Il Trust

 

Istituto giuridico di origine anglosassone, il Trust è stato per lunghi anni, oggetto di studio nei paesi di civil law affascinando schiere di giuristi attratti dalle molteplici applicazioni dello stesso.

La crescente integrazione economica e sociale della Europa ha reso, negli ultimi anni, più evidente, nei paesi del civil law, la mancanza dell’istituto del trust acutizzata dalla necessità sempre più frequente di fare fronte a casi in cui era necessario dare attenzione a disposizioni (per lo più testamentarie) contenute in c.d. trust deeds.

Dopo alcuni tentativi di interventi interpretativi di assimilazione del trust nelle categorie di civil law (per esempio il Trib. d’arr. Luxemburg, nel 1971, definì il trust “un contratto misto di mandato, donazione, contratto a favore di terzo”) e l’introduzione, in alcuni paesi, di strumenti finanziari o commerciali che ricalcavano alcune utilizzazioni di trusts inglesi o americani (si pensi alla legge italiana n 77/1983 sui fondi comuni di investimento) finalmente nell’ambito della XV sessione della Conferenza dell’Aja venne elaborata una Convenzione, firmata il 1° luglio 1985 da 32 paesi, tra cui l’Italia che la ratificò con la legge n. 364 del 1989 in vigore dal 1 gennaio 1992, per promuovere la diffusione del concetto e del valore giuridico dell’istituto.

Prima di esemplificare alcuni profili e le possibili applicazioni del Trust cerchiamo di definirlo efficacemente. Ai sensi dell’art. 2 della Convenzione il Trust è il rapporto giuridico istituito da un soggetto (c.d. settlor) con il quale questi, con atto tra vivi o mortis causa, dispone l’attribuzione di determinati beni nella disponibilità ed il controllo di un altro individuo (c.d. trustee) – che non è necessariamente una persona fisica ma anche una società di capitali specializzata, con responsabilità limitata al proprio patrimonio sociale – nell’interesse di un terzo indivuduo (c.d. beneficiario) o per un fine specifico. Peculiari e particolarmente interessanti sono i profili di separazione della c.d. Trust Property (proprietà del Trust) dai beni personali del trustee, l’intestazione dei beni direttamente in capo al trustee fino all’esaurimento della sua missione, con la conseguente impossibilità per i creditori del settlor di aggredirli, e l’attribuzione al trustee dell’amministratore del Trust secondo i termini preventivamente indicati all’atto di costituzione da parte del settlor e le disposizioni  di legge.

La ratifica della Convenzione dell’Aja ha reso dunque possibile la creazione e l’utilizzo in Italia di Trusts purchè riconducibili alla legge di un Paese che “conosce il trust”  in quanto compatibili con le disposizioni della nostra legislazione nazionale al fine di consentire  all’atto isitutivo di raggiungere gli scopi avuti di mira dal settlor.

Possibili esempi di finalità perseguibili in Italia attraverso la costituzione di un Trust:

  • preservare dai terzi creditori il patrimonio strettamente familiare (in alternativa al fondo patrimoniale);
  • garantire un patrimonio ai minori e/o l’assistenza a soggetti disabili;
  • risolvere situazioni di conflitto d’interesse (blind trust);
  • indirizzare e gestire nel modo voluto la propria successione, salvi comunque i diritti garantiti agli eredi legittimari (azione di riduzione);
  • gestire patrimoni immobiliari;
  • dare stabilità alla gestione dell’impresa;
  • perseguire determinati scopi aziendali (riorganizzazioni, passagi generazionali);
  • realizzare piani di stock option e formule alternative di patti parasociali;
  • depositare somme per fini di garanzia                          

Avv. Pier Angelo Mainini

L’abuso di diritto e la sua applicazione

 

L’abuso di diritto e la sua applicazione in materia civile, penale , tributaria

Relatori:

  • Prof. Avv. Francesco Galgano, professore ordinario di Diritto Civlie presso l’Università di Bologna.
  • Prof. Avv. Elena Maria Catalano, professore associato di Diritto Processuale Penale presso l’Università degli Studi dell’Insubria di Como
  • Prof. Avv. Stefano Carmini, professore a contratto di Diritto Tributario

Aggiornamento in progress

http://www.avvostudi.it/index.php

Le spese mediche

Le spese mediche sostenute nell’interesse dei figli a carico vanno detratte dai genitori secondo le seguenti regole:

  1. se il documento è intestato al figlio, i genitori, in via generale, possono detrarre la spesa in misura del 50% ciascuno. Qualora la spesa sia stata sopportata in misura differente dal 50% si terrà conto della diversa misura previa annotazione della percentuale sul documento di spesa;
  2. Se il documento di spesa è, invece, intestato ad uno solo dei genitori la detrazione compete a quest’ultimo per l’intero ammontare.

È il caso di sottolineare che la scelta effettuata dai genitori per ripartire la detrazione per i figli a carico non influenza la scelta per ripartire le spese per oneri sostenuti per conto dei figli (per es. i genitori possono ripartire al 50% la detrazione per i figli e uno dei genitori può detrarre al 100% la spesa laddove ne ricorrono i presupposti).

Si evidenzia, inoltre, che le medesime regole valgono nel caso degli altri familiari fiscalmente a carico indicati nell’art. 433 del codice civile.

Sono considerate spese mediche generiche:

  1. le prestazioni rese da un medico “generico” vale a dire non specializzato;
  2. le prestazioni rese da un medico specializzato in una branca diversa da quella della propria specializzazione;
  3. le spese per l’acquisto dei prodotti medicinali e omeopatici.

 

È necessario porre la dovuta attenzione al contenuto degli scontrini in quanto dal primo gennaio 2010, in luogo della denominazione commerciale del medicinale, su indicazione del Garante della
Privacy, deve essere riportato il codice alfanumerico di autorizzazione di immissione al commercio (codice AIC).

Attenzione:

  1. la detrazione non compete per l’acquisto dei cosiddetti parafarmaci o per l’acquisto di integratori alimentari anche se prescritti dal medico;
  2. non sono detraibili i prodotti curativi naturali anche se l’acquisto è avvenuto in farmacia;
  3. sono detraibili i medicinali da banco anche se non acquistati in farmacia purché lo scontrino riporti tutti gli elementi previsti (quantità, natura, Codice AIC e codice fiscale del destinatario);
  4. non è necessario conservare copia della prescrizione medica o della ricetta rilasciata dal medico in quanto lo scontrino fiscale contiene tutti gli elementi obbligatori che danno diritto alla detrazione;
  5. con riferimento alla natura del farmaco l’Agenzia delle entrate ha chiarito che la detrazione compete nel caso sia indicato farmaco, OTC (medicinale da banco), SOP (senza obbligo di prescrizione), omeopatico, automedicazione, fascia C, galenico, magistrale, etico, ticket.

Le prestazioni specialistiche sono quelle rese da un medico specialista nell’ambito della propria specializzazione e comprendono una vasta gamma di servizi, terapie, prestazioni specialistiche ed esami di laboratorio.

È opportuno analizzare le spese mediche specialistiche sostenute tenendo conto che:

  1. le spese per cure termali sono detraibili a condizione che la terapia sia prescritta da un medico;
  2. le spese per prestazioni odontoiatriche sono detraibile purché la fattura riporti dettagliatamente le prestazioni rese (da evitare le descrizioni generiche es. ciclo di cure odontoiatriche). Sono escluse le spese odontoiatriche sostenute per fini puramente estetici;
  3. sono detraibili le spese sostenute per l’acquisto e l’affitto di protesi sanitarie dentarie, fonetiche e oculistiche (compresi lenti e liquidi per la loro pulizia). In tale voce sono compresi gli arti artificiali, gli apparecchi per fratture, gli apparecchi ortopedici nonché le poltrone ed attrezzature simili per invalidi dotati di meccanismi atti a facilitarne il movimento;
  4. in presenza di prescrizione medica sono ammesse le spese per prestazioni rese da dietisti e chiropratici, nonché spese per elettroterapia analgesica, laserterapia, ionoforesi, visite di podologia, fisioterapia e logopedia;
  5. non è mai ammessa la detrazione, perché non si tratta di prestazioni mediche, delle spese per prestazioni rese da naturopati, iridologi e riflessologi nonché per i massaggi shiatsu;
  6. Anche se prescritte da un medico, perché non si tratta di prodotti medicinali, non sono detraibili le spese per l’acquisto di latte artificiale per neonati, di prodotti detergenti per soggetti con allergie, di prodotti alimentari per soggetti con determinate allergie.

Le spese mediche danno diritto ad una detrazione nella misura del 19% dell’ammontare totale della spesa sostenuta nell’anno d’imposta per la parte che eccede Euro 129,11. Nel caso in cui l’ammontare della spesa sia superiore a Euro 15.493,71 è possibile ripartire la detrazione in quattro quote annuali di pari importo. Generalmente, la scelta di rateizzare l’importo in quattro rate viene effettuata dal contribuente nel caso di incapienza dell’imposta per l’anno in cui si riferisce la spesa.

Le spese mediche (versione PDF)

Applicazione del reverse charge per cellulari e dispositivi a circuito integrato (ma non per tutti)

Gentile cliente, con la presente informativa vogliamo informarLa che con decisione di esecuzione del Consiglio europeo, la n. 2010/710/UE del 22 novembre 2010, l’Italia è stata autorizzata, in deroga al principio di carattere generale secondo cui debitore d’imposta nei confronti dell’Erario, ai fini Iva, è il soggetto che effettua la cessione di beni o la prestazione di servizi, a designare, quale debitore dell’Iva, il soggetto passivo destinatario della cessione dei seguenti beni:  

  • telefoni cellulari, concepiti come dispositivi fabbricati o adattati per essere connessi a una rete munita di licenza e funzionanti a frequenze specifiche, con o senza altro utilizzo;
  • dispositivi a circuito integrato quali microprocessori e unità centrali di  elaborazione prima della loro installazione in prodotti destinati al consumatore finale.

Il reverse charge per le fattispecie in esame, si rende applicabile alle cessioni effettuate a partire dal 1° aprile 2011.

Sono escluse dall’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile le cessioni dei beni effettuate nella fase del commercio al dettaglio.

Tra gli esclusi dall’applicazione del reverse charge per le cessioni di cellulari e microprocessori vi sono, inoltre, i soggetti che operano nel regime dei contribuenti minimi , disciplinato dall’articolo 1, commi da 96 a 117, della legge 244/2007.

Come anticipato in premessa, a partire dal prossimo 1° aprile 2011 le cessioni di telefoni cellulari e di microprocessori, effettuate nelle fasi che precedono il commercio al dettaglio,
saranno regolate dalle norme del reverse charge. La fattura emessa dal cedente senza Iva, sarà poi integrata dal cessionario e registrata nel registro degli acquisti e in quello delle vendite. La
norma, prevista in origine dalla Finanziaria 2007, entra in vigore grazie all’autorizzazione comunitaria, arrivata lo scorso novembre.

La norma si applica per le cessioni di:

  • telefoni cellulari, concepiti come dispositivi fabbricati o adattati per essere connessi a una rete munita di licenza e funzionanti a frequenze specifiche, con o senza altro utilizzo;
  • dispositivi a circuito integrato quali microprocessori e unità centrali di elaborazione prima della loro installazione in prodotti destinati al consumatore finale.
REVERSE CHARGE (art. 17, co. 6, D.P.R. 633/1972)
Operazioni Decorrenza Osservazioni
Cessioni di telefoni cellulari 1.04.2011 L’autorizzazione comunitaria menziona i telefoni cellulari, ma non i relativi
componenti e accessori (es. batterie, auricolari)
Cessioni di dispositivi a circuito integrato 1.04.2011 L’autorizzazione comunitaria menziona i dispositivi a circuito integrato prima
della loro installazione in prodotti destinati a consumatori finali, ma non fa riferimento alle cessioni di computer e relativi accessori

 Ambito applicativo
Sono escluse dall’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile che qui interessa le cessioni dei beni effettuate nella fase del commercio al dettaglio: non conta la qualifica dell’acquirente (privato o soggetto passivo Iva), ma la sola attività del cedente. Ciò, in quanto, obiettivo della deroga richiesta dall’Italia, autorizzata dal Consiglio Ue, è quello di rendere debitore dell’Iva il cessionario “passivo”, per contrastare le frodi che si verificano, di regola, nelle cessioni che precedono il commercio al dettaglio, nel quale i beni sono venduti all’ultimo acquirente, ossia all’utilizzatore finale del ciclo distributivo.

Ne deriva che:

  • l’acquisto di un cellulare o di un microprocessore da parte di un soggetto passivo Iva presso un dettagliante, ancorché per scopi legati all’attività economica svolta, e indipendentemente dal numero o dal valore dei pezzi acquistati, non deve essere assoggettato a reverse charge, ma al sistema ordinario di applicazione dell’Iva a titolo di rivalsa.
    In altre parole le società, imprenditori, professionisti o organismi pubblici o privati dotati di partita Iva se acquistano per uso professionale o d’impresa un telefonino, sono esclusi dall’obbligo del reverse charge ed i cedenti applicheranno le regole ordinarie del tributo addebitando l’Iva in fattura.
  • diversamente, se l’acquisto avviene presso un grossista, si applica il meccanismo dell’inversione contabile.
Commercio al dettaglio escluso dal Reverse Charge
Il meccanismo del reverse charge, per le cessioni di telefoni cellulari e dispositivi
a circuito integrato

Si applica alla fase distributiva che precede il commercio al dettaglio. L’esclusione opera anche quando l’utilizzatore finale sia un
soggetto passivo Nulla è stato previsto a riguardo di una eventuale soglia minima per l’applicazione della
disposizione

 Come accennato in premessa, tra gli esclusi dall’applicazione del reverse charge per le cessioni di cellulari e microprocessori vi sono, inoltre, i soggetti che operano nel regime dei contribuenti
minimi, disciplinato dall’articolo 1, commi da 96 a 117, della legge 244/2007. È previsto, tuttavia, l’obbligo di certificazione del corrispettivo, che dovrà essere adempiuto dal cedente senza recare
l’addebito dell’imposta. Infine, qualora il contribuente minimo assuma la veste di cessionario dei beni in discorso, la fattura emessa nei suoi confronti in regime di reverse charge comporta l’obbligo di integrazione del documento e di versamento dell’imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Il meccanismo dell’inversione contabile

IL FUNZIONAMENTO DEL REVERSE CHARGE
Cedente: obblighi e
diritti
  1. Deve emettere fattura senza l’applicazione dell’Iva quale titolo di inapplicabilità dell’imposta l’art.17 comma 6, D.P.R: 633/1972;
  2. può detrarre l’imposta assolta a “monte” sugli acquisti e sulle importazioni inerenti l’attività;
  3. può esercitare il diritto al rimborso dell’Iva secondo le modalità di cui all’art.38 bis, D.P.R. 633/1972, realizzandosi i presupposti di cui all’art.30, comma 3, lett. A), così come modificato dall’art. 35, comma 6 bis, D.L. 223/2006.
Cessionario:
obblighi
  1. deve integrare la fattura emessa dal cedente senza addebito d’imposta, indicando sul documento stesso l’aliquota ordinaria e la relativa imposta;
  2. deve annotare la fattura integrata nel registro delle fatture emesse entro il mese di ricevimento della fattura o comunque entro 15 giorni dal suo ricevimento con riferimento al relativo mese e nel registro degli acquisti anteriormente alla liquidazione periodica, ovvero alla dichiarazione annuale nella quale viene computata la detrazione.

 

Sanzioni per l’errata applicazione del “reverse charge”
Soggetti Violazione sanzione Cessionario o Committente
Cessionario o committente Mancato assolvimento
dell’imposta relativa agli acquisti
di beni o servizi, connessa
all’errata applicazione del
meccanismo dell’inversione
contabile
Dal 100 al 200% dell’imposta
non assolta, con un minimo di
euro 258
Cedente o prestatore Addebito irregolare dell’imposta in
fattura senza effettuare il
versamento
Dal 100 al 200% dell’imposta
non pagata, con un minimo di
euro 258. Il
cessionario/committente
risponde in solido della sanzione
e del pagamento dell’imposta
non versata dal
cedente/prestatore
Cessionario o committente
– Cedente o prestatore
Irregolarità nell’applicazione del
reverse charge, ma regolare
assolvimento dell’imposta
3% dell’imposta irregolarmente
assolta, con un minimo di euro
258 ( dal 1 gennaio 2011 senza
il limite massimo di euro 10.000
previsto invece per il triennio
2008-2010). Al pagamento delle
sanzioni sono tenuti
solidalmente entrambi i soggetti
obbligati all’applicazione del
meccanismo dell’inversione
contabile
Cedente o prestatore Mancata emissione della fattura
senza applicazione dell’imposta
Dal 5 al 10% dell’imponibile non
fatturato. Il cessionario o
committente è obbligato a
regolarizzare l’omissione
applicando, comunque, il
meccanismo dell’inversione
contabile

Formato PDF

DURC – Aggiornamento del servizio on line


Si avvisano i gentili clienti che, a decorrere dal 28.03.2011, è stata completamente modificata l’applicazione www.sportellounicoprevidenziale.it, dedicata alla richiesta ed al rilascio del DURC.

1. Verifica utenze Stazioni appaltanti, SOA e “Altre P.A.”

Con la nuova versione 4.0, gli utenti registrati come stazioni appaltanti pubbliche e SOA  ccederanno al servizio con il codice fiscale  (alfanumerico) del titolare dell’utenza (persona fisica) e non più con gli attuali “codici utente” che iniziano, rispettivamente, con “SA” e “SOA”. Pertanto, al primo accesso al sito, le stazioni appaltanti pubbliche e le SOA, già registrate sull’attuale versione, dovranno eseguire le operazioni richieste dal sistema (cd. “riautenticazione”).

Per le SOA, è stato effettuato un controllo preliminare sulle utenze già rilasciate al fine di verificare l’attualità dei dati. La “riautenticazione”, pertanto, sarà possibile per le sole SOA che risultino formalmente autorizzate dall’AVCP alla data del 24 marzo 2011.

Per le sole stazioni appaltanti pubbliche, la procedura proporrà la compilazione obbligatoria di alcuni campi necessari all’esatta individuazione dell’utente (Settore/Ufficio/Sede, Tipologia della Stazione Appaltante Pubblica, telefono/fax/e-mail, recapito corrispondenza). La procedura indicherà i dati a compilazione obbligatoria.

Anche gli utenti registrati come “Altre P.A.” accederanno al servizio con il codice fiscale

(alfanumerico) del titolare dell’utenza (persona fisica). Pertanto, al primo accesso al sito, gli utenti, già registrati sull’attuale versione, dovranno eseguire le operazioni richieste dal sistema. Si precisa che anche per le “Altre P.A.” è stato effettuato un controllo preliminare sulle utenze già rilasciate e che, pertanto, la “riautenticazione” sarà possibile per le sole utenze (avente sigla “P.A.” nella versione 3.5) che risultano effettivamente autorizzate ad accedere con detto profilo.

2. Nuovo sistema di rilascio delle utenze a Stazioni appaltanti pubbliche, SOA e “Altre P.A.”

Con il rilascio della versione 4.0 è stato modificato il sistema per il rilascio delle utenze alle stazioni appaltanti pubbliche, alle SOA ed alle altre pubbliche amministrazioni, al fine di adeguarlo ai nuovi standard di sicurezza previsti dal codice dell’amministrazione digitale e consentire l’identificazione informatica del soggetto titolare della “utenza”.

In particolare, le stazioni appaltanti pubbliche, se non sono già registrate o hanno bisogno di nuove/ulteriori utenze, dovranno chiedere l’abilitazione ad una qualsiasi Sede di INAIL, INPS e Casse edili, utilizzando l’apposito modulo di richiesta che sarà pubblicato sul sito e raggiungibile seguendo il percorso: “Info” – “Informazioni per l’accesso”.

Il modulo di richiesta per il rilascio dell’utenza stazione appaltante pubblica potrà essere utilizzato anche dalle pubbliche amministrazioni che agiscono come amministrazioni procedenti, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera o) del D.P.R. n. 445/2000, in relazione ai procedimenti amministrativi di propria competenza.

Il nuovo sistema prevede che l’utenza stazione appaltante pubblica può essere rilasciata esclusivamente al Dirigente della Struttura che opera come stazione appaltante pubblica o pubblica Amministrazione procedente.

Al momento del rilascio di tale utenza al Dirigente, il sistema rilascerà una ricevuta contenente, oltre al codice utente del richiedente (codice fiscale alfanumerico) ed alla password provvisoria (da aggiornare al primo accesso), le istruzioni per completare l’accreditamento e quelle per la creazione/gestione delle utenze in capo ai singoli operatori della struttura.

La nuova utenza stazione appaltante, infatti, consentirà al titolare (dirigente) di rilasciare “utenze delegate” al personale, incardinato presso la struttura di cui è responsabile, che avrà il compito di effettuare le richieste di DURC in nome e per conto della struttura stessa.

Il Dirigente della stazione appaltante rilascia le “utenze delegate” sotto la propria personale, completa ed esclusiva responsabilità e dovrà provvedere all’aggiornamento dei dati dei propri “delegati” ed alla eventuale revoca dell’utenza rilasciata a questi ultimi.

Con riferimento, invece, alle utenze “SOA” e “Altre P.A.” rilasciate con la versione 4.0, si precisa che queste saranno rilasciate al Dirigente/Direttore responsabile della struttura solo dall”Amministratore Centrale” del sistema presso la Direzione Centrale Sistemi Informativi e Telecomunicazioni dell’INAIL ed esclusivamente previa autorizzazione della Direzione Centrale Rischi dell’INAIL.

Ai fini della predetta autorizzazione, verrà verificata la documentazione allegata al modulo di richiesta comprensiva, per le “SOA”, dell’autorizzazione rilasciata dall’AVCP, e, per le “Altre P.A.”, dell’indicazione della specifica convenzione/accordo per lo scambio dei dati contenuti negli archivi informatici, nel rispetto delle disposizioni in materia di trattamento dei dati (D.Lgs. n. 196/2003).

Con il nuovo sistema di accesso, anche queste utenze consentiranno al Dirigente/Direttore responsabile di rilasciare “utenze delegate” al proprio personale, con i limiti e le modalità sopra indicati.

In tutti i casi in cui vengono “generate” utenze “delegate”, si richiama l’attenzione dei Dirigenti/Responsabili di struttura – titolari di utenze stazioni appaltanti, SOA, altre PA – sulle particolari responsabilità derivanti dall’esercizio delle funzioni connesse a tali utenze, come illustrate nei provvedimenti emessi dall’Autorità garante per la protezione dei dati personali.

3. Accesso al servizio da parte di aziende e loro intermediari

Nulla è cambiato per l’accesso al sito da parte delle aziende e degli intermediari che devono continuare ad utilizzare le utenze già in uso per i servizi on-line di INPS ed INAIL. Le relative informazioni saranno pubblicate sul sito e raggiungibili seguendo il percorso: “Info” – “Informazioni per l’accesso”.

4. Consultazione delle richieste effettuate con la versione 3.5

Tutte le richieste inoltrate dall’1.1.2006 (data di attivazione del servizio) al 24.3.2011 saranno presenti nella nuova versione 4.0 e potranno essere quindi consultate dagli utenti con le consuete modalità.

5. Pratiche incomplete

Tutte le richieste di DURC che alla data del 24 marzo 2011 sono state inserite nell’applicativo 3.5, ma non sono state inoltrate (pratiche cd. “incomplete”), verranno cancellate dal sistema.

6. Nuove tipologie di richiesta

Con riferimento alle tipologie di richiesta di DURC sono state aggiunte le seguenti:

A) “Contratti di forniture e servizi in economia con affidamento diretto”: i dati da inserire saranno riportati sul quadro C del modello, sostanzialmente analogo a quello già in uso, con indicazione dell’oggetto del contratto che viene riportato sul DURC.

B) “Altri usi consentiti dalla legge”: è stata prevista per gestire le richieste inerenti rapporti contrattuali tra privati, ancorché il DURC non sia espressamente previsto da una specifica norma di legge; questa tipologia deve essere quindi utilizzata solo nei casi in cui la richiesta di DURC non rientra in una delle altre tipologie disponibili (appalti pubblici di lavori, forniture o servizi, contratti pubblici di forniture e servizi in economia, verifica autodichiarazione, partecipazione /aggiudicazione appalto, lavori privati in edilizia, attestazione SOA/ iscrizione albo fornitori, agevolazioni, finanziamenti, sovvenzioni, autorizzazioni); i dati da inserire saranno riportati sul quadro C del modello, con indicazione dello specifico motivo della richiesta che verrà riportato sul DURC.

7. Modifiche riguardanti le attuali tipologie di richiesta

Per quanto riguarda le attuali tipologie di richiesta di DURC, sono state apportate le seguenti

modifiche:

A) la richiesta di DURC per appalti pubblici di forniture e servizi seguirà le stesse modalità

previste per gli appalti di lavori pubblici; quindi anche questa tipologia richiede l’inserimento delle informazioni relative alla stazione appaltante ed all’appalto (fase del contratto, luogo di esecuzione della prestazione, ecc.); i dati da inserire saranno riportati nei quadri A e B del modello.

B) per gli appalti di lavori, forniture e servizi è stato previsto il tipo contratto “affidamento” per la gestione delle richieste relative alle imprese mandanti (in caso di raggruppamento temporaneo di imprese) ed alle imprese consorziate (in caso di consorzio); la funzionalità è analoga a quella già prevista in caso di subappalto ed è finalizzata a “tracciare”, in relazione ad uno stesso determinato appalto, il legame tra l’appaltatore/mandatario/consorzio e le imprese esecutrici/mandanti/consorziate; i dati da inserire saranno riportati nei quadri A e B del modello.

C) la richiesta per “verifica autodichiarazione alla data del…”, riservata alle sole stazioni appaltanti, è ora una autonoma tipologia e deve essere utilizzata, oltre che per la verifica della dichiarazione sostitutiva prevista dall’articolo 38 del Codice per gli appalti pubblici (lavori, servizi e forniture), anche in tutti gli altri casi in cui debba essere verificata la veridicità di una dichiarazione sostitutiva acquisita da una pubblica amministrazione; i dati da inserire saranno riportati sul quadro C del modello.

D) la richiesta per “partecipazione/aggiudicazione appalto” che ora è una autonoma tipologia; i dati da inserire saranno riportati sul quadro C del modello.

E) per la tipologia “agevolazioni, finanziamenti, sovvenzioni, autorizzazioni”, è ora necessario indicare nella richiesta la specifica motivazione (il tipo di agevolazione o autorizzazione, l’oggetto del finanziamento, ecc.) nell’apposito campo a testo libero; i dati da inserire saranno riportati sul quadro C del modello.

F) in tutte le richieste di DURC dovrà essere selezionata una delle specifiche previste nella sezione “tipo ditta” che saranno: “datori di lavoro”, “lavoratori autonomi”, “gestione separata – committente associante” e “gestione separata – titolare di reddito di lavoro autonomo, di arte e professione”; si tratta di dati che interessano l’INPS al fine di individuare le posizioni contributive oggetto di verifica di regolarità;

G) in tutte le richieste di DURC dovrà sempre essere indicato, a fini istruttori, l’indirizzo di posta elettronica; in aggiunta, dovrà sempre essere indicato, solo con riferimento alla ditta, l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) o il numero di fax.

8. Modifiche riguardanti il certificato I DURC emessi nella versione 4.0 conterranno, in aggiunta a quelli attuali, i seguenti dati:

A) per gli appalti pubblici: descrizione completa della tipologia della richiesta, con indicazione del tipo (appalto, subappalto, affidamento), della fase (es. stipula contratto) e, nel caso di contratti di forniture e servizi in economia con affidamento diretto, della descrizione dell’oggetto del contratto (es. acquisto cancelleria) indicata nella richiesta; nel caso di subappalto e di affidamento, indicazione della stazione appaltante e del subappaltatore/consorziata/mandante;

B) per “altri usi consentiti dalla legge”: descrizione dello specifico motivo della richiesta indicato dall’utente;

C) per tutti i DURC:

1. indicazione di una delle specifiche già selezionate in fase di richiesta dall’utente nella sezione “tipo ditta” (“datori di lavoro”, “lavoratori autonomi”, “gestione separata – committente associante” e “gestione separata – titolare di reddito di lavoro autonomo, di arte e professione”) e, nel caso di “datori di lavoro”, indicazione del settore del CCNL applicato (selezionato tra quelli disponibili)

2. indicazione, all’interno del riquadro dedicato all’esito della verifica di ciascun ente, di eventuali note inserite dal responsabile del procedimento di verifica della regolarità

3. indicazione dei dati del cantiere, all’interno del solo riquadro dedicato all’esito della verifica delle Casse edili, per i DURC relativi ad appalti pubblici di lavori per fasi successive alla stipula di un nuovo contratto

4. indicazione, sui certificati rilasciati in copia di un DURC già emesso, della dicitura “Stampa

effettuata da …” con le informazioni della sede e dell’utente che ristampa

5. indicazione, sui certificati emessi a seguito di annullamento di un precedente DURC, della dicitura “Il presente certificato, rilasciato in sede di autotutela a seguito di nuova verifica da parte di (INAIL, INPS o Cassa edile), annulla e sostituisce il precedente in data…”

6. indicazione su tutti i DURC emessi, del periodo di validità del certificato (90 o 30 giorni a seconda dei casi) e dei limiti di utilizzo (es. per “altri usi consentiti dalla legge” e “agevolazioni, finanziamenti, sovvenzioni, autorizzazioni”, la dicitura in calce al certificato è “DURC valido 30 giorni dalla data di emissione, non utilizzabile per appalti pubblici e lavori edili privati soggetto a DIA o a permesso di costruire”).

Tutti i DURC emessi con la versione 4.0 riporteranno, in calce al certificato, un contrassegno generato elettronicamente.

Tale contrassegno consentirà di verificare la provenienza e la conformità del documento cartaceo (analogico) in possesso degli utenti con il documento informatico presente nella banca dati DURC.

Tale verifica potrà essere effettuata utilizzando un apposito software gratuito disponibile sul sito e raggiungibile dall’icona “Verifica autenticità dei documenti”. Le istruzioni per l’utilizzo del software saranno contenute nel relativo “Manuale utente”.

9. Rilascio del certificato

Il DURC verrà emesso nel momento in cui tutti gli enti hanno inserito nella procedura l’esito della propria verifica e, comunque, al 31° giorno dalla data di richiesta.

Il DURC verrà invece emesso al 46° giorno nell’ipotesi in cui la pratica sia stata sospesa a fini istruttori o per regolarizzazione e l’Ente che ha sospeso la pratica non abbia inserito l’esito prima dello scadere del termine massimo di sospensione (15 giorni). Qualora l’Ente che ha sospeso inserisca l’esito prima di detto termine, il DURC sarà emesso decorsi 30 giorni più i giorni di effettiva sospensione.

Al fine di rendere noti i dati che dovranno essere gentilmente comunicati allo Studio per la richiesta del Durc, riportiamo la tabella seguente:

Lo Studio ringrazia per l’attenzione e rimane a disposizione per ulteriore chiarimento.

Informazione Flash n. 16/2011 “Imposta sostitutiva”

OGGETTO: Imposta sostitutiva del leasing

Imposta di registro

Per effetto della legge di stabilità 2011 (legge n. 220/2010) è stato modificato il regime delle imposte d’atto (Registro, ipotecaria e catastale) sui contratti di locazione finanziaria immobiliare,prevedendone, sostanzialmente, il prelievo nella fase di acquisto dell’immobile da parte della società di leasing, con i tributi dovuti poi in misura fissa al riscatto del bene.

Dal 1° gennaio è cambiata quindi la tassazione indiretta per i leasing di immobili strumentali,che sconteranno le imposte ipotecarie e catastali in misura ordinaria (4% per immobili strumentali,3% per gli immobili abitativi) all’atto dell’acquisto dell’immobile da parte della società di leasing e non saranno più soggetti a registrazione.

Per i leasing immobiliari in corso al 1° gennaio 2011 è previsto il pagamento di un’imposta sostitutiva a fronte del venir meno delle imposte ipocatastali al riscatto.

Al riguardo si fa presente che:

_ l’imposta sostitutiva va versata con riferimento a tutti i contratti di locazione finanziaria di immobili, aventi ad oggetto sia immobili strumentali sia immobili a uso abitativo;

_ rientrano nell’ambito applicativo dell’imposta anche i contratti di leasing aventi ad oggetto immobili ancora da costruire o in costruzione, nonché quelli per immobili adibiti a cava. Inoltre, il tributo va versato per i contratti di leasing relativi a impianti fotovoltaici;

_ ne restano, al contrario, esclusi i contratti di locazione finanziaria aventi ad oggetto beni immobili non ancora acquistati dalla società di leasing entro il 31 dicembre 2010. In tali casi, infatti, la stipula del contratto di compravendita da parte della società di leasing sarà soggetta alle aliquote ordinarie previste dal Testo unico delle imposte ipotecaria e catastale

 

Calcolo dell’imposta

L’importo da versare sarà pari a quello originariamente dovuto in sede di riscatto e cioè il 2% per i fabbricati strumentali e 3% per cento per i fabbricati abitativi.

Da tale ammontare si dovrà poi:

→ dedurre l’imposta di registro sui canoni;

→ sottrarre una somma (che rappresenta una specie di attualizzazione finanziaria del tributo) pari al 4% moltiplicato per il numero di anni residui di durata del contratto.

Soggetti obbligati

Obbligati solidalmente al pagamento sono le parti contraenti del contratto di leasing, vale a dire la società di leasing e l’utilizzatore.

Nel rispetto dell’autonomia contrattuale delle parti, esiste, comunque, la possibilità di accordarsi perchè una delle parti effettui il pagamento per poi esercitare il diritto di regresso.

Come avviene di solito il pagamento dell’imposta avverrà da parte della società di leasing la quale riaddebiterà poi l’imposta all’utilizzatore.

All’utilizzatore, infatti, per prassi competono, oltre ai benefici, le spese e gli oneri che seguono alla formazione del contratto di leasing.

Da un punto di vista operativo, saranno, quindi, le società di leasing a versare l’imposta in via telematica, rivalendosi poi sull’utilizzatore.

RICORDA

Va evidenziato che Assilea, nella Circolare 22.12.2010, n. 39, invita le società di leasing ad informare gli utilizzatori, con un’apposita comunicazione, in merito al trattamento riservato all’imposta sostitutiva in esame.

 

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