#DLCuraItalia _ Aiuti alle Imprese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le misure per famiglie e lavoratori 3 Il DL “Cura Italia” 3 Attuazione del Fondo solidarietà mutui “prima casa”, c.d. “Fondo Gasparrini” 3

Le misure per famiglie e lavoratori 
Il DL “Cura Italia” 
1. Attuazione del Fondo solidarietà mutui “prima casa”, c.d. “Fondo Gasparrini”
2. Incentivi fiscali per erogazioni liberali per il sostegno dell’emergenza da Covid-19
3. Proroga dei termini di presentazione delle domande di disoccupazione agricola nel 2020
4. Proroga dei termini in materia di disoccupazione NASpI e DIS-COLL
5 Multe, Rc auto e contributi lavoratori domestici
6 Revisione auto e documenti d’identità
7 Premio ai lavoratori dipendenti

8. Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore privato, i lavoratori iscritti alla Gestione separata e i lavoratori autonomi, per emergenza COVID – 19

9. Estensione durata permessi retribuiti Legge 104

10. Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore pubblico, nonché bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per i dipendenti del settore sanitario pubblico e privato accreditato
Indennità

Le misure per famiglie e lavoratori
Il DL “Cura Italia”
Il Governo ha attuato un nuovo decreto legge, il “Cura Italia”, contenente misure economiche destinate a famiglie, imprese e lavoratori per fronteggiare l’emergenza che sta interessando il territorio nazionale a causa del Covid-19. Analizziamo nel dettaglio le disposizioni del DL n.18/2020 riservate a famiglie e lavoratori.
Attuazione del Fondo solidarietà mutui “prima casa”, c.d. “Fondo Gasparrini”
Tale Fondo di solidarietà consente ai titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa, di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate, fino a 18 mesi, al verificarsi di specifiche situazioni di temporanea difficoltà.
Fino al 18 dicembre 2020 (9 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto) possono accedere al Fondo anche i lavoratori autonomi e i liberi professionisti.
Tali soggetti dovranno autocertificare di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus.

NOTA BENE – Per l’accesso al Fondo non è richiesta la presentazione dell’ISEE.

Nel caso di mutui concessi da intermediari bancari o finanziari, il Fondo istituito per i mutui prima casa, su richiesta del mutuatario che intende avvalersi della facoltà di sospendere il pagamento delle rate, presentata per il tramite dell’intermediario medesimo, provvede al pagamento degli interessi compensativi nella misura pari al 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione.

Incentivi fiscali per erogazioni liberali per il sostegno dell’emergenza da Covid-19
Le erogazioni liberali in denaro e natura, a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza epidemiologica da COVID-19, effettuate da effettuate dalle persone fisiche, a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro spetta una detrazione dall’imposta lorda ai fini dell’imposta sul reddito pari al 30%. La detrazione non può essere di importo superiore a 30.000 euro.
Proroga dei termini di presentazione delle domande di disoccupazione agricola nel 2020
Per gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato e per le figure equiparate di cui all’art. 8 della legge 12 marzo 1968, n. 334, ovunque residenti o domiciliati sul territorio nazionale, il termine per la presentazione delle domande di disoccupazione agricola (che, secondo la normativa vigente deve essere presentata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione, pena la decadenza dal diritto) è prorogato, solo per le domande in competenza 2019, al 1° giugno 2020.
Proroga dei termini in materia di disoccupazione NASpI e DIS-COLL
Sono allungati da 68 a 128 giorni i termini di decadenza per la presentazione delle domande di disoccupazione NASpI e DIS-COLL per gli eventi di cessazione involontaria dall’attività lavorativa verificatisi nell’anno 2020.
OSSERVA – per le domande presentate oltre il termine ordinario viene fatta salva la decorrenza della prestazione dal 68° giorno successivo alla data di cessazione involontaria del rapporto di lavoro. Sono ampliati altresì di 30 giorni i termini previsti per la presentazione della domanda di incentivo all’autoimprenditorialità nonché i termini per l’assolvimento degli obblighi informativi posti a carico del lavoratore.

Multe, Rc auto e contributi lavoratori domestici
Considerati l’evolversi della situazione epidemiologica COVID-19 e il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia con il costante incremento dei casi su tutto il territorio nazionale, al fine di consentire il rispetto delle norme igienico-sanitarie previste dalla vigente normativa volte a contenere il diffondersi della pandemia, in via del tutto eccezionale e transitoria, il pagamento delle multe stradali, dal 17 marzo e fino al 31 maggio 2020, è ridotta del 30 per cento se il pagamento è effettuato entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione della violazione.
Fino al 31 luglio 2020
il termine entro cui l’impresa di assicurazione è tenuta a mantenere operante la garanzia prestata con il contratto assicurativo fino all’effetto della nuova polizza, è prorogato di ulteriori 15 giorni. Pertanto, le polizze saranno valide un mese oltre la scadenza.
Sono sospesi i termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020.
Non si fa luogo al rimborso dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria già versati. I versamenti sospesi andranno effettuati entro il 10 giugno 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.
Revisione auto e documenti d’identità
In considerazione dello stato di emergenza nazionale è autorizzata fino al 31 ottobre 2020 la circolazione dei veicoli da sottoporre entro il 31 luglio 2020 alle attività di visita e prova ovvero alle attività di revisione.
La validità ad ogni effetto dei documenti di riconoscimento e di identità, rilasciati da amministrazioni pubbliche, scaduti o in scadenza successivamente 17 marzo 2020 è prorogata al 31 agosto 2020.
La validità ai fini dell’espatrio resta limitata alla data di scadenza indicata nel documento.

Ai lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, che possiedono un reddito complessivo non superiore a 40.000 euro nell’anno precedente, i quali, durante il periodo di emergenza sanitaria COVID-19, continuino a prestare servizio nella propria sede di lavoro nel mese di marzo 2020, spetta un premio che non concorre alla formazione del reddito, pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese.
L’incentivo è riconosciuto in via automatica a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile e comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno.
I sostituti d’imposta recuperano il premio erogato mediante l’istituto della compensazione.
Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore privato, i lavoratori iscritti alla Gestione separata e i lavoratori autonomi, per emergenza COVID -19
Per fronteggiare l’emergenza sanitaria e in conseguenza dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, il Governo ha istituito speciali congedi validi per:
 i lavoratori dipendenti del settore privato,
 i lavoratori iscritti alla Gestione separata
 i lavoratori autonomi.
Limitatamente all’anno 2020, a decorrere dal 5 marzo e per un periodo continuativo o frazionato comunque non superiore a 15 giorni, viene concesso:

OSSERVA – la medesima indennità è estesa ai genitori lavoratori autonomi iscritti all’INPS ed è commisurata, per ciascuna giornata indennizzabile, al 50 per cento della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto.
La fruizione del congedo è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori, per un totale complessivo di 15 giorni, ed è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.
NOTA BENE – Il limite di età di cui dei 12 anni non si applica in riferimento ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale

I genitori, lavoratori dipendenti del settore privato con figli minori, di età compresa tra i 12 e i 16 anni, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito, in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, hanno diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa. Il datore di lavoro è tenuto ad osservare il divieto di licenziamento e il diritto alla conservazione del posto di lavoro.
Le disposizioni descritte trovano applicazione anche nei confronti dei genitori affidatari.
In alternativa ai congedi, a decorrere da 17 marzo 2020, è prevista la possibilità di scegliere la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 600 euro. Il bonus viene erogato mediante il libretto famiglia.

Le modalità operative per accedere al congedo, ovvero, al bonus saranno stabilite dall’INPS previa apposita circolare operativa.
Estensione durata permessi retribuiti Legge 104
Viene incrementato il numero di giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui all’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di ulteriori complessive 12 giornate condizionandone, però, la fruizione nei mesi di marzo e aprile 2020.
Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore pubblico, nonché bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per i dipendenti del settore sanitario pubblico e privato accreditato
Le misure già previste dall’art. 23, commi 1, 2, 4, 5, 6 e 7, per i genitori lavoratori del settore privato vengono estesi anche a quelli del settore pubblico.
Per i lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori sociosanitari, nonché dipendenti dalla Polizia di Stato, il bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per l’assistenza e la sorveglianza dei figli minori fino a 12 anni di età, in alternativa ai congedi parentali straordinari retribuiti, è riconosciuto nel limite massimo complessivo di 1.000,00 euro.

Indennità
È riconosciuta un’indennità una tantum di ammontare pari a 600 euro in favore delle seguenti categorie di lavoratori:
+ liberi professionisti titolari di partita iva (attiva alla data del 23 febbraio 2020) e lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (attivi alla medesima data), iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della n. 335/1995, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
+ co.co.co. che svolgono attività in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche;
+ lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
+ lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto, non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente alla medesima data;
+ operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo;
+ lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione Le indennità non concorrono alla formazione del reddito ai sensi del D.P.R. n. 917/1986 (TUIR), non sono tra esse cumulabili e non sono riconosciute ai percettori di reddito di cittadinanza.
Le indennità sono erogate dall’INPS previa presentazione di apposita dLe misure per famiglie e lavoratori 3
Il DL “Cura Italia” 3
Attuazione del Fondo solidarietà mutui “prima casa”, c.d. “Fondo Gasparrini” 3
Incentivi fiscali per erogazioni liberali per il sostegno dell’emergenza da Covid-19
Proroga dei termini di presentazione delle domande di disoccupazione agricola nel 2020
Proroga dei termini in materia di disoccupazione NASpI e DIS-COLL 4
Multe, Rc auto e contributi lavoratori domestici 5
Revisione auto e documenti d’identità 5
Premio ai lavoratori dipendenti 6

Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore privato, i lavoratori iscritti alla Gestione separata e i lavoratori autonomi, per emergenza COVID -19

Estensione durata permessi retribuiti Legge 104

Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore pubblico, nonché bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per i dipendenti del settore sanitario pubblico e privato accreditato

Indennità

Le misure per famiglie e lavoratori
Il DL “Cura Italia”
Il Governo ha attuato un nuovo decreto legge, il “Cura Italia”, contenente misure economiche destinate a famiglie, imprese e lavoratori per fronteggiare l’emergenza che sta interessando il territorio nazionale a causa del Covid-19. Analizziamo nel dettaglio le disposizioni del DL n.18/2020 riservate a famiglie e lavoratori.
Attuazione del Fondo solidarietà mutui “prima casa”, c.d. “Fondo Gasparrini”
Tale Fondo di solidarietà consente ai titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa, di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate, fino a 18 mesi, al verificarsi di specifiche situazioni di temporanea difficoltà.
Fino al 18 dicembre 2020 (9 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto) possono accedere al Fondo anche i lavoratori autonomi e i liberi professionisti.
Tali soggetti dovranno autocertificare di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus.

NOTA BENE – Per l’accesso al Fondo non è richiesta la presentazione dell’ISEE.

Nel caso di mutui concessi da intermediari bancari o finanziari, il Fondo istituito per i mutui prima casa, su richiesta del mutuatario che intende avvalersi della facoltà di sospendere il pagamento delle rate, presentata per il tramite dell’intermediario medesimo, provvede al pagamento degli interessi compensativi nella misura pari al 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione.

Incentivi fiscali per erogazioni liberali per il sostegno dell’emergenza da Covid-19
Le erogazioni liberali in denaro e natura, a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza
epidemiologica da COVID-19, effettuate da effettuate dalle persone fisiche, a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro spetta una detrazione dall’imposta lorda ai fini dell’imposta sul reddito pari al 30%. La detrazione non può essere di importo superiore a 30.000 euro.
Proroga dei termini di presentazione delle domande di disoccupazione agricola nel 2020
Per gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato e per le figure equiparate di cui all’art. 8 della legge 12 marzo 1968, n. 334, ovunque residenti o domiciliati sul territorio nazionale, il termine per la presentazione delle domande di disoccupazione agricola (che, secondo la normativa vigente deve essere presentata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione, pena la decadenza dal diritto) è prorogato, solo per le domande in competenza 2019, al 1° giugno 2020.
Proroga dei termini in materia di disoccupazione NASpI e DIS-COLL
Sono allungati da 68 a 128 giorni i termini di decadenza per la presentazione delle domande di disoccupazione NASpI e DIS-COLL per gli eventi di cessazione involontaria dall’attività lavorativa verificatisi nell’anno 2020.
OSSERVA – per le domande presentate oltre il termine ordinario viene fatta salva la decorrenza della prestazione dal 68° giorno successivo alla data di cessazione involontaria del rapporto di lavoro. Sono ampliati altresì di 30 giorni i termini previsti per la presentazione della domanda di incentivo all’autoimprenditorialità nonché i termini per l’assolvimento degli obblighi informativi posti a carico del lavoratore.

Multe, Rc auto e contributi lavoratori domestici
Considerati l’evolversi della situazione epidemiologica COVID-19 e il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia con il costante incremento dei casi su tutto il territorio nazionale, al fine di consentire il rispetto delle norme igienico-sanitarie previste dalla vigente normativa volte a contenere il diffondersi della pandemia, in via del tutto eccezionale e transitoria, il pagamento delle multe stradali, dal 17 marzo e fino al 31 maggio 2020, è ridotta del 30 per cento se il pagamento è effettuato entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione della violazione.
Fino al 31 luglio 2020
il termine entro cui l’impresa di assicurazione è tenuta a mantenere operante la garanzia prestata con il contratto assicurativo fino all’effetto della nuova polizza, è prorogato di ulteriori 15 giorni. Pertanto, le polizze saranno valide un mese oltre la scadenza.
Sono sospesi i termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020.
Non si fa luogo al rimborso dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria già versati. I versamenti sospesi andranno effettuati entro il 10 giugno 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.
Revisione auto e documenti d’identità
In considerazione dello stato di emergenza nazionale è autorizzata fino al 31 ottobre 2020 la circolazione dei veicoli da sottoporre entro il 31 luglio 2020 alle attività di visita e prova ovvero alle attività di revisione.
La validità ad ogni effetto dei documenti di riconoscimento e di identità, rilasciati da amministrazioni pubbliche, scaduti o in scadenza successivamente 17 marzo 2020 è prorogata al 31 agosto 2020.
La validità ai fini dell’espatrio resta limitata alla data di scadenza indicata nel documento.

Ai lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, che possiedono un reddito complessivo non superiore a 40.000 euro nell’anno precedente, i quali, durante il periodo di emergenza sanitaria COVID-19, continuino a prestare servizio nella propria sede di lavoro nel mese di marzo 2020,
 spetta un premio che non concorre alla formazione del reddito, pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese.
L’incentivo è riconosciuto in via automatica a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile e comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno.
I sostituti d’imposta recuperano il premio erogato mediante l’istituto della compensazione.
Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore privato, i lavoratori iscritti alla Gestione separata e i lavoratori autonomi, per emergenza COVID -19
Per fronteggiare l’emergenza sanitaria e in conseguenza dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, il Governo ha istituito speciali congedi validi per:
 i lavoratori dipendenti del settore privato,
 i lavoratori iscritti alla Gestione separata
 i lavoratori autonomi.
Limitatamente all’anno 2020, a decorrere dal 5 marzo e per un periodo continuativo o frazionato comunque non superiore a 15 giorni, viene concesso:

OSSERVA – la medesima indennità è estesa ai genitori lavoratori autonomi iscritti all’INPS ed è commisurata, per ciascuna giornata indennizzabile, al 50 per cento della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto.
La fruizione del congedo è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori, per un totale complessivo di 15 giorni, ed è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.
NOTA BENE – Il limite di età di cui dei 12 anni non si applica in riferimento ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale

I genitori, lavoratori dipendenti del settore privato con figli minori, di età compresa tra i 12 e i 16 anni, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito, in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, hanno diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa. Il datore di lavoro è tenuto ad osservare il divieto di licenziamento e il diritto alla conservazione del posto di lavoro.
Le disposizioni descritte trovano applicazione anche nei confronti dei genitori affidatari.
In alternativa ai congedi, a decorrere da 17 marzo 2020, è prevista la possibilità di scegliere la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 600 euro. Il bonus viene erogato mediante il libretto famiglia.

Le modalità operative per accedere al congedo, ovvero, al bonus saranno stabilite dall’INPS previa apposita circolare operativa.
Estensione durata permessi retribuiti Legge 104
Viene incrementato il numero di giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui all’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di ulteriori complessive 12 giornate condizionandone, però, la fruizione nei mesi di marzo e aprile 2020.
Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore pubblico, nonché bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per i dipendenti del settore sanitario pubblico e privato accreditato
Le misure già previste dall’art. 23, commi 1, 2, 4, 5, 6 e 7, per i genitori lavoratori del settore privato vengono estesi anche a quelli del settore pubblico.
Per i lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori sociosanitari, nonché dipendenti dalla Polizia di Stato, il bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per l’assistenza e la sorveglianza dei figli minori fino a 12 anni di età, in alternativa ai congedi parentali straordinari retribuiti, è riconosciuto nel limite massimo complessivo di 1.000,00 euro.

Indennità
È riconosciuta un’indennità una tantum di ammontare pari a 600 euro in favore delle seguenti categorie di lavoratori:
+ liberi professionisti titolari di partita iva (attiva alla data del 23 febbraio 2020) e lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (attivi alla medesima data), iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della n. 335/1995, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
+ co.co.co. che svolgono attività in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche;
+ lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
+ lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto, non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente alla medesima data;
+ operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo;
+ lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione Le indennità non concorrono alla formazione del reddito ai sensi del D.P.R. n. 917/1986 (TUIR), non sono tra esse cumulabili e non sono riconosciute ai percettori di reddito di cittadinanza.
Le indennità sono erogate dall’INPS previa presentazione di apposita domanda.

Lo Studio ringrazia per l’attenzione riservatagli e rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento, riservandosi la facoltà di tenervi costantemente aggiornati sulle novità e relativi adempimenti di Vostro interesse. Distinti saluti.

Pagamenti e scadenze dei Canoni di Locazione

Le conseguenze dei Decreti del Presidente del Consiglio si iniziano a sentire anche sotto il profilo economico.
Molte attività sono state costrette a chiudere senza preavviso alcuno. Tutto si è fermato tranne i pagamenti e scadenze collegate all’attività ed in particolare i canoni di locazione.
Nel caso in cui la locazione riguardi immobili commerciali, immobili che hanno  dovuto subire un arresto forzato dell’attività quindi una chiusura dettata da  cause di forza maggiore sarà possibile, mediante una comunicazione da inviare alla proprietà chiedere la sospensione e/o la riduzione del canone di locazione.
Gli artt. 1218,1256,1258 e 1464 del codice civile (a seconda dei singoli e specifici casi) se correttamente applicati consentono di ottenere la sospensione del versamento del canone e/o la riduzione del canone stesso.
Ovviamente, andrà valutato caso per caso i primo fra tutti andrà esaminato il testo contrattuale del rapporto locatizio.
Medesimo discorso vale anche per tutti gli altri contratti (vendita, fornitura somministrazione di servizi, appalto ecc …): occorrerà valutare anche qui caso  per caso se il contratto sottoscritto tra le parti contempli una clausola di forza maggiore e/o comunque valutare se la pandemia in corso abbia influito ed in che misura, sul mancato corretto adempimento della prestazione contrattuale
applicando la normativa generale sui contratti ovvero la Legge applicabile.

STUDIO MAININI & ASSOCIATI

IL COLLEGIO SINDACALE – brevi note

La funzione di controllo nelle società commerciali che adottano il modello tradizionale è suddivisa tra il collegio sindacale, organo interno ed il revisore legale dei conti, organo esterno.

Il collegio sindacale si pone ai vertici dei sistemi di controllo.

Infatti, il collegio sindacale resta il depositario della funzione di controllo in senso stretto, come funzione autonoma e distinta da quella amministrativa/gestoria, di qui la necessità di una assoluta indipendenza rispetto all’organo amministrativo (2399 c.c.).

Espressione della indipendenza sono le regole dettate in tema di nomina, retribuzione e poteri ispettivi e nelle società quotate addirittura un potere di spesa laddove, per lo svolgimento dei propri compiti, il collegio può avvalersi della collaborazione dei dipendenti della società.

Insomma il collegio sindacale è il prototipo dell’organo di controllo ad esso il dovere/potere di verificare, valutare, esprimere giudizi sulla attività amministrativa sia successiva all’agire dell’organo amministrativo sia concomitante all’adozione dei deliberati, ben potendo (rectius avendo il dovere di) partecipare ai consigli di amministrazione ed ai comitati esecutivi.

Per tali ragioni i sindaci, che devono adempiere ai propri doveri con diligenza professionale, sono solidalmente responsabili con gli amministratori per gli atti di mala gestio da questi compiuti se il danno non si sarebbe prodotto ove avessero vigilato in conformità dei propri doveri(art.2407 co.2 cod. civ.)

E – Cass. 18770/2019 – ricorre il nesso causale tra la condotta inerte dei sindaci e l’illecito perpetrato dagli amministratori quanto alla responsabilità dei primi, “allorchè l’attivazione avrebbe potuto impedire l’evento, anche con riguardo alla sua protrazione, reiterazione o aggravamento” tenuto conto delle iniziative, cui sopra si accennava, che il sindaco può assumere nell’esercizio dei propri poteri-doveri.

Iniziative:

– ai sensi dell’art. 2403 bis cod.civ. procedere anche singolarmente ad atti di ispezione e controllo; richiedere informazioni su singoli affari ovvero sull’andamento generale delle operazioni sociali e le funzioni di controllo hanno una particolare ampiezza potendosi estendere alla intera attività sociale avendo la specifica funzione di tutelare l’interesse dei soci e dei creditori sociali;

– impugnare le delibere che non siano state prese in conformità della legge e dello statuto (2377 cod.civ.);

– convocare l’assemblea (2406 cod.civ.);

– ricorrere al tribunale per la riduzione del capitale sociale per perdite (2446 e 2447 cod.civ.);

– ricorrere al tribunale per la nomina dei liquidatori (2487 cod.civ.);

– promuovere la denuncia al tribunale ai sensi dell’art. 2409 cod.civ.;

I sindaci, quindi, devono agire con tempestività ponendo in essere tutto quanto necessario al fine di poter assolvere il loro compito con diligenza, correttezza e buonafede allorché si trovino di fronte ad iniziative non corrette poste in essere dagli amministratori.

In caso contrario non potranno andare esenti dalle gravi responsabilità che la loro carica contempla concorrendo nell’illecito commesso dagli amministratori.

Avv. Pier Angelo Mainini

Senior Partner - 
Dipartimento diritto commerciale

 

 

14 marzo 2020-Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro

Oggi, sabato 14 marzo 2020, è stato sottoscritto il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.

Il Protocollo è stato sottoscritto su invito del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell’economia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro della salute, che hanno promosso l’incontro tra le parti sociali, in attuazione della misura, contenuta all’articolo 1, comma primo, numero 9), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, che – in relazione alle attività professionali e alle attività produttive – raccomanda intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.

Il Governo favorisce, per quanto di sua competenza, la piena attuazione del Protocollo.

Premessa

Il documento, tenuto conto di quanto emanato dal Ministero della Salute, contiene linee guida condivise tra le Parti per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio, ovverosia Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro.

La prosecuzione delle attività produttive può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione.

Pertanto le Parti convengono sin da ora il possibile ricorso agli ammortizzatori sociali, con la conseguente riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, al fine di permettere alle imprese di tutti i settori di applicare tali misure e la conseguente messa in sicurezza del luogo di lavoro.

Unitamente alla possibilità per l’azienda di ricorrere al lavoro agile e gli ammortizzatori sociali, soluzioni organizzative straordinarie, le parti intendono favorire il contrasto e il contenimento della diffusione del virus.

È obiettivo prioritario coniugare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative. Nell’ambito di tale obiettivo, si può prevedere anche la riduzione o la sospensione temporanea delle attività.

In questa prospettiva potranno risultare utili, per la rarefazione delle presenze dentro i luoghi di lavoro, le misure urgenti che il Governo intende adottare, in particolare in tema di ammortizzatori sociali per tutto il territorio nazionale.

Ferma la necessità di dover adottare rapidamente un Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus che preveda procedure e regole di condotta, va favorito il confronto preventivo con le rappresentanze sindacali presenti nei luoghi di lavoro, e per le piccole imprese le rappresentanze territoriali come previsto dagli accordi interconfederali, affinché ogni misura adottata possa essere condivisa e resa più efficace dal contributo di esperienza delle persone che lavorano, in particolare degli RLS e degli RLST, tenendo conto della specificità di ogni singola realtà produttiva e delle situazioni territoriali.

PROTOCOLLO CONDIVISO DI REGOLAMENTAZIONE PER IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL COVID – 19

L’obiettivo del presente protocollo condiviso di regolamentazione è fornire indicazioni operative finalizzate a incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19. Il COVID-19 rappresenta un rischio biologico generico, per il quale occorre adottare misure uguali per tutta la popolazione. Il presente protocollo contiene, quindi, misure che seguono la logica della precauzione e seguono e attuano le prescrizioni del legislatore e le indicazioni dell’Autorità sanitaria.

Fatti salvi tutti gli obblighi previsti dalle disposizioni emanate per il contenimento del COVID-19
e premesso che

il DPCM dell’11 marzo 2020 prevede l’osservanza fino al 25 marzo 2020 di misure restrittive nell’intero territorio nazionale, specifiche per il contenimento del COVID – 19 e che per le attività di produzione tali misure raccomandano:

  • sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
  • siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
  • siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
  • assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
  • siano incentivate le operazioni di sanificazione nei luoghi di lavoro, anche
    utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;
  • per le sole attività produttive si raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni;
  • si favoriscono, limitatamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e sindacali;
  • per tutte le attività non sospese si invita al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile

si stabilisce che

le imprese adottano il presente protocollo di regolamentazione all’interno dei propri luoghi di lavoro, oltre a quanto previsto dal suddetto decreto, applicano le ulteriori misure di precauzione di seguito elencate – da integrare con altre equivalenti o più incisive secondo le peculiarità della propria organizzazione, previa consultazione delle rappresentanze sindacali aziendali – per tutelare la salute delle persone presenti all’interno dell’azienda e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro.

1-INFORMAZIONE

 L’azienda, attraverso le modalità più idonee ed efficaci, informa tutti i lavoratori e chiunque entri in azienda circa le disposizioni delle Autorità, consegnando e/o affiggendo all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali aziendali, apposite brochure informative

 In particolare, le informazioni riguardano

  • l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria
  • la consapevolezza e l’accettazione del fatto di non poter fare ingresso o di poter permanere in azienda e di doverlo dichiarare tempestivamente laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (sintomi di influenza, temperatura, provenienza da zone a rischio
  • contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, ecc.) in cui i provvedimenti dell’Autorità impongono di informare il medico di famiglia e l’Autorità sanitaria e di rimanere al proprio domicilio
  • l’impegno a rispettare tutte le disposizioni delle Autorità e del datore di lavoro nel fare accesso in azienda (in particolare, mantenere la distanza di sicurezza, osservare le regole di igiene delle mani e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene)
  • l’impegno a informare tempestivamente e responsabilmente il datore di lavoro della presenza di qualsiasi sintomo influenzale durante l’espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti

 

2-MODALITA’ DI INGRESSO IN AZIENDA

Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea1. Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione – nel rispetto delle indicazioni riportate in nota – saranno momentaneamente isolate e fornite di mascherine non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede, ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni

 Il datore di lavoro informa preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso in azienda, della preclusione dell’accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS2

 Per questi casi si fa riferimento al Decreto legge n. 6 del 23/02/2020, art. 1, lett. h) e i)

1 La rilevazione in tempo reale della temperatura corporea costituisce un trattamento di dati personali e, pertanto, deve avvenire ai sensi della disciplina privacy vigente.

A tal fine si suggerisce di:

1) rilevare a temperatura e non registrare il dato acquisto. È possibile identificare l’interessato e registrare il superamento della soglia di temperatura solo qualora sia necessario a documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso ai locali aziendali;

2) fornire l’informativa sul trattamento dei dati personali. Si ricorda che l’informativa può omettere le informazioni di cui l’interessato è già in possesso e può essere fornita anche oralmente. Quanto ai contenuti dell’informativa, con riferimento alla finalità del trattamento potrà essere indicata la prevenzione dal contagio da COVID-19 e con riferimento alla base giuridica può essere indicata l’implementazione dei protocolli di sicurezza anti-contagio ai sensi dell’art. art. 1, n. 7, lett. d) del DPCM 11 marzo 2020 e con riferimento alla durata dell’eventuale conservazione dei dati si può far riferimento al termine dello stato d’emergenza;

3) definire le misure di sicurezza e organizzative adeguate a proteggere i dati. In particolare, sotto il profilo organizzativo, occorre individuare i soggetti preposti al trattamento e fornire loro le istruzioni necessarie. A tal fine, si ricorda che i dati possono essere trattati esclusivamente per finalità di prevenzione dal contagio da COVID-19 e non devono essere diffusi o comunicati a terzi al di fuori delle specifiche previsioni normative (es. in caso di richiesta da parte dell’Autorità sanitaria per la ricostruzione della filiera degli eventuali “contatti stretti di un lavoratore risultato positivo al COVID-19);

4) in caso di isolamento momentaneo dovuto al superamento della soglia di temperatura, assicurare modalità tali da garantire la riservatezza e la dignità del lavoratore. Tali garanzie devono essere assicurate anche nel caso in cui il lavoratore comunichi all’ufficio responsabile del personale di aver avuto, al di fuori del contesto aziendale, contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 e nel caso di allontanamento del lavoratore che durante l’attività lavorativa sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria e dei suoi colleghi (v. infra).

2Qualora si richieda il rilascio di una dichiarazione attestante la non provenienza dalle zone a rischio epidemiologico e l’assenza di contatti, negli ultimi 14 giorni, con soggetti risultati positivi al COVID-19, si ricorda di prestare attenzione alla disciplina sul trattamento dei dati personali, poiché l’acquisizione della dichiarazione costituisce un trattamento dati. A tal fine, si applicano le indicazioni di cui alla precedente nota n. 1 e, nello specifico, si suggerisce di raccogliere solo i dati necessari, adeguati e pertinenti rispetto alla prevenzione del contagio da COVID-19. Ad esempio, se si richiede una dichiarazione sui contatti con persone risultate positive al COVID-19, occorre astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alla persona risultata positiva. Oppure, se si richiede una dichiarazione sulla provenienza da zone a rischio epidemiologico, è necessario astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alle specificità dei luoghi.

 

3-MODALITA’ DI ACCESSO DEI FORNITORI ESTERNI

  • Per l’accesso di fornitori esterni individuare procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale in forza nei reparti/uffici coinvolti
  • Se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono rimanere a bordo dei propri mezzi: non è consentito l’accesso agli uffici per nessun motivo. Per le necessarie attività di approntamento delle attività di carico e scarico, il trasportatore dovrà attenersi alla rigorosa distanza di un metro
  • Per fornitori/trasportatori e/o altro personale esterno individuare/installare servizi igienici dedicati, prevedere il divieto di utilizzo di quelli del personale dipendente e garantire una adeguata pulizia giornaliera
  • Va ridotto, per quanto possibile, l’accesso ai visitatori; qualora fosse necessario l’ingresso di visitatori esterni (impresa di pulizie, manutenzione…), gli stessi dovranno sottostare a tutte le regole aziendali, ivi comprese quelle per l’accesso ai locali aziendali di cui al precedente paragrafo 2
  • Ove presente un servizio di trasporto organizzato dall’azienda va garantita e rispettata la sicurezza dei lavoratori lungo ogni spostamento.
  • le norme del presente Protocollo si estendono alle aziende in appalto che possono organizzare sedi e cantieri permanenti e provvisori all’interno dei siti e delle aree produttive

 

4-PULIZIA E SANIFICAZIONE IN AZIENDA

  • l’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago
  • nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione
  • occorre garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi
  • l’azienda in ottemperanza alle indicazioni del Ministero della Salute secondo le modalità ritenute più opportune, può organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga)

 

5-PRECAUZIONI IGIENICHE PERSONALI

  • è obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani
  • l’azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani
  • è raccomandata la frequente pulizia delle mani con acqua e sapone.

 

6-DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

L’adozione delle misure di igiene e dei dispositivi di protezione individuale indicati nel presente Protocollo di Regolamentazione è fondamentale e, vista l’attuale situazione di emergenza, è evidentemente legata alla disponibilità in commercio. Per questi motivi:

  1. le mascherine dovranno essere utilizzate in conformità a quanto previsto dalle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.
  2. data la situazione di emergenza, in caso di difficoltà di approvvigionamento e alla sola finalità di evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall’autorità sanitaria
  3. è favorita la preparazione da parte dell’azienda del liquido detergente secondo le indicazioni dell’OMS (https://www.who.int/gpsc/5may/GuidetoLocalProduction.pdf)
  • qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è comunque necessario l’uso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc…) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie.

 

  • 7. GESTIONE SPAZI COMUNI (MENSA, SPOGLIATOI, AREE FUMATORI, DISTRIBUTORI DI BEVANDE E/O SNACK …)
  • l’accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta all’interno di tali spazi e con il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone che li occupano.
  • occorre provvedere alla organizzazione degli spazi e alla sanificazione degli spogliatoi per lasciare nella disponibilità dei lavoratori luoghi per il deposito degli indumenti da lavoro e garantire loro idonee condizioni igieniche sanitarie.
  • occorre garantire la sanificazione periodica e la pulizia giornaliera, con appositi detergenti dei locali mensa, delle tastiere dei distributori di bevande e snack.

8-ORGANIZZAZIONE AZIENDALE (TURNAZIONE, TRASFERTE E SMART WORK, RIMODULAZIONE DEI LIVELLI PRODUTTIVI)

In riferimento al DPCM 11 marzo 2020, punto 7, limitatamente al periodo della emergenza dovuta al COVID-19, le imprese potranno, avendo a riferimento quanto previsto dai CCNL e favorendo così le intese con le rappresentanze sindacali aziendali:

  • disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart work, o comunque a distanza
  • Si può procedere ad una rimoludazione dei livelli produttivi
  • assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili
  • utilizzare lo smart working per tutte quelle attività che possono essere svolte presso il domicilio o a distanza nel caso vengano utilizzati ammortizzatori sociali, anche in deroga, valutare sempre la possibilità di assicurare che gli stessi riguardino l’intera compagine aziendale, se del caso anche con opportune rotazioni

 

  1. utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali disponibili nel rispetto degli istituti contrattuali (par, rol, banca ore) generalmente finalizzati a consentire l’astensione dal lavoro senza perdita della retribuzione
  2. nel caso l’utilizzo degli istituti di cui al punto c) non risulti sufficiente, si utilizzeranno i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti
  3. sono sospese e annullate tutte le trasferte/viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordate o organizzate

9- GESTIONE ENTRATA E USCITA DEI DIPENDENTI

  • Si favoriscono orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa)
  • dove è possibile, occorre dedicare una porta di entrata e una porta di uscita da questi locali e garantire la presenza di detergenti segnalati da apposite indicazioni

10-SPOSTAMENTI INTERNI, RIUNIONI, EVENTI INTERNI E FORMAZIONE

  • Gli spostamenti all’interno del sito aziendale devono essere limitati al minimo indispensabile e nel rispetto delle indicazioni aziendali
  • non sono consentite le riunioni in presenza. Laddove le stesse fossero connotate dal carattere della necessità e urgenza, nell’impossibilità di collegamento a distanza, dovrà essere ridotta al minimo la partecipazione necessaria e, comunque, dovranno essere garantiti il distanziamento interpersonale e un’adeguata pulizia/areazione dei locali
  • sono sospesi e annullati tutti gli eventi interni e ogni attività di formazione in modalità in aula, anche obbligatoria, anche se già organizzati; è comunque possibile, qualora l’organizzazione aziendale lo permetta, effettuare la formazione a distanza, anche per i lavoratori in smart work

 Il mancato completamento dell’aggiornamento della formazione professionale e/o abilitante entro i termini previsti per tutti i ruoli/funzioni aziendali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dovuto all’emergenza in corso e quindi per causa di forza maggiore, non comporta l’impossibilità a continuare lo svolgimento dello specifico ruolo/funzione (a titolo esemplificativo: l’addetto all’emergenza, sia antincendio, sia primo soccorso, può continuare ad intervenire in caso di necessità; il carrellista può continuare ad operare come carrellista)

11-GESTIONE DI UNA PERSONA SINTOMATICA IN AZIENDA

 nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria quali la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all’ufficio del personale, si dovrà procedere al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria e a quello degli altri presenti dai locali, l’azienda procede immediatamente ad avvertire le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute

 l’azienda collabora con le Autorità sanitarie per la definizione degli eventuali “contatti stretti” di una persona presente in azienda che sia stata riscontrata positiva al tampone COVID-19. Ciò al fine di permettere alle autorità di applicare le necessarie e opportune misure di quarantena. Nel periodo dell’indagine, l’azienda potrà chiedere agli eventuali possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente lo stabilimento, secondo le indicazioni dell’Autorità sanitaria

12-SORVEGLIANZA SANITARIA/MEDICO COMPETENTE/RLS

 La sorveglianza sanitaria deve proseguire rispettando le misure igieniche contenute nelle indicazioni del Ministero della Salute (cd. decalogo)

    La sorveglianza sanitaria periodica non va interrotta, perché rappresenta una ulteriore misura di prevenzione di carattere generale: sia perché può intercettare possibili casi e sintomi sospetti del contagio, sia per l’informazione e la formazione che il medico competente può fornire ai lavoratori per evitare la diffusione del contagio nell’integrare e proporre tutte le misure di regolamentazione legate al COVID-19 il medico competente collabora con il datore di lavoro e le RLS/RLST.

 Il medico competente segnala all’azienda situazioni di particolare fragilità e patologie attuali o pregresse dei dipendenti e l’azienda provvede alla loro tutela nel rispetto della privacy il medico competente applicherà le indicazioni delle Autorità Sanitarie

13-AGGIORNAMENTO DEL PROTOCOLLO DI  REGOLAMENTAZIONE

 È costituito in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS.

 

In data 10.03.20 Garante Privacy: divieto ad aziende e PA di improvvisare controlli sanitari e raccolte di dati sui dipendenti

In questo ultimo periodo caratterizzato dalla crescita dei contagi dovuti al virus Covid-19 e dalle conseguenze che ne sono susseguite, occorre fare chiarezza sulle linee da seguire per contrastare questo preoccupante fenomeno.

Il Governo ha emesso svariati provvedimenti d’urgenza, anche in merito al rapporto tra i datori di lavoro e i dipendenti privati e, purtuttavia, sorge la necessità di individuare i limiti tra prevenzione sanitaria e rispetto della privacy.

Da ultimo, è intervenuto il Garante per la protezione dei dati personali che, per risolvere i dubbi dei soggetti pubblici e privati, ha esplicato le modalità consentite per poter prevenire la diffusione del Coronavirus con comunicato stampa del 2 marzo 2020: non sono ammessi controlli di tipo invasivo sui propri dipendenti.

L’obiettivo di tale informativa consiste nel tutelarsi senza compiere atti inutili e passibili di ricadere in violazioni e /o sanzioni.

Infatti, l’interesse pubblico non può bastare a consentire una “caccia al malato”, ma richiede norme di legge che autorizzano espressamente la raccolta e trattamento di dati e controlli restrittivi personali.

Cosa può fare quindi il datore di lavoro o il titolare di aziende e società?

In primis, i dipendenti e collaboratori devono aver ricevuta un’informativa privacy che contenga le disposizioni ed informazioni previste dal Regolamento Privacy Europeo (679/2016), comprese le indicazioni sulle modalità e finalità del trattamento, dei tempi di conservazione dati, dei soggetti autorizzati e delle sanzioni in cui si può incorrere.

  • Informazioni sui luoghi di lavoro: no alla raccolta “fai da te” dei dati dei dipendenti

La nota del Garante prevede che i datori di lavoro debbano astenersi dal raccogliere in modo sistematico informazioni sull’eventuale stato febbrile e sintomi influenzali dei lavoratori o delle persone che abbiano avuto contatti con gli stessi.

Nondimeno, i datori possono dare la possibilità ai lavoratori di fornire “autodichiarazioni”, i quali, peraltro, sono obbligati a segnalare qualsiasi situazione di pericolo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Il datore di lavoro può invitare i propri dipendenti a predisporre tali comunicazioni ove necessario, agevolando le modalità di inoltro delle stesse, anche predisponendo canali dedicati.

I superiori non sono perciò autorizzati ad effettuare controlli sui dipendenti prima di entrare in azienda o misurare la temperatura a tappeto ma devono essere gli stessi dipendenti ad avere un po’ di coscienza sociale: ad esempio segnalando di provenire da un’area a rischio o di essere stati a contatto con persone malate, in cura anche se loro stessi non presentano sintomi.

Una volta a conoscenza della situazione di pericolo, i datori di lavoro devono informare le persone addette dell’eventuale rischio biologico derivante dal Covid-19, perché possono eventualmente prevedere visite mediche straordinarie o isolamenti.

Nel caso in cui, nel corso dell’attività lavorativa, il dipendente che svolge mansioni a contatto con il pubblico (ad esempio URP, prestazioni allo sportello) venga in relazione con un caso sospetto di coronavirus, lo stesso, anche tramite il datore di lavoro, provvederà a comunicare la circostanza ai servizi sanitari competenti e ad attenersi alle indicazioni di prevenzione fornite dagli operatori sanitari interpellati.

Il principio da tutelare è quello che la finalità di prevenzione dalla diffusione del coronavirus deve infatti essere svolta da soggetti che istituzionalmente esercitano queste funzioni in modo qualificato, quali operatori sanitari e protezione civile.

Il Garante ha chiarito che: “accogliendo l’invito delle istituzioni competenti a un necessario coordinamento sul territorio nazionale delle misure in materia di Coronavirus, invita tutti i titolari del trattamento ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal Ministero della salute e dalle istituzioni competenti per la prevenzione della diffusione del Coronavirus, senza effettuare iniziative autonome che prevedano la raccolta di dati anche sulla salute di utenti e lavoratori che non siano normativamente previste o disposte dagli organi competenti”.

Labour department

dott. Stefano Marco Mainini

 

 

Prime indicazioni al Decreto 8 marzo 2020

In base alle prime precisazioni del Governo e Confindustria osserviamo:

  1.  Non esiste un divieto di spostamenti per motivi di lavoro comprovati:

      1.a. sono consentiti gli spostamenti verso il posto di lavoro e ritorno ad eccezione dei soggetti che sono sottoposti a quarantena o risultati positivi al virus;

      1.b. gli spostamenti sono consentiti da e verso l’esterno delle aree interessate dal provvedimento /territoriale;

      1.c il comprovato motivo lavorativo potrà essere provato attraverso:

– cedolino paga;

– tesserino identificazione aziendale;

– dichiarazione del datore di lavoro che attesti l’esigenza del    viaggio.

Rimane ferma la possibilità di ricorrere alle modalità di lavoro agile (richiamate nell’art. 2, lett. r del DPCM) per tutto il territorio nazionale, cui si aggiunge la raccomandazione ai datori di lavoro di favorire, in questa fase, la fruizione dei periodi di congedo ordinario o di ferie dei propri dipendenti.

Si suggerisce di adottare le seguenti misure di prevenzione e cautela nei confronti dei trasportatori:

a) limitare la discesa dai mezzi degli autisti e munirli di dispositivi medici a protezione di mani, naso e bocca;

b) qualora il carico/scarico richieda la discesa dal mezzo rispettare, in aggiunta, la misura di sicurezza della distanza di un metro tra le persone;

c) trasmettere la documentazione di traporto in via telematica.

I datori di lavoro sono chiamati a promuovere le opportune misure di prevenzione, a partire da quelle igienico-sanitarie contenute nell’Allegato al DPCM.

2.  Le nuove limitazioni non determinano il blocco delle merci, in entrata e in uscita dai territori interessati e circolanti all’interno degli stessi. Pertanto, il personale addetto alla conduzione dei mezzi di trasporto potrà fare ingresso dalle aree richiamate e uscire da esse, per svolgere le operazioni di consegna o prelievo delle merci stesse. Anche in questo caso, le comprovate esigenze di trasferimento potranno essere oggetto di verifica da parte delle Autorità competenti, mediante l’esibizione di idonea documentazione, tra cui i documenti di trasporto o le fatture di accompagnamento.

In attesa di ulteriori disposizioni, si suggerisce di adottare le seguenti misure di prevenzione e cautela nei confronti degli autotrasportatori

  1. a) limitare la discesa dai mezzi degli autisti e munirli di dispositivi medici a protezione di mani, naso e bocca;
    b) qualora il carico/scarico richieda la discesa dal mezzo rispettare, in aggiunta, la misura di sicurezza della distanza di un metro tra le persone;
    c) trasmettere la documentazione di traporto in via telematica.

* Fonti:

DPCM

note esplicative pubblicate dal Ministero degli Esteri e dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

Note esplicative Confindustria, Assolombarda.

 

modalità di accesso allo “smart working” nell’attuale panorama emergenziale derivante dal #coronavirus

L’evolversi della situazione di pericolo di contagio e diffusione dell’epidemia da coronavirus 2019-nCoV si riverbera nel campo del lavoro, che sta cercando di affrontare gli aspetti correlati al rischio biologico in atto.

            Tra le misure preventive ed operative da attuare, sia per evitare possibili rischi di salute sui lavoratori derivanti dal contatto con persone infette, sia per scongiurare la sospensione (parziale o totale) dell’ordinaria attività, con riflessi negativi sul volume d’affari delle aziende, vi è la modalità del lavoro a distanza (c.d. “lavoro agile” o “smart working”).

           Il lavoro agile è definito dalla L. n. 81/2017 quale modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, senza una postazione fissa, allo scopo di incrementarne la produttività ed agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, che prescinde dalla esatta definizione del luogo e dell’orario di lavoro, nel rispetto dei limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale stabiliti dalla legge e dai CCNL.

            Quindi, implica l’utilizzo di strumenti che permettano di lavorare “da remoto” (ad esempio pc portatili, smartphone e tablet), con un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra il dipendente e datore di lavoro. Proprio in ragione della sua strutturazione, potrebbero essere determinate delle fasce orarie di reperibilità, che possono essere diverse dall’orario osservato all’interno dell’azienda dai colleghi di lavoro.

Occorre aggiungere che l’Italia ha già avuto esperienze di ricorso al lavoro agile in situazioni di emergenza, per rilanciare un sistema produttivo locale e sostenere le attività presenti nell’area colpita, come per il crollo del ponte Morandi a Genova avvenuto il 14 agosto 2018.

           Orbene, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1° marzo 2020, in vigore dal 2.03.2020, recante ulteriori disposizioni attuative del D.L. n. 6 del 23 febbraio 2020 per l’emergenza epidemiologica, ha esteso per i datori di lavoro (imprese e professionisti) l’applicazione del lavoro agile all’intero territorio nazionale (e non più limitato ad aree ristrette interessate dal rischio), determinandone la durata fino al 31 luglio 2020. Con il nuovo D.P.C.M.: “cessano di produrre effetti il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 febbraio 2020, nonché il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 febbraio 2020“.

            I tratti salienti di tale tipologia di modalità lavorativa, nella veste “semplificata” che il richiamato D.P.C.M. ha voluto tracciare, possono essere i seguenti:

  1. innanzitutto, per la maggior parte degli interpreti la decisione in merito alla sua attuazione compete sempre al datore di lavoro, non essendoci l’inciso “in via automatica” presente nel primo testo del D.P.C.M. del 23.02.2020 e, soprattutto, alla luce del dato testuale, laddove si legge che: “la modalità di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 può essere applicata … dai datori di lavoro … anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti”. Alcuni operatori del diritto hanno ritenuto di evincere, dall’analisi del testo e dalla ratio normativa, la circostanza che il dipendente non possa rifiutare la disposizione datoriale, con la conseguenza di poter incorrere in una contestazione disciplinare ed un procedimento relativo a suo carico.

Peraltro, il datore di lavoro nell’esercitare o meno tale facoltà, è bene che valuti che l’eventuale suo rifiuto a concedere l’esecuzione della prestazione lavorativa anche all’esterno dei locali aziendali, potrebbe essere fonte di un’azione risarcitoria nei suoi confronti da parte del dipendente, ove il diniego si riveli ingiustificato, per averlo esposto ad un rischio o, addirittura, per avere patito dei danni.

  1. La novità principale è riconnessa all’attivazione della modalità “agile” di svolgimento del rapporto, che è consentita anche in assenza di un accordo individuale scritto tra le parti.

In proposito:

  1. a) ci potrà essere una comunicazione unilaterale del datore di lavoro per il dipendente, nella quale quest’ultimo viene reso edotto dell’adozione dello smart working;
  2. b) appare sufficiente nella procedura telematica d’emergenza, una comunicazione proveniente dal datore di lavoro al Ministero del lavoro, in forma di autocertificazione, di avviso di attivazione, come chiarito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nella sua nota del 24 febbraio 2020: nel campo “data di sottoscrizione dell’accordo”, andrà inserita la data di inizio dello smart working;
  3. c) il lavoratore in smart working è tutelato contro i rischi da infortuni e da malattie professionali per una prestazione lavorativa resa all’esterno dei locali aziendali. Gli obblighi di informativa di cui all’art. 22 della legge 22 maggio 2017, n. 81, che prevede la: “consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro”, sono considerati assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito INAIL (cfr. art.4, comma 1, lett.a) D.P.C.M. dell’1.03.2020);
  4. tuttavia, si pone all’attenzione che non vi è esonero dal rispettare gli articoli dal 18 al 23 della legge n. 81 del 22 maggio 2017, che regolano lo smart working (ad esempio per l’orario di lavoro, l’utilizzo degli strumenti tecnologici, l’esercizio del potere organizzativo e di controllo, ecc.), posto che sono espressamente richiamati all’articolo 4 del D.P.C.M. dell’1.03.2020.

Malgrado le facilitazioni, si segnala l’esigenza di comunicare al dipendente le indicazioni e previsioni che la legge impone debbano essere contenute nell’accordo di lavoro sottoscritto dal datore di lavoro e dal dipendente, per evitare problematiche, incomprensioni e/o rivendicazioni durante il rapporto di lavoro inter partes o alla sua cessazione.

E’ auspicabile un’apposita comunicazione completa, onde regolamentare alcuni aspetti dell’esecuzione della prestazione lavorativa, stabilendo i tempi di disconnessione dagli strumenti, la fruizione dei riposi, l’esercizio del potere di controllo e le condotte rilevanti per la disciplina del rapporto di lavoro de quo;

  1. l’adozione dello smart working ovviamente dipende dalle mansioni del lavoratore (è più efficace in ambito di information work, lavoro impiegatizio ed informatizzato, mentre è difficilmente prospettabile ad esempio per un operaio addetto ad un impianto), dalla sostenibilità per il datore di lavoro di fornire degli strumenti digitali per lavorare in mobilità, dalla fiducia da riporre nei confronti del dipendente, e da altri fattori differenti caso per caso;
  2. il nuovo decreto consente il ricorso al lavoro agile nell’alveo di quelli in precedenza emanati nella situazione emergenziale e, come precisato, ha una valenza transitoria (la durata termina al 31.07.2020), che è probabile che subisca ulteriori modifiche ed integrazioni, anche per fugare alcuni dubbi interpretativi.

Di conseguenza, la struttura ordinaria e le modalità “normali” di lavoro agile, prescritte dalla legge 22 maggio 2017, n. 81, non sono messe in discussione dalle deroghe parziali.

****

In conclusione, appare indubbio che l’impatto dello smart working rispetto alle modalità ordinarie comporti un mutamento culturale, che determina la necessità di modificare le abituali procedure di lavoro e di fissare delle regole comportamentali.

Allo stesso tempo, è essenziale l’adeguamento degli aspetti di sicurezza informatica per i dati sensibili, personali ed aziendali coinvolti, lavorando il dipendente al di fuori dell’area “protetta” aziendale.

Per focalizzare la questione, è utile sottolineare che, ad avviso dell’Osservatorio sullo Smart Working del Politecnico di Milano, lo smart working rappresenta: “un’opportunità per non arrestare la produzione e sperimentare con successo modelli che prediligono la flessibilità”, in vista di una futura sua estensione.

In generale, gli studi hanno ravvisato che il lavoro agile determina un elevato incremento di produttività per le performance individuali e collettive (calcolato in un aumento di produttività dell’ordine del 15 e 20% secondo i dati del Politecnico di Milano), con una ricaduta positiva a livello ambientale in termini di Co2, per la minore mobilità delle persone, con una diminuzione del traffico veicolare.

Da ultimo, è significativo che per i lavoratori che vi rientrano, si rileva una maggiore soddisfazione, collegata alla conciliazione della vita lavorative e personale, nonché la riduzione dello “stress da pendolare”.

Avv. Leonardo Merrino 

Labour Department - Studio Mainini&Associati

 

LA COMUNICAZIONE TRA MEDICO E PAZIENTE: UNA RIFLESSIONE SOCIO-GIURIDICA SULLA PRIVACY al tempo del CORONAVIRUS

I Diritti fondamentali.

Dare la definizione di qualcosa significa dare dei limiti ad un determinato termine inoltre, proporre una definizione di “diritto fondamentale” condurrebbe ad una demarcazione specifica, priva di costante aggiornamento, che non riesce a stare dietro all’evoluzione e al progresso delle società che coesistono nel nostro mondo.

Potremmo asserire che il diritto è il potere o una signoria di volontà, attribuita al singolo dal diritto soggettivo[1] o che è l’insieme delle condizioni per l’esistenza della società garantita dal potere statale per mezzo della coercizione esterna[2], ma la questione importante non è dare la definizione di diritto, etichettarlo, ma è comprendere l’essenzialità e le implicazioni che esso ha e comporta nella vita di tutti i giorni, considerando la tutela che deve garantire e le conseguenze che possono comportare quando più diritti entrano in conflitto tra loro.

Logicamente i diritti non possono essere posti tutti sullo stesso piano: ci sono diritti che hanno maggior tutela di altri, i quali prevalgono e preesistono rispetto agli altri, e diritti che sono situati astrattamente su un piano secondario, che soccombono in presenza dei primi.

I diritti essenziali, che devono trovare sempre tutela, sono i diritti fondamentali e, come ogni categoria astratta e non caratterizzata da elenchi limitati, sono di assai difficile individuazione.

Per poterli individuare e circoscriverli è possibile utilizzare certamente i Codici e le Costituzioni che ogni Stato dispone, tenendo però in considerazione il fatto che tali diritti variano con il corso del tempo, con la situazione sociale e con la tradizione nazionale.

[1] B. Windscheid, (Düsseldorf 1817 – Lipsia 1892)

[2] R. Von Jhering (Aurich 1818 – Gottinga 1892)

C’è da considerare anche che con il progresso scientifico, tecnologico e medico si sono sovvertite e modificate espressioni e termini che inizialmente godevano di un significato largamente condiviso, portando a nuovi e più ampi significati di questi[3]. [3] Termini come ricerca, etica, diritto, soggettività, autodeterminazione.

Tali processi ci consegnano perciò una ridefinizione dei diritti fondamentali, comportando differenti discussioni tra dotti e studiosi circa il vero ed attuale significato e considerazione dei diritti fondamentali dell’individuo.

Sussiste perciò una situazione in cui coesistono “vecchi” diritti, anche se visti sotto una nuova luce, e diritti di una “nuova generazione”, i quali non solo non sono ancora riconosciuti dalle Carte Costituzionali e dai documenti normativi interni o internazionali, ma non vengono persino considerati, visto che tale differenziazione coinvolge per il momento solo la dottrina e la giurisprudenza.[4]

[4] Diritti “vecchi” sono il diritto alla libertà e alla dignità, che con il passare del tempo si sono ampliati notevolmente; “nuovi” diritti disciplinati posso essere il diritto alla protezione della proprietà intellettuali o alla buona amministrazione; di quelli non ancora regolamentati citiamo per esempio il diritto all’ottenimento della capacità legale d’agire dei minori

Come vedremo, l’aggettivo vecchio dovrebbe essere saggiamente attribuito alle determinate connotazioni dello stesso diritto e quasi mai al diritto stesso, perché il diritto acquista una vasta varietà di significati e tagli a seconda del periodo temporale e dell’ambito.

Quello che non cambia dall’estensione dei diritti fondamentali e dal nuovo significato che acquisiscono nella realtà storico-sociale è la loro comune caratteristica dell’intrinsecità e dell’universalità.

Con il termine “intrinsecità” si intende che ad ogni essere umano spettano tali diritti solamente in quanto già essere vivente; sono diritti insiti, connaturati nell’uomo e perciò nella disponibilità di tutti.

[1] Termini come ricerca, etica, diritto, soggettività, autodeterminazione, ecc.

[1] Diritti “vecchi” sono il diritto alla libertà e alla dignità, che con il passare del tempo si sono ampliati notevolmente; “nuovi” diritti disciplinati posso essere il diritto alla protezione della proprietà intellettuali o alla buona amministrazione; di quelli non ancora regolamentati citiamo per esempio il diritto all’ottenimento della capacità legale d’agire dei minori.

Per “universalità” invece si intende che i diritti fondamentali devono valere indipendentemente da fattori come razza, etnia, età, sesso, contesto sociale, ecc.

Di fatto frequentemente non risulta possibile individuare e garantire un qualche riconoscimento sostanziale ai diritti fondamentali, come, per esempio, nelle zone meno sviluppate e ricche del pianeta. Gran parte della popolazione della terra non può essere portatrice della vecchia concezione dei diritti fondamentali e con il tempo non è nemmeno titolare delle nuove pretese per eventuali nuovi diritti, diritti che vadano a soddisfare beni primari. Questo è dato dalla situazione sociale, politica e culturale in cui vivono i differenti esseri umani, che non permette loro di avere la stessa concezione dei diritti e delle pretese degli individui.

Tornando alla concezione di diritto fondamentale, la domanda da porsi è se sia possibile individuare un diritto propedeutico, da cui dipendono tutti gli altri.

Se si ragiona attentamente, sarebbe alquanto limitativo elevare certi diritti a fondamentali, a causa delle molteplici varietà di situazioni e realtà presenti. E’ però anche logico che quando si creano conflitti tra portatori di diritti, l’ordinamento deve fare una scelta per privilegiare l’uno rispetto all’altro.

Questa diversità d’importanza tra diritti viene marcata nella trasformazione degli stessi, tanto dei vecchi, quanti nei nuovi, dipendendo in primis da come verranno percepiti dalla società, in secundis dal grado di tutela e promozione che li vedrà differenziare.

I diritti fondamentali sono infatti il risultato di una certa interpretazione, di una visione della realtà che viene preferita alle altre, fornendo una costruzione sociale creata da un conflitto prima sociale e poi politico.

Una volta stabilito come primeggiano certi diritti su altri e che tale prevalenza varia dall’ambito e dal contesto sociale, vanno considerati ulteriori punti.

Bisogna capire ed accordarsi, per esempio, se il singolo diritto ha un significato univoco, immodificabile, se diritto sia disponibile o indisponibile e se il diritto non è limitabile da altri dello stesso rango.

Il singolo diritto come abbiamo già evidenziato non ha un significato univoco, acquista differenti significati a seconda dei differenti momenti storici e luoghi, ed infatti le stesse opere legislative sono condizionate da tali fattori.

Sono le interpretazioni che permettono la comprensione e l’attuazione di una norma e le stesse vengono influenzate dal pensiero e dalla realtà in cui tali legislatori vivono. Come per le norme, anche per i diritti contenuti nei lavori dei giuristi risentono di queste influenze, non permettendo di acquisire un significato unitario e immodificabile.

Si rende necessaria una valutazione dell’importanza degli interessi rappresentati dai diritti. Anche i diritti fondamentali fanno quindi parte di una scala gerarchica e la “superiorità” di uno di essi rispetto un altro sarebbe garantita dal momento storico-culturale. E’ il forte e condiviso sentire sociale a dettare la scala dei valori che andranno a comporre i legislatori nazionale, e i diritti fondamentali sarebbero tutelati soltanto nel momento in cui vengono contestualizzati.

Per quanto riguarda la disponibilità dei diritti fondamentali, il titolare può disporre del proprio diritto ma non può però in alcun modo cedere la titolarità del diritto a terzi, perché i diritti fondamentali risultano, a seconda delle volte, o personali o della collettività, e preesistono all’individuo e al concetto di possesso ed alienazione.[5]

[5] In realtà sono presenti casi come il suicidio assistito, la capacità di agire dei minori e degli interdetti che fanno da eccezione 

Da tutto ciò risulta come sia complesso etichettare i diritti fondamentali, creare una vera e propria scaletta e gerarchia dei diritti

Prescindendo perciò dal corso della storia e dalla differenza tra i vari luoghi del mondo, e ponendo solamente l’attenzione sulla realtà attuale e sul nostro Paese, i diritti fondamentali trovano fondamento in primo luogo nella Carta Costituzionale, poi nei vari codici di disciplina e infine nei trattati e nelle convenzioni internazionali.

Ci sono quindi varie disposizioni normative che trattano e garantiscono direttamente la tutela di certi diritti fondamentali e altre che invece le riprendono indirettamente.

Nella mia esposizione andrò a trattare soprattutto il diritto all’informazione, diritto considerato fondamentale dalla Costituzione italiana[6], che viene infatti illustrato nelle prime parti della Carta. [6] Art. 21 Cost.

Il Diritto all’informazione che ho voluto trattare in relazione al campo medico, sia perché ritengo che non ci sia nulla di più importante della salute e del connaturato diritto all’informazione inteso come diritto all’autodeterminazione e dunque del diritto di disporre liberamente del proprio corpo, sia inteso come diritto di essere correttamente informati, visto il costante progresso e sviluppo dei mezzi di comunicazione.

Non sono solo le fonti normative perciò a stabilire la gerarchia e l’etichetta di “fondamentale”, ma anche tutto il lavoro fatto a livello dottrinale e giurisprudenziale, più al passo con i tempi rispetto ai vari legislatori.

L’INFORMAZIONE MEDICA E I MEDIA

Con il progresso sociologico e comunicativo legato a mezzi di comunicazione come la televisione, internet o mezzi cartacei, si ha avuto un avvicinamento del paziente anche a tematiche riguardanti la salute e la realtà medica.

Si sono svolte in passato varie campagne di informazione volte a migliorare il livello di consapevolezza dei cittadini prevedendo anche la stimolazione della conoscenza del paziente sull’assunzione della responsabilità. Le campagne venivano diffuse tramite differenti forme di comunicazioni come la cartellonistica, le riviste specializzate, gli spazi riservati ai periodici nazionali e da ultimo dai programmi divulgativi, dalle pubblicità televisive e dal mondo virtuale di internet.

Ad una informazione a carattere istituzionale, finalizzata a disciplinare ed istruire il paziente, si viene ad affiancare un’informazione più dettagliata e specifica e non solamente “di base”, a seconda dei gradi di interesse ed istruzione delle persone. Come sostenne Peters, esistono più forme di comunicazione della scienza rivolta al pubblico a seconda del grado di dettaglio e di persuasione.

La prima è quella rappresentata dalle comunicazioni rivolte alla totalità del pubblico, in cui il fine principale è quello di incentivare o dissuadere certi atteggiamenti e non tanto l’apprendimento e la diffusione di ricerche medico-scientifiche. Vengono perciò utilizzati i più ampi canali comunicativi, adoperando spazi a larga diffusione in uno spazio temporale ben definito.

Il secondo livello è rappresentato da una divulgazione neutra, perché non prevedono un preciso orientamento sulle questioni etiche, pur essendo il contenuto di questa informazione comunque lineare. Possono essere indicati pareri e teorie di medici e studiosi e perciò questa forma è caratterizzata da una certa complessità e specializzazione, consentendo la comprensione e l’apprendimento solamente ad un pubblico più ristretto ed interessato ai temi sanitari.

L’informazione può poi essere comunicata tramite i media in spazi non esclusivamente dedicati alla salute e alla medicina, come per esempio notiziari televisivi radiofonici o pagine di periodici. Non essendo l’argomento principale, l’informazione medica passa così in secondo piano e, dovendo arrivare alla gente, deve essere un’informazione mirata e breve.

L’informazione medica è condizionata logicamente dal mondo che ci circonda, e ne risulta connessa e condizionata dalle questioni etiche, politiche, religiose, ecc., che offre quotidianamente argomenti di discussione.

Ma quanta efficacia hanno queste campagne sanitarie? Quanto possano influire sul singolo soggetto?

Ciò è difficile da conoscere perché non si possono isolare le singole informazioni date, i singoli argomenti sanitari dal momento che i soggetti sono costantemente influenzati da una miriade di spunti e stimoli presenti nei contesti sociali in cui vivono.

Nonostante la quasi impossibilità di determinare il vero impatto di una notizia medica e la fonte attraverso la quale viene trasmessa al pubblico, si possono determinare dei fattori che aumenteranno l’incisività della stessa.

Per esempio, per far passare un’informazione in un contesto sociale si deve agire sulla percezione che il pubblico ha su quel determinato tema. L’intervento mediale deve essere preparato in modo tale da far avvicinare l’informazione medica a quelle situazioni che più disturbano le persone, nel caso di un’informazione di tipo dissuasiva, o a quelle situazioni che riescono a far loro immedesimare nel caso di informazioni positive.

L’identificazione è una pratica ricorrente e molto adatta anche nel mondo della comunicazione mediale, perché il soggetto viene portato a trarre da solo le conclusioni se la campagna informativa risulta incentrata sul vicende ed esperienze della propria vita.

Un altro sistema è utilizzare soprattutto medici o scienziati affiancati a personaggi più popolari fra i giovani perché non risultassero troppo autoritativi, distanti e poco credibili ad un pubblico adolescenziale. Inoltre, si dovrebbe sempre cercare di anticipare e rispondere su base scientifica a qualsiasi possibile argomentazione.

Grazie alla prevenzione, si riesce a fornire per tempo tutti quei dati che posso indirizzare l’uomo medio verso scelte a lui più favorevoli.

In un’era in cui social network e operatori digitali sanno tutto delle nostre vite e delle nostre abitudini, quando si ha a che fare con un pericolo sanitario mondiale è doveroso forse fare una deroga, adottare misure straordinarie e non rimanere impantanati nella palude delle regole ordinarie. La capacità più importante, per un pubblico amministratore, è sapere gestire velocemente le situazioni di emergenza, se necessario venendo meno ad alcune regole. Altrimenti la privacy rischia di essere un potente alleato del virus.

Dott. Stefano Marco Mainini

Praticante abilitato

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  • Iadecola G., “Potestà di curare e consenso del paziente, Cedam Editore, 1998
  • Istituto Europeo di Oncologia, “Il consenso informato (aspetti giuridici, etici e morali)”, 1997
  • Lagazzi M., “La consulenza tecnica in tema di affidamento del minore”, Giuffrè Editore, 1994
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  • Marzi A., “Deontologia e psichiatria”, Giuffrè Editore, 1992
  • Piccinini L., “Il consenso al trattamento medico del minore, Cedam Editore, 2007
  • Princigalli A., “La responsabilità del medico”, Editore Jovene Napoli, 1983

 

[1] B. Windscheid, (Düsseldorf 1817 – Lipsia 1892)

[2] R. Von Jhering (Aurich 1818 – Gottinga 1892)

[3] Termini come ricerca, etica, diritto, soggettività, autodeterminazione, ecc.

[4] Diritti “vecchi” sono il diritto alla libertà e alla dignità, che con il passare del tempo si sono ampliati notevolmente; “nuovi” diritti disciplinati posso essere il diritto alla protezione della proprietà intellettuali o alla buona amministrazione; di quelli non ancora regolamentati citiamo per esempio il diritto all’ottenimento della capacità legale d’agire dei minori

 

[5] In realtà sono presenti casi come il suicidio assistito, la capacità di agire dei minori e degli interdetti che fanno da eccezione

[6] Art. 21 Cost.

7 Come disse T. C. Clark : “un diritto non è ciò che ti viene dato da qualcuno; è ciò che nessuno può toglierti”.

[7] John Durham Peters, (1998, Brookline)