali

31,00 €

Tab. 11 – Ricorsi presentati direttamente e in proprio dai Dirigenti federali dinanzi agli organi di giustizia sportiva

250,00 €

LE NOVITA’ TRIBUTARIE DEL NUOVO ANNO SPORTIVO 2018/2019 per i collaboratori amministrativi

Dal tavolo tecnico fra il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, i Tecnici Nazionali del Coni, la direzione centrale del coordinamento normativo dell’ADE e la direzione delle Entrate è scaturita, dopo lungo ed articolato confronto, la circolare n. 18/E del primo agosto 2018.

La circolare segue di qualche settimana l’abrogazione attraverso il decreto legge n. 87 del 12 luglio 2018 (c.d. dignità) convertito dal Parlamento con la legge n. 96/2018, della società sportiva dilettantistica lucrativa introdotta con la legge n. 205 del 27 dicembre 2017 (legge di bilancio per il 2018) che aveva recepito in parte, la proposta di legge n. 3936 del 28 giugno 2016 (Sbrollini – Anif). Con essa, si è cercato di alleggerire da oneri e carichi burocratici le società, soprattutto quelle dilettantistiche.

La legge di bilancio aveva previsto l’aumento della soglia della quota esente della ritenuta sui compensi per le collaborazioni istituzionali sportive dilettantistiche ( allenatori – atleti – collaboratori etc) da 7.500 a 10.000 euro e la loro configurazione come contratto di collaborazione coordinata continuativa (co.co.co), coinvolgendo il Coni nel definire le prestazioni ed i soggetti rientranti nell’agevolazione.

Il decreto legge n. 87/2018 (dignità) ha cancellato la configurazione della co.co.co senza modificare il limite dei diecimila euro. Detti importi non rientrano più nell’obbligo della tracciabilità ovvero del pagamento attraverso sistema bancario e/o postale né alla comunicazione preventiva al centro per l’impiego né alla tenuta del libro unico del lavoro né alla predisposizione del cedolino paga.

I confini con il lavoro subordinato o all’esercizio di arti e professioni è di nuovo fragilissimo anche alla luce della sentenza n. 2924 del 20 luglio 2018 della sezione lavoro della Corte d’appello di Roma, e non va sottaciuta la questione posta da qualche sindacato nazionale.

 All’inizio del nuovo anno sportivo i dirigenti, i direttori, i collaboratori amministrativi delle società sportive dilettantistiche di calcio dovranno lavorare basandosi sulle regole  che scaturiscono dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n.18/E.

Essa va letta anche come un indicatore di direzione per aiutare il modus operandi dell’agire amministrativo e contabile degli enti sportivi dilettantistici.

Viene ribadito nella circolare il limite di 400.000 euro del regime forfettario derivante dalla legge 398/91 che si applica alle operazioni e alle attività commerciali sia delle associazioni che delle società sportive dilettantistiche. La circolare precisa, a pagina 46, il principio che determina l’uscita dal regime per il superamento della soglia e l’applicazione del regime ordinario. In sintesi, se a dicembre si sono incassate fatture per 380.000 euro e si emette il 28 dicembre una nuova fattura per pubblicità e/o sponsorizzazione per 40.000 euro che viene incassata nell’anno successivo, il limite si ritiene superato. In altre parole vanno considerati nel conteggio della franchigia gli importi fatturati anche se non incassati.

Un interessante principio che si deduce dalla circolare è che la sostanza ed i comportamenti corretti e funzionali prevalgono sulla forma una sorta di fair play.

Ad esempio per chi si è dimenticato di comunicare alla Siae la scelta del regime forfettario questo non comporta la perdita dal regime tributario forfettario, ma vale, in questo caso, il principio concludente che significa che i fatti dimostrativi sono in diritto una forma di manifestazione tacita. In questo caso è applicabile solo una sanzione che va da 250.00 a 2.000,00 euro. La stessa sanzione si applica anche in caso della violazione dell’obbligo di tracciabilità dei pagamenti o dei versamenti di importo pari o superiore a 1000/mille euro e non si consegue, come finora molti verificatori hanno rilevato nei P.V.C., la perdita del regime tributario forfettario.

Singolare è quello che si rileva per le quote incassate ( scuole calcio) in contanti e poi versate cumulativamente sul conto corrente per un importo pari o superiore a mille euro: – per ogni singola quota di iscrizione ai corsi o di affiliazione, l’ente deve rilasciare un’apposita quietanza, copia della quale dovrà essere conservata dall’ente stesso. Inoltre al fine di consentire ai soggetti verificatori di acquisire le informazioni contabili necessarie…… l’associazione o società sportiva dilettantistica dovrà dotarsi di un registro dove annotare analiticamente le entrate e le uscite indicando i nominativi dei soggetti, la causale e l’importo incassato o pagato.

Per le quote pari o superiori a mille euro è necessario utilizzare forme di pagamento tracciabile tra le quali si annovera ad esempio il pagamento tramite bollettino postale, carte di credito, bancomat o altri sistemi di pagamento che consentano lo svolgimento di efficaci e adeguati controlli.

Altro argomento che la circolare introduce è quello sulle attività connesse ovvero le attività che l’ente sportivo può fare e portare a tassazione in regime forfettario se si è optato per la legge 398/91: ad esempio, un ente sportivo che affitta l’impianto sportivo di calcio, di proprietà o in gestione a soggetti diversi che non sono né soci né tesserati o ad altri soggetti estranei all’ordinamento sportivo, può far rientrare questi corrispettivi nell’alveo dei 400 mila euro del regime forfettario.

Se invece mette su attività non connesse con la missione istituzionale dell’ente, ad esempio un ristorante, tali corrispettivi sotto l’aspetto tributario, non possono e non devono essere portati a tassazione con il sistema forfettario ma seguire le regole di imposizione.

La circolare crea anche un raccordo funzionale tra Agenzia entrate e Coni sulle nuove regole del registro pubblico del Coni, evidenziando la maggiore funzionalità ed il ruolo di certificatore che il legislatore ha attribuito al Coni, rilevando altresì un apprezzamento dello sforzo fatto per dare trasparenza al settore sia sotto il profilo formale che sostanziale ed è, quindi particolarmente utile anche ai fini della selezione delle attività di controllo in merito alla spettanza dei benefici fiscali per essi previsti.

Difatti, ogni soggetto sportivo (asd e/o ssd) ha, dal 2018, come account per entrare nel registro Coni (httss://rssd.coni.it) il codice fiscale rilasciato in sede di costituzione dall’agenzia entrate. All’interno del registro ci sono diverse funzioni come l’elaborazione e stampa delle ricevute per i tesserati e, a breve, anche l’elaborazione del file telematico da inviare all’agenzia delle entrate in modo che ogni contribuente si ritroverà, nella sua dichiarazione redditi, l’importo utile (max 210 euro) per la detrazione delle spese sostenute per la pratica sportiva per il figliolo/a dai cinque ai diciotto anni (D.M. 28.03.2007). Sempre all’interno del registro, vi è uno spazio archivio dei documenti (atto costitutivo e statuto) e l’elenco dei tesserati presso le Federazioni sportive, le Discipline associate e gli Enti di promozione sportiva.

Importante sarà la sezione comprovante la partecipazione ad eventi formativi ed agonistici e quella ancora non operativa di deposito e pubblicazione del rendiconto annuale.

E’ utile ricordare di scaricare annualmente il relativo certificato d’iscrizione al registro pubblico del Coni ed è consigliabile esporlo in sede, pubblicarlo sul sito, allegarlo nelle comunicazioni con gli enti pubblici, inviarlo all’ufficio del comune che detiene l’albo delle associazioni comunali e quando si chiede l’uso del campo di calcio.

Pertanto non è più sufficiente l’affiliazione alla Figc ma è necessario l’iscrizione al registro pubblico del Coni.

Di portata più semplice sarà la gestione dei soggetti sportivi che hanno molti tessera ti minorenni ( scuola calcio, per esempio) dove si precisa: la disposizione agevolativa si applica, tuttavia anche con riferimento alle attività effettuate dall’associazione o società sportiva dilettantistica non lucrativa nei confronti di soggetti frequentatori e/o praticanti che non rivestono la qualifica di soci o associati a condizioni che i destinatari delle attività risultano come previsto dalla norma “ tesserati delle rispettive organizzazioni nazionali , vale a dire tesserati, nel nostro caso tesserati alla Figc.

La circolare prosegue sottolineando che gli obblighi relativi alla democraticità del vincolo associativo devono essere rispettati dall’associazione sportiva dilettantistica .

La circolare si sofferma anche sulla cessione dei giocatori precisando che si applicano le regole generali di tassazione se il trasferimento costituisce un operazione meramente speculativa e resta fermo che le associazioni e/o società che hanno optato per il regime forfettario e ricevono il premio di addestramento e formazione tecnica di cui alla legge n. 91/ 81 (professionismo sportivo) per la cessione di un giocatore il corrispettivo non concorre alla determinazione del reddito.

Altra novità dove i dirigenti sportivi sono chiamati ad essere attenti è il nuovo regolamento UE n. 2016/679 sulla privacy, ricordando che il Garante per la protezione dei dati personali nel 1998 ha specificato in una comunicazione inviata alla Federazione Medici Sportivi Italiani che il giudizio

conclusivo di idoneità all’esercizio dell’attività sportiva agonistica, inteso come dato denotante la normalità psicofisica del soggetto, può ritenersi compreso fra i dati personali comuni. Invece il referto di non idoneità, che presuppone nell’interessato o la presenza di patologie o comunque la necessità di evitare potenziali rischi indotti appunto dalla pratica agonistica, assume senza dubbio la connotazione di dato sensibile.

Non sarà più necessario acquisire il consenso per trattare i dati del tesserato o per inviargli informazioni sullo spostamento dell’orario o della giornata di allenamento, ma se si inviano messaggi di tipo informativo-promozionale, sarà necessario acquisirne il consenso, così come per i gestionali in uso, sarà obbligatorio adottare sempre misure operative e tecniche adeguate alla salvaguardia dei dati.

Infine non è da sottovalutare la questione sanitaria che la cronaca ha riportato in auge in queste settimane. In particolare il pericolo della legionella nell’apertura degli impianti sportivi a settembre, dove i ristagni d’acqua, serbatoi, piscine, tubazione, spogliatoi, docce, possono rappresentare un pericolo. Per ciò risulta utile rivedere le linee guida del Ministero della Salute (ww.salute.gov.it) che dettano le procedure specifiche per gli impianti sportivi.

 

I bilanci delle squadre di calcio diventano pubblici: online sui siti dei club

Tutte le società saranno obbligate a pubblicare sul proprio sito i bilanci societari, anche quelle che non risultano quotate in Borsa. La norma è stata approvata dall’Uefa il 18 dicembre ed entra in vigore dalla stagione in corso, come parte del cosiddetto Fair Play Finanziario 2.0.

La modifica è contenuta nel nuovo Manuale delle Licenze Uefa, che disciplina i criteri con cui il massimo organo calcistico europeo rilascia ai club le licenze per partecipare alle competizioni europee. Trattandosi di norma europea, la Figc farla valere anche per la Serie A.

L’Ufficio Licenze Uefa stabilirà la data di pubblicazione. Ogni club dovrà rendere noti tutti i documenti parte del bilancio:

  • stato patrimoniale, cioè la situazione dei conti societari al momento della pubblicazione, composto da attivo (investimenti) e passivo (passività e capitale netto);
  • conto economico, si dovrà elencare  esattamente tutte le entrate e uscite nel corso dell’anno;
  • nota integrativa, dovranno esserci a margine  commenti dei vertici societari, che rendono conto di come e perché è stato investito il capitale sociale e quali siano gli sviluppi futuri previsti
  • relazione delle società di revisione, saranno richieste alle società più grandi che potranno affidarsi ad agenzie esterne per la revisione del proprio bilancio. Queste società dovranno stilare una relazione;
    • dotate di questo organo di vigilanza, esse dovranno stilare a sua volta una valutazione della situazione patrimoniale;
    • importo corrisposto ad agenti e intermediari (finora non divulgato) dovranno comparire in bilancio

    Le società di Serie A, potranno scegliere se chiudere il bilancio al termine dell’anno solare o della stagione sportiva. Chi lo ha chiuso al 31 dicembre 2018 è già obbligato a pubblicarlo: Fiorentina (- 15 milioni) e Atalanta (+ 51 milioni) lo hanno già fatto, la Sampdoria dovrebbe procedere a breve. Mancano all’appello anche Genoa, Torino e Sassuolo.

  • relazione sulla gestione,  verrà richiesto un altro documento integrativo a opera degli amministratori della società, che spiega ancor più nel dettaglio la situazione societaria, con numero di azioni sul mercato, obiettivi e rischi;
  • relazione del collegio sindacale, dato che alcune società di capitale sono dotate di questo organo di vigilanza, esse dovranno stilare a sua volta una valutazione della situazione patrimoniale;
  • importo corrisposto ad agenti e intermediari (finora non divulgato) dovranno comparire in bilancio

Le società di Serie A, potranno scegliere se chiudere il bilancio al termine dell’anno solare o della stagione sportiva. Chi lo ha chiuso al 31 dicembre 2018 è già obbligato a pubblicarlo: Fiorentina (- 15 milioni) e Atalanta (+ 51 milioni) lo hanno già fatto, la Sampdoria dovrebbe procedere a breve. Mancano all’appello anche Genoa, Torino e Sassuolo.

 

GDPR obbligo anche per #federazioni e società sportive

Le Federazioni e le società sportive sono state sottoposte a numerosi adempimenti da mettere in atto per allinearsi alle nuove disposizioni. È evidente come la questione sia stata presa sottogamba soprattutto dai titolari del trattamento dei dati personali.

Anche  il settore sportivo dilettantistico nonne è esente. Vista l’assenza di remunerazione per gli atleti, si è stati portati a pensare, erroneamente, che le norme del GDPR non avessero applicabilità in questo settore.

Nell’incertezza alcune Società o enti pubblici o privati hanno preferito munirsi della figura del DPO. Il DPO è, in sostanza, il responsabile della protezione dei dati personali. Anche se le Federazioni dovessero essere legalmente inquadrate come soggetti privati, la scelta di nominare comunque un DPO è legata all’enorme mole di dati sensibili che vengono trattati e che riguardano non solo gli atleti, ma tutti i tesserati in generale. Si tratta dunque di una scelta legata al rispetto del tanto sbandierato principio di responsabilità. In base allo stesso principio, è fortemente consigliato tenere un registro dei trattamenti, anche se non espressamente previsto dal regolamento in questi casi.

Molto spesso i dati personali dei medesimi soggetti, sono trattati i dati per scopi diversi e con differenti modalità. Il loro rapporto pertanto, pur prevedendo diverse fasi di collaborazione, ha alla base la netta distinzione di ruoli e funzioni. Lo stesso rapporto tra federazioni e comitati regionali, nel calcio, può variare a seconda del fatto che i comitati rappresentino sedi decentrate della federazione o enti autonomi. Nel secondo caso, difatti, anche a loro si applicano le nuove normative introdotte dal GDPR.

La qualificazione giuridica del calciatore dilettante nelle procedure fallimentari

La qualificazione giuridica del calciatore #dilettante nelle #Procedure Fallimentari

 

La figura del calciatore dilettante è da sempre caratterizzata da un assoluto vuoto di tutela a causa del fatto che non esiste né nell’ordinamento sportivo né in quello civile nazionale, una disciplina giuridica compiuta, essendo regolati solo alcuni aspetti specifici, in particolare di diritto tributario.

La Legge n. 91 del 1981 sul professionismo sportivo, infatti, si è limitata a definire la categoria dei calciatori professionisti, individuando nella continuità, nell’onerosità e nella qualificazione da parte della Federazione d’appartenenza, i caratteri che la prestazione dell’atleta deve avere per potersi configurare il professionismo sportivo.

Non si è fatto, tuttavia, accenno alla più ampia categoria dei calciatori dilettanti, che, pertanto, si devono ritenere esclusi dall’applicabilità della normativa.

Anche le N.O.I.F. (Norme Organizzative Interne della F.I.G.C.), a livello federale, si astengono dal fornire una definizione chiara della categoria dilettantistica, aggiungendo all’art. 29 comma 2 che: “Per tutti i calciatori “non professionisti” è esclusa ogni forma di lavoro, sia autonomo che subordinato”.

A differenza di quanto accade per i professionisti, pertanto, tutti i calciatori dilettanti non potranno stipulare alcun contratto individuale di lavoro con le società per le quale sono tesserati, né tantomeno potranno ricevere da queste ultime somme o altre erogazioni a titolo di retribuzione.

Ferma restando tale esclusione, la normativa federale prevede (articolo 94 ter) l’obbligo per i calciatori non professionisti tesserati per società partecipanti ai Campionati Nazionali della L.N.D. (Lega Nazionale Dilettanti), di sottoscrivere con queste ultime degli accordi economici annuali relativi alla prestazione sportiva che verrà fornita.

Da queste premesse sul tema sembra essere del tutto pacifica la natura chirografaria del credito dei calciatori dilettanti in una possibile procedura fallimentare che coinvolga una società di calcio relativamente al mancato pagamento del corrispettivo pattuito negli accordi economici sopraccitati (eventualità, purtroppo, neanche troppo remota, considerati gli svariati esempi di apertura di procedure fallimentari nei confronti di società di calcio avvenuti negli ultimi anni).

Sul punto, tuttavia, a parer dello scrivente, è doveroso soffermarsi esaminando il tenore dell’accordo economico riconosciuto dalla F.I.G.C. e delle pronunce giurisprudenziali in merito che si sono susseguite nel tempo.

Infatti, dalla disamina dell’accordo economico che viene sottoscritto dal calciatore dilettante e dalla società, emergono chiaramente indici di subordinazione, a prescindere dall’indicazione nello stesso dell’espressa esclusione di “ogni forma di lavoro subordinato”.

Tali indici si riscontrano innanzitutto all’art. 3 di detto accordo che prevede la possibilità per i calciatori di proporre un reclamo innanzi alla C.A.E. (Commissione Accordi Economici della Lega Nazionale Dilettanti) in caso di inadempienza della società; all’art. 5 che contempla la corresponsione della retribuzione all’atleta a cadenza pressoché mensile, ed ancora, all’art. 6 che prevede la possibilità di erogazione di sanzioni in caso di inadempimento contrattuale.

Ulteriormente confermativo in tal senso il fatto che i calciatori tesserati per una società dilettantistica abbiano l’obbligo di presenziare a tutti gli allenamenti della squadra nei luoghi indicati dalla società, nonché di partecipare alle gare ufficiali disputate dalla stessa.

La tesi della subordinazione dei calciatori qualificati come dilettanti, come detto, è stata più volte ribadita anche dalla giurisprudenza di merito.

Sul punto, in particolare, preme richiamare l’ordinanza del Tribunale di Pescara del 18 ottobre 2001 (Foro it, 2002, I, 897), in cui si afferma testualmente che “Il tenore volutamente «universale» scelto dal legislatore (in riferimento all’art. 43 Dlgs 286/98) consente, poi, di ritenere che ogni attività di rilievo sociale costituisca oggetto di protezione, e non soltanto quella che rivesta un preminente significato economico-professionale. La distinzione (peraltro assai sfuggente nell’agonismo del nostro tempo) tra professionismo e dilettantismo nella prestazione sportiva si mostra priva di ogni rilievo, non comprendendosi per quale via potrebbe mai legittimarsi una discriminazione del dilettante”.

Anche la pronuncia del TAR Lazio (Sezione Terza – ter, 12 maggio 2003, n. 4103), esaminando la legittimità di una norma regolamentare della F.I.P., ha incidentalmente osservato che: “certamente la mancata applicazione al settore del basket femminile della legge 23 marzo 1981 n. 91 è la vera causa della vicenda quando, come nel caso in esame, appare difficile configurare come dilettantistica un’attività sportiva comunque connotata dai due requisiti richiesti dall’art. 2 (remunerazione comunque denominata e continuità delle prestazioni) per l’attività professionistica”.

Con riferimento all’irrilevanza del “nomen iuris” utilizzato dalle parti per la qualificazione del rapporto di lavoro sportivo è intervenuta anche la Suprema Corte che così testualmente si è espressa: “la qualificazione attribuita dalle parti al rapporto non ha valore determinante rispetto agli effettivi contenuti dello stesso, ben potendosi pervenire ad una diversa qualificazione, ove si dimostri che l’elemento della subordinazione si sia di fatto realizzato nello svolgimento del rapporto” ed ancora: “nei casi in cui può essere ridotta, per il concreto atteggiarsi del rapporto, l’evidenza immediata della subordinazione, è lecito far riferimento a criteri complementari e sussidiari (“quali la collaborazione, la continuità della prestazione, l’osservanza di un orario predeterminato, il versamento, a cadenze fisse, di una retribuzione prestabilita, il coordinamento dell’attività lavorativa all’assetto organizzativo dato all’impresa dal datore di lavoro) i quali – se individualmente considerati… privi di valore decisivo – ben possono essere valutati globalmente come indizi probatori da parte del giudice di merito” (in tal senso Cass. 6114/1998).

È appena il caso di osservare, che la Corte di Giustizia europea da sempre ha stabilito che l’unico parametro di distinzione sia costituito dallo svolgimento di prestazioni sportive retribuite o non retribuite e, quindi, l’analisi deve essere incentrata sul dato di fatto concreto, indipendentemente dalla qualificazione giuridica attribuita dalla Federazione (in tal senso, Corte di Giustizia, sentenza dell’11 aprile 2000, cause riunite C-51/96 e C-191/97, Christelle Deliège contro Ligue francophone de judo et disciplines associées ASBL, Ligue belge de judo ASBL, Union européenne de judo e Francois Pacquée;  Corte di Giustizia, sentenza dell’8 maggio 2003, causa C-438/00, Deutscher Handballbund e. V. / Maros Kolpak).

In considerazione della giurisprudenza nazionale ed europea sopracitata, i crediti dei calciatori cosiddetti “dilettanti” potrebbero essere ritenuti alla stregua di quelli dovuti ai prestatori di lavoro subordinato e, di conseguenza, in ambito fallimentare, godere del privilegio di cui all’art. 2751 bis n. 1 c.c.

Dott. Luca Fortunato

Praticante Avvocato abilitato al patrocinio

Dipartimento Diritto Sportivo

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LA TUTELA ESCLUSIVAMENTE RISARCITORIA CONTRO I PROVVEDIMENTI SANZIONATORI DEL CONI E DELLE FEDERAZIONI

1. L’autonomia delle associazioni sportive e l’esclusione del potere del giudice amministrativo di annullarne i provvedimenti disciplinari.

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 49/2011, ha rigettato le censure proposte contro l’art. 2 d.l. n. 220/2003, che definisce il riparto di competenze tra la giustizia sportiva e quella dello Stato.

Il problema consisteva nel verificare se la riserva agli organi di giustizia sportiva del giudizio sulle sanzioni disciplinari inflitte dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e dalle federazioni fosse conforme al diritto di difesa (art. 24 Cost.) e a quello di ottenere sempre tutela contro i provvedimenti amministrativi (artt. 103 e 113 Cost.).

La Corte muove dall’autonomia dell’ordinamento sportivo, espressione di una delle più diffuse formazioni sociali protette dagli artt. 2 e 18 Cost.2 e «articolazione italiana di un più ampio ordinamento autonomo avente una dimensione internazionale»

Tanto la tutela costituzionale delle formazioni sociali quanto la dimensione globale del fenomeno impediscono allo Stato di disconoscere l’autonomia delle organizzazioni sportive – anche per considerazioni di opportunità: si pensi al rischio che l’ordinamento sportivo mondiale non riconosca gli atleti e le organizzazioni del paese che pretenda di sindacarne le norme e lo escluda dall’organizzazione di campionati mondiali e Olimpiadi5 –.

Se questo comporta la loro assoluta signoria sull’emanazione e l’applicazione delle regole «tecniche» delle varie discipline, che costituiscono un’area d’irrilevanza per l’ordinamento giuridico generale6, quando sono coinvolti i diritti soggettivi e gli interessi legittimi dei singoli, il dovere dello Stato di rispettare l’autonomia dell’ordinamento sportivo deve essere bilanciato con quello di tutelare queste posizioni soggettive.

Ferma restando la competenza del giudice ordinario per le controversie patrimoniali, nelle altre materie, devolute al giudice amministrativo, il punto di equilibrio può essere raggiunto interpretando l’art. 2 d.l. n. 220/2003, nel senso di escludere il giudizio di annullamento sui provvedimenti delle organizzazioni sportive, salva la possibilità per il danneggiato di ottenere un risarcimento.

Del resto, «le ipotesi di tutela esclusivamente risarcitoria per equivalente non sono certo ignote all’ordinamento»: lo stesso art. 2058 c.c. prevederebbe il risarcimento in forma specifica come un’eventualità «peraltro sempre sottoposta al potere discrezionale del giudice»

2. L’insufficienza di una tutela esclusivamente risarcitoria.

Tuttavia, se la tutela risarcitoria non è ritenuta sufficiente quando sono impugnati provvedimenti relativi all’affiliazione alle federazioni o all’ammissione alle competizioni sportive «in quanto è attraverso siffatta possibilità che trovano attuazione sia fondamentali diritti di libertà – fra tutti, sia quello di svolgimento della propria personalità, sia quello di associazione – che non meno significativi diritti connessi ai rapporti patrimoniali», sembra che non possa esserlo nemmeno nei confronti delle decisioni disciplinari inibitorie.

Probabilmente, la mancata evocazione dell’art. 3 Cost. quale parametro ha impedito alla Corte di affrontare la questione in questa prospettiva, ma ne risulta un’irragionevole disparità di tutela nei confronti di decisioni che, dal punto di vista della portata lesiva per il singolo, sono paragonabili: sia nel caso della mancata affiliazione alle federazioni, sia in quello di una sospensione disciplinare, lo svolgimento dell’attività sociale viene interdetto.

Non c’è dubbio che «la mancata praticabilità della tutela impugnatoria non toglie che le situazioni di diritto soggettivo o di interesse legittimo siano adeguatamente tutelabili innanzi al giudice amministrativo […] mediante la tutela risarcitoria», come ha affermato recentemente il Consiglio di Stato, riprendendo l’impostazione della Corte costituzionale e ricollegandola a un proprio precedente.

Però, un conto è che il giudice neghi in concreto l’annullamento di un determinato provvedimento perché il ricorso non è stato presentato nel termine previsto dalla legge o perché è ormai impossibile restituire al ricorrente il bene della vita; un altro è che la legge precluda, in astratto e a priori, la possibilità di ottenere l’annullamento di un provvedimento lesivo di diritti e interessi legittimi.

A questo proposito, non sembra decisivo il richiamo all’art. 2058 c.c., che non individua un’ipotesi di tutela esclusivamente risarcitoria per equivalente ma impone al giudice di concedere la tutela ripristinatoria ogniqualvolta «sia in tutto o in parte possibile» e non risulti «eccessivamente onerosa per il debitore».

La sentenza n. 49/2011 appare poco persuasiva anche laddove individua il «diritto vivente» instauratosi sul d.l. n. 220/2003 (nonostante sul punto richiami l’ordinanza di remissione): vi era, infatti, una sola sentenza del Consiglio di Stato, che peraltro aveva a oggetto una domanda risarcitoria e non di annullamento. Inoltre, i giudici di Palazzo Spada intendevano ampliare (e non restringere) la possibilità, per il singolo, di accedere agli organi di giustizia amministrativa e esprimevano anche «perplessità in ordine alla legittimità costituzionale della riserva a favore della “giustizia sportiva”».

Il potere del giudice amministrativo di annullare i provvedimenti disciplinari, peraltro, non avrebbe necessariamente frustrato l’obiettivo di salvaguardare l’autonomia delle organizzazioni sportive, considerato che queste avrebbero comunque conservato sia l’assoluta signoria sulle questioni «tecniche», sia la «pregiudiziale sportiva» che, tra l’altro, renderebbe impraticabile, nella maggior parte dei casi, la tutela di annullamento.

Inoltre, l’autonomia dell’ordinamento sportivo sarebbe stata garantita anche dalla distinzione tra fase rescindente e fase rescissoria del giudizio, che impedisce al giudice statale di sostituirsi agli organi del CONI e delle federazioni nell’emanazione dei provvedimenti, e dalla probabile autolimitazione dei tribunali statali a un sindacato di tipo «debole», circoscritto al controllo «su vizi di forme essenziali delle decisioni dell’organo sportivo o sulla loro manifesta illogicità o sul travisamento dei fatti».

Per queste ragioni, la tutela esclusivamente risarcitoria non appare sufficiente a tutelare le situazioni lese dagli atti emanati da CONI e federazioni sportive che siano qualificabili come provvedimenti amministrativi (tra i quali, secondo il TAR del Lazio, rientravano le decisioni della Camera di conciliazione e arbitrato del CONI).

3. Le decisioni dei giudici sportivi tra provvedimento amministrativo e lodo arbitrale.

La riforma della giustizia sportiva del 2008, però, incide anche sul tipo di tutela invocabile presso la giustizia statale. La Camera di conciliazione e arbitrato è stata sostituita dall’Alta corte di giustizia sportiva e dal Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport (TNAS): la prima rappresenta l’ultimo grado della giustizia sportiva per le controversie aventi a oggetto diritti indisponibili o per le quali le parti non abbiano pattuito la competenza arbitrale. La competenza obbligatoria e il suo essere organo del CONI, che ha personalità giuridica di diritto pubblico, dovrebbe condurre a qualificare le sue decisioni come provvedimenti amministrativi, impugnabili innanzi al TAR del Lazio che, nelle materie riservate alla giustizia sportiva dall’art. 2 d.l. n. 220/2003, potrà quindi concedere solamente il risarcimento del danno.

Il TNAS, invece, dirime le controversie tra le federazioni e i soggetti affiliati, tesserati o licenziati solo se la relativa competenza è prevista dagli Statuti o dai regolamenti delle varie federazioni, o se le parti hanno devoluto a esso la lite mediante clausola compromissoria o altro espresso accordo.

Considerato che i giudicanti sono indipendenti dalle federazioni e dallo stesso CONI, che sono scelti dalle parti e che, per quanto riguarda le norme di procedura, l’art. 4 del Codice dei giudizi innanzi al TNAS rinvia agli artt. 806 ss. c.p.c., questo giudizio può essere qualificato come arbitrato rituale, con la conseguenza che il lodo può essere impugnato solo per i vizi indicatidall’art. 829 c.p.c. innanzi al giudice ordinario.

La conclusione è avvalorata anche dall’art. 3 d.l. n. 220/2003 e dall’art. 12 c.p.a.: il primo, nel definire la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di sport, fa salvo quanto eventualmente stabilito dalle clausole compromissorie previste dagli statuti e dai regolamenti del CONI e delle federazioni o inserite nei contratti tra gli sportivi professionisti e le società; il secondo, in generale, consente di risolvere mediante arbitrato rituale le controversie concernenti diritti soggettivi devolute al giudice amministrativo.

Dunque, il rimedio che può essere esperito nell’ordinamento statale – tutela risarcitoria innanzi al TAR, annullamento da parte del giudice ordinario per i vizi indicati dall’art. 829 c.p.c. – dipende anche dall’organo che ha deciso la controversia nell’ambito della giustizia sportiva (Alta corte o TNAS).

In questo contesto, l’interprete è chiamato a individuare le controversie che le parti possono devolvere al TNAS e, quindi, affrontare le questioni della possibilità di affidare agli arbitri la tutela degli interessi legittimi e della distinzione tra diritti disponibili e diritti indisponibili.

Inoltre, deve interrogarsi circa la natura libera o obbligatoria dell’arbitrato innanzi al TNAS27. In quest’ultima ipotesi, infatti, l’arbitrato costituirebbe un ostacolo all’accesso alla giustizia statale, in violazione degli artt. 24 e 102 Cost. e dell’art. 6 della Conferenza europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali – CEDU (norma interposta nel giudizio di costituzionalità per il tramite dell’art. 117 Cost.)

Come si evince da queste considerazioni, il tema dei rapporti tra giustizia sportiva e giustizia statale riserverà ancora interessanti spunti di riflessione.

Dott. A.E.Basilico