Vigilanza durante la crisi d’impresa: rapporti tra sindaci e amministratore unico

Vigilanza durante la crisi d’impresa: rapporti tra sindaci e amministratore unico

Il collegio sindacale di società non quotate è tenuto a richiedere all’amministratore unico specifiche informazioni sull’andamento della società con periodicità almeno semestrale. Lo ha previsto il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili nella Norma di comportamento 4.3.

 La Norma di comportamento 4.3 rappresenta una novità tra le norme rivolte al collegio sindacale emanate dal CNDCEC: è in vigore dal 1° gennaio 2021 ed è rivolta alle numerose società che affidano la gestione e la rappresentanza ad un organo monocratico, anziché collegiale.

L’amministratore unico, in questi casi, agisce autonomamente e non è tenuto a redigere il libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione: ciò significa che il compito di controllo dei sindaci è più arduo a causa della difficoltà di acquisire le informazioni gestionali circolarizzate nelle riunioni del CdA.

In tale ambito si colloca la nuova Norma 4.3: il collegio sindacale può richiedere informazioni all’amministratore unico, almeno con cadenza semestrale con riferimento alle decisioni più rilevanti, e con cadenza trimestrale qualora il collegio sindacale valuti che la situazione della società o il verificarsi di fatti ed eventi particolarmente significativi per la stessa, possano essere fonte di rischi significativi.

Secondo la norma in commento le informazioni devono essere richieste all’amministratore unico:  1) in forma scritta, a mezzo PEC inviata dal sindaco unico, oppure dal presidente del collegio sindacale previo accordo con gli altri membri dell’organo di controllo o a maggioranza, all’amministratore unico; 2) attraverso la consultazione, anche via mail, del libro delle determine dell’amministratore unico, se istituito; 3) nel corso delle ispezioni periodiche. Il collegio sindacale può comunicare all’amministratore il proprio verbale, che riepiloga i dati e le informazioni acquisiti, oppure può chiedere all’amministratore la sottoscrizione del verbale del collegio, contestualmente redatto, così che egli confermi che quanto trascritto coincida con le informazioni da lui fornite.

Le informazioni da richiedere all’amministratore dipenderanno dal settore in cui opera la società, dal suo ciclo produttivo e dalla situazione gestionale che la stessa sta attraversando.

Fra le informazioni più rilevanti possono rientrare: notizie in merito all’adeguatezza dell’assetto organizzativo richiesto dall’art. 2086 c.c., nuove aree di rischio, se si siano innescati contenziosi, se si siano avute ispezioni da parte di organi accertativi (fiscali, previdenziali o di altro genere), se la società abbia stipulato nell’ultimo periodo contratti di mutuo o di finanziamento o, infine, se siano stati ottenuti finanziamenti dai soci o programmate operazioni sul capitale.

Qualora l’amministratore unico rifiuti di fornire le informazioni e i dati richiesti sulla gestione e sulle principali operazioni aziendali, i sindaci potranno esercitare i poteri di indagine e potranno adottare concrete iniziative dirette a impedire atti di mala gestio, come la segnalazione all’assemblea e/o la denunzia al tribunale ex art. 2409 c.c.

È infatti utile ricordare che il collegio sindacale ha l’obbligo di denunzia ex art. 2409 c.c. qualora, a seguito dell’attività di vigilanza, riscontri situazioni di grave irregolarità nella gestione, di inosservanza delle norme di legge e dello statuto e/o di disposizioni regolamentari, nonché di violazione dei principi di corretta amministrazione e adeguatezza e funzionamento dell’assetto organizzativo e amministrativo-contabile rispetto alla capacità di rilevare tempestivamente indizi di crisi o segnali e circostanze in cui la continuità sia messa in pericolo (art. 2086 del codice civile, da poco modificato a seguito dell’entrata in vigore del nuovo Codice della crisi di impresa).

Una delle prime applicazioni del dovere di denuncia dei sindaci ex art. 2409 c.c. per l’inosservanza da parte degli amministratori dei nuovi obblighi previsti dall’art. 2086 c.c si ritrova nella sentenza n. 9119/19 del Tribunale di Milano. La sentenza in esame offre lo spunto per svolgere alcune interessanti riflessioni sull’efficacia degli strumenti di allerta e prevenzione interni al diritto societario, già in vigore, in relazione alle misure esterne di allerta previste dal Codice della crisi, la cui entrata in vigore è rinviata al 1° settembre 2021, a causa dell’emergenza Covid-19.

La condotta dell’amministratore che si limiti a verificare lo stato di crisi dell’impresa, senza attivarsi prontamente per adottare i necessari rimedi per il superamento dello stesso, non è di per sé in linea con i doveri gestori oggi predicati dall’art. 2086 c.c..

Il Tribunale di Milano accoglieva infatti la denunzia per gravi irregolarità nella gestione presentata dal collegio sindacale ex art. 2409 c.c. di due società per azioni (controllante e controllata), gestite dal medesimo amministratore unico, al quale viene addebitata la violazione degli obblighi di istituire adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili idonei alla verifica della continuità aziendale e di attivarsi senza indugio per adottare i rimedi per il superamento della crisi. Il Tribunale, constatata la situazione di crisi delle società e l’inerzia dell’amministratore unico, ne ha disposto la revoca, ritendendo che gli interventi predisposti dall’amministratore, in assenza di un piano industriale o di ristrutturazione del debito, configurassero “mere possibilità” di superamento della crisi: “condotte di per sé non in linea con i doveri gestori oggi predicati dall’articolo 2086 c.c.”.

La sentenza conferma che la sussistenza di un sistema di monitoraggio e gestione della crisi interno alla società presuppone la pianificazione degli interventi e delle operazioni necessarie a ripristinare le condizioni di equilibrio economico patrimoniale: non è sufficiente che l’amministratore si limiti alla ricerca di finanziatori ovvero alla valutazione della possibilità di cessione di alcuni rami aziendali.

In conclusione, diventa sempre più importante per i sindaci non considerare il proprio ruolo come semplice verifica annuale ex post, bensì come un dialogo continuo con la società vigilata e il suo organo amministrativo in considerazione del fatto che, inoltre, le Norme di comportamento sono destinate a disciplinare l’attività dei componenti del Collegio sindacale della maggioranza delle società presenti sul mercato: tutte le società non quotate, tutte le S.r.l. con sindaco unico che non siano stati incaricati della revisione legale, le S.a.p.a. e le società cooperative – ferme restando le ulteriori attribuzioni che l’ordinamento affida all’organo di controllo in considerazione della peculiarità del modello cooperativo.

Riferimenti normativi

  • CNDCEC, versione aggiornata al 12 gennaio 2021 con le disposizioni introdotte dalla Legge 30 dicembre 2020 n. 178 “Norme di comportamento del collegio sindacale di società non quotate”
  • 2380-bis c.c.
  • 2086 c.c.
  • 2409 c.c.
  • Codice della Crisi, D.Lgs. n. 14/2019

Dott.ssa Silvia Crespi e Dott. Aldo Mainini,

 #Mainini & Associati

 

#sindaci #collegiosindacale #responsabilità #commercialista

DECRETO RISTORI-BIS

A seguito delle nuove limitazioni imposte dal D.P.C.M. 3 novembre 2020, il Governo ha emanato il c.d. Decreto Ristori-bis, D.L. 149 del 9 novembre 2020, in vigore dal giorno della sua pubblicazione sulla G.U n. 279 del 9 novembre 2020, contenente ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese e giustizia, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Di seguito le principali disposizioni.
Articoli Contenuti

Articolo 1
Rideterminazione del Contributo a fondo perduto del Decreto Ristori e
nuovo contributo a favore degli operatori dei centri commerciali
È stato sostituito l’allegato 1 del Decreto Ristori.
Per gli operatori dei settori economici individuati dai codici ATECO 561030-
gelaterie e pasticcerie, 561041-gelaterie e pasticcerie ambulanti, 563000-bar e altri esercizi simili senza cucina e 551000-Alberghi, con domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità e da un livello di rischio alto (aree arancio e rosse), è riconosciuta una maggiorazione del contributo a fondo perduto di cui al Decreto
Ristori di un ulteriore 50%.
È stata abrogata la possibilità, prevista dal D.L. Ristori, di inserire ulteriori codici ATECO aventi diritto al contributo rispetto a quelli previsti nell’allegato 1.
Il contributo a fondo perduto sarà riconosciuto nell’anno 2021 agli operatori con sede operativa nei centri commerciali e agli operatori delle produzioni industriali del comparto alimentare e delle bevande, interessati dalle nuove misure restrittive del D.P.C.M. 3 novembre 2020, sarà erogato dall’Agenzia delle entrate previa presentazione di istanza. Per questi ultimi soggetti, che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO che rientrano nell’allegato 1 al Decreto Ristori-bis, il contributo è determinato entro il 30% del contributo a fondo perduto del Decreto Ristori. Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO che non rientrano nell’allegato 1 al Decreto Ristori-bis, spetta alle condizioni stabilite ai commi 3 e 4 dell’articolo 1 del Decreto Ristori ed è determinato entro il 30% del valore calcolato sulla base dei dati presenti nell’istanza trasmessa e dei criteri stabiliti dall’articolo 25, commi 4, 5 e 6, D.L. 34/2020.
Le disposizioni si applicano nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione Europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno
dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”, e successive modificazioni.

Articolo 2
Contributo a fondo perduto da destinare agli operatori Iva

Per sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle misure
restrittive introdotte con il D.P.C.M. 3 novembre 2020, è riconosciuto un
contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che, alla data del 25 ottobre
2020, avevano la partita Iva attiva, dichiarano di svolgere come attività
prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’allegato 2 al
Decreto Ristori-bis e hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (aree rosse). Il contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 25 ottobre 2020.
Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1, commi 3-11, Decreto Ristori. Il
valore del contributo è calcolato in relazione alle percentuali riportate
nell’allegato 2 al Decreto Ristori-bis.
Le disposizioni si applicano nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione Europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno
dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”, e successive modificazioni.

Articolo 7
Sospensione dei versamenti tributari

Per i soggetti che esercitano le attività economiche sospese ai sensi dell’articolo
1, D.P.C.M. 3 novembre 2020, aventi domicilio fiscale, sede legale o sede
operativa in qualsiasi area del territorio nazionale, per quelli che esercitano le
attività dei servizi di ristorazione che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità e da un livello di rischio alto (aree arancioni e rosse),
individuate con le ordinanze del Ministro della salute, nonché per i soggetti che
operano nei settori economici individuati nell’allegato 2 al Decreto Ristori-bis,
ovvero esercitano l’attività alberghiera, l’attività di agenzia di viaggio o quella di tour operator, e che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree rosse, sono sospesi i termini che scadono nel mese di novembre 2020 relativi:
· ai versamenti relativi alle ritenute alla fonte (articoli 23 e 24, D.P.R.
600/1973) e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che i
predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;
· ai versamenti relativi all’Iva.
Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.
I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi,
in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un
massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata
entro il 16 marzo 2021.

Articolo 11
Sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali per i datori di lavoro privati con sede operativa nei territori interessati
dalle nuove misure restrittive

La sospensione dei versamenti contributivi dovuti nel mese di novembre 2020, di cui all’articolo 13, Decreto Ristori, si applica anche in favore dei datori di lavoro privati appartenenti ai settori individuati nell’allegato 1 al Decreto Ristori-bis. La sospensione non opera relativamente ai premi Inail.
È anche sospeso il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti nel mese di novembre 2020, in favore dei datori di lavoro privati che abbiano unità produttive o operative nelle aree rosse, appartenenti ai settori individuati nell’allegato 2 del Decreto Ristori-bis.
I dati identificativi relativi ai suddetti datori verranno comunicati, a cura
dell’Agenzia delle entrate, all’Inps, per consentire il riconoscimento ai beneficiari delle misure concernenti la sospensione.
I pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali sospesi saranno
effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021. Il mancato pagamento di 2 rate, anche non consecutive, determina la decadenza dal beneficio della rateazione.
I benefici del presente articolo sono attribuiti in coerenza della normativa
vigente dell’Unione Europea in materia di aiuti di Stato.

Articolo 12
Misure in materia di integrazione salariale

Sono prorogati al 15 novembre 2020 i termini decadenziali di invio delle
domande di accesso ai trattamenti collegati all’emergenza COVID-19, di cui agli articoli da 19 a 22-quinquies, D.L. 18/2020, e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi, che, in applicazione della disciplina ordinaria, si collocavano tra il 1° e il 30 settembre 2020.
È abrogato l’articolo 12, comma 7, Decreto Ristori.
I trattamenti di integrazione salariale di cui all’articolo 12, Decreto Ristori, sono
riconosciuti anche in favore dei lavoratori in forza al 9 novembre 2020.

Articolo 13
Congedo straordinario per i genitori in caso di sospensione della didattica in presenza delle scuole secondarie di primo grado

Limitatamente alle aree rosse, nelle quali sia stata disposta la chiusura delle
scuole secondarie di primo grado (medie inferiori), e nelle sole ipotesi in cui la
prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, è riconosciuta alternativamente a entrambi i genitori di alunni delle suddette scuole, lavoratori dipendenti, la facoltà di astenersi dal lavoro per l’intera durata della sospensione dell’attività didattica in presenza.
Per i periodi di congedo fruiti è riconosciuta, in luogo della retribuzione,
un’indennità pari al 50% della retribuzione stessa, calcolata secondo quanto
previsto dall’articolo 23, D.Lgs. 151/2001, ad eccezione del comma 2. I suddetti
periodi sono coperti da contribuzione figurativa.
Il beneficio è riconosciuto anche ai genitori di figli con disabilità in situazione di
gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, L. 104/1992, iscritti a scuole
di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, per i
quali sia stata disposta la chiusura ai sensi dei D.P.C.M. 24 ottobre e 3
novembre 2020.

Articolo 14
Bonus baby-sitting

A decorrere dal 9 novembre 2020, limitatamente alle aree rosse nelle quali sia
stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza delle scuole
secondarie di primo grado (medie inferiori), i genitori lavoratori iscritti alla
Gestione separata o alle Gestioni speciali dell’Ago, e non iscritti ad altre forme
previdenziali obbligatorie, hanno diritto a fruire di uno o più bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting, purché non resi da familiari, nel limite massimo complessivo di 1.000 euro, da utilizzare per prestazioni effettuate nel periodo di sospensione dell’attività didattica in presenza. La fruizione del bonus è riconosciuta alternativamente a entrambi i genitori, nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, ed è
subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore
beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o
cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.
Il beneficio si applica, in riferimento ai figli con disabilità in situazione di gravità
accertata iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a
carattere assistenziale, per i quali sia stata disposta la chiusura ai sensi dei
D.P.C.M. 24 ottobre e 3 novembre 2020.
Le disposizioni valgono anche nei confronti dei genitori affidatari.
Il bonus viene erogato mediante il Libretto famiglia e la sua fruizione è
incompatibile con la fruizione del bonus asilo nido.
Le modalità operative per accedere al bonus sono stabilite dall’Inps, che
provvede al monitoraggio per evitare il superamento del tetto di spesa previsto.

Articolo 17

Modifiche al testo unico in materia di sicurezza
Sono stati sostituiti gli allegati XLVII e XLVIII, D.Lgs. 81/2008, in tema di agenti
biologici.

Articolo 18
Sospensione dei versamenti tributari e contributivi, nonché interventi
finanziari per il settore turistico, agricolo e della pesca, per Lampedusa
e Linosa e risorse per i Comuni siciliani più coinvolti nella gestione dei
flussi migratori

Sono apportate modifiche all’articolo 42-bis, D.L. 104/2020, c.d. Decreto
Agosto.
Per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa
nel territorio del Comune di Lampedusa e Linosa, i versamenti dei tributi nonché dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, in scadenza entro il 21 dicembre 2020 o scaduti nelle annualità 2018 e 2019 (novità), sono effettuati, nel limite del 40% dell’importo dovuto, ad eccezione dell’Iva, senza applicazione di sanzioni e interessi entro la medesima data. Resta ferma la facoltà di avvalersi, per il 50% dei versamenti sospesi ai sensi degli articoli 126 e 127, D.L. 34/2020, convertito, con modificazioni, dalla L. 77/2020, della rateizzazione fino a un massimo di 24 rate mensili prevista dall’articolo 97, D.L. 104/2020. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.
Per i soggetti che svolgono attività economica, la riduzione al 40% si applica nel rispetto delle condizioni e dei limiti del Regolamento (UE) 1407/2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108, Tfue agli aiuti “de minimis”, del
Regolamento (UE) 1408/2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108,
Tfue agli aiuti “de minimis” nel settore agricolo, e del Regolamento (UE)
717/2014, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108, Tfue agli aiuti “de
minimis” nel settore della pesca e dell’acquacoltura.
I soggetti che intendono avvalersi dell’agevolazione devono presentare apposita comunicazione all’Agenzia delle entrate. Le modalità, i termini di presentazione e il contenuto della comunicazione sono stabiliti con provvedimento del direttore dell’Agenzia medesima.

Articolo 20

Finanziamento Fondi bilaterali per ammortizzatori ante Decreto Agosto

I Fondi bilaterali di cui all’articolo 27, D.Lgs. 148/2015, sono autorizzati a
utilizzare le somme stanziate dal Decreto Agosto anche per le erogazioni
dell’assegno ordinario COVID-19 fino alla data del 12 luglio 2020.
Articolo 21 Esonero contributivo a favore delle filiere agricole, della pesca e
dell’acquacoltura
Agli stessi soggetti interessati dall’esonero dal versamento dei contributi
previdenziali e assistenziali di cui all’articolo 16, Decreto Ristori, che svolgono le attività identificate dai codici ATECO di cui all’Allegato 3, Decreto Ristori-bis, è riconosciuto il medesimo beneficio anche per il periodo retributivo del mese di dicembre 2020, nel rispetto della disciplina dell’Unione Europea in materia di aiuti di Stato.
Sono abrogate le misure di sostegno alle citate imprese previste dall’articolo 7, Decreto Ristori.

Articolo 28
Disposizioni a favore dei lavoratori sportivi

Ai fini dell’erogazione dell’indennità di cui all’articolo 17, Decreto Ristori, si
considerano cessati a causa dell’emergenza epidemiologica tutti i rapporti di
collaborazione scaduti alla data del 31 ottobre 2020 e non rinnovati.

Allegato 1 (Articolo 1)

(nuova tabella richiamata dall’articolo 1 del decreto-legge n. 137 del 2020)
Codice ATECO %
493210 – Trasporto con taxi 100,00%
493220 – Trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente 100,00%
493901 – Gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti parte dei sistemi di transito urbano o suburbano 200,00%
522190 – Altre attività connesse ai trasporti terrestri nca 100,00%
551000 – Alberghi 150,00%
552010 – Villaggi turistici 150,00%
552020 – Ostelli della gioventù 150,00%
552030 – Rifugi di montagna 150,00%
552040 – Colonie marine e montane 150,00%
552051 – Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence 150,00%
552052 – Attività di alloggio connesse alle aziende agricole 150,00%
553000 – Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte 150,00%
559020 – Alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero 150,00%
561011 – Ristorazione con somministrazione 200,00%
561012 – Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole 200,00%
561030 – Gelaterie e pasticcerie 150,00%
561041 – Gelaterie e pasticcerie ambulanti 150,00%
561042 – Ristorazione ambulante 200,00%
561050 – Ristorazione su treni e navi 200,00%
562100 – Catering per eventi, banqueting 200,00%
563000 – Bar e altri esercizi simili senza cucina 150,00%
591300 – Attività di distribuzione cinematografica, di video e di programmi televisivi 200,00%
591400 – Attività di proiezione cinematografica 200,00%
749094 – Agenzie ed agenti o procuratori per lo spettacolo e lo sport 200,00%
773994 – Noleggio di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli: impianti luce ed audio
senza operatore, palchi, stand ed addobbi luminosi 200,00%
799011 – Servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi ricreativi e d’intrattenimento 200,00%
799019 – Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio nca 200,00%
799020 – Attività delle guide e degli accompagnatori turistici 200,00%
823000 – Organizzazione di convegni e fiere 200,00%
855209 – Altra formazione culturale 200,00%
900101 – Attività nel campo della recitazione 200,00%
900109 – Altre rappresentazioni artistiche 200,00%
900201 – Noleggio con operatore di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli 200,00%
900209 – Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche 200,00%
900309 – Altre creazioni artistiche e letterarie 200,00%
900400 – Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche 200,00%
920009 – Altre attività connesse con le lotterie e le scommesse (comprende le sale bingo} 200,00%
931110 – Gestione di stadi 200,00%
931120 – Gestione di piscine 200,00%
931130 – Gestione di impianti sportivi polivalenti 200,00%
931190 – Gestione di altri impianti sportivi nca 200,00%
931200 – Attività di club sportivi 200,00%
931300 – Gestione di palestre 200,00%
931910 – Enti e organizzazioni sportive, promozione di eventi sportivi 200,00%
931999 – Altre attività sportive nca 200,00%
932100 – Parchi di divertimento e parchi tematici 200,00%
932910 – Discoteche, sale da ballo night-club e simili 400,00%
932930 – Sale giochi e biliardi 200,00%
932990 – Altre attività di intrattenimento e di divertimento nca 200,00%
949920 – Attività di organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e la coltivazione di hobby 200,00%
949990 – Attività di altre organizzazioni associative nca 200,00%
960410 – Servizi di centri per il benessere fisico (esclusi gli stabilimenti termali} 200,00%
960420 – Stabilimenti termali 200,00%
960905 – Organizzazione di feste e cerimonie 200,00%
493909 – Altre attività di trasporti terrestri di passeggeri nca 100,00%
503000 – Trasporto di passeggeri per vie d’acqua interne (inclusi i trasporti lagunari) 100,00%
619020 – Posto telefonico pubblico ed Internet Point 50,00%
742011 – Attività di fotoreporter 100,00%
742019 – Altre attività di riprese fotografiche 100,00%
855100 – Corsi sportivi e ricreativi 200,00%
855201 – Corsi di danza 100,00%
920002 – Gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a
gettone 100,00%
960110 – Attività delle lavanderie industriali 100,00%
477835 – Commercio al dettaglio di bomboniere 100,00%
522130 – Gestione di stazioni per autobus 100,00%
931992 – Attività delle guide alpine 200,00%
743000 – Traduzione e interpretariato 100,00%
561020 – Ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto 50,00%
910100 – Attività di biblioteche ed archivi 200,00%
910200 – Attività di musei 200,00%
910300 – Gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili 200,00%
910400 – Attività degli orti botanici, dei giardini zoologici e delle riserve naturali 200,00%
205102 – Fabbricazione di articoli esplosivi 100,00%

Allegato 2 (Articolo 2) 
(tabella dei codici ATECO a cui è destinato il nuovo 
contributo a fondo perduto) 
Codice ATECO

Descrizione %
47.19.10 Grandi magazzini 200%
47.19.90 Empori ed altri negozi non specializzati di vari prodotti non alimentari 200%
47.51.10 Commercio al dettaglio di tessuti per l’abbigliamento, l’arredamento e di
biancheria per la casa 200%
47.51.20 Commercio al dettaglio di filati per maglieria e merceria 200%
47.53.11 Commercio al dettaglio di tende e tendine 200%
47.53.12 Commercio al dettaglio di tappeti 200%
47.53.20 Commercio al dettaglio di carta da parati e rivestimenti per pavimenti
(moquette e linoleum) 200%
47.54.00 Commercio al dettaglio di elettrodomestici in esercizi specializzati 200%
47.64.20 Commercio al dettaglio di natanti e accessori 200%
47.78.34 Commercio al dettaglio di articoli da regalo e per fumatori 200%
47.59.10 Commercio al dettaglio di mobili per la casa 200%
47.59.20 Commercio al dettaglio di utensili per la casa, di cristallerie e vasellame 200%
47.59.40 Commercio al dettaglio di macchine per cucire e per maglieria per uso domestico 200%
47.59.60 Commercio al dettaglio di strumenti musicali e spartiti 200%
47.59.91 Commercio al dettaglio di articoli in legno, sughero, vimini e articoli in
plastica per uso domestico 200%
47.59.99 Commercio al dettaglio di altri articoli per uso domestico nca 200%
47.63.00 Commercio al dettaglio di registrazioni musicali e video in esercizi specializzati 200%
47.71.10 Commercio al dettaglio di confezioni per adulti 200%
47.71.40 Commercio al dettaglio di pellicce e di abbigliamento in pelle 200%
47.71.50 Commercio al dettaglio di cappelli, ombrelli, guanti e cravatte 200%
47.72.20 Commercio al dettaglio di articoli di pelletteria e da viaggio 200%
47.77.00 Commercio al dettaglio di orologi, articoli di gioielleria e argenteria 200%
47.78.10 Commercio al dettaglio di mobili per ufficio 200%
47.78.31 Commercio al dettaglio di oggetti d’arte (incluse le gallerie d’arte) 200%
47.78.32 Commercio al dettaglio di oggetti d’artigianato 200%
47.78.33 Commercio al dettaglio di arredi sacri ed articoli religiosi 200%
47.78.35 Commercio al dettaglio di bomboniere 200%
47.78.36 Commercio al dettaglio di chincaglieria e bigiotteria (inclusi gli oggetti 200%
ricordo e gli articoli di promozione pubblicitaria)
47.78.37 Commercio al dettaglio di articoli per le belle arti 200%
47.78.50 Commercio al dettaglio di armi e munizioni, articoli militari 200%
47.78.91 Commercio al dettaglio di filatelia, numismatica e articoli da collezionismo 200%
47.78.92 Commercio al dettaglio di spaghi, cordami, tele e sacchi di juta e prodotti
per l’imballaggio (esclusi quelli in carta e cartone) 200%
47.78.94 Commercio al dettaglio di articoli per adulti (sexy shop) 200%
47.78.99 Commercio al dettaglio di altri prodotti non alimentari nca 200%
47.79.10 Commercio al dettaglio di libri di seconda mano 200%
47.79.20 Commercio al dettaglio di mobili usati e oggetti di antiquariato 200%
47.79.30 Commercio al dettaglio di indumenti e altri oggetti usati 200%
47.79.40 Case d’asta al dettaglio (escluse aste via internet) 200%
47.81.01 Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ortofrutticoli 200%
47.81.02 Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ittici 200%
47.81.03 Commercio al dettaglio ambulante di carne 200%
47.81.09 Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti alimentari e bevande nca 200%
47.82.01 Commercio al dettaglio ambulante di tessuti, articoli tessili per la casa, articoli di abbigliamento 200%
47.82.02 Commercio al dettaglio ambulante di calzature e pelletterie 200%
47.89.01 Commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti 200%
47.89.02 Commercio al dettaglio ambulante di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura; attrezzature per il giardinaggio 200%
47.89.03 Commercio al dettaglio ambulante di profumi e cosmetici; saponi, detersivi
ed altri detergenti per qualsiasi uso 200%
47.89.04 Commercio al dettaglio ambulante di chincaglieria e bigiotteria 200%
47.89.05 Commercio al dettaglio ambulante di arredamenti per giardino; mobili;
tappeti e stuoie; articoli casalinghi; elettrodomestici; materiale elettrico 200%
47.89.09 Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti nca 200%
47.99.10 Commercio al dettaglio di prodotti vari, mediante l’intervento di un dimostratore o di un incaricato alla vendita (porta a porta) 200%
96.02.02 Servizi degli istituti di bellezza 200%
96.02.03 Servizi di manicure e pedicure 200%
96.09.02 Attività di tatuaggio e piercing 200%
96.09.03 Agenzie matrimoniali e d’incontro 200%
96.09.04 Servizi di cura degli animali da compagnia (esclusi i servizi veterinari) 200%
96.09.09 Altre attività di servizi per la persona nca 200%

ALLEGATO 3 (Articolo 21)
CODICI ATECO
Codice Ateco Descrizione
01.xx.xx Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi
02.xx.xx Silvicoltura e utilizzo di aree forestali
03.xx.xx Pesca e acquacoltura
11.02.10 Produzione di vini da tavola e v.q.p.r.d.
11.02.20 Produzione di vino spumante e altri vini speciali
11.05.00 Produzione di birra
46.21.22 Commercio all’ingrosso di sementi e alimenti per il bestiame (mangimi), piante officinali,
semi oleosi, patate da semina
46.22.00 Commercio all’ingrosso di fiori e piante
47.76.10 Commercio al dettaglio di fiori e piante
47.89.01 Commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti
55.20.52 Attività di alloggio connesse alle aziende agricole
56.10.12 Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole
81.30.00 Cura e manutenzione del paesaggio inclusi parchi giardini e aiuole
82.99.30 Servizi di gestione di pubblici mercati e pese pubbliche

DECRETO RISTORI (D.L. 28 ottobre 2020 n. 137 d.l.)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PRIME INDICAZIONI SUI NUOVI AMMORTIZZATORI COVID

Il D.L. 104/2020, c.d. Decreto Agosto, ha innovato la regolamentazione degli ammortizzatori  sociali COVID-19 (Cigo, Cigd, Aso e Cisoa).

La principale novità consiste nella possibilità, per i datori di lavoro, di accedere ai nuovi indipendentemente dal precedente ricorso e dall’effettivo utilizzo degli stessi nel primo semestre del corrente anno: il Decreto, infatti, ridetermina il numero massimo di settimane richiedibili entro il 31 dicembre 2020 (fino a 18 settimane complessive), azzerando il conteggio di quelle richieste e autorizzate, per i periodi fino al 12 luglio 2020, ai sensi dei D.L. 18/2020 e 34/2020. Tuttavia, i periodi di integrazione, già richiesti e autorizzati ai sensi delle precedenti disposizioni, che si collocano, anche parzialmente, in periodi successivi al 12 luglio 2020, sono automaticamente imputati alle prime 9 settimane del nuovo periodo di trattamenti previsto.

Con il messaggio n. 3131/2020, in attesa della pubblicazione delle apposite circolari che illustreranno la disciplina di dettaglio, l’Inps ha fornito le prime informazioni in ordine alle predette novità.

Cigo, Aso e Cigd

Le aziende che, nel 2020, sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza da COVID-19, possono richiedere la concessione dei trattamenti di integrazione salariale (ordinari o in deroga) o dell’assegno ordinario per una durata massima di 9 settimane, per periodi decorrenti dal 13 luglio al 31 dicembre 2020, incrementate di ulteriori 9 settimane, nel medesimo arco temporale, per i soli datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato il precedente periodo di 9 settimane e purché sia integralmente decorso detto periodo. La durata massima dei trattamenti cumulativamente riconosciuti non può, in ogni caso, superare le 18 settimane complessive.

Per tutte e 3 le principali categorie di trattamenti (Cigo, Cigd e Aso) con causale “emergenza COVID-19” è confermato il meccanismo dell’invio di 2 domande distinte per chiedere l’intervento di sostegno al reddito: mentre per il primo periodo di 9 settimane non è prevista alcuna specifica condizione, il ricorso alle ulteriori 9 settimane è, invece, collegato alla verifica del fatturato delle aziende richiedenti. A tal fine, la norma prevede un raffronto tra il fatturato del primo semestre 2020 e quello del corrispondente periodo del 2019, che può far sorgere in capo all’azienda l’obbligo del versamento di un contributo addizionale, da calcolarsi sulla retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, determinato secondo le misure che seguono:

  • aliquota del 18% per i datori di lavoro che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato;
  • aliquota del 9% per i datori di lavoro che, nel primo semestre 2020, hanno subito una riduzione del fatturato inferiore al 20%;
  • nessun contributo addizionale per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20% o hanno avviato l’attività di impresa successivamente al 1° gennaio 2019.

Per richiedere l’ulteriore periodo di 9 settimane, i datori di lavoro devono corredare la domanda con una dichiarazione di responsabilità (che poi sarà verificata), resa ai sensi di quanto previsto dall’articolo 47, D.P.R. 445/2000, in cui autocertificano la sussistenza dell’eventuale riduzione del fatturato e sulla cui base l’Inps autorizza i trattamenti e stabilisce la misura del contributo addizionale dovuto. In mancanza di tale autocertificazione, il contributo addizionale sarà richiesto nella misura massima del 18%.

Per le richieste inerenti alle prime 9 settimane, o il minor periodo che risulta scomputando i periodi già richiesti o autorizzati ai sensi della precedente normativa decorrenti dal 13 luglio 2020, i datori di lavoro dovranno continuare a utilizzare la causale “COVID-19 nazionale” già in essere.

Per quanto attiene alle ulteriori 9 settimane, con successivo messaggio saranno fornite istruzioni operative per l’invio delle domande.

Qualora i datori di lavoro, in relazione a quanto previsto dalla precedente disciplina, abbiano già chiesto e ottenuto l’autorizzazione per periodi che si collocano successivamente al 13 luglio 2020, la richiesta delle prime 9 settimane dovrà tenere conto di tali autorizzazioni ai fini del rispetto del citato limite: se sarà richiesto un numero di settimane superiore al consentito (9 complessive, considerando anche quelle imputate in relazione alla precedente disciplina), le richieste saranno accolte parzialmente.

Cisoa

I datori di lavoro del settore agricolo, che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, possono presentare domanda di concessione del trattamento Cisoa per una durata massima di 50 giorni, nel periodo ricompreso tra il 13 luglio e il 31 dicembre 2020. I periodi di integrazione precedentemente richiesti e autorizzati ai sensi delle precedenti disposizioni di Legge, che si collocano, anche parzialmente, in periodi successivi al 12 luglio 2020, sono imputati ai nuovi 50 giorni. I periodi di integrazione salariale sono computati ai fini del raggiungimento del requisito delle 181 giornate di effettivo lavoro.

Diversamente da quanto previsto per gli altri trattamenti, l’ulteriore periodo di Cisoa non è in alcun modo collegato alla verifica dell’andamento del fatturato aziendale, pertanto l’azienda non deve presentare la dichiarazione di responsabilità. Con successivo messaggio saranno fornite istruzioni operative per l’invio delle domande.

Termini

A regime, le domande di accesso ai trattamenti previsti dal Decreto Agosto dovranno essere inoltrate all’Inps, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

In caso di pagamento diretto da parte dell’Istituto, il datore di lavoro è tenuto a inviare tutti i dati necessari entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale, ovvero, se posteriore, entro il termine di 30 giorni dall’adozione del provvedimento di concessione.

In sede di prima applicazione della norma, per le domande con inizio di sospensione/riduzione dal 13 luglio 2020, la scadenza ordinaria del 31 agosto è, però, differita al 30 settembre 2020. Al 30 settembre 2020 sono anche rinviati i termini per l’invio delle domande e dei dati utili al pagamento o al saldo dei trattamenti, che, in via ordinaria, scadrebbero nel periodo ricompreso tra il 1° e il 31 agosto 2020, incluse le domande di trattamenti con inizio della sospensione/riduzione dal 1° al 12 luglio 2020, ancorché non ricomprese nella nuova disciplina.

Riguardo alla trasmissione dei dati utili al pagamento o al saldo dei trattamenti di Cigo, Cigd, Aso e Cisoa, nei casi in cui, sulla base delle regole ordinarie, la scadenza dell’invio dei suddetti dati si collochi entro il 31 agosto 2020, la stessa è differita al 30 settembre 2020.

Per le scadenze che interverranno dal 1° settembre 2020 non è prevista l’applicazione di alcun differimento. È, altresì, previsto il differimento al 31 agosto 2020 dei termini decadenziali di invio delle domande di accesso ai trattamenti collegati all’emergenza da COVID-19 e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi, compresi quelli differiti in via amministrativa, in scadenza entro il 31 luglio 2020.

Sportivi professionisti

Il Decreto Agosto ha sostituito la disciplina della Cigd per le sospensioni dei lavoratori dipendenti sportivi professionisti. Le principali novità riguardano sia la collocazione della norma nell’alveo delle disposizioni generali in materia di Cigd sia, in particolare, la competenza autorizzatoria relativa a tali richieste, che viene assegnata all’Inps, fatti salvi la validità e gli effetti prodotti dalle domande già presentate presso le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.

Inoltre, la norma definisce alcuni aspetti relativi ai requisiti di accesso alla prestazione, precisando che possono essere ammessi al trattamento in deroga i lavoratori che abbiano percepito retribuzioni contrattuali lorde non superiori a 50.000 euro, nella stagione sportiva 2019-2020. La retribuzione contrattuale utile per l’accesso alla misura viene dichiarata dal datore di lavoro.

Ulteriore novità riguarda il periodo massimo autorizzabile. In particolare, nel ribadire un limite complessivo generale di 9 settimane autorizzabili per ogni singola associazione sportiva, viene precisato che, esclusivamente per le associazioni aventi sede nelle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, potranno essere autorizzati periodi fino a 13 settimane, nei limiti delle disponibilità finanziarie già assegnate alle medesime Regioni.

Lavoratori ex zone rosse

È prevista una specifica tutela per i lavoratori, domiciliati o residenti in Comuni appartenenti alle ex zone rosse e per i quali non hanno trovato applicazione le tutele previste in ragione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, che siano stati impossibilitati a raggiungere il luogo di lavoro in conseguenza dell’emanazione di ordinanze amministrative emesse dalle

Autorità pubbliche territorialmente competenti, in merito all’obbligo di permanenza domiciliare e conseguente divieto di allontanamento dal territorio comunale in ragione dell’emergenza, prima dell’entrata in vigore del Decreto Agosto. In particolare, la norma prevede che i datori di lavoro operanti esclusivamente nelle Regioni Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, che abbiano sospeso l’attività lavorativa, anche limitatamente alla prestazione dei soggetti sopra indicati, a causa dell’impossibilità di raggiungere il luogo di lavoro da parte di tali dipendenti, possono presentare domanda di accesso ai nuovi trattamenti di Cigo, Cigs, Aso e Cisoa con specifica causale “COVID-19 –

Obbligo permanenza domiciliare”, per periodi decorrenti dal 23 febbraio al 30 aprile 2020 e in relazione alla durata delle misure previste dai provvedimenti emanati dalle pubbliche Autorità, fino a un massimo di 4 settimane complessive, nel limite massimo di spesa previsto. Le istanze di accesso al trattamento spettante, corredate dall’autocertificazione ai sensi dell’articolo 47, D.P.R. 445/2000, del datore di lavoro indicante l’Autorità che ha emesso il provvedimento di restrizione, devono essere trasmesse esclusivamente all’Inps, a pena di decadenza, entro il 15 ottobre 2020 e, in caso di richiesta di pagamento diretto della prestazione da parte dell’Inps, il datore di lavoro deve inviare tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell’integrazione salariale entro il 15 novembre 2020. Trascorsi infruttuosamente detti termini, il pagamento della prestazione e gli oneri ad essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro.

Per quanto attiene alla modalità di invio delle istanze, con successivo messaggio saranno fornite istruzioni operative.

 

Crediti d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e per la sanificazione

PREMESSA
Gli artt. 120 e 125 del DL 19.5.2020 n. 34 (c.d. “Rilancio”) hanno introdotto, rispettivamente:
· un credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro al fine di far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19;
· un credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.
Con il provv. Agenzia delle Entrate 10.7.2020 n. 259854 sono stati definiti:
· i criteri e le modalità di applicazione e fruizione dei suddetti crediti d’imposta;
· le modalità per la comunicazione dell’opzione per la cessione di tali crediti ai sensi dell’art. 122 del DL 34/2020.
Con la circ. Agenzia delle Entrate 10.7.2020 n. 20 sono stati forniti i primi chiarimenti in merito a tali agevolazioni.

1. CREDITO D’IMPOSTA PER L’ADEGUAMENTO DEGLI AMBIENTI DI LAVORO
L’art. 120 del DL 34/2020 riconosce un credito d’imposta per gli interventi legati all’adeguamento degli ambienti di lavoro per la riapertura dei pubblici esercizi.
SOGGETTI BENEFICIARI
L’agevolazione spetta:
· ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico (es. bar, ristoranti,
alberghi, teatri, cinema e musei);
· alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati.
Possono beneficiare del credito d’imposta anche i soggetti in regime forfetario e le imprese agricole.

AMBITO OGGETTIVO
Il credito d’imposta è riconosciuto in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19.
Tra gli interventi agevolati sono compresi quelli edilizi necessari per:
· il rifacimento di spogliatoi e mense;
· la realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni;
· l’acquisto di arredi di sicurezza.

Tali interventi devono essere stati prescritti da disposizioni normative o previsti dalle linee guida per le riaperture delle attività elaborate da amministrazioni centrali, enti territoriali e locali, associazioni di categoria
e Ordini professionali.
L’agevolazione spetta altresì in relazione agli investimenti necessari di carattere innovativo, quali lo sviluppo
o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e per l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti.
Rientrano nell’agevolazione anche i programmi software, i sistemi di videoconferenza, quelli per la
sicurezza della connessione, nonché gli investimenti necessari per consentire lo svolgimento dell’attività
lavorativa in smart working.

AMBITO TEMPORALE
Il credito per l’adeguamento degli ambienti di lavoro spetta per le spese sostenute dall’1.1.2020 al 31.12.2020.
Ai fini dell’imputazione delle spese:
· per gli esercenti arti e professioni rileva il principio di cassa, vale a dire la data di effettivo pagamento (ad esempio, un intervento ammissibile iniziato a giugno 2020, con pagamenti effettuati sia nel 2020 che nel 2021, consentirà la fruizione del credito d’imposta solo con riferimento ai pagamenti effettuati nel 2020);
· per le imprese individuali e le società rileva il principio di competenza (quindi, rilevano le spese da imputare al periodo d’imposta in corso al 31.12.2020, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono e indipendentemente dalla data dei pagamenti).

MISURA DEL CREDITO D’IMPOSTA
Il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 60% delle suddette spese sostenute nel 2020, per un massimo di spese pari a 80.000,00 euro.
Il credito massimo spettante è quindi pari a 48.000,00 euro.
Il calcolo del credito va effettuato sulla spesa agevolabile al netto dell’IVA, ove dovuta.

COMUNICAZIONE DELLE SPESE
Al fine di beneficiare del credito per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, occorre presentare all’Agenzia delle Entrate un’apposita comunicazione delle spese ammissibili:
· dal 20.7.2020 al 30.11.2021;
· in via telematica, mediante i canali dell’Agenzia delle Entrate o tramite il servizio web disponibile nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate;
· direttamente dal beneficiario o tramite un intermediario abilitato;
· utilizzando l’apposito modello.
Nel modello di comunicazione dovranno essere indicate le spese agevolabili:
· sostenute dall’1.1.2020 fino al termine del mese precedente la data di sottoscrizione della comunicazione;
· nonché quelle che si prevede di sostenere successivamente, fino al 31.12.2020 (questa indicazione non deve essere fornita qualora la sottoscrizione del modello avvenga nel 2021).

MODALITÀ DI UTILIZZO DEL CREDITO D’IMPOSTA
Il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, fermo restando il sostenimento delle spese,
può essere:
· utilizzato nell’anno 2021, esclusivamente in compensazione mediante il modello F24, che deve essere presentato tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell’ope-razione di versamento;
· ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, compresi istituti di credito o altri intermediari finanziari.
In caso di utilizzo diretto, il credito può essere utilizzato in compensazione nel modello F24:
· dal giorno lavorativo successivo alla corretta ricezione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, della relativa comunicazione;
· in ogni caso, a decorrere dall’1.1.2021 e non oltre il 31.12.2021.
In alternativa, il credito d’imposta può essere ceduto, entro il 31.12.2021, ad altri soggetti.
La comunicazione della cessione del credito va effettuata:
· dall’1.10.2020, ovvero, se la comunicazione delle spese è inviata successivamente al 30.9.2020, a decorrere dal giorno lavorativo successivo alla corretta ricezione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, della comunicazione stessa;
· esclusivamente a cura del soggetto cedente;
· utilizzando esclusivamente le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito Internet dell’Agenzia delle Entrate.
Il cessionario è tenuto a comunicare l’accettazione con le suddette modalità.
Dopo la comunicazione dell’accettazione, il cessionario può utilizzare il credito d’imposta con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal cedente.

RILEVANZA FISCALE DELL’AGEVOLAZIONE
Per l’agevolazione in esame non viene disposta l’esclusione dalla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’IRAP.

CUMULABILITÀ CON ALTRE AGEVOLAZIONI
Il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese, comunque nel limite dei costi sostenuti.
L’agevolazione spetta nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato.

2. CREDITO D’IMPOSTA PER LA SANIFICAZIONE E L’ACQUISTO DI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE SOGGETTI BENEFICIARI
Possono beneficiare dell’agevolazione:
· i soggetti esercenti attività d’impresa;
· gli esercenti arti e professioni;
· gli enti non commerciali.
Possono beneficiare del credito d’imposta anche i soggetti in regime forfetario e le imprese agricole.

AMBITO OGGETTIVO
Sono agevolabili le spese sostenute nell’anno 2020 relative:
· alla sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
· all’acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali, ad esempio, mascherine (chirurgiche, FFP2 e FFP3), guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
· all’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
· all’acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di protezione individuale, quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
· all’acquisto di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.
Con riferimento alle attività di sanificazione, l’Agenzia delle Entrate (circ. 10.7.2020 n. 20, § 2.2.1) ha tra l’altro chiarito che:
· deve trattarsi di attività finalizzate ad eliminare o ridurre a quantità non significative la presenza del virus COVID-19 che ha determinato l’emergenza epidemiologica; tale condizione risulta soddisfatta qualora
sia presente apposita certificazione redatta da operatori professionisti sulla base dei Protocolli di regolamentazione vigenti;
· con riferimento alle spese di sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata in concreto l’attività lavorativa e istituzionale (ad esempio, sala d’attesa, sala riunioni, sala di rappresentanza), nonché alle spese di sanificazione degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività, l’attività di sanificazione, in presenza di specifiche competenze già ordinariamente riconosciute, può essere svolta anche in economia dal soggetto beneficiario, avvalendosi di propri dipendenti o collaboratori, sempre che rispetti le indicazioni contenute nei Protocolli di regolamentazione vigenti, come attestato da documentazione
interna.

AMBITO TEMPORALE
Il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione spetta per le spese sostenute dall’1.1.2020 al 31.12.2020.
Ai fini dell’imputazione delle spese:
· per gli esercenti arti e professioni rileva il principio di cassa, vale a dire la data di effettivo pagamento (ad esempio, un intervento ammissibile iniziato a giugno 2020, con pagamenti effettuati sia nel 2020 che nel 2021, consentirà la fruizione del credito d’imposta solo con riferimento ai pagamenti effettuati nel 2020);
· per le imprese individuali e le società rileva il principio di competenza (quindi, rilevano le spese da imputare al periodo d’imposta in corso al 31.12.2020, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono e indipendentemente dalla data dei pagamenti).

MISURA DEL CREDITO D’IMPOSTA
Il credito d’imposta “teorico” è riconosciuto:
· nella misura del 60% delle suddette spese sostenute nel 2020;
· fino ad un massimo di 60.000,00 euro per ciascun beneficiario.
Il calcolo del credito va effettuato sulla spesa agevolabile al netto dell’IVA, ove dovuta.
Al fine di rispettare il previsto limite di spesa, infatti, l’Agenzia delle Entrate definirà con un apposito provvedimento la quota percentuale del credito d’imposta effettivamente spettante in relazione ai soggetti richiedenti e alle risorse disponibili.

COMUNICAZIONE DELLE SPESE
Al fine di beneficiare del credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione, occorre presentare all’Agenzia delle Entrate un’apposita comunicazione delle spese ammissibili:
· dal 20.7.2020 al 7.9.2020;
· in via telematica, mediante i canali dell’Agenzia delle Entrate o tramite il servizio web disponibile nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate;
· direttamente dal beneficiario o tramite un intermediario abilitato;
· utilizzando l’apposito modello.
Nel modello di comunicazione dovranno essere indicate le spese agevolabili:
· sostenute dall’1.1.2020 fino al termine del mese precedente la data di sottoscrizione della comunicazione;
· nonché quelle che si prevede di sostenere successivamente, fino al 31.12.2020.

AMMONTARE MASSIMO DEL CREDITO D’IMPOSTA FRUIBILE
Al fine di garantire il rispetto del limite di spesa previsto, dopo aver ricevuto le comunicazioni delle spese ammissibili con l’indicazione del credito teorico, l’Agenzia delle Entrate determinerà la quota percentuale dei crediti effettivamente fruibili, in rapporto alle risorse disponibili.
La percentuale sarà ottenuta rapportando il limite complessivo di spesa all’ammontare complessivo dei crediti d’imposta richiesti.
Tale percentuale sarà quindi resa nota con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, da emanare entro
l’11.9.2020.

MODALITÀ DI UTILIZZO DEL CREDITO D’IMPOSTA
Il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione, fermo restando il sostenimento delle spese, può essere:
· utilizzato direttamente, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento delle
spese o in compensazione nel modello F24;
· ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, compresi istituti di credito o altri intermediari finanziari.
Il credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione nel modello F24:
· a decorrere dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento dell’Agenzia delle
Entrate che definisce l’ammontare massimo del credito fruibile;
· presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.
Nel caso in cui l’importo del credito utilizzato in compensazione risulti superiore all’ammontare massimo definito dal provvedimento, anche tenendo conto di precedenti fruizioni, il relativo modello F24 è scartato.
In alternativa, il credito d’imposta può essere ceduto, entro il 31.12.2021, ad altri soggetti.
La comunicazione della cessione del credito va effettuata:
· a decorrere dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento dell’Agenzia delle
Entrate che definisce la percentuale del credito d’imposta;
· esclusivamente a cura del soggetto cedente;
· utilizzando esclusivamente le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito Internet dell’Agenzia delle Entrate.
Il cessionario è tenuto a comunicare l’accettazione con le suddette modalità.
Dopo la comunicazione dell’accettazione, il cessionario può utilizzare il credito d’imposta con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal cedente.

IRRILEVANZA FISCALE DELL’AGEVOLAZIONE
Il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione non concorre alla formazione
del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP.
In sede di conversione in legge del DL 34/2020, è stato inoltre previsto che il credito d’imposta non rileva ai fini del:
· rapporto di deducibilità degli interessi passivi, di cui all’art. 61 del TUIR;
· rapporto di deducibilità dei componenti negativi, di cui all’art. 109 co. 5 del TUIR.

Contributo a fondo perduto: invio della domanda dal 15 giugno

Con il provvedimento n. 0230439 del 10 giugno 2020 l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello, con le relative istruzioni e specifiche tecniche, per la richiesta del contributo a fondo perduto ex art. 25 del decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020), destinato al ristoro dei soggetti che abbiano subito un calo del fatturato in dipendenza delle misure adottate per fronteggiare l’emergenza epidemiologica.

Le domande potranno essere presentate dal 15 giugno e non oltre il 13 agosto 2020; se il soggetto richiedente è un erede che continua l’attività per conto del soggetto deceduto, le istanze potranno essere trasmesse dal 25 giugno al 24 agosto. La trasmissione delle istanze dovrà essere effettuata mediante i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate ovvero mediante il servizio web disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”. Solo se l’ammontare del contributo è superiore a 150.000 euro il modello deve essere firmato digitalmente dal richiedente ed essere inviato esclusivamente tramite posta elettronica certificata.

Nella compilazione della domanda dovrà essere posta la massima attenzione. Nel caso, infatti, in cui il contributo erogato è in tutto o in parte non spettante, oltre alla sanzione dal 100 al 200% di cui all’art. 13 comma 5 del D.Lgs. n. 471/1997, è applicabile anche l’art. 316-ter del codice penale, che prevede la pena della reclusione da 6 mesi a 3 anni (se la somma indebitamente percepita è pari o inferiore a 3.999,96 euro si applica soltanto la sanzione amministrativa da 5.164 a 25.822 euro; sanzione che non potrà comunque essere superiore al triplo del contributo erogato).

Quando inviare l’istanza

La richiesta potrà essere effettuata a partire dal 15 giugno 2020 e fino al termine del 13 agosto 2020. Nel caso in cui il richiedente sia un erede che continua l’attività per conto del soggetto deceduto, invece, i canali di invio delle domande saranno attivi dal 25 giugno e resteranno aperti fino al 24 agosto.

Nei medesimi termini è possibile presentare, in caso di errori, una nuova istanza in sostituzione di quella precedentemente trasmessa. L’ultima istanza trasmessa sostituisce tutte quelle precedentemente inviate per le quali non è stato già eseguito il mandato di pagamento del contributo.

È possibile, inoltre, presentare una rinuncia all’istanza precedentemente trasmessa, che potrà essere inviata anche oltre i termini indicati.

A seguito della presentazione del modello il contribuente riceverà una prima ricevuta che ne attesta la presa in carico, ai fini della successiva elaborazione, ovvero lo scarto a seguito dei controlli formali dei dati in essa contenuti.

Entro 7 giorni lavorativi dalla data della ricevuta di presa in carico sarà recapitata una seconda ricevuta che attesta l’accoglimento dell’istanza ai fini del pagamento ovvero lo scarto dell’istanza, con indicazione dei motivi del rigetto.

Come inviare l’istanza

L’invio del modello va effettuato mediante i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate ovvero attraverso il servizio web disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi ”.

Nota bene

Nel solo caso in cui l’ammontare del contributo sia superiore a 150.000 euro, come indicato nel provvedimento (par. 3.2), il modello d’istanza deve essere firmato digitalmente dal soggetto richiedente ed essere inviato esclusivamente tramite PEC all’Agenzia delle Entrate.

Chi può richiedere il contributo a fondo perduto

Possono beneficiare del contributo i soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo (con esclusione dei professionisti ) e di reddito agrario, titolari di partita IVA che, nel 2019, abbiano conseguito un ammontare di ricavi o compensi non superiore a 5 milioni di euro e il cui ammontare di fatturato e dei corrispettivi nel mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del corrispondente mese del 2019.

La condizione relativa al calo del fatturato e dei corrispettivi non è richiesta per i soggetti che abbiano iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 nonché per coloro che, alla data del 31 gennaio 2020, avevano il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti da altri eventi calamitosi (delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020).

Chi non può richiedere il contributo a fondo perduto

Al riguardo il provvedimento specifica che il contributo spetta ai soggetti che abbiano iniziato l’attività in data antecedente il 1° maggio 2020, escludendo di conseguenza coloro che abbiano aperto la partita IVA dopo il 30 aprile 2020 . Oltre ai professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria, con riferimento ai soggetti esclusi dal contributo, la norma menziona:

– i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza;

– gli enti pubblici di cui all’art. 74 TUIR;

– i soggetti di cui all’art. 162-bis TUIR (intermediari finanziari e società di partecipazione);

– i contribuenti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27 e 38 del D.L. 18/2020.

Come si calcola il contributo

Riguardo alle modalità di determinazione, il contributo è ottenuto applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

Più precisamente l’entità del contributo spetta nella misura del:

– 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400 mila euro nel periodo d’imposta precedente a quello di entrata in vigore del D.L. n. 34/2020;

– 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400 mila e fino a 1 milione di euro;

– 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione e fino a 5 milioni di euro.

Il contributo è in ogni caso riconosciuto per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Come compilare l’istanza

Entrando nel merito delle modalità di compilazione del modello, esso si compone di due pagine. Oltre ai dati anagrafici del richiedente (codice fiscale, rappresentante firmatario dell’istanza), nella prima pagina occorre indicare i dati necessari ad attestare la sussistenza dei requisiti previsti per fruire del beneficio. Tali informazioni riguardano l’entità dei ricavi/compensi complessivi relativi al 2019 (ripartiti nelle tre soglie previste), l’importo complessivo del fatturato e dei corrispettivi riferiti alle operazioni effettuate nel mese di aprile 2019 e aprile 2020, nonché l’indicazione di eventuali situazioni specifiche (soggetti che abbiano iniziato l’attività dopo il 31 dicembre 2018 ovvero aventi domicilio o sede operativa nel territorio di comuni colpiti da eventi calamitosi).

Ai fini della compilazione dei campi riferiti all’ammontare del fatturato e dei corrispettivi devono essere considerate tutte le fatture attive (al netto dell’IVA) con data di effettuazione dell’operazione compresa tra il 1° e il 30 aprile, comprese le fatture differite emesse nel mese di maggio e relative a operazioni effettuate nel mese di aprile; occorre inoltre tenere conto delle note di variazione emesse ai sensi dell’art. 26 del D.P.R. n. 633/1972. Concorrono a formare l’ammontare del fatturato anche le cessioni di beni ammortizzabili.

Con riferimento alla soglia di ricavi/compensi (o del volume d’affari per i titolari di reddito agrario), le istruzioni specificano che i relativi importi non devono essere ragguagliati ad anno anche nel caso in cui l’attività non sia stata svolta per l’intero esercizio.

In caso il soggetto svolga più attività , il limite dei 5 milioni di euro per l’accesso al beneficio riguarda la somma dei ricavi/compensi riferiti a tutte le attività.

Per i soggetti titolari di reddito agrario e attività agricole connesse, persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali , in luogo dell’ammontare dei ricavi occorre considerare l’ammontare del volume d’affari (campo VE50 del modello di dichiarazione IVA 2020). Qualora il dichiarante non sia tenuto alla presentazione della dichiarazione IVA, allora potrà essere considerato l’ammontare complessivo del fatturato del 2019.

Nell’ultima parte della prima pagina del modello, oltre alla sottoscrizione dell’istanza, occorre indicare il codice IBAN del conto corrente , intestato al soggetto richiedente, dove l’Agenzia delle Entrate accrediterà le somme spettanti nonché l’eventuale impegno alla presentazione se la domanda è presentata da un intermediario.

Autocertificazione antimafia

In conformità a quanto previsto dal comma 9 dell’art. 25 del decreto Rilancio, l’istanza contiene, alla seconda pagina, un apposito quadro (denominato A) per l’autocertificazione di regolarità antimafia che va compilata nel caso in cui l’ammontare del contributo sia superiore a 150.000 euro.

Si ricorda che in questo caso l’istanza deve essere firmata digitalmente dal richiedente e trasmessa esclusivamente tramite PEC.

A causa della rilevanza delle sanzioni e delle responsabilità anche penali in caso di dichiarazione di dati non corretti/veritieri, la pratica per la richiesta del contributo a fondo perduto può essere gestita dallo Studio con specifico mandato o, in alternativa, dal cliente in totale autonomia senza nessun controllo da parte dello Studio.

Lo Studio offre la possibilità di predisporre i conteggi, l’istanza telematica e l’invio della stessa.

Chi volesse conferire l’incarico allo Studio, Voglia gentilmente inviare a mezzo mail la richiesta di preventivazione che dovrà essere ritornata debitamente sottoscritta per accettazione.

LA SITUAZIONE ECONOMICO-SOCIALE MONDIALE A SEGUITO DELLA PANDEMIA COVID-19

LA SITUAZIONE ECONOMICO-SOCIALE MONDIALE A SEGUITO DELLA PANDEMIA COVID-19

Il COVID-19 è ormai diventato un tema ricorrente, non solo in Italia, ma nel mondo: isolamento, quarantena, chiusura di scuola/università, blocco dell’economia ecc.

Lo Studio ha voluto quindi chiedere un contributo dai suoi consulenti e collaboratori che vivono in paesi extra-UE per avere un aggiornamento della situazione economica e dei provvedimenti adottati dai singoli Paesi.

FOCUS: Cina, Qatar, Brasile, Thailandia

CINA

Commento a cura del Professor Roberto Donà, Associate Dean for Corporate Engagement, International Business School Suzhou (IBSS) at Xi’an Jiaotong-Liverpool University.

“La ripartenza della Cina.

La situazione in Cina è al momento in fase di stabilizzazione dopo un processo che è in corso da circa 3 mesi e che è stato favorito dal particolare momento dell’anno, ossia la prossimità con il Capodanno Cinese (25 gennaio 2020). Il lockdown di Wuhan è stato comunicato il 21 di gennaio con decorrenza 23 gennaio e da lì a seguire tutte le città sono state messe in condizione di “chiusura”. Le fabbriche avrebbero dovuto riaprire il 31 di gennaio ma il governo estese la chiusura fino al 9 di febbraio.

Da lì in poi è iniziata la fase due che è stata guidata da 3 regole ben precise: gradualità, distanza sociale e monitoraggio. Innanzitutto, la gradualità. Le fabbriche, così come gli uffici e gli esercizi pubblici, sono stati riaperti seguendo i principi di rilevanza, per l’impatto economico, e di semplicità rispetto ai meccanismi di “distanziamento”. Linee altamente automatizzate, aziende della filiera del medicale o dell’alimentare, aziende critiche per settori trainanti sono partite prima. Quelle invece ad alta intensità di lavoro manuale, dopo, una volta messe in sicurezza le condizioni operative. E questo riguarda il punto 2 la “distanza sociale”. Non si tratta di evitare il contatto fisico ma anche di evitare le condizioni per cui questo avvenga. Sono stati perciò istituiti dei protocolli rigorosi su numero delle persone sui bus aziendali, cancelli di entrata, disinfezione dei locali, posti in mensa, organizzazione dei turni. Il tutto ovviamente senza che vi siano state lunghe trattative per discuterne, si è fatto così e basta.

Anche le attività commerciali sono riprese per passi, anche qui dovendo sottostare a dei protocolli rigorosi, lasciando all’ultimo posto l’entertainment e la scuola. Le ragioni per cui questi due settori sono ancora in fase di parziale chiusura (per esempio le università non hanno riaperto ed i locali notturni lo stanno facendo timidamente) sono stanzialmente due: l’elevato grado di promiscuità ed l’alto numero di asintomatici tra i giovani.

Sul monitoraggio si è scritto ed è oramai cosa risaputa che il telefono è lo strumento di tracciamento ma anche “l’empowerment” attribuito alle portinerie di condomini e attività produttive e commerciali nel verificare entrate e uscite.

Adesso, 10 Maggio, la fase 2 è quasi completata (con l’incognita’ delle università). Ovviamente con grande attenzione ad evitare che il virus riparta e soprattutto mantenendo un basso profilo. Per esempio, la scorsa settimana la camera di commercio americana in Cina ha annunciato qua a Suzhou, dove vivo, per il prossimo 23 giugno lo svolgimento del tradizionale incontro tra le imprese americana e la comunità d’affari locale ma al tempo stesso ha confermato che non ci sarà la festa per la celebrazione del 4 luglio. In pratica riduciamo le distanze se ce lo impone il business altrimenti voliamo bassi.

La prossima fase, la fase 3, sarà quella veramente delicata, perché è quella della riapertura delle frontiere.

Al momento è possibile viaggiare solo, ed in casi autorizzati, tra Cina e Corea, mentre per tutte le altre nazioni vige ancora il divieto di ingresso per gli stranieri non in possesso di green card (i visti sono sospesi).

Come e quando si riattiveranno i viaggi è presto dirlo, certo è che la fase 3 sarà particolarmente lunga e, se possibile, ancora più selettiva della precedente!”

QATAR

Commento a cura del dott. Antonino Ceraolo, Legal Counsel at GOLEE.

“Egregio Avv. Mainini,

di seguito alcuni dati relativi al Qatar.

Il Covid-19 si è manifestato con un ritardo di circa 3 settimane rispetto all’Italia, le prime misure restrittive in relazione ad attività commerciali quali negozi, ristoranti etc sono state applicate a partire dalla metà di marzo. Inoltre, dal 15 marzo, il Qatar non autorizza l’ingresso sul proprio territorio nazionale a tutti i cittadini stranieri, inclusi coloro che sono in possesso di permesso di soggiorno, indipendentemente dalla nazionalità e dal paese di provenienza.

A causa del Covid-19 il Qatar assisterà ad un rallentamento della crescita economica nel 2020 dello 0,4 per cento. Tale dato emerge dall’ultimo rapporto sull’economia nei paesi del Medio Oriente e del Nord Africa (Mena) redatto dalla Banca mondiale. Nel 2021 il tasso di crescita si attesterà intorno all’1,5 per cento, ciò è dovuto al crollo dei prezzi del petrolio e alle conseguenze del Covid-19 sull’economia locale e sui grandi progetti. Per quanto concerne il Prodotto Interno Lordo (Pil), si prevede una riduzione del 4,3 per cento nel 2020, dopo aver registrato una crescita dello 0,1 per cento nel 2019. Lo riferisce il Fondo monetario internazionale (Fmi) nel rapporto World economic outlook.

Da ultimo, i primi giorni di maggio il governo del Qatar ha esteso tutte le misure restrittive nel Paese per contenere il coronavirus per un periodo indefinito. “Le misure restrittive precedentemente approvate in relazione alla diffusione del coronavirus sono prorogate fino a nuovo avviso“, ha dichiarato il ministro della Giustizia, Issa al Nuaimi. Il Qatar, che è piccolo per area e popolazione, occupa uno dei primi posti tra i paesi arabi in termini di crescita nei pazienti con coronavirus. Secondo gli ultimi dati, il loro numero ha superato le 20 mila persone dallo scoppio della pandemia, contando 12 morti.”

 

IL BRASILE

Commento a cura della dott.ssa Melissa Trevisan Palhavan, legal trainee Studio Mainini & Associati.

“Nel settore giuridico, secondo un avvocato “a falta de possibilidade de atendimento presencial, somada a uma redução da atividade econômica, traz consigo um aumento do índice de inadimplência, pedidos de redução de valores e paralização de novos serviços[1]. Un altro avvocato parla di alcune conseguenze negative dell’emergenza sul sistema giudiziario brasiliano: “O principal impacto negativo inicialmente foi a paralisação quase que completa dos serviços judiciários (fóruns) e administrativos (cartórios, INSS). Após, num segundo momento, houve a instituição do trabalho remoto/teletrabalho/ “home office” no Poder Judiciário, ainda assim insuficiente para dar andamento satisfatório aos processos e aos serviços de natureza judicial. O Poder Judiciário brasileiro e o INSS são morosos/lentos demais, já em situações normais/ordinárias. Agora, mais ainda. Isso atrasa o andamento de processos judiciais e administrativos, atrasando, igualmente, o recebimento de valores a título de honorários advocatícios, frustrando tanto clientes quanto profissionais.[2]

Un giovane professore di inglese, anche coordinatore di una scuola di inglese privata e assistente editoriale, parla poi di alcuni aspetti inerente all’istruzione (privata) e all’editoria in Brasile. Infatti, un primo aspetto negativo è stata la diminuzione delle ore di lezioni, in quanto la scuola è rimasta ferma per circa una settimana prima che le lezioni venissero svolte online. Tuttavia, la maggior parte delle conseguenze sono indirette: “A escola começa a perder alguns alunos como conseqüência de demissão ou diminuição da carga horária. Já a editora viu suas vendas diminuírem, sobretudo para os grandes sites (Amazon etc. — creio se trate de uma medida de precaução por parte das empresas). De resto, eu trabalho a mesma quantidade de horas em casa, sem nenhuma mudança no meu salário. A editora já anunciou cortes de serviços terceirizados (tradução, revisão, elaboração de capa, etc), que serão, doravante, feitos internamente[3]. Ancora, il soggetto propone anche una considerazione generale sull’economia brasiliana, ossia, il vero problema economico riguarderà in grosso modo, almeno in Brasile, i lavoratori autonomi in quanto l’economia è in gran parte “informale” (composta cioè da soggetti non registrati), di fatto, è comune trovare “per strada o nei mezzi pubblici (treno e metro)”, nella realtà brasiliana, diversi venditori (soprattutto di generi alimentari fatti in casa), i quali dipendono da questa attività in quanto unica forma di sostegno economico per la propria famiglia (spesso povera e numerosa). Invece, per quanto riguarda i lavoratori dipendenti as empresas estão receosas e não têm fluxo de caixa para manter seus dependentes com uma carga reduzido, preferindo, assim, uma demissão mais ampla[4]. Infine, da un punto di vista dell’economia personale vejo que os preços subiram um pouco, sobretudo a carne e arroz, mas alguns outro bens caíram, como a gasolina[5].

Sempre nell’area dell’istruzione (scuola dell’infanzia) si possono aggiungere conseguenze negative che vanno ad incidere sul processo di apprendimento dei ragazzi e sulle capacità economiche dei professori, dei dipendenti e dei genitori, infatti, “os principais impactos são a falta de contato com os alunos: o processo de aprendizagem dos alunos fica defasada causando impactos negativos na aprendizagem do mesmo que pode influenciar na vida toda dele. Como trabalho na rede particular de ensino, o impacto econômico é grande, pais estão retirando seus filhos da escola, causando um rombo no orçamento escolar que causará uma diminuição salarial dos funcionários do colégio. Assim, fazendo que os funcionários deixem de pagar algumas contas[6].

In materia di istruzione, è importante considerare anche che il sistema pubblico di educazione brasiliano deve fare i conti con la grande percentuale di ragazzi disagiati e al di sotto della soglia della povertà. Infatti, “em uma educação à distância muito deles não tem estrutura para conseguir estudar, ou seja não possuem Internet, computador ou celular, pois isso o compromisso deles para com a escola é quase 0[7]. Emergono quindi importanti problemi di disparità sociale ed economiche nella popolazione brasiliana che non devono essere sottovalutati in questo momento emergenziale. Ciononostante, l’aiuto non manca: di fatto, gli studenti che hanno la possibilità di accesso ai mezzi tecnologici, e quindi alle lezioni, si rendono disponibili a fornire, a loro volta, questo materiale agli studenti impossibilitati (una grande cooperazione). Il Governatore di São Paulo, a sua volta, ha creato un’APP chiamata CMSP (Centro de Mídias de Sao Paulo), ovvero una piattaforma che consentirà agli studenti della rete statale di educazione di avere libero accesso a lezioni dal vivo, video lezioni registrate e altri contenuti educativi durante il periodo di isolamento sociale causato dalla lotta contro COVID-19. Inoltre, lo stesso governatore ha stipulato un contratto con la rete televisiva “TV Cultura” la quale trasmetterà le lezioni nei propri canali TV digitali.

Anche la visione di una microimprenditrice, nonché proprietaria di una scuola danza, ci fa riflettere su alcuni aspetti già analizzati precedentemente. Di fatto, la soluzione per riuscire ad andare avanti, di fronte alla chiusura di una scuola, è quella di offrire lezioni online: “muitos alunos participam diariamente das aulas, porem alguns pais, que trabalhavam por conta própria, tiveram a diminuição de sua renda sendo assim muitas rescisões e inadimplências (do mês de março). Para tentarmos equilibrar as contas fizemos uma diminuição de salário de 50% de cada uma das socias e 15% de cada professor[8].

A tal proposito, uno degli interventi del Governo Federale Brasiliano per aiutare i lavoratori autonomi consiste nella creazione di un voucher (Corona Voucher) de R$600,00[9] (facciamo presente che il “salario minimo” in brasile ammonta a R$995,00). Ancora, il Governo Federale, per cercare di aiutare le imprese, ha disposto che il pagamento delle tasse/contributi del mese di aprile, maggio e giugno vengano posticipate a ottobre, novembre e dicembre.

Anche il punto di vista di un venditore, che lavora presso un’istituzione finanziaria nordamericana, può fornirci ulteriori spiegazioni sulla situazione emergenziale. Esso, infatti, espone non solo le conseguenze negative ma anche qualche ripercussione positiva. Quelle negative riguardano soprattutto le riunioni dal vivo, che in questo momento sono impossibili dato l’isolamento e le misure di prevenzione e questa condizione “impacta nas conversões de vendas, visto que na reuniões presencial, o entendimento é mais claro e podemos ver as reações do cliente, direcionando melhor a reunião e humanizando a negociação[10]. Si possono tuttavia evidenziare anche alcune conseguenze “positive” ovvero, “em contra partida, tivemos a redução de custos operacionais de deslocamento, refeições e etc. O público brasileiro se despertou para o planejamento financeiro e proteção patrimonial, gerando oportunidades de novos negócios[11]. Infine, come risultato finale derivante dalla combinazione dei fattori positivi e dei fattori negativi si può parlare, per il momento, di una stabilizzazione della crescita nella commercializzazione, senza riduzione o crescita della stessa.

Come accennato, la maggior parte della popolazione brasiliana continua a svolgere il proprio lavoro da casa, ma esiste una piccola percentuale che si reca ancora fisicamente al proprio posto di lavoro per ovvie esigenze lavorative. Come è il caso di un commerciante, nonché proprietario di uno stabilimento commerciale in centro São Paulo. Infatti, il soggetto specifica che lavora, insieme a un gruppo ridotto di dipendenti, nella propria sede lavorativa per garantire la continuità del servizio di delivery e di e-commerce. Tuttavia, anche il settore del commercio al dettaglio viene compito dalla crisi emergenziale, infatti, “com o comércio em geral fechado, as vendas despencaram: queda de 70% em relação ao mesmo período do ano anterior. As diretorias de RH e Departamento Financeiro estão usando todos os recursos permitidos por lei para viabilizar o mínimo necessário dos pagamentos: empréstimos, suspensão e diminuição dos salários, renegociação de dívidas. Há uma tendência de atrasos de pagamentos generalizados, impactando todos os segmentos e, por fim, o governo, que perde arrecadação. Recessão, aumento no desemprego e perda de qualidade nos serviços do governo: essas são as consequências que já estão aparecendo e devem se agravar.[12]

Anche il settore dello sport in Brasile ne risente d’altronde, anche quello italiano e mondiale. Infatti, un allenatore professionista di un importante squadra di calcio brasiliana parla delle ripercussioni del coronavirus nel mondo dello sport e delle sue conseguenze sull’economia delle società calcistiche e dei singoli dipendenti e calciatori. Infatti, da una parte la crisi colpisce soprattutto il lavoro degli atleti, i quali sono costretti a rimanere a casa e ad allenarsi nella propria abitazione a seconda delle schede che vengono inviate ogni settimana dalla commissione tecnica. Da un punto di vista economico, “sem treinamento, sem jogos oficiais, sem a renda financeira dos jogos, sem a cota da tv e da federação as consequências negativas são muitas: nos clube muitas categorias da base foram paralisadas e tem o risco que talvez possam não voltar; muitos jogadores podem perder o próprio emprego e/o podem ficar sem receber seus salários. Também, os funcionários, diferentes dos jogadores, de uma sociedade esportiva podem não serem pagos ou pior ainda serem demitido: por exemplo, a cozinheira, o porteiro, o motorista, o roupeiro, a fisioterapeuta, o médico e outros[13].

Di fronte allo scenario economico e sociale appena descritto, sviluppatosi a seguito dell’emergenza sanitaria determinata dal coronavirus, i brasiliani hanno trovato vari modi per superare le difficoltà. Nel mondo del diritto, “estamos alinhando nosso fluxo de caixa, criando alternativas, fomentando mercados que estão aquecidos e dando suporte aos nossos clientes, demonstrando assim um alinhamento com as necessidades do mesmo e estreitando nossas parcerias[14]”, e ancora, si cerca di dare continuità al lavoro, alle situazioni pendenti, alle nuove azioni e alle domande che sono sorte negli ultimi giorni e nelle ultime settimane. Ma è di dovere un piccolo e importante avvertimento in materia giuridica, ovvero, “o instituo da “força maior” será invocado por todo lado, por todas as partes. É necessário que a Advocacia esteja preparada para isto[15]”.

Nel settore delle vendite, non manca la voglia di andare avanti e trovare soluzioni alternative, infatti, “estamos conseguindo contornar a situação, adaptando sistemas, tornando processos físicos em eletrônicos, além de flexibilização em regras comerciais para conseguir realizar as atividades de forma remota. Todos os dias fazemos reuniões matinais para aproximar a equipe. Além disso realizamos contribuições para pessoas carentes ou em cenário de necessidade[16]”. Ed ancora, “estou empenhado em repor as mercadorias que estamos vendendo, para que o pouco que vendemos hoje não venha a diminuir amanhã. Atualmente estamos vendendo muita fita elástica estreita, própria para a fabricação de máscaras de rosto, efeito direto da Covid19[17]”.

E il futuro? Decisamente incerto. La pandemia ha cambiato, forse per sempre, il nostro modo di affrontare la vita. Certamente, “viveremos uma nova maneira de nos relacionar, o contato humano e a forma de nos relacionarmos mudou e não acredito que isso volte a ser exatamente igual ao que era. Positivamente isso mostrou novas possibilidades de atendimento (profissional) e pessoalmente acredito que estamos, enquanto seres humanos, reavaliando nossas prioridades e valores.[18]

Nell’area giuridica, il futuro è decisamente grigio e pieno di incertezze, infatti, “Me parece que a crise econômica que já havia no país antes mesmo da Pandemia vinha sendo determinante para o corte de contratos nas áreas jurídicas e a não celebração de novos contratos. As pessoas deixaram de fazer consultoria e prevenção jurídica, deixando para contratar esses serviços somente quando necessário [19]”. Dello stesso parere anche il settore del commercio: “Acredito que a instabilidade financeira e dúvidas do futuro econômico do país podem fazer com que os clientes procrastinem decisões presentes, focando em um consumo de suprimentos de necessidade, não que complementem a estrutura financeira deles[20]. Di fatto, è probabile che le imprese dovranno adeguarsi a tempi difficili e dovranno ridimensionare le proprie spese il che vuol dire anche licenziare alcuni dipendenti. L’impressione che rimane è che bisogna tornare presto a lavorare in quanto le persone cominciando a rimanere senza soldi e senza pazienza. Dovremo prepararci a una perdita del potere acquisitivo e quindi a un peggioramento della propria qualità della vita. Ancora, le conseguenze della pandemia sul futuro dell’economia brasiliana potrebbero anche risultare “disastrose”, di fatto “o Brasil vinha tentando se recuperar de um rombo enorme nas contas públicas, e agora deve fazer frente a um rombo ainda maior. A situação das empresas — e das famílias — reflete, em certo modo, a instabilidade da economia brasileira: o salário nunca é o bastante, os preços oscilam sempre, a inflação come todo o pecúlio mensal[21].

Infine, si rende doverosa una giusta osservazione: nonostante la regola del distanziamento sociale e della quarantena, è necessario ricordarsi che nelle periferie delle maggiori città (come São Paulo o Rio de Janeiro), dove ci sono molte comunità (le favelas), non esiste di fatto alcun isolamento sociale. La maggior parte degli abitanti delle favelas sono poveri e le loro abitazioni, letteralmente attaccate l’una all’altra, sono sviluppate in modo irregolare e con materiale di bassa qualità. I problemi più comuni in queste zone sono il degrado, la criminalità diffusa e gravi problemi di igiene pubblica in funzione della mancanza di idonei sistemi di fognatura e acqua potabile: di fronte a uno scenario del genere come è possibile garantire il rispetto delle regole igienico-sanitario e l’isolamento sociale? Inoltre, come faranno ad andare avanti le famiglie povere che già prima della crisi sanitaria percepivano un’entrata mensile estremamente bassa o, in certi casi, del tutto inesistente? Di certo, le ripercussioni economiche e sociali del coronavirus in Brasile saranno ancora più devastanti rispetto, ad esempio, ai paesi europei. La disparità sociale, l’elevato numero di persone povere, l’alta percentuale di disoccupazione e l’elevato tasso di criminalità sono i più ardui ostacoli per riuscire a contrastare, in modo positivo, gli effetti negativi del virus sulla popolazione e l’economia. Si aggiunge poi, con riguarda a una parte della classe sociale media/alta brasiliana, una quasi totale “inconsapevolezza consapevole” dei reali rischi del coronavirus che spesso vengono sottovalutati e percepiti come “non nocivi”. Di fatto e purtroppo, ancora oggi molti soggetti, nonostante siano in isolamento, continuano a vedere indistintamente amici, familiari e a uscire della propria abitazione anche senza un giustificato motivo, considerando così quello che dovrebbe essere un periodo di isolamento sociale come un momento di vacanza.”

THAILAND

Commento a cura di Lorenza Rosso, Avvocato a Bangkok.

“Nonostante la vicinanza con la Cina e nonostante la Tailandia sia una nazione fondamentalmente basata sul turismo, soprattutto nei periodi invernali con un picco a Natale e durante il Capodanno cinese, i numeri relativi al COVID 19 sono molto bassi soprattutto se comparati all’Italia. Ad oggi, maggio 2020 aggiornamento sui casi: 2,989 number of cases, 55 fatalities 2761 recoveries.

Il Regno di Thailandia ha agito molto velocemente, soprattutto nella capitale Bangkok, prendendo misure precauzionali rapide ed efficaci già dal mese di Febbraio, con misurazione della temperatura, obbligo di mascherina, gel lavamani e distanza di sicurezza nei luoghi dediti ad assembramenti tipo mall, metropolitana, scuole…sono stati già da marzo 2020 cancellati tutti gli eventi che avrebbero provocato assembramenti come concerti, competizioni sportive, eventi religiosi…

SCUOLE: le scuole tailandesi hanno chiuso l’anno accademico ai primi di marzo 2020 per riaprire da previsione il 16 maggio 2020. Il 18 marzo 2020 è arrivato l’ordine di chiudere anche le scuole internazionali, che seppur private devono attenersi alle direttive del ministero dell’istruzione. Per le scuole internazionali si è cosi aperta la fase, già sperimentata precedentemente per le chiusure dovute all’alto livello di inquinamento, dell’online learning. Per le scuole tailandesi invece questa fase non sarà plausibilmente mai aperta in quanto la loro apertura sarà posticipata al 01 luglio con recupero dei giorni persi durante periodi di vacanza che verranno cancellati. Ovviamente le due tipologie di scuola sono completamente diverse e con una grande diversità circa la capacità economica e l’utenza degli studenti, quindi risulta difficile poterle paragonare. Per ciò che concerne le internazionali, si sono adattate molto bene prima alle misure precauzionali circa la sicurezza interna, non permettendo ad estranei di entrare, regolando il flusso degli studenti ed evitando gli assembramenti poi con l’istruzione a distanza. Certo è che con le rette elevatissime che le scuole internazionali adottano non sono mancati i malcontenti per la mancata riapertura e per una troppo leggera scontistica adottata dalle amministrazioni che hanno generalizzando scontato come credito per l’anno 2020/2021 la spesa per i pranzi, il trasporto con school bus e le attività extra scolastiche, insomma hanno deciso di rimborsare solo quei servizi di cui gli studenti effettivamente non hanno usufruito e non tirando fuori un soldo immediatamente ma caricandolo sull’anno accademico successivo, non tenendo in considerazione chi si trovava ad affrontare un trasferimento di scuola per le più svariate ragioni, insomma un po’ pochino anche pensando che alcune delle famiglie sono state penalizzate con riduzioni di stipendio. In compenso è stato assicurato che il personale docente e tutto il corpo scolastico comprensivo di guardie, persone delle pulizie, personale della mensa…ha ricevuto uno stipendio adeguato se non al 100% per tutto il lungo periodo di chiusura.

NEGOZI: IL 22 marzo è poi stato dichiarato il parziale lockdown con la chiusura di tutti mall, mercati, negozi ad eccezioni dei supermercati e negozi di alimentari per i beni di prima necessità e le farmacie. Da questa data in poi ci sono state riaperture e chiusure ad intermittenza non solo temporale ma anche locale, ogni governatore poteva decidere misure differenti per la propria provincia. in questo campo la confusione l’ha fatta da padrone ma il risultato più immediato è subito stato una fuga di massa di tutti i lavoratori dipendenti da questo settore che si sono precipitati a rientrare nelle proprie province di origine trovandosi immediatamente senza salario ed essendo la capitale Bangkok molto costosa. Culturalmente il popolo thai non è un popolo di risparmiatori la maggior parte delle persone vive al di sopra delle proprie capacità riempendosi di debiti dunque una situazione come questa ha portato ad un tracollo della situazione per queste fasce della società, tanto che chi non è riuscito a fuggire nelle campagne di provenienza si è riversato nelle strade a vivere con l’aiuto di associazioni umanitarie che si sono organizzate per fornire quanto meno cibo ai piu’ disagiati. Il governo ha annunciato di dare un “financial support “per le fasce deboli e assistenza dei gruppi vulnerabili, ma in che cosa questo si tradurrà ancora non è dato saperlo, non essendo ancora nella pratica stato definito chi ne ha diritto e in cosa consista. L’unica reale e tangibile aiuto che è stato dato è una scontistica sull’elettricità casalinga , essendo le persone costrette in casa. E’ stato annunciato che 13.4 milioni di Thai dovrebbero ricevere un sussidio di 5,000 bath a partire dalla prossima settimana, vedremo. Ad oggi 7 maggio la riapertura dei negozi non è ancora stata sospesa se non per alcune categorie tra cui parrucchieri, ristoranti e negozi di tecnologia e telefonia con ovviamente l’adozione di tutte le precauzioni previste. Il Governo monitorerà la situazione per 15 giorni e poi si pronuncerà sul da farsi.

Altre misure previste:

Chiusura ad intermittenza dei parchi pubblici, chiusure tra le province con limitazione negli spostamenti, chiusure delle tratte aeree se non per voli di rimpatrio internazionale, coprifuoco dalle 10.00 pm alle 4.00 am, sospensione della vendita di alcol, cancellazione di festivià’ importanti come songkran festival ( capodanno tailandese) , celebrazioni buddiste e ramadan, chiusura delle facilities nei condomini.

IMPRESE: Le grandi imprese in realtà non si sono praticamente mai fermate dal produrre seppur ovviamente ci sia stata una riduzione dei volumi. Le grandi imprese si sono organizzate con alternanza di smart working e lavoro in sede cercando di limitare gli scambi tra i dipendenti il più possibile. Il piano di emergenza è stato molto serrato ma in realtà non si è dovuto mettere in atto se non per un breve periodo di tempo. Ovviamente le più colpite dal punto di vista economico sono le piccole/medie imprese e in Tailandia specialmente quelle legate al turismo. Hotel, ristoranti, guide turistiche, attrazioni… tutto è fermo e non si sa quando riprenderà ma sicuramente sarà l’ultimo a ripartire. La maggior parte di queste se sane hanno approfittato per rinnovare in meglio le loro aziende, cercando di limitare i costi vivi e reinvestendo, per quelle che invece già navigavano in acque incerte, la chiusura parziale per contenere i costi con conseguente chiusura definitiva é praticamente inevitabile. Tutti gli occhi sono ovviamente puntati sul settore del turismo da cui dipende la maggior parte dell’economia thailandese ma la preoccupazione per una second wave del virus e la situazione drammatica in cui versano i paesi da cui normalmente provengono i visitatori non dà molte speranze al settore nell’immediato futuro e per almeno i prossimi 6 mesi.

STRANIERI: Una problematica a cui soprattutto nella prima fase dell’emergenza ci si è trovati ad affrontare come “farang” ossia stranieri in terra tailandese, à quella delle Visa in scadenza o scadute per persone che per volontà propria o per cause di forza maggiore si sono trovati bloccati in Tailandia. Sono state prese alcune misure dal Governo per permettere una facile estensione della Visa nel breve periodo tanto da poter consentire alle varie Ambasciate di organizzare voli di rimpatrio ecc. E’ stata una fase molto complicata per la diplomazia perché le situazioni da affrontare sono state molto diverse, sia dal punto di vista sociale che economico, e in una situazione così essere uno straniero anche se residente nel paese non è mai semplice. Molti degli stranieri purtroppo non hanno dato una buona immagine della categoria non rispettando i lockdown e finendo arrestati per questo. L’Ambasciata italiana in questa occasione si dimostrata molto presente ed efficiente per quanto possibile, si è adoperata anche per organizzare un volo di rientro per i connazionali, volo che ha anche trasportato due respiratori donati all’Italia. Sinceramente, non so scientificamente quale sia la ragione per cui la Tailandia abbia numeri cos bassi ma posso solo dire che è stata molto fortunata perché una diffusione su vasta scala nel paese avrebbe delle ripercussioni disastrose sulla società non preparata dal punto di vista sanitario ed economico, sarebbe stata una carneficina, per questo le misure sono state molto dure nonostante i numeri molto bassi perché l’Amministrazione sapeva che il Paese sarebbe tracollato con numeri maggiori. Certo c’è da sperare che non ci sia una seconda ondata di contagi e che le riaperture saranno fatte coscienziosamente e con le dovute cautele in tutte le provincie e non solo da parte degli stranieri ma tutti i tailandesi.

la nostra speranza come italiani all’estero è anche che venga tolto il divieto di volo e che seppur con tutte le precazioni ci sia consentito in qualche modo di rimpatriare per poter abbracciare i nostri cari dopo questa terribile esperienza.”

[1] La mancata possibilità di incontri e ricevimenti personali, aggiunti a una riduzione dell’attività economica, determinano un aumento dell’indice di inadempienza, una riduzione dei valori e l’interruzione di nuovi servizi.

[2] Inizialmente, il principale impatto negativo è stato l’arresto dei servizi della giustizia (forum) e dei servizi amministrativi (registri, INSS – Istituto Nacional do Seguro Social ovvero l’istituto di previdenza sociale brasiliano). Successivamente, in un secondo momento, c’è stata l’istituzione del lavoro da remoto/home office nel Potere Giudiziario, ma ancora insufficiente per dare un andamento soddisfacente ai processi e ai servizi di natura giudiziaria. Il Potere Giudiziario brasiliano e l’INSS sono già troppo morosi/lenti in situazioni normali/ordinaria. Adesso ancora di più. Ciò determina un ritardo nell’andamento dei processi ordinari e amministrativi e conseguentemente un ritardo nel ricevimento degli importi a titolo di onorari per l’avvocato: una situazione frustante non solo per il cliente ma anche per gli stessi professionisti.

[3] La scuola inizia a perdere alcuni studenti in funzione dei licenziamenti o diminuzione del carico di lavoro. Per quanto riguarda l’editoria, essa ha visto una diminuzione delle vendite soprattutto nei confronti delle grosse aziende di commercio elettronico (come Amazon – forse si tratta di una misura di precauzione da parte di queste). Per il resto, lavoro la stessa quantità di ore da casa e non ho avuto alcuna diminuzione nel mio stipendio. L’editoria ha già annunciato tagli nei servizi di terziarizzazione (traduzione, revisione, elaborazione della copertina ecc), che saranno svolti, d’ora in poi, internamente.

[4] Le aziende hanno paura e non hanno nemmeno un flusso di cassa per mantenere i loro dipendenti con un carico di lavoro ridotto, preferendo così optare per il licenziamento.

[5] Noto che i prezzi di alcuni beni sono saliti, come ad esempio, della carne e del riso mentre il prezzo di altri sono addirittura diminuiti, come quello della benzina.

[6] Il principale impatto è la mancanza di contatto con gli studenti: il processo di apprendimento di questi viene interrotto determinando così conseguenze negative sulle loro capacità di apprendimento che potranno influenzarli (negativamente) durante tutta la loro vita. Lavorando nella rete privata di istruzione, l’impatto economico è grande, in quanto tanti genitori hanno deciso di ritirare i propri figli dalla scuola, causando un grosso problema nel bilancio scolastico, situazione questa che determinerà una diminuzione salariale degli stessi dipendenti (professori e non). Conseguentemente, gli stessi dipendenti finiscono per non riuscire a pagare le proprie spese personali.

[7] In un sistema di educazione a distanza molti studenti non hanno una struttura per riuscire a studiare, ovvero, non possiedono nemmeno internet, computer, cellulare e per questa ragione il loro compromesso con la scuola è pari a 0.

[8] Molti allievi partecipano quotidianamente alle lezioni, tuttavia, alcuni genitori, per lo più lavoratori autonomi, hanno avuto una diminuzione della propria rendita determinando così molte rescissioni e inadempimenti degli abbonamenti (mese di marzo). Per cercare di pareggiare i conti abbiamo deciso di procedere con una diminuzione del 50% dello stipendio di ogni socio e del 15% dello stipendio di ogni insegnante.

[9] La moneta brasiliana è il REAL. Attualmente il tasso di cambio euro/real è il seguente: 1 euro è uguale a 6,03 real brasiliano (aggiornato al 01/05/2020): la moneta brasiliana risulta estremamente svalutata in questo periodo di crisi

[10] Questa condizione ha un impatto inevitabile sulle conversioni di vendita in quanto, nelle riunioni fatte di persona, l’intesa è molto più chiara ed è molto più agile comprendere le reazioni dei clienti, direzionando così in modo più corretto la riunione e umanizzando la negoziazione.

[11] D’altra parte, abbiamo avuto una riduzione delle spese di viaggio, buoni pasto ecc (non dovendo più spostarsi). Il popolo brasiliano sembra essersi svegliato per la pianificazione finanziaria e la protezione patrimoniale, generando così nuove opportunità di affari.

[12] Con il commercio chiuso, le vendite sono crollate: una diminuzione del 70% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il consiglio di amministrazione e il dipartimento finanziario cercano di utilizzare tutti i mezzi leciti e consentiti dalla legge per rendere possibili i pagamenti minimi necessari: prestiti, sospensione e riduzione dei salari, rinegoziazione del debito. Vi è una generale tendenza a ritardare i pagamenti che incide, prima di tutti, su tutti i segmenti dell’economia e conseguentemente anche sul Governo che perde un numero considerevoli di entrate. Recessione, aumento della disoccupazione e perdita di qualità nei servizi pubblici: queste sono le conseguenze che si stanno già verificando e che dovrebbero peggiorare.

[13] Senza allenamenti, senza le partite ufficiali, senza la rendita finanziaria delle partite, senza la quota della TV per la trasmissione delle partite, senza la quota della Federazione di calcio le conseguenze negative sono tante: nei club molte categorie di base sono state sospese e c’è il rischio che non tornino più; molti giocatori possono perdere il posto lavoro e/o potrebbero non ricevere il loro stipendio. Inoltre, gli altri dipendenti, diversi dai calciatori, di una società calcistica rischiano di non essere pagati o addirittura essere licenziati: si pensi al cuoco, al portinaio, all’autista, al sarto, al fisioterapista, al medico e altri.

[14] Stiamo allineando il nostro flusso di cassa, creando nuove alternative, promuovendo i mercati emergenti e fornendo supporto ai nostri clienti e così dimostrando un allineamento con le loro necessità e il mantenimento delle nostre partnership.

[15] L’istituto della forza maggiore verrà invocato ovunque e da parte di tutti. Ed è necessario che gli avvocati siano pronti ad affrontare questa situazione.

[16] Stiamo cercando di aggirare la situazione, di adattare i sistemi, di trasformare i processi fisici in elettronici, oltre a rendere le regole commerciali più flessibili in modo che tutti siano in grado di svolgere la propria attività a distanza. Ogni giorno abbiamo incontri mattutini per riunire la squadra. Inoltre, forniamo aiuti alle persone bisognose o in situazioni di necessità.

[17] Mi impegno a sostituire i prodotti che vendiamo, in modo che quel poco che vendiamo oggi non venga a scarseggiare domani. Attualmente stiamo vendendo molti nastri elastici stretti, adatti per la produzione di mascherine per il viso, un effetto diretto di Covid19 (il soggetto intervistato si occupa, infatti, di finiture per abbigliamento e della vendita al dettaglio di articoli artigianali e tessili e forniscono il loro servizi a aziende che producono vestiti).

[18] In futuro dovremo vivere e imparare un nuovo modo di relazionarci, in quanto il contatto umano e le forme di relazioni sono cambiate e non credo che torneranno mai ad essere come prima. Da un punto di vista positivo, questa situazione ci ha dimostrato nuove modalità per offrire i nostri servizi ai clienti e credo che personalmente, in quanto esseri umani, stiamo rivalutando le nostre priorità e valori.

[19] Mi sembra che la crisi economica esistente nel paese, ancora prima della pandemia, determinerà sempre di più una diminuzione nella stipulazione di contratti sia in ambito giuridico e non. Le persone non chiederanno più assistenza legale (come prima) e ricorreranno a questa solo ed esclusivamente in situazione di estrema necessità.

[20] Credo che l’instabilità finanziaria e i dubbi per il futuro economico del paese possano determinare nei clienti un differimento delle decisioni e una maggior concentrazione nei beni di prima necessita che di certo non possono complementare la loro struttura finanziaria.

[21] Da tempo il Brasile aveva cercato di riprendersi da un enorme “buco” nei conti pubblici, e ora dovrà affrontare un disavanzo ancora più grande. La situazione delle aziende – e delle famiglie – riflette, in un certo senso, l’instabilità dell’economia brasiliana: i salari non sono mai abbastanza, i prezzi oscillano sempre e l’inflazione consuma tutto il reddito mensile.

Bando “Impresa Sicura” per il rimborso delle spese di acquisto di DPI: prenotazioni dall’11.05.2020

PREMESSA

A seguito dell’emergenza sanitaria da COVID-19 e al fine di sostenere la continuità, in sicurezza, dei processi produttivi delle imprese operanti su tutto il territorio nazionale, INVITALIA ha recentemente pubblicato il bando che definisce, in attuazione dell’articolo 43, comma 1, del decreto Cura Italia, i criteri e le modalità di riconoscimento alle imprese del rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di DPI

OSSERVA

Le risorse disponibili per il riconoscimento dei rimborsi previsti dal Bando sono pari, ai sensi dell’articolo 43, comma 1, del decreto Cura Italia, a euro 50.000.000,00 (cinquantamilioni/00), comprensivi degli oneri di gestione e fatti salvi eventuali incrementi della dotazione finanziaria disposti con successivi provvedimenti legislativi o amministrativi.

Soggetti beneficiari

Possono beneficiare del rimborso previsto dal presente Bando tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato, che, alla data di presentazione della domanda di rimborso (di cui si dirà in seguito) sono in possesso dei seguenti requisiti:

  1.  sono regolarmente costituite e iscritte come “attive” nel Registro delle imprese;
  2.  hanno la sede principale o secondaria sul territorio nazionale;
  3. sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria e non sono sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria.

Spese ammissibili

Sono ammissibili al rimborso le spese sostenute dalle imprese per l’acquisto di DPI le cui caratteristiche tecniche rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa. A tal fine, sono ammissibili le spese sostenute per l’acquisto dei seguenti DPI.

MASCHERINE FILTRANTI, CHIRURGICHE, FFP1, FFP2 e FFP3

GUANTI IN LATTICE, IN VINILE, IN NITRILE

DISPOSITIVI PER PROTEZIONE OCULARE

INDUMENTI DI PROTEZIONE QUALI TUTE E/O CAMICI

CALZARI E/O SOVRASCARPE

CUFFIE E/O COPRICAPI

DISPOSITIVI PER LA RILEVAZIONE DELLA TEMPERATURA CORPOREA

DETERGENTI E SOLUZIONI DISINFETTANTI/ANTISETTICI.

Per accedere al rimborso, le spese per l’acquisto dei suddetti dispositivi devono:

-* essere sostenute nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 (data di pubblicazione in G.U. del D.L. Cura Italia) e la data di invio della domanda di rimborso (di cui si dirà in seguito). A tal fine, rileva la data di emissione delle fatture oggetto di richiesta di rimborso;

-* essere connesse a fatture pagate alla data dell’invio della domanda di rimborso attraverso conti correnti intestati all’impresa e con modalità che consentano la piena tracciabilità del pagamento e l’immediata riconducibilità dello stesso alla relativa fattura;

-* essere non inferiori a euro 500,00 (cinquecento/00);

-* non essere oggetto di ulteriori forme di rimborso o remunerazione erogate in qualunque forma e a qualsiasi titolo.

Non sono ammissibili a rimborso gli importi delle fatture relativi a imposte e tasse, ivi compresa l’IVA.

Fermo restando il possesso di tutti i requisiti di ammissibilità, le fatture costituenti acconto sulle forniture di DPI sono ammissibili solo a condizione che l’impresa presenti, nella domanda di rimborso, anche la fattura riguardante il saldo della fornitura.

Rimborso concedibile

Il rimborso è concesso, nei limiti delle risorse disponibili (euro 50.000.000,00), nella misura del 100 percento delle spese ammissibili (come sopra individuate), nel limite massimo di euro 500,00 per ciascun addetto dell’impresa cui sono destinati i DPI e, comunque, fino a un importo massimo per impresa di euro 150.000,00.

A tal fine, è fatto obbligo all’impresa di dichiarare, nella domanda di rimborso, il numero degli addetti a cui è riferibile l’acquisto di DPI.

Termini e modalità per la presentazione delle domande

Le domande di rimborso devono essere presentate in modalità telematica, secondo una sequenza temporale articolata nelle seguenti tre fasi:

4 FASE 1 – PRENOTAZIONE DEL RIMBORSO

4 FASE 2 – PUBBLICAZIONE DELL’ELENCO CRONOLOGICO DELLE PRENOTAZIONI DEL

4 FASE 3 – COMPILAZIONE E ISTRUTTORIA DELLA DOMANDA DI RIMBORSO

Fase 1 – prenotazione del rimborso

In questa fase, le imprese interessate possono inviare, attraverso lo sportello informatico, raggiungibile nella pagina dedicata all’intervento “Impresa SIcura” della sezione https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/emergenza-coronavirus del sito web di INVITALIA, una prenotazione del rimborso, dalle ore 9.00 alle ore 18.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, A PARTIRE DAL GIORNO 11 MAGGIO 2020 ED ENTRO IL GIORNO 18 MAGGIO 2020.

Le informazioni necessarie per poter procedere a finalizzare la prenotazione del rimborso sono le seguenti:

4 codice fiscale dell’impresa proponente;

4 codice fiscale del legale rappresentante, ovvero del titolare dell’impresa proponente o della persona giuridica in caso di impresa proponente amministrata da soggetti diversi dalle persone fisiche;

4 importo da rimborsare.

OSSERVA

Le istruzioni operative per la presentazione della prenotazione sono pubblicate nella pagina dedicata all’intervento “Impresa SIcura” della sezione https://www.invitalia.it/cosafacciamo/emergenza-coronavirus del sito web di INVITALIA, almeno cinque giorni prima della data di apertura dello sportello informatico.

Lo sportello informatico assegnerà alle prenotazioni pervenute l’orario di arrivo registrato dai sistemi informatici predisposti dall’Agenzia. Al termine della procedura di prenotazione, l’impresa visualizzerà un messaggio che attesta il predetto orario di arrivo della prenotazione, nonché il relativo codice identificativo.

La prenotazione risulta regolarmente inoltrata solo qualora il codice fiscale dell’impresa e il codice fiscale del legale rappresentante/titolare della medesima siano correttamente indicati nell’ambito della procedura. Nel caso in cui i predetti dati non siano formalmente corretti o nel caso in cui differiscano dalle informazioni desumibili dal Registro imprese, la prenotazione del rimborso risulta irricevibile e la stessa si considera decaduta.

Fase 2 – pubblicazione dell’elenco cronologico delle prenotazioni del rimborso

Entro tre giorni dal termine finale per l’invio della prenotazione del rimborso, nella pagina dedicata all’intervento “Impresa SIcura” della sezione https://www.invitalia.it/cosafacciamo/emergenza-coronavirus del sito web di INVITALIA, sarà pubblicato l’elenco di tutte le prenotazioni correttamente inoltrate dalle imprese nell’ambito della fase 1, ordinate secondo il criterio cronologico definito sulla base dell’orario di arrivo della richiesta.

L’elenco, come sopra determinato, indica, per ciascuna prenotazione, l’importo del contributo richiesto e l’esito della prenotazione stessa, con i seguenti possibili casi:

  1. prenotazioni collocate in posizione utile per l’ammissibilità a presentare domanda di rimborso;
  2. prenotazioni risultate non ammissibili alla successiva fase di presentazione della domanda di rimborso.

OSSERVA

Sulla base del predetto ordine cronologico di arrivo, sono collocate in posizione utile per l’ammissibilità a presentare domanda di rimborso un numero di prenotazioni che, complessivamente, prevedono l’erogazione di un contributo per un importo pari alle risorse finanziarie disponibili, maggiorato del 20 percento, al fine di tenere conto di possibili eventuali variazioni degli importi richiesti o di rinunce che dovessero registrarsi nell’ambito della fase 3.

I soli soggetti la cui prenotazione è collocata in posizione utile per l’ammissibilità a presentare domanda di rimborso sono ammessi a procedere alla compilazione della domanda di rimborso, secondo i termini e le modalità di cui alla fase 3.

Fase 3 – compilazione e istruttoria della domanda di rimborso

Le imprese la cui prenotazione risulta collocata, nell’elenco di cui alla fase 2, in posizione utile devono compilare la domanda di rimborso attraverso la procedura informatica raggiungibile nella pagina dedicata all’intervento “Impresa SIcura” della sezione https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/emergenza-coronavirus del sito web di INVITALIA

Le imprese sono tenute a presentare, pena la decadenza della prenotazione, la domanda di rimborso redatta attraverso la procedura informatica e contenente le informazioni indicate nell’apposito modello, disponibile, in visione, nella sopra indicata sezione del sito web dell’Agenzia, a partire DALLE ORE 10.00 DEL GIORNO 26 MAGGIO 2020 ED ENTRO LE ORE 17.00 DEL GIORNO 11 GIUGNO 2020.

OSSERVA

Alla predetta domanda deve essere allegata la documentazione di spesa, consistente nelle fatture relative agli acquisti di DPI e relative evidenze di pagamento.