Le proposte di revisione del codice di Autodisciplina Borsa italiana con Assolombarda. 9 ottobre 2019

Open hearing per la predisposizione del nuovo codice.

Confrontarsi con le mutevole esigenze del mercato. L’autodisciplina deve essere elastica e preventiva.

L’autodisciplina si basa sulle esigenze del contesto che viene offerto alle proprie caratteristiche. Non è uno strumento da accettare o rifiutare in toto ma deve essere accettato nel suo spirito e declinato dalla singola società. Standard e best practice, benché ci siano specificità nazionali, sono di rilevanza globale. Anche perché gli stessi investitori sono globali.

Tre direttrici nell’analisi: evoluzione internazionale, del contesto normativo e nell’evoluzione delle esigenze del mercato.

Attenzione alla sostenibilità nella creazione di valore nelle strutture societarie, semplificazione e razionalizzazione della struttura dei codici, diverse forme di consultazione pubblica.

Il problema si pone inoltre nella graduazione degli obblighi in conformità con le esigenze size della società alcune realtà non hanno necessità o capacità di dotarsi di presidi elaborati come i più grossi gruppi quotati. Grandi sono le società la cui capitalizzazione è stata superiore a 1 miliardo di euro negli ultimi tre anni.

Contenuti principali:

Art. 1 Ruolo dell’organo di amministrazione.

Valorizzazione delle scelte del board in merito alla sostenibilità degli interessi degli azionisti e degli stakeholder. Maggior responsabilità nelle scelte di governance e nella reportistica dei consiglieri delegati al board per incentivare il dialogo tra questi, il board e gli azionisti.

Art. 2 composizione dell’organo di amministrazione e controllo.

Rafforzamento sulla adeguata composizione del board, identificazione CEO, quota minima per gli amministratori indipendenti (revisione del concetto di indipendenza per esempio eliminando in tal sede la prevalenza della sostanza sulla forma), possibilità di qualificare il presidente del board come indipendente.

Art. 3 funzionamento dell’organo di amministrazione e ruolo del presidente.

Adottare un regolamento preciso, e qualificare meglio la figura del segretario e del presidente

Art. 4 nomina e valutazione del board

Più importanza al comitato nomine, focus sulla trasparenza e, per le grandi società, una adozione di un piano di successione per gli amministratori con poteri esecutivi .

Art. 5 remunerazione

Art. 6 sistema di controllo interno

Regime transitorio: le società sono invitate ad adottare la nuove dizione del codice a partire dal primo esercizio successivo al 31.12.2020.

prosecuzione lavori: open discussion

Quesiti dei partecipanti:

Intervento presidente cda A2A: la sostenibilità va rapportata sulle esigenze medio termine delle imprese, legando la sostenibilità ad obiettivi ma con incidenza limitata.

intervento del dott. Fumagalli di SOL racchiude le critiche maggiori: ritiene errato riferirsi alla realtà inglese e prenderla come riferimento perché la struttura societaria è diversa, sono molto più pubblic company e poco capitale familiare.

La sostenibilità è un concetto troppo ampio e dipende dalla sostenibilità particolare delle singole aziende, es il discorso stock-option. La differenziazione solo con la capitalizzazione è errata e riduttiva.

Funzionaria di Consob: è inutile parlare sostenibilità se non si danno piani di trasformazione e tempistiche precise.

Amministratrice indipendente di Enel: due argomenti:

  • migliore rapporto con gli azionisti è una cosa positiva ma è di difficile attuazione, importante quindi è avere linee guida.
  • La proprietà concentrata delle realtà italiane porta a vedere una diversa valutazione della corporate governance. Il management, soprattutto nelle società più piccole può e deve esser e supportata si dalle linee guida ma anche e soprattutto dai comitati. Questa indicazione, recepita nei nuovi lavori, è quindi ben accetta.

Dott. Caretti, consigliere di Ferragamo, incaricato per la corporate governance: non è possibile evolversi come mercato se ci sono alcune imposizioni normative che andranno a snaturare molte realtà imprenditoriali familiari

Dott. Acciari per Leonardo Finmeccanica: è necessario porre attenzione sulla responsabilità dell’organo collegiale piuttosto che della figura capo dell’azienda. La governance on si esaurisce con la predisposizione di un buon cda ma anche con una struttura societaria, legale e delle deleghe per esempio completa e ben fatta. È necessario anche porre attenzione sulla circolarizzazione dei dati, sempre con particolare delicatezza nella pubblicazione e circolarizzazione degli stessi in quanto contenenti informazioni riservate. Funzioni aziendali ben definite.

Dott.ssa Casiraghi, presidente illimiti Bank e eni: deve esser valorizzato il controllo interno del collegio sindacale e dell’audit committee. La lettura del codice garantisce unna trasparenza maggiore tra compiti e ruoli che debbono essere sicuramente recepiti dall’organo amministrativo. Non è invece convincente la definizione che il codice italiano dà alla missione del cda.

 

#Impresa di servire l’Italia

Lo Studio Mainini & Associati ringrazia #Assolombarda per l’invito all’Assemblea Generale di Assolombarda 2019 dove si sta dibattendo il tema “l’impresa di servire lo Stato”.

L’intervento del Presidente Boccia in sintesi:

Il taglio della relazione di Carlo Bonomi presidente di Assolombarda   s’inserisce nella migliore tradizione dei presidenti dell’associazione dell’Aquilotto, di ampio respiro, in cui quando un capo della Confederazione saliva sul palco dei grandi appuntamenti (come quello odierno alla Scala di Milano) che scandiscono la vita associativa degli imprenditori italiani, voleva dettare l’agenda alla politica per raggiungere il risultato di migliorare la situazione di tutto il mondo produttivo tricolore.

Mondo produttivo che vuol dire non solo impresa, ma anche lavoro di una delle regioni più ricche e produttive d’Italia. Rivolgendosi direttamente al presidente del Consiglio Giuseppe Conte seduto in platea, l’analisi di Bonomi, che ha scaldato gli imprenditori milanesi riuniti nella capitale del business per l’assemblea generale dell’associazione meneghina.

E’ partita da una doppia disamina della congiuntura economica internazionale e della situazione politica comunitaria che sulla carta, con il passaggio di consegne a Bruxelles fra Ursula von der Leyen e Jean Claude Juncker, in parte favorevole all’Italia. “Una occasione” da non gettare alle ortiche perseverando  nell’isolamento politico italiano  maturato.

Carlo Bonomi

Bonomi, che ha ricordato i numerosi appelli fatti “a tre esecutivi diversi” in soli 28 mesi sempre dal palco delle assemblee di Assolombarda, è stato diretto: partendo dall’errore madornale di “ristatalizzare Alitalia”, ha imputato poi al primo governo Conte che “le promesse di cancellare la povertà si sono trasformate nel far precipitare nuovamente il Paese nella stagnazione”.

Ha imputato sempre a M5S e Lega l’allontanamento dal blocco storico di alleanze internazionali della Nato per avvicinarsi a quello instabile di Cina e Russia, la crescita del deficit e del debito che non si sono trasformate in crescita economica attraverso il meccanismo del deficit spending, il fallimento di misure come il Reddito di cittadinanza (al livello di politiche attive del lavoro) e di Quota 100 (per l’iniquità generazionale e l’aggravio del deficit previdenziale generati) e l’inattività dell’esecutivo sul grande problema della messa in sicurezza del Paese dal rischio sismico e idrogeologico.

Di qui, la richiesta a Conte, ora nella veste di capo del governo di una nuova maggioranza a cui Bonomi si è rivoltopiù volte dicendo: “Presidente Conte, ci ripensi”. Riscrivere la legge di bilancio così come va configurandosi dopo il varo della Nota di aggiornamento al Def.

Come riscriverla? Prendendo le risorse dagli esperimenti di Quota 100, Reddito di cittadinanza e Bonus Renzi aumentare la dotazione finanziaria da destinare alla sforbiciata del cuneo fiscale nel 2020: 13-14 miliardi, e non solo 2,5 in quanto irrisoria come cifra.

Ripristinare poi integralmente, rendendolo strutturale, Industria 4.0 per consentire alla dinamica degli investimenti di invertire la pericolosa china negativa. Fattore determinante nel trascinare nuovamente l’Italia verso la recessione.

Per il numero uno di Assolombarda bisogna anche “lasciar perdere l’idea di tassare il contante nella lotta all’evasione fiscale” per reperire 7 miliardi di coperture, senza al contempo sfiorare il Moloch della spesa pubblica. E poi stop agli aumenti retributivi uguali per tutti i lavoratori pubblici, mentre lo Stato non fa nulla per risolvere il problema della produttività stagnante (e della competitività, quindi) nel settore privato.

In definitiva, l’impianto della manovra va cambiato per “riorientare un Paese che negli ultimi 20 anni è cresciuto dello 0,2% in media l’anno e che ha occupati di 20-30 punti percentuali in meno dei Paesi del Nord Europa”.

La lista di Bonomi poi, scandita dagli applausi, si allunga con le richieste portate in dote da quello che il presidente di Assolombarda ha lanciato poche settimane fa. Ovvero la creazione di una “Filiera-Futuro”: incentrata su lavoro, giovani, donne, tecnologia e sostenibilità. Ambiti in cui, dopo un patto con la politica che deve provvedere a vari livelli con sgravi fiscali, ad esempio, sui costi di tutoring e sugli investimenti per il trattamento del ciclo di rifiuti a partire da quelli industriali, le aziende faranno la propria parte.

Ancora. Bonomi non ha dimenticato l’emergenza del momento: la crisi dell’automotive. Così ha chiesto a Conte che il tavolo ad hoc, che sta per partire al Ministero dello Sviluppo economico, sia spostato da Via Veneto nella sede di Palazzo Chigi, per affrontarlo con un approccio da politica industriale perché “la crisi dell’automotive rischia di diventare la vera crisi industriale dell’Italia”. E i numeri snocciolati su settore e indotto gli danno ragione.

Infine, e questo è stato il passaggio che ha più scaldato i cuori degli associati, un appello “ai ceti dirigenti”, energia del Paese  per riscoprire, dicendolo con le parole di Aldo Moro, “una nuova stagione dei doveri” e “costruire nuove fondamenta civili ed economiche di un’Italia nuova e più giusta, dal basso, noi tutti insieme”.

Un esempio è quello del “modello Milano”, fatto di cooperazione fra tutti gli attori del territorio (“istituzioni, governi locali, impresa, lavoro, terzo settore, università, centri di ricerca, soggetti della cultura e della società civile”) che ha portato ai successi dell’Expo 2015 fino al lancio del progetto dello Human Technopole e all’aggiudicazione al territorio delle Olimpiadi invernali del 2026.

 

 

 

 

 

 

Accoglimento totale n. 20507/2019 del 23/08/2019 #StudioMaininini contro #posteitaliane

Il Ricorrente, supportato dal dipartimento di lavoro dello Studio Maininini & Associati, contro Poste Italiane – avv. Pier Angelo Mainini, avv. Leonardo Merrino, avv. Manuela Oldani..

 

Tribunale Ordinario di Milano Sezione Lavoro

Il Giudice Dr. R. Atanasio

letti gli atti e i documenti della causa iscritta al n. 7992/2019 RGL pendente tra:

IL RICORRENTE

contro

POSTE ITALIANE SPA

–         resistente –

sciogliendo la riserva assunta in data 21 agosto 2019, rileva:

IN FATTO

Con ricorso ex art. 700 c.p.c., depositato telematicamente in data 6 agosto 2019, il ricorrente ha adito il Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, chiedendo l’accoglimento delle seguenti conclusioni:

“accertato il diritto del ricorrente ad essere trasferito, ordinare a Poste Italiane S.p.A. con sede in Roma (RM), viale Europa n. 190, C.F. 97103880585/P. Iva 01114601006, in persona del suo legale rappresentante pro-tempore, di provvedere all’associazione del nominativo del lavoratore, il ricorrente, nato a New York (USA) il 24.10.1967 e residente in XXXXXX (SA), via XXXXXXXXXX, XXXXXXXXXXXXXXXX collocato alla posizione 16 provincia di Napoli presso una delle sedi indicate con comunicazione a mezzo pec del 02.08.2019 (cfr. doc. 19) per la determinazione dell’effettivo trasferimento, e comunque disporre ogni altro provvedimento d’urgenza che appaia secondo le circostanze più idoneo ad eliminare il pregiudizio subito e subendo per tutti i motivi meglio dedotti nel corpo dell’atto e, contestualmente, fissare l’udienza di comparizione delle parti davanti a sé assegnando all’istante perentorio un termine per la notificazione del ricorso e dell’emanando decreto, disponendo ove ritenuto necessario la pubblicazione dello stesso sul sito internet di Poste;”.

La parte convenuta si è costituita, contestando le deduzioni e domande avversarie e ha concluso per il loro rigetto.

Ritenuta la causa matura per la decisione, il Giudice ha invitato i procuratori alla discussione orale; quindi si è riservato di decidere.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il ricorrente XXXXXXXXXXXX  è assunto alle dipendenze della società Poste Italiane S.p.A. dal 16.04.2009 con contratto a tempo indeterminato, CCNL Personale dipendente di Poste Italiane, con la figura professionale di riferimento “portalettere”. A seguito di visita di idoneità, il ricorrente è stato dichiarato “non idoneo ad attività di recapito a piedi, bicicletta o motomezzo. Non controindicazioni ad attività di recapito in automezzo. No carichi manuali maggiori di 15 Kg” e per tale ragione è stato adibito da Poste Italiane alle attività di recapito con l’utilizzo dell’automezzo.

Al fine di ricongiungersi con la famiglia residente in Siano (SA), in data 2.4.2019 il ricorrente ha presentato domanda di adesione alla mobilità volontaria per l’anno 2019 ma, pur collocandosi utilmente alla posizione n. 16 nella relativa graduatoria per i trasferimenti nella Provincia di Napoli, è stato escluso dalla procedura di scelta della sede (svoltasi tra il 24.7.2019 ed il 5.8.2019) poiché non pienamente idoneo allo svolgimento della mansione di addetto al recapito, come richiesto dall’art. 10 dell’accordo sindacale del 21.3.2019 stipulato per la mobilità territoriale.

L’art. 10 di tale accordo sindacale prevede che: “l’effettivo trasferimento è subordinato alla sussistenza della piena idoneità alle mansioni – anche con riferimento all’utilizzo di tutti i mezzi/strumenti aziendali previsti per la specifica prestazione lavorativa nonché alle relative modalità di svolgimento – cui la richiesta di trasferimento si riferisce che dovrà ·sussistere al momento della scelta dell’ufficio di destinazione (intendendosi per tale il 7° giorno antecedente all’apertura dell’applicativo utile ad indicare le sedi di preferenza), nonché alla data di efficacia prevista per il trasferimento medesimo”.

Con l’odierna azione il ricorrente si duole della natura discriminatoria della norma pattizia richiamata, in quanto limitativa del diritto al trasferimento nei confronti di tutti i soggetti che, per handicap o limiti fisici, non siano in possesso della piena idoneità alle mansioni

Il ricorso ex art. 700 c.p.c. è fondato e deve essere accolto per le ragioni di seguito precisate.

***

Come noto, l’art. 15 St. lav. dispone che “è nullo qualsiasi patto od atto diretto a:

  1. a) subordinare l’occupazione di un lavoratore alla condizione che aderisca o non aderisca ad una associazione sindacale ovvero cessi di farne parte;
  2. b) licenziare un lavoratore, discriminarlo nella assegnazione di qualifiche o mansioni, nei trasferimenti, nei provvedimenti disciplinari, o recargli altrimenti pregiudizio a causa della sua affiliazione o attività sindacale ovvero della sua partecipazione ad uno sciopero.

Le disposizioni di cui al comma precedente si applicano altresì ai patti o atti diretti a fini di discriminazione politica, religiosa, razziale, di lingua o di sesso, di handicap, di età o basata sull’orientamento sessuale o sulle convinzioni personali.” Va, inoltre, richiamata la Direttiva 2000/78/CE del 27.11.2000 che ha stabilito un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e condizioni di lavoro. In particolare, ai sensi dell’art. 1, la Direttiva “mira a stabilire un quadro generale per la lotta alle discriminazioni fondate sulla religione o le convinzioni personali, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali, per quanto concerne l’occupazione e le condizioni di lavoro al fine di rendere effettivo negli Stati membri il principio di parità di trattamento”. Il d.lgs. 216/2003, nel recepire la direttiva richiamata, ha specificato all’art. 2, comma 1, che “per principio di parità di trattamento si intende l’assenza di qualsiasi discriminazione diretta o indiretta a causa della religione, delle convinzioni personali, degli handicap, dell’età o dell’orientamento sessuale” e si ha “discriminazione diretta quando, per religione, per convinzioni personali, per handicap, per età o per orientamento sessuale, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata un’altra in una situazione analoga” (art. 2, comma 1, lett. a, d.lgs. 216/03). Inoltre, “il principio di parità di trattamento senza distinzione di religione, di convinzioni personali, di handicap, di età e di orientamento sessuale si applica a tutte le persone sia nel settore pubblico che privato ed è suscettibile di tutela giurisdizionale” (art. 3, comma 1, lett. a), d.lgs. 216/03).

Alla luce del quadro normativo sinteticamente richiamato, appare del tutto evidente la natura discriminatoria dell’art. 10 dell’accordo sindacale 21.3.2019 firmato da Poste Italiane S.p.A. con alcune Organizzazioni sindacali.

Tale disposizione pattizia, infatti, escludendo dalla procedura di mobilità tutti i soggetti non pienamente idonei allo svolgimento delle mansioni, determina una discriminazione diretta nei confronti dei lavoratori con handicap o disabilità, i quali ricevono un trattamento deteriore e meno favorevole rispetto a quello che un altro soggetto avrebbe ricevuto in situazione analoga.

La società – interessata del problema dalla struttura pubblica coinvolta (Università degli Studi di Milano Bicocca) – ha assegnato al ricorrente le   medesime mansioni,  seppure limitandone l’espletamento con l’auto, in esecuzione del principio specificamente affermato dalla direttiva comunitaria 2000/78 CE (“La presente direttiva non prescrive l’assunzione, la promozione o il mantenimento dell’occupazione né prevede la formazione di un individuo non competente, non capace o non disponibile ad effettuare le funzioni essenziali del lavoro in questione, fermo restando l’obbligo di prevedere una soluzione appropriata per i disabili” (considerando 17)”.

Dalla lettura di tali disposizioni emerge chiaramente la volontà del legislatore comunitario e di quello nazionale di combattere ogni forma di discriminazione nei confronti della disabilità, tale da impedire o rendere più difficoltoso l’accesso dei disabili al mondo del lavoro e il mantenimento dell’occupazione da parte di questi ultimi, onerando il datore di lavoro ad adottare soluzioni appropriate per i disabili, “ossia misure efficaci e pratiche destinate a sistemare il luogo di lavoro in funzione dell’handicap, ad esempio sistemando i locali o adattando le attrezzature, i ritmi di lavoro, la ripartizione dei compiti o fornendo mezzi di formazione o di inquadramento (considerando n. 20) col solo limite determinato da “oneri finanziari sproporzionati” tenuto conto “dei costi finanziari o di altro tipo che esse comportano, delle dimensioni e delle risorse finanziarie dell’organizzazione o dell’impresa e della possibilità di ottenere fondi pubblici o altre sovvenzioni (considerando n. 21).

Poste Italiane S.p.A, in esecuzione di tale specifico obbligo di collaborazione del datore di lavoro ha assegnato il ricorrente alle medesime mansioni col solo limite dell’uso del mezzo dell’automobile destinandolo ad una sede diversa (Magenta invece che Milano Isola).

Appare pertanto del tutto incomprensibile ed in contrasto con il comportamento collaborativo del datore una disposizione normativa contrattuale che invece neghi la possibilità per il lavoratore parzialmente inabile di espletare la propria mansione (seppure soggetta a limiti) in altro luogo del territorio nazionale al quale egli possa essere legittimamente trasferito, al pari di qualsiasi altro lavoratore abile.

Tale disposizione è chiaramente discriminatoria in quanto tratta la persona in condizione di disabilità “meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata un’altra in una situazione analoga”.

E’ poi priva di pregio la considerazione per la quale la disposizione contrattuale troverebbe una sua legittimazione nell’art. 41 Cost.

E’ vero che l’art. 41, comma I, Cost. dispone che “l’iniziativa economica privata è libera”; è altrettanto vero che quella libertà è fortemente limitata dalla norma di cui al comma successivo la quale dispone che “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”; ed il giudicante ritiene che la disposizione qui criticata sia gravemente lesiva della dignità di tutti i lavoratori con disabilità.

Va dunque accertata la natura discriminatoria dell’art. 10 dell’accordo sindacale 21.3.2019 e conseguentemente va dichiarata la sua nullità ai sensi dell’art. 15 St. lav.

Tanto basta per ritenere sussistente il fumus boni iuris del ricorso introdotto ex art 700 c.p.c.

***

Sussiste, altresì, il requisito del periculum in mora.

La definitiva copertura dei 47 posti oggi disponibili nella provincia di Napoli – cui si darà esecuzione a far tempo dal mese di settembre – determinerebbe un consolidamento delle posizioni dei soggetti definitivamente trasferiti con successivi comprensibili difficoltà e ritardi volti ad un ripristino tempestivo dei principi di diritto violati.

***

Il ricorso va pertanto accolto e conseguentemente va ordinato a POSTE ITALIANE S.p.A. di disporre l’immediato trasferimento del RICORRENTE presso una delle sedi della provincia di Napoli indicate con comunicazione a mezzo pec 2.8.2019.

Le spese seguono la soccombenza e Poste Italiane S.p.A. deve essere condannata a rimborsarle a favore del ricorrente nella misura indicata in dispositivo.

ordina a POSTE ITALIANE S.p.A.

di disporre l’immediato trasferimento del RICORRENTE presso una delle sedi della provincia di Napoli indicate con comunicazione a mezzo pec 2.8.2019;

condanna Poste Italiane S.p.A. a rimborsare al ricorrente le spese che liquida in Euro 4.000,00 oltre accessori e 15% spese generali.

Il Giudice del lavoro

Dr. Riccardo Atanasio

Il presente provvedimento è stato redatto in collaborazione con la dott.ssa Eleonora Palmisani, Magistrato in tirocinio.

Nuovo Codice di Giustizia Sportiva per le società dilettantistiche

Dal 1 Luglio 2019 è entrato in vigore il nuovo Codice di Giustizia Sportiva (di seguito CGS”) che ha modificato tempistiche e modalità di invio dei reclami. Le società dilettantistiche dovranno adeguarsi nel più breve tempo possibile ad un nuovo processo sportivo affinché il ricorso non venga dichiarato irricevibile.

1. IL GIUDICE SPORTIVO (art. 66 e ss CGS)

COMPETENZA:

  • sui fatti, da chiunque commessi, avvenuti nel corso di tutti i campionati e delle competizioni organizzate dalle Leghe e dal Settore per l’attività giovanile e scolastica, sulla base delle risultanze dei documenti ufficiali e dei mezzi di prova degli art. 61 e 62 CGS o su segnalazione del Procuratore Federale;
  • Sulle regolarità dello svolgimento delle gare, con esclusione dei fatti che riguardano decisioni di natura tecnica o disciplinare adottate in campo dall’arbitro o che siano devoluti alla esclusiva discrezionalità tecnica di questi ai sensi della regola 5 del Regolamento di Giuoco;
  • Sulla regolarità del campo di gioco, in tema di porte, misure del terreno di gioco ed altri casi similari (vedere nota Attenzione lett. A));
  • Sulla posizione irregolare dei calciatori, dei tecnici e degli assistenti di parte impiegati ai sensi dell’art. 10 c. 7 CGS. (vedere nota Attenzione lett. B)).

PROCEDURA

  1. Entro le 24 del giorno feriale successivo alla gara: preannuncio + contributo di giustizia invio tramite PEC:

Giudice sportivo

Controparte

  1. 3 giorni feriali successivi alla gara: reclamo da inviare tramite PEC:

Giudice sportivo

Controparte

  1. Giudice Sportivo fissa la data dell’udienza
  2. Entro 2 giorni dall’udienza possibilità di depositare documenti
  3. Udienza in camera di consiglio senza la possibilità di essere ascoltati
  4. Decisione entro 90 giorni dal ricorso e dispositivo (quest’ultimo adottato nella stessa giornata della Camera di Consiglio)
  5. Motivi entro 10 giorni dal dispositivo

RECLAMO

  1. Indicazione dell’oggetto del reclamo
  2. Ragioni del reclamo
  3. Eventuali mezzi di prova

COSA NON SI PUO’ IMPUGNARE PRESSO I COMITATI REGIONALI LND e SGS

  1. Squalifica dei calciatori fino a 2 giornate di gara o 15 giorni
  2. Inibizione dei dirigenti o squalifica dei tecnici/massaggiatori fino a 30 giorni
  3. Squalifica del campo di gioco per una giornata di gara
  4. Sanzioni pecuniarie inferiori o uguali a 150,00 euro per società appartenenti a Eccellenza, Promozione e I categoria oltre che squadre regionali calcio a 5 e calcio femminile
  5. Sanzioni pecuniarie inferiori o uguali a 50,00 euro per le società 2, 3 categoria, juniores provinciali e regionali; oltre alle società provinciali di calcio a 5 e calcio femminile.

Attenzione 

  1. in caso di ricorso riguardante la regolarità del campo di gioco (art. 65 c. 1 lett. c)) si deve:
  • Prima del ricorso (vedi procedura sopra) presentare riserva scritta prima dell’inizio della gara, dalla società all’arbitro. In caso di irregolarità intervenuta durante la gara o a causa di altre ragioni eccezionali il capitano della squadra reclamante presenta riserva scritta dinanzi al capitano dell’altra squadra al direttore di gara e facendone annotazione sul cartoncino di gara.
  1. in caso di ricorso riguardante la posizione irregolare dei calciatori (art. 65 c. 1 lett. d)) nelle gare di play-off e play out il ricorso + il contributo giustizia deve essere:
  • è presentato entro le ore 24.00 del giorno feriali successivo a quello in cui si è svolta la gara.

2. CORTE SPORTIVA D’APPELLO NAZIONALE/TERRITORIALE (art. 69 e ss CGS)

COMPETENZA:

  • La CSA Nazionale giudica in secondo grado sui reclami avverso le decisioni del Giudice Sportivo Nazionale
  • La CSA Territoriale giudica in secondo grado sui reclami avverso le decisioni del Giudice Sportivo Territoriale
  • La CSA decide sulle istanze di ricusazione dei componenti del Giudice Sportivo

PROCEDURA

  1. Entro 2 giorni feriali dalla decisione del GS inviare tramite PEC:
  2. preannuncio
  3. contributo di giustizia e
  4. Eventuale richiesta documenti

a:

Corte Sportiva d’Appello

Controparte (può richiedere copia dei documenti entro le 24 del giorno feriale successivo al ricevimento del preannuncio di reclamo)

  1. 5 giorni dalla decisione da impugnare oppure dal ricevimento dei documenti il ricorso deve essere inviato tramite PEC:

Corte Sportiva d’Appello

Controparte

  1. Entro 5 giorni dal deposito del reclamo: fissazione dell’udienza
  2. Entro 15 giorni celebrazione dell’udienza: comunicata alle parti
  3. Fino a 4 giorni prima dell’udienza possibilità di depositare documenti
  4. Udienza con la possibilità di essere ascoltati se richiesta (art. 49 c. 8 CGS)
  5. Decisione entro 60 giorni dal ricorso e dispositivo entro lo stesso giorno
  6. Motivi entro 90 giorni dal dispositivo

PROCEDURA D’URGENZA (art. 74 CGS)

  1. Entro le ore 24 del giorno feriale successivo alla decisione del GS inviare tramite PEC:
  2. Preannuncio di reclamo
  3. Contributo di giustizia
  4. Eventuale richiesta di documenti

a

Corte Sportiva d’Appello

Controparte (può richiedere copia dei documenti entro le 24 del giorno feriale successivo al ricevimento del preannuncio di reclamo)

  1. Entro 3 giorni dalla decisione da impugnare oppure dal ricevimento dei documenti il ricorso deve essere inviato tramite PEC:

Corte Sportiva d’Appello

Controparte

  1. Entro 7 giorni celebrazione dell’udienza: comunicata alle parti
  2. Fino ad 1 giorno prima dell’udienza possibilità di depositare documenti
  3. Udienza con la possibilità di essere ascoltati se richiesta
  4. Decisione entro 5 giorni dal dispositivo (entro lo stesso giorno)

QUANDO NON PUO’ ESSERE RICHIESTO IL PROCEDIMENTO D’URGENZA

Sanzioni a carico delle società:

  • ammonizione
  • ammenda
  • Ammenda con diffida

Sanzioni a carico di dirigenti, soci e tesserati della società:

  • Ammonizione
  • Ammonizione con diffida
  • Ammenda
  • Ammenda con diffida
  • Squalifica per una gara, salvo procedimenti nei quali ammissibile l’uso di immagini televisive come fonti di prova

RICORSO alla Corte Sportiva d’Appello (art. 71 CGS)

  1. Motivi contro i capi della decisione impugnata
  2. Domande nuove non sono ammesse
  3. Si possono produrre nuovi documenti

3. TRIBUNALE FEDERALE NAZIONALE 

TRIBUNALE FEDERALE NAZIONALE DISCIPLINARE (art. 79 e ss. CGS)

COMPETENZA:

  • Per procedimenti instaurati su deferimento del Procuratore Federale riguardanti i campionati e le competizioni di livello nazionale, per le questioni che riguardano più ambiti territoriali nei procedimenti riguardanti i dirigenti federali e gli appartenenti all’AIA, che svolgono attività in ambito nazionale nonché nelle altre materie contemplate dalla norme federali
  • Impugnazione delle delibere dell’Assemblea federale e del Consiglio federale contrarie alla legge, allo Statuto CONI, ai principi fondamentali del CONI, allo Statuto e altre norme della Federazione.

PROCEDURA

  1. Entro 10 giorni dalla ricezione dell’atto di deferimento il Presidente accerta la notifica
  2. Entro 30 giorni dalla ricezione dell’atto di deferimento il Presidente fissa l’udienza
  3. Fino a 3 giorni prima dell’udienza le parti possono prendere visione dei documenti ed inviare memorie
  4. Tra la data di avviso di fissazione dell’udienza e la data fissata per l’udienza devono passare almeno 15 giorni liberi.
  5. Udienza: possibilità di essere ascoltati se richiesto (art. 49 c. 8 CGS)
  6. Decisione entro 90 giorni dal ricorso e dispositivo da depositare lo stesso giorno dell’udienza
  7. Motivi della decisione entro 10 giorni

TRIBUNALE FEDERALE NAZIONALE TESSERAMENTI (art. 89 e ss. CGS)

COMPETENZE:

  • E’ giudice di primo grado in ordine alle controversie riguardanti tesseramenti, trasferimenti e svincoli dei calciatori.

PROCEDURA:

  1. Entro 30 giorni dalla conoscenza dell’atto da impugnare: ricorso + contributo di giustizia tramite da inviare tramite PEC a:

TFN sez. tesseramenti

Controparte/i

  1. Entro 7 giorni dalla ricezione del ricorso o avviso di fissazione dell’udienza: invio di controdeduzioni tramite PEC:

TFN sez. tesseramenti

Controparte/i

  1. Entro 10 giorni dal ricevimento del ricorso il Presidente fissa l’udienza
  2. 15 giorni liberi tra la fissazione dell’udienza e la celebrazione.
  3. Entro 30 giorni dal ricevimento del ricorso si deve celebrare l’udienza
  4. Udienza possibilità di essere ascoltati se richiesto (art. 49 c. 8 CGS)
  5. Decisione entro 90 giorni dal ricorso e dispositivo da depositare lo stesso giorno dell’udienza
  6. Motivi della decisione entro 10 giorni

TRIBUNALE FEDERALE NAZIONALE VERTENZE ECONOMICHE

COMPETENZA:

  • E’ Giudice di primo grado in ordine alle controversie di natura economica tra società, comprese quelle relative al risarcimento dei danni (vedi art. 26 CGS)
  • Procedimento premio di addestramento e formazione tecnica, premio alla carriera e premio di preparazione 
  1. Entro 30 giorni dalla comunicazione della Commissione Premi: invio del ricorso + contributo di giustizia a:

TFN sez. Vertenze Economiche

Controparte

  1. Entro 10 giorni il Presidente fissa l’udienza
  2. 15 giorni liberi tra la fissazione dell’udienza e la celebrazione
  3. Entro 30 giorni dal ricevimento del ricorso si deve celebrare l’udienza
  4. Udienza possibilità di essere ascoltati se richiesto
  5. Decisione entro 90 giorni dal ricorso e dispositivo da depositare lo stesso giorno dell’udienza
  6. Motivi della decisione entro 10 giorni
  • Procedimento somme annuali lorde, le indennità, i rimborsi ed i premi per calciatori dei campionati nazionali organizzati dalla LND (art. 94 tre NOIF)
  • Procedimento controversie concernenti le indennità, i rimborsi e le somme lorde annuali per i Collaboratori della Gestione Sportiva (art. 94 quater NOIF)
  • Procedimento controversie concernenti le somme annuali lorde, le indennità, i rimborsi ed i premi per le calciatrici e gli allenatori dei campionati nazionali della Divisione Calcio Femminile (art. 94 quinques NOIF)
  1. Entro 7 giorni dal ricevimento della comunicazione della decisione impugnata invio del ricorso + contributo di giustizia a:

TFN sez. Vertenze Economiche

Controparte

  1. Entro 10 giorni il Presidente fissa l’udienza
  2. 15 giorni liberi tra la fissazione dell’udienza e la celebrazione
  3. Entro 30 giorni dal ricevimento del ricorso si deve celebrare l’udienza
  4. Decisione entro 90 giorni dal ricorso e dispositivo da depositare lo stesso giorno dell’udienza
  5. Motivi della decisione entro 10 giorni

RICORSO COMUNE A TUTTE LE SEZIONI DEL TRIBUNALE FEDERALE

  • Motivi contro i capi della decisione impugnata
  • Domande nuove non sono ammissibili
  • Si possono produrre nuovi documenti

TRIBUNALE FEDERALE TERRITORIALE (Art. 92 e ss. CGS)

COMPETENZA:

  • Per i procedimenti instaurati su deferimento del Procuratore Federale per i campionati e le competizioni di livello territoriale, ai procedimenti riguardanti gli apparenti all’AIA che svolgono attività in ambito territoriale e alle altre previste dalle norme federali
  • Per le sanzioni di natura non economica irrogate o proposte dalla società ai loro tesserarti non professionisti e giovani, nonchè ai tecnici non professionisti.

PROCEDURA:

  1. Entro 10 giorni dall’atto di deferimento il Presidente, accertata l’avvenuta notifica alle parti, fissa l’udienza
  2. Entro 30 giorni dalla ricezione dell’atto di deferimento: udienza
  3. Documenti restano depositati fino a 3 giorni prima della data fissata per l’udienza
  4. Fino a 3 giorni prima dell’udienza possibilità di depositare memorie, istanze e documenti.
  5. 15 giorni liberi tra la fissazione dell’udienza e la celebrazione
  6. Decisione entro 90 giorni dal ricorso e dispositivo da depositare lo stesso giorno dell’udienza
  7. Motivi della decisione entro 10 giorni

4. CORTE FEDERALE D’APPELLO (art. 98 e ss. CGS)

COMPETENZA:

  • Procedimenti per revisione e revocazione
  • Su reclamo del Presidente Federale riguardante le decisioni adottate dal Giudice Sportivo nazionale e Territoriale, dalla Corte Sportiva d’appello Nazionale e Territoriale, dal Tribunale federale a livello territoriale e nazionale.
  • Su richiesta del Procuratore federale giudica in ordine alla sussistenza dei requisiti di eleggibilità dei candidati alle cariche federali e incompatibilità dei dirigenti federali
  • Su richiesta del Presidente federale, interpreta le norme statutarie e le altre norme federali, sempre che non si tratti di questioni all’esame di altri organi di giustizia sportiva
  • Altre competenze previste dalle norme federali.

PROCEDURA:

  1. Entro 7 giorni dalla pubblicazione o dalla comunicazione della decisione del Tribunale Federale: ricorso + contributo di giustizia da inviare a:

Corte Federale D’Appello

Controparte/i

  1. Entro da 10 giorni dal deposito del reclamo il Presidente della CFA fissa l’udienza
  2. Entro 30 giorni dal reclamo celebrazione dell’udienza
  3. Fino a 3 giorni prima dell’udienza possibilità di depositare memorie, istanze e documenti.
  4. 15 giorni liberi tra la fissazione dell’udienza e la celebrazione
  5. Udienza possibilità di essere ascoltati se richiesto
  6. Decisione entro 60 giorni dal ricorso e dispositivo da depositare lo stesso giorno dell’udienza
  7. Motivi della decisione entro 10 giorni

RICORSO ALLA CORTE FEDERALE D’APPELLO (Art. 71 CGS e art. 101 CGS)

  1. Motivi contro i capi della decisione impugnata
  2. Domande nuove non sono ammissibili
  3. Si possono produrre nuovi documenti

REVOCAZIONE E REVISIONE (Art. 63 e ss.)

PROCEDURA:

  • Presupposto: decisioni inappellabili o divenute irrevocabili
  • Impugnazione entro 30 giorni dal fatto o dal rinvenimento dei documenti se:
  • Se sono l’effetto del dolo di una delle parti in danno dall’altra
  • Se si è giudicato in base a prove riconosciute false dopo la decisione
  • Se a causa di forza maggiore o per fatto altrui, la parte non ha potuto presentare nel precedente procedimento documenti influenti ai fini del decidere
  • Se è stato omesso l’esame di un fatto decisivo che non si è potuto conoscere nel precedente procedimento, oppure sono sopravvenuti, dopo che la decisione è divenuta inappellabile, fatti nuovi la cui conoscenza avrebbe comportato una diversa pronuncia.
  • Se nel pretende procedimento è stato commesso dall’organo giudicante un errore di fatto risultante dagli atti e documenti della causa.
  • Non si può impugnare per revocazione la decisione resa nel giudizio di revocazione
  • Nelle decisioni irrevocabili è ammessa revisione quando:
  • Sopravvengono o si scoprono nuove prove che, sole o unite a quelle già valutate, dimostrano che il sanzionato doveva essere prosciolto
  • Vi sia inconciliabilità dei fatti posti a fondamento della decisione con quelli di altra decisione irrevocabile
  • Venga acclarata falsità in atti o in giudizio

SVOLGIMENTO DELLE INDAGINI (Art. 119 CGS)

  1. La notizia dell’illecito è iscritta entro 30 giorni dalla sua ricezione
  2. Entro 60 giorni termine delle indagini
  3. Supplemento d’indagine per 40 giorni
  4. Ulteriore supplemento d’indagine per 20 giorni 

5. CAMERA ARBITRALE (art. 134 e ss CGS)

COMPETENZA:

  • controversie di natura economica tra società professionistiche, anche in riferimento alle questioni riguardanti il risarcimento danni
  • controversie tra società pro e tesserati pro, che traggono origine dell’attività sportiva o associativa e abbiano carattere patrimoniale non oggetto ad accordi collettivi, eccezion fatta per quanto vietato dall’ordinamento statale
  • controversie riguardanti le pretese risarcitorie di tesserati nei confronti di società diverse da quella di appartenenza nei casi in cui venga riconosciuto in sede disciplinare

ESECUTIVITA’ DELLE DECISIONI ARBITRALI

  • Decorsi 20 giorni dal lodo senza che la parte obbligata abbia adempiuto allora l’altra parte può chiedere lo stato di morosità al Consiglio Federale
  • Il provvedimento di dichiarazione di morosità adottato dal Consiglio Federale nei confronti di affiliate o dei tesserati che siano soccombenti e non abbiano adempiuto, è trasmesso alla Procura Federale
  • Nel caso di impugnazione del lodo dinanzi all’autorità giudiziaria non sospende gli effetti dell’esecutività, né gli effetti della dichiarazione di morosità

6. COMUNICAZIONE DEGLI ATTI (art. 53 CGS)

INTRODUZIONE

  • Gli atti devono essere comunicati tramite posta elettronica certificata
  • Le società, all’atto dell’affiliazione o del rinnovo devono comunicare la PEC (condizione necessaria per l’affiliazione)
  • I tesserati professionisti, all’atto del tesseramento o del rinnovo devono comunicare la PEC, è condizione necessaria per il tesseramento
  • I tesserati delle società non professionistiche, all’atto del tesseramento o del rinnovo dello stesso comunicato la PEC della società per la quali si tessera (condizione per il tesseramento)

LE COMUNICAZIONI:

  1. Per le persone fisiche:
  • All’indirizzo di PEC del tesserato o della società. La società ha l’obbligo di comunicare al tesserato. In caso di mancata trasmissione al tesserato da parte della società, nei confronti della stesa possono essere inflitte una o più sanzioni
  • Se l’interessato non è più tesserato al momento dell’instaurazione del procedimento, all’indirizzo di posta elettronica certificata della società dell’ultimo tesseramento. La società ha l’obbligo di trasmettere la comunicazione all’interessato dando prova all’organo procedente.
  • All’indirizzo di posta elettronica certificata formalmente comunicato agli organi di giustizia sportiva ai fini del procedimento. L’indirizzo può essere modifica nel corso del procedimento con un atto separato notificato alle altre parti del procedimento ed alla segreteria
  1. Per le società
  • All’indirizzo di posta elettronica certificata comunicata dalla società all’atto dell’affiliazione o del rinnovo della stessa
  • All’indirizzo di posta elettronica certificata formalmente comunicato agli organi di giustizia sportiva ai fini del procedimento. L’indirizzo può essere modificato nel corso del procedimento solo con atto separato notificato alle altre parti del procedimento.

NORME TRANSITORIE (art. 142 CGS)

Il sistema delle comunicazioni attraverso la posta elettronica certificata entra in vigore per le società professionistiche e tesserati professionisti il 1.1.2020 mentre per le società dilettantistiche e i tesserati non professionisti entra in vigore dal 1.7.2020.

7. MEZZI DI PROVA

ASSUNZIONE (Art. 57 CGS)

Le prove possono essere valutate liberamente da parte degli organi di giustizia sportiva. Non possono essere ammessi mezzi di prova che non sono collegate al procedimento pendente e che riguardano materiale già acquisito o acquisito illecitamente che violano le norme procedimentali.

MEZZI AUDIOVISIVI (art. 58 CGS)

Le riprese televisive o i filmati di operatori ufficiali dell’evento concessionari della Federazione o delle Leghe o titolari di accordi di ritrasmissione possono essere acquisiti d’ufficio dal giudice o su istanza di un soggetto interessato

Gli organi di giustizia possono tramite una consulenza tecnica di un esperto, verificare che il materiale audiovisivo non sia stato oggetto di manomissione o migliorarne la qualità e la definizione.

Se il materiale audiovisivo è oggetto di manomissione viene dichiarato inammissibile e rinnova il contraddittorio.

TESTIMONIANZA (art. 60 CGS)

Gli organi di giustizia possono disporre la testimonianza di un soggetto se richiesto dalle parti o se reso necessario dal materiale acquisito.

Le parti possono richiedere l’ammissione di prove testimoniali, indicato a pena di inammissibilità e indicando i dati di individuazione e di recapito nonché i capitoli di prova.

L’organo giudicante decide sui testimoni

La testimonianza ha luogo in udienza

La testimonianza è condotta dall’organo giudicante.

MEZZI DI PROVA CONNESSE ALLE GARE (art. 61 CGS)

I rapporti degli ufficiali di gara e similari

Rimane granitico il principio che i rapporti degli ufficiali di gara o del Commissario di campo e i relativi eventuali supplementi fanno piena prova riguardo ai fatti accaduti ed il comportamento di tesserati in occasione dello svolgimento delle gare. Possono essere utilizzati anche gli atti di indagine della Procura Federale.

Utilizzo delle riprese televisive per sanzioni disciplinari

Gli organi della giustizia sportiva possono utilizzare come mezzo di priva le riprese televisive o altri filmati, che offrono piena garanzia tecnica e documentale, per sanzionare i tesserato laddove i documenti indicano quale ammonito, espulso o allontano un soggetto diverso dall’autore dell’infrazione.

Procedura riguardante condotte violente o gravemente antisportive o utilizzo di espressione blasfema non vista dall’arbitro o dal VAR

-Il Procuratore Federale fa prevenire al Giudice sportivo Nazionale una segnalazione riservata entro le ore 16 del giorno feriale successivo a quello della gara

  • Entro le ore 16 del giorno feriale successivo a quello della gara il tesserato direttamente interessato o la società ed il tesserato che non ha commesso o a commesso il fatto/i indicati può depositare presso l’ufficio del Giudice sportivo una richiesta per l’esame di filmati di documentata provenienza, che devono essere allegati alla richiesta. (Contributo di euro 100,00)
  • Si definisce condotta gravemente antisportiva:

1. La evidente simulazione da cui scaturisce l’assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra del calciatore che ha simulato.

2. La evidente simulazione che determina la espulsione diretta del calciatore avversario

3. La realizzazione di una rete colpendo volontariamente il pallone con la mano

4. L’impedire la realizzazione di una rete colpendo volontariamente il pallone con la mano.

  • Il Giudice sportivo nazionale può adottare provvedimenti sanzionatori avvalendosi di immagini che offrano piena garanzia tecnica e documentale
  • La procedura sopra descritta può essere applicata per le gare della Lega Pro, LND e SGS solo per: fatti di condotta violenza, l’utilizzo di espressione blasfema su segnalazione del Procuratore federale e dell’eventuale Commissario di campo.
  • La stessa procedura può essere applicata per fatti avvenuti all’interno dell’impianto di gioco.

MEZZI DI PROVA IN ALTRI PROCEDIMENTI (art. 62 CGS)

Procedimenti relativi al comportamento dei sostenitori delle squadre

I procedimenti si svolgono sulla base del rapporto degli ufficiali di gara, dei supplementi di udienza e sulle relazioni della Procura Federale, dei commissari di campo e devono essere trasmessi al Giudice sportivo entro le ore 14.00 del giorno successivo alla gara.

Procedimenti relativi alla regolarità dello svolgimento della gara

Si svolgono sulla base dei rapporti degli ufficiali di gara ed eventuali supplementi nonché di atti ufficiali trasmessi da organi della FIGC, delle Leghe, Divisioni e comitati. Quando è il procedimento è stato attivato su iniziativa di una società, si svolge sulla base delle deduzioni e ove previste dalle controdeduzioni delle parti

Procedimenti relativi alle infrazioni oggetto di denuncia o deferimento da parte della Procura Federale

Si svolgono sulla base degli elementi contenuti nel deferimento e nelle deduzioni difensive

Procedimenti relativi a sanzioni non economiche

I procedimenti conseguenti a sanzioni non economiche, proposte o irrogate dalla società nei confronti dei tesserati si svolge sulla base degli elementi contenuti nel corso e nelle controdeduzioni

CONSULENZA TECNICA (art. 59 CGS)

Gli organi di giustizia possono disporre una consulenza tecnica e sceglie un esperto terzo rispetto agli interessi in conflitto e cura il rispetto del contraddittorio.

Il parere è consegnato almeno 10 giorni prima dell’udienza ma il Presidente può abbreviare il termine.

Nei casi che investono il Giudice Sportivo il consulente tecnico trasmette il parere all’organo giudicante fino a 2 giorni prima dell’udienza o della data fissata per la decisione.

Le parti hanno la facoltà di avvalersi di consulenza tecnica di parte.

8. TABELLA CONTRIBUTO DI GIUSTIZIA (CU 162/A FIGC del 27.06.2019)

Tab. 1 – Ricorsi innanzi al Giudice Sportivo

SOGGETTO RICORRENTE/CONTRIBUTO

per le società appartenenti alla LNP Serie A

260,00 €

per le società appartenenti alla LNP Serie B

260,00 €

per le società appartenenti alla Lega PRO

180,00 €

per le società appartenenti alla Divisione Calcio Femminile

100,00 €

per le società appartenenti alla LND partecipanti ai Campionati Nazionali per le società appartenenti alla LND

100,00 €

partecipanti ai Campionati Regionali e Provinciali

78,00 €

per le società partecipanti ai Campionati SGS Nazionali

80,00 €

per le società appartenenti al SGS

52,00 €

Tab. 2 – Reclami dinanzi alla Corte Sportiva Territoriale

SOGGETTO RICORRENTE/ CONTRIBUTO

per le società appartenenti alla LND

partecipanti ai Campionati Regionali e Provinciali

130,00 €

per le società appartenenti al SGS

62,00 €

Tab. 3 -Reclami innanzi alla Corte Sportiva d’Appello a livello nazionale

SOGGETTO RICORRENTE / CONTRIBUTO

per le società appartenenti alla LNP Serie A

1.000,00 €

per le società appartenenti alla LNP Serie B

600,00 €

per le società appartenenti alla Lega PRO

400,00 €

per le società appartenenti alla Divisione Calcio Femminile

250,00 €

per le società LND partecipanti ai Campionati Nazionali

250,00 €

per le società LND partecipanti ai Campionati Juniores

180,00 €

per le società partecipanti ai Campionati SGS Nazionali

180,00 €

per le società non partecipanti ai Campionati Nazionali

180,00 €

Tab. 4 – Reclami innanzi alla Corte Federale di Appello

SOGGETTO RICORRENTE / CONTRIBUTO

per le società appartenenti alla LNP Serie A

1.000,00 €

per le società appartenenti alla LNP Serie B

600,00 €

per le società appartenenti alla Lega PRO

400,00 €

per le società appartenenti alla Divisione Calcio Femminile

250,00 €

per le società LND partecipanti ai Campionati Nazionali

250,00 €

per le società LND partecipanti ai Campionati Juniores

180,00 €

per le società partecipanti ai Campionati SGS Nazionali

180,00 €

per le società non partecipanti ai Campionati Nazionali

180,00 €

Tab. 5 – Reclami innanzi alla Corte Sportiva d’Appello a livello nazionale con procedura d’urgenza

SOGGETTO RICORRENTE / CONTRIBUTO

per le società appartenenti alla LNP Serie A

1.300,00 €

per le società appartenenti alla LNP Serie B

900,00 €

per le società appartenenti alla Lega PRO

600,00 €

per le società appartenenti alla Divisione Calcio Femminile

350,00 €

per le società LND partecipanti ai Campionati Nazionali

350,00 €

per le società LND partecipanti ai Campionati Juniores

330,00 €

per le società partecipanti ai Campionati SGS Nazionali

330,00 €

Ricorsi al Tribunale Federale Nazionale Sezione disciplinare (86 CGS)

1000,00 €

Ricorsi al Tribunale Federale a livello territoriale (94 CGS)

50,00 €

Tab. 6 – Ricorsi innanzi al Tribunale Federale Nazionale – Sezione Vertenze Economiche

SOGGETTO RICORRENTE / CONTRIBUTO

per le società appartenenti alla LNP Serie A

500,00 €

per le società appartenenti alla LNP Serie B

400,00 €

per le società appartenenti alla Lega PRO

300,00 €

per le società appartenenti alla Divisione Calcio Femminile

170,00 €

per le società appartenenti alla LND partecipanti ai Campionati Nazionali

170,00 €

per le società appartenenti alla LND

partecipanti ai Campionati Regionali e Provinciali

130,00 €

per le società appartenenti al SGS

78,00 €

Tab. 7 – Ricorsi innanzi al Tribunale Nazionale Federale – Sezione Tesseramenti

SOGGETTO RICORRENTE / CONTRIBUTO

per le società appartenenti alla LNP Serie A

600,00 €

per le società appartenenti alla LNP Serie B

400,00 €

per le società appartenenti alla Lega PRO

300,00 €

per le società appartenenti alla Divisione Calcio Femminile

170,00 €

per le società appartenenti alla LND partecipanti ai Campionati Nazionali

170,00 €

per le società appartenenti alla LND partecipanti ai Campionati Regionali e Provinciali

130,00 €

per le società appartenenti al SGS

78,00 €

Tab 8 – Ricorsi presentati direttamente e in proprio dai tesserati

SOGGETTO RICORRENTE /CONTRIBUTO

Di società appartenenti alla LNP Serie A

250,00 €

di società appartenenti alla LNP Serie B

250,00 €

di società appartenenti alla Lega PRO

180,00 €

per le società appartenenti alla Divisione Calcio Femminile

100,00 €

di società appartenenti alla LND partecipanti ai Campionati Nazionali

100,00 €

di società appartenenti alla LND partecipanti ai Campionati Nazionali Juniores

90,00 €

di società appartenenti alla LND partecipanti ai

Campionati Regionali e Provinciali

65,00 €

di società partecipanti ai campionanti SGS

31,00 €

Tab. 9 – Ricorsi presentati direttamente e in proprio dai tesserati con procedura d’urgenza

SOGGETTO RICORRENTE /CONTRIBUTO

Di società appartenenti alla LNP Serie A

330,00 €

di società appartenenti alla LNP Serie B

330,00 €

di società appartenenti alla Lega PRO

230,00 €

per le società appartenenti alla Divisione Calcio Femminile

130,00 €

di società appartenenti alla LND partecipanti ai Campionati Nazionali

130,00 €

di società appartenenti alla LND partecipanti ai Campionati Nazionali Juniores

110,00 €

di società partecipanti ai campionanti SGS Nazionali

90,00 €

Tab. 10 – Ricorsi presentati direttamente e in proprio dagli associati dell’Associazione Italiana Arbitri

SOGGETTO RICORRENTE / CONTRIBUTO

appartenenti ai ruoli CAN – A

250,00 €

appartenenti ai ruoli CAN – B

220,00 €

appartenenti ai ruoli CAN – PRO

180,00 €

appartenenti ai ruoli CAN D/CAN 5

100,00 €

appartenenti ai ruoli CAI

90,00 €

appartenenti ai ruoli Regionali

65,00 €

appartenenti ai ruoli Provinciali/Sezionali

31,00 €

Tab. 11 – Ricorsi presentati direttamente e in proprio dai Dirigenti federali dinanzi agli organi di giustizia sportiva

250,00 €

#Realtà virtuale e aumentata, quanto può essere utile per le #PMI

Realtà virtuale e aumentata, quanto può essere utile per le PMI (VIDEO)

Lo Studio Mainini & Associati punta ancora una volta sulla tecnologia

Magenta – Cosa sono e che differenze presentano la realtà virtuale e la realtà aumentata di cui tanto si sente parlare? Non solo le grandi aziende possono essere interessate a questa tecnologia che, infatti, sta prendendo piede in tanti settori, dalla progettazione alla manutenzione, dalla medicina alla formazione.

Ottimizzazione dei tempi, riduzione dei costi, efficacia: sono queste le caratteristiche principali emerse durante l’ultimo incontro che lo studio Mainini & Associati ha organizzato prima della pausa estiva proprio per approfondire questi temi, con gli esperti di Olivetti – Tim (VIDEO).

  • Interviste
  • all’ing. Nicolò Bargna Olivetti – Tim
  • all’avvocato Andrea Filippo Mainini
  • Del Gobbio Consigliere Regione Lombardia
  • Ing. Roberto Marseglia Consulente PMI
  • Il cardiochirurgo Musumeci nel nuovo spot Tim per il 5G

    Un cardiochirurgo protagonista del nuovo spot della Tim. Francesco Musumeci, siciliano, da oltre vent’anni primario all’ospedale San Camillo di Roma, è stato scelto per lanciare la nuova rete internet mobile.  Viene mostrato mentre lo interpellano i medici impegnati in un’operazione e lui può intervenire a distanza sfruttando la connessione

    Il ricavato è stato devoluto in beneficenza

Qualifica Federale UEFA per la conduzione tecnica delle squadre giovanili

Il Comunicato Ufficiale n°1 del 2 luglio u.s., la F.I.G.C. ha dato ulteriore attuazione al progetto di affidare la conduzione tecnica delle squadre giovanili esclusivamente ad istruttori qualificati.

In ossequio alle modifiche apportate nel 2018 alla parte II del Regolamento Settore Tecnico (C.U. FIGC n° 69 del 13.06.2018), La Federazione ha infatti stabilito con il primo Comunicato Ufficiale della stagione sportiva 2019/2020:

  • PER L’ATTIVITA’ DI BASE (Art. 1.1. lett. c – Conduzione tecnica delle squadre):

Le Società che svolgono attività di Settore Giovanile e Scolastico in almeno una delle categorie di base (Piccoli Amici, Primi Calci, Pulcini ed Esordienti) devono tesserare un Responsabile Tecnico dell’Attività di Base, con qualifica federale UEFA (UEFA PRO, UEFA-A, UEFA-B, UEFA Grassroots C) o Istruttore Giovani Calciatori (ante 1998) o Allenatore di III Categoria (ante 1998) rilasciata dal Settore Tecnico.”

Inoltre, a partire dalla stagione sportiva 2020/2021: “le Società che svolgono attività nelle categorie Piccoli Amici, Primi Calci, Pulcini ed Esordienti devono tesserare per ogni categoria di base almeno un allenatore con qualifica federale UEFA (UEFA PRO, UEFA-A, UEFA-B, UEFA Grassroots C) o Istruttore Giovani Calciatori (ante 1998) o Allenatore di III Categoria (ante 1998) rilasciata dal Settore Tecnico.”

Infine, nell’interesse dei più piccoli, la FIGC ha altresì decretato che: “Le squadre delle categorie Piccoli Amici e Primi Calci potranno essere allenate anche dai Preparatori Atletici qualificati dal Settore Tecnico o Laureati in Scienze Motorie o Diplomati ISEF. Il Responsabile Tecnico dell’Attività di Base, nell’ambito dell’attività della stessa società, può anche svolgere la funzione di Allenatore per le squadre giovanili o delle categorie di base della società; Il tesseramento del Responsabile Tecnico e dei Tecnici previsti deve essere effettuato e formalmente comunicato entro l’inizio dell’attività ufficiale.”.

  • PER L’ATTIVITA’ GIOVANILE AGONISTICA (Art 2.1. lett. f – Conduzione tecnica delle squadre):

U15 regionali: “Le squadre che partecipano al Campionato Regionale Giovanissimi hanno l’obbligo di utilizzare un allenatore abilitato dal Settore Tecnico con qualifica federale UEFA (UEFA PRO, UEFA-A, UEFA-B, UEFA Grassroots-C) o Istruttore Giovani Calciatori (ante 1998) o Allenatore di III Categoria (ante 1998), iscritto nei ruoli ufficiali dei tecnici e regolarmente tesserato per la stagione sportiva in corso. Il tesseramento dell’allenatore deve essere effettuato e formalmente comunicato entro l’inizio del campionato.”

U15 provinciali: “Le squadre che partecipano al Campionato Provinciale o Locale Giovanissimi hanno l’obbligo di utilizzare un allenatore abilitato dal Settore Tecnico con qualifica federale UEFA o Istruttore Giovani Calciatori (ante 1998) o Allenatore di III Categoria (ante 1998), iscritto nei ruoli ufficiali dei tecnici e regolarmente tesserato per la stagione sportiva in corso. Il tesseramento dell’allenatore deve essere effettuato e formalmente comunicato entro l’inizio del campionato.

Alla norma sopra riportata, la FIGC ha aggiunto SOLO per la categoria U15 provinciali che: “In presenza di casi particolari e di comprovate necessità, il Presidente del Comitato Regionale LND territorialmente competente, in accordo con il Presidente Regionale dell’AIAC, può presentare richiesta al Presidente del Settore Giovanile e Scolastico per l’utilizzo di tecnici non qualificati che abbiano comunque frequentato corsi CONI-FIGC. Le richieste pervenute verranno trasmesse al Settore Tecnico, con parere del Presidente del Settore Giovanile e Scolastico, per le relative determinazioni”.

I precetti sopra riportati intendono incidere “operativamente” sulla cura e sullo sviluppo delle categorie giovanili: l’obiettivo primario è infatti affidare la gestione e la conduzione tecnica di TUTTE le squadre giovanili a personale competente in grado di Educare i più giovani sia sotto il profilo Calcistico sia sotto quello Sportivo.

Avv. Alessio Biraghi

Erogazioni liberali deducibili e detraibili con il modello 730 Istruzioni compilazione

Le erogazioni liberali sono donazioni che i contribuenti possono effettuare nei confronti di Onlus, Università e Scuole, Ricerca, Sport, Chiesa o altro Istituto Religioso autorizzato, al fine di sostenere economicamente il proseguo dell’impegno sociale, civile, scientifico portato avanti da queste Onlus, enti ed organizzazioni.

Ai contribuenti che sostengono con le erogazioni liberali 2019 determinate categorie di enti di particolare rilevanza sociale, il nostro ordinamento riconosce loro delle agevolazioni fiscali sia sotto forma di detrazioni d’imposta che di deduzioni dal reddito imponibile Irpef.

Nello specifico parliamo di oneri detraibili 2019 che incidono (in percentuale) direttamente sull’imposta lorda, riducendo di fatto l’imposta dovuta dal contribuente e gli oneri deducibili che sono le spese che possono essere portate in diminuzione dal reddito complessivo rilevante ai fini Irpef, prima del calcolo dell’imposta.

Poi ci sono altre agevolazioni fiscali, quelle riservate alle imprese che effettuano erogazioni liberali 2019 che consentono loro di ridurre il reddito imponibile IRES.

Erogazioni liberali: cosa sono?

Secondo la definizione fiscale, dei versamenti spontanei effettuati a favore di organizzazioni non-profit, tipo Onlus, e di istituzioni religiose, commerciali e non commerciali da parte di cittadini privati e soggetti giuridici. Le erogazioni liberali, consentono a chi le effettua, di ottenere benefici fiscali quali deduzione o detrazione fiscale su quanto donato.

 Le erogazioni liberali deducibili sono quelle effettuate a:

Onlus, associazioni di promozione sociale; fondazioni e associazioni per la tutela dei beni storico-artistici e paesaggistici e per la ricerca scientifica; per le organizzazioni non governative (Ong) operanti nei Paesi in via di sviluppo, per le quali è ammessa la deduzione aggiuntiva fino al 2% ma solo se la spesa è stata effettuata tramite bonifico postale o bancario, carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari, o una detrazione di i​​​mposta del 19%, sono deducibili al 10% per un massimo di 70mila euro.

  • istituzioni religiose: sono deducibili fino a 1.032,91;
  • Università; fondazioni universitarie; enti di ricerca pubblici; enti parco.​

Le erogazioni liberali detraibili al 26%, sono invece:

ONLUS delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, nei Paesi non appartenenti all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), fino ad un massimo di 30.000 euro;

partiti e movimenti politici, tra 30 e 30.00​​​0 euro.

Le erogazioni detraibili al 19%, sono: società di mutuo soccorso, per i contributi versati dai soci, fino a 1.291,14 euro;​ attività culturali e artistiche​​​​; fondazioni operanti nel settore musicale per un importo fino al 2% del reddito e in alcuni casi particolari anche al 30%; associazioni sportive dilettantistiche, fino a 1.500 euro;

Istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari, a condizione che tali erogazioni vengano effettuate tramite versamento postale o bancario o con carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari; associazioni di promozione sociale, fino a 2.065,83 euro;​

Società di cultura La Biennale di Venezia, per un importo fino al 30 per cento del reddito complessivo;

Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato, a condizione che tali erogazioni vengano effettuate tramite versamento postale o bancario; spese relative ai beni soggetti a regime vincolistico, detrazione cumulabile con quella del 50 per cento per le spese di ristrutturazione, ma in questo caso ridotta del 50 per cento​.

enti o istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni nel settore dello spettacolo, fino al 2% del reddito; popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari: fino a 2.068.83 euro.

Erogazioni liberali 2019 ONLUS e partiti politici: sono state introdotte diverse novità in tema di erogazioni liberali, e nello specifico per quelle effettuate dai contribuenti a favore delle Onlus.

Per tali organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con D.P.C.M., nei Paesi non appartenenti all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), è stato aumentato il limite massimo di spesa che passa da euro 2.065 ad euro 30.000 e per le quali spetta una detrazione pari al 26%. Stesso beneficio anche per la deduzione delle erogazioni liberali in denaro il cui limite passa a euro 30.000 o al 2% del reddito d’impresa dichiarato, a favore delle Onlus, a partire dalle donazioni effettuate dal 1° gennaio dello scorso anno.

Pertanto sulle erogazioni liberali 2019 Onlus, spetta detrazione pari al 26%; per un massimo di spesa di 30mila euro.

Erogazioni liberali 2019 detraibili al 26%:

Erogazioni liberali per cui spetta detrazione al 26%: Le erogazioni liberali effettuate dalle persone fisiche nel corso del 2018 vanno inserite nella dichiarazione dei redditi con modello 730 2019 o modello Redditi, Unico Pf 2019 sia che si tratti di una detrazione di imposta che di una deduzione dal reddito imponibile, la cui scelta è lasciata al contribuente.

Ai fini di dichiarazione dei redditi, la donazione va semplicemente dichiarata senza che vi sia la necessità di allegare alcuna documentazione di spesa, la quale però va conservata dal contribuente fino al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione del 730 o Unico, ed esibita qualora venga richiesta dall’Agenzia delle Entrate, in sede di controllo ed accertamento della dichiarazione.

Tra le novità più importanti in termini di erogazioni liberali, c’è stato l’aumento della detrazione di imposta che passa dal 24 al 26% a favore delle Onlus e dei partiti politici (righi da E8 a E10) detraibili per importi compresi tra 30 e 30.000 euro.

Erogazioni liberali 730 compilazione modello, i codici:

AI fini di dichiarazione delle erogazioni liberali sostenute dal contribuente nel corso del 2018, le spese vanno dichiarate in occasione della dichiarazione dei redditi con il modello 730 o Unico. Se il contribuente ha i requisiti per presentare la dichiarazione dei redditi con modello 730 e sceglie di dichiarare l’erogazione liberale da lui sostenuta come detrazione di imposta, ovvero, come spesa detraibile il modello va compilato inserendo i seguenti codici da 20 a 31:

  • Codice 20 per le erogazioni liberali in denaro, per un importo non superiore a 2.065,83 euro annui, a favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari, anche se avvenuti in altri Stati. Si ricorda che il contribuente nel verificare il limite di spesa, deve tener conto anche dell’importo indicato con il codice ‘41’ nei righi da E8 a E12 e le erogazioni devono essere effettuate con pagamenti tracciabili quali bonifici, carta di credito, assegno ecc.
  • Codice 21 erogazioni liberali in denaro effettuate a favore delle società e associazioni sportive dilettantistiche. L’importo da indicare non può essere superiore a 1.500,00 euro.
  • Codice 22 erogazioni liberali alle società di mutuo soccorso come contributi associativi versati dai soci alle suddette società, la cui detrazione spetta solo per i contributi da loro versati e fino ad un importo massimo di 1.291,14 euro.
  • Codice 23 erogazioni liberali a favore delle associazioni di promozione sociale, limite importo pari a 2.065,83 euro.
  • Le erogazioni indicate con i codici 21, 22 e 23 devono essere effettuate con versamento postale o bancario, o con carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari.
  • Per le erogazioni liberali effettuate tramite carta di credito è sufficiente la tenuta e l’esibizione, in caso di eventuale richiesta dell’amministrazione finanziaria, dell’estratto conto della società che gestisce la carta.
  • Codice 24 erogazioni in denaro, a favore della Società di cultura  ”La Biennale di Venezia”, detrazione spettante calcolata dal sostituto di imposta o intermediario, su un importo non superiore al 30% reddito complessivo.
  • Codice 25 spese relative ai beni soggetti a regime vincolistico. Si tratta delle spese sostenute dai contribuenti obbligati alla manutenzione, protezione o restauro dei beni soggetti a regime vincolistico, secondo le disposizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio nella misura effettivamente rimasta a carico.
  • Codice 26 erogazioni liberali in denaro a favore delle attività culturali ed artistiche dello Stato, Regioni, Enti locali, istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni senza scopo di lucro. La detrazione spetta solo se la stessa non è ricompresa nell’art – bonus che va indicato nel rigo G9.
  • Codice 27 erogazioni liberali a favore degli enti dello spettacolo. Chi presta l’assistenza fiscale calcolerà la detrazione spettante su un importo non superiore al 2 per cento del reddito complessivo e solo se non rientra nel cd. art. bonus.
  • Codice 28 erogazioni liberali in denaro a favore di fondazioni operanti nel settore musicale, spetta detrazione fino al 2% aumentabile al 30% in casi particolari che non devono rientrare nell’art bonus.
  • Codice 31 erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro. La detrazione spetta solo se la donazione viene effettuata tramite versamento postale o bancario o con carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari.
  • Codice 61 che prevede la detrazione del 26% per le erogazioni liberali in denaro per un importo non superiore a 30.000 euro annui a favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus), delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati (detrazione del 26%);
  • Codice 71 che prevede la detrazione del 30% per le erogazioni liberali in denaro o in natura a favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus) e delle associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale, per un importo complessivo in ciascun periodo d’imposta non superiore a 30.000 euro;
  • Codice 76 detrazione del 35% per le erogazioni liberali a favore delle organizzazioni del volontariato, per un importo complessivo in ciascun periodo d’imposta non superiore a 30.000 euro.
  •  
  • Erogazioni liberali 730 con detrazione al 26% righi da E8 a E10
  • I codici da indicare nei righi da E8 a E10, che identificano le spese per le quali spetta la detrazione del 26% sono i seguenti:
  • Codice 41 erogazioni liberali in denaro per un importo non superiore a 2.065 euro annui a favore di ONLUS, iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati. Il contribuente deve verificare il limite di spesa tenendo conto anche dell’importo indicato con il codice 20 nei righi da E8 a E10.
  •  Importante: Per le liberalità alle ONLUS e alle associazioni di promozione sociale erogate nel 2018 il contribuente può scegliere in alternativa di avvalersi della detrazione o della deduzione.
  •  Codice 42 erogazioni liberali in denaro in favore dei partiti politici, associazioni promotrici per importi compresi tra 30 euro e 30.000 euro. Le erogazioni devono essere effettuate con mezzi di pagamento tracciabili.
  •  Erogazioni liberali deducibili modello 730 2019:
  • Erogazioni liberali deducibili 730: I contribuenti che hanno effettuato erogazioni liberali nel corso del 2018 devono dichiarare la spesa nel modello 730 anno 2019 per beneficiare delle deduzioni fiscali 2019 spettanti. Per dichiarare la spesa deducibile per le erogazioni liberali vanno compilati i seguenti righi:
  • Rigo E24 modello 730 Contributi ed erogazioni a favore di istituzioni religiose codice 1:
  • Istituto centrale per il sostentamento del clero della Chiesa cattolica italiana
  • Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno.
  • Ente morale Assemblee di Dio in Italia.
  • Chiesa Evangelica Valdese, Unione delle Chiese metodiste e valdesi.
  • Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia.
  • Chiesa Evangelica Luterana in Italia e Comunità a essa collegate.
  • Unione delle Comunità ebraiche italiane, per cui sono deducibili anche i contributi annuali;
  • Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale.
  • Ente patrimoniale della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni.
  • Chiesa Apostolica in Italia ed enti e opere da essa controllati.
  • Unione Buddhista Italiana e gli organismi civilmente riconosciuti da essa rappresentati.
  • Unione Induista Italiana e gli organismi civilmente riconosciuti da essa rappresentati. In questo caso la deduzione spetta fino ad un importo di 1.032,91 euro da documentate in in caso di accertamento fiscale sul modello 730 con le ricevute di versamento tracciabile.
  • Codice 2 Contributi, donazioni a favore delle ONG: spetta deduzione del 2% del reddito complessivo.
  • Codice 3 erogazioni liberali in denaro o in natura a favore di Onlus: il contribuente deve decidere alternativamente se fruire della detrazione al 26% riservata alle Onlus o al 19% per le associazioni di promozione sociale o optare per la deduzione dal reddito.
  • Codice 4 erogazioni liberali in denaro a favore di enti universitari, di ricerca pubblica e vigilati, e enti parco regionali e nazionali.
  • Codice 5 somme che in precedenti periodi d’imposta sono state assoggettate a tassazione, anche separata, e che nel 2016 sono state restituite all’ente che le ha erogate.

 

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